GLI ONOREVOLI

1963



Incasso lire 239.263.000 - Spettatori 1.084.307

Detti & contraddetti

Do ut des, ossia tu dai tre voti a me, che io do tre appalti a te.

Non importa, io seguiterò a combattere! Ho sempre combattuto per la patria e per la dinastia, io sono un combattivo, passerò alla storia, sono combattente!

Siccome sono democratico, comando io.

Chi parla di voti inutili è totalitario e in malafede, i voti inutili possono essere utili se servono ad eleggere qualcuno e questo qualcuno di cui sopra sono io. Io, concittadini di Roccasecca, io umile servo di questa nobile Rocca, Secca per modo di dire, Antonio La Trippa. Vota Antonio La Trippa, Vota Antonio, Vota Antonio, Vota Antonio...

Per qualcuno servire un onorevole è un onore.

Antonio La Trippa

Scheda del film

Titolo originale Gli onorevoli

Paese Italia - Anno 1963 - Durata 98 min - B/N - Audio sonoro - Genere commedia, satirico - Regia Sergio Corbucci - Soggetto Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi, Vittorio Metz, Vittorio Vighi, Mario Guerra, Renato Mainardi - Sceneggiatura Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi, Vittorio Metz, Vittorio Vighi, Mario Guerra, Renato Mainardi - Musiche Armando Trovajoli


Totò: Antonio La Trippa - Franca Valeri: Bianca Sereni - Gino Cervi: Rossani-Breschi - Walter Chiari: Salvatore Dagnino, regista TV - Peppino De Filippo: Giuseppe Mollica - Aroldo Tieri: Saverio Fallopponi - Linda Sini: Signora Rossani-Breschi - Riccardo Billi: portinaio - Stelvio Rosi: il biondino - Franco Fabrizi: Roberto Ciccoletti, detto Robin - Cristiano Cucchini: Tonino, il figlio di Rossani-Breschi - Memmo Carotenuto: benzinaro - Anna Campori: signora La Trippa - Fiorenzo Fiorentini: propagandista - Mario De Simone: altro propagandista - Carlo Pisacane: un vecchietto di Roccasecca - Filippo De Pasquale: abitante di Roccasecca - Carlo Lombardi: presidente Partito Nazionale Restaurazione - Franco Giacobini:De angelis - Agostino Salvietti: maggiordomo - Alberto Sorrentino: cliente malato della pensione - Sergio Corbucci: proprietario della pensione - Antonio Acqua: segretario Santamaura - Franco Castellani: Santamaura - PNR segretario

Soggetto, Critica & Curiosità

1963-gli-onorevoliSoggetto 

La democristiana Bianca Sereni, femminista ante litteram, si fa affiggere i manifesti da alcune prostitute e finisce per innamorarsi di un uomo pagato dagli stessi democristiani per fotografarla in atteggiamenti compromettenti. Pur scoprendo l'inganno decide di ritirarsi e mettersi insieme allo stesso uomo.
Il senatore del PLI Rossani Breschi si fa propaganda invitando i ricconi nel suo lussuoso salotto, ma un suo comizio di piazza finisce involontariamente sabotato da una banda di ragazzini, rivale della banda di cui fa parte suo figlio, che avevano provato a emulare i grandi giocando a fare i politici.
Lo scrittore comunista Saverio Fallopponi, che vanta tra l'altro alcuni suoi testi pubblicati dalla casa editrice dello stesso Rossani Breschi, si scaglia contro gli Stati Uniti, ma non disdegna i dollari. Viene costretto a ritirarsi quando la cosa verrà fuori.
Il prof. Mollica, candidato del MSI, viene grottescamente truccato dal regista di Tribuna elettorale, col risultato che il suo comizio televisivo viene sospeso dopo pochi secondi, ed egli tenterà comunque di tenere il suo discorso in un varietà fra le ballerine.
Antonio La Trippa, monarchico, tormenta i condomini suonando la carica e urlando i suoi slogan dal balcone usando un imbuto a mo' di megafono, ma quando si avvede dei loschi fini dei suoi dirigenti rivela alle persone che assistevano al suo comizio le loro trame e manda a monte la sua stessa elezione.

Critica e curiosità 

Il film fu girato nell'estate del 1963, con titoli provvisori "I deputati", "I quattro onorevoli" e "Vinca il migliore" e ha la struttura di un film a episodi, infatti Corbucci e Grimaldi scrissero la sceneggiatura dell'episodio con Totò, Guerra e Vighi quello di Walter Chiari e Peppino De Filippo, mentre quello con Gino Cervi fu scritto da Vittorio Metz.
Film di satira politica in cui tutti i partiti attraverso i vari personaggi vengono presi di mira. Si va dal liberale Gino Cervi al comunista Aroldo Tieri, dalla democristiana Franca Valeri al missino Peppino De Filippo, e al nostro Totò del PNR, il partito nazionale per la restaurazione.
Nel film fa una breve apparizione il regista Sergio Corbucci nel ruolo dell'albergatore che cerca una camera a Totò, non sono segnalati particolari tagli censori tranne alcune espressioni definite volgari ovvero parolacce che furono cambiate.Il film ebbe due trailers cinematografici, commentati da Nando Gazzolo, uno destinato al nord d'Italia e l'altro al sud.
Il regista Sergio Corbucci compare brevemente nel ruolo del proprietario della pensione di Roccasecca dove La Trippa si appresta a passare la notte
Il paese natale di Antonio La Trippa - dove lui si reca per chiedere voti ai suoi compaesani ma poi, resosi conto della disonestà dei dirigenti del suo partito, ci ripensa - nella finzione si chiama "Roccasecca", ma è in realtà Fiano Romano. Il nome del paese è lo stesso della località di cui era sindaco Totò nel film Il medico dei pazzi e in Totò lascia o raddoppia?, interpretando il duca Della Forcoletta, afferma che la sua casata sia originaria proprio di Roccasecca. Tra l'altro nel Lazio esistono realmente due comuni con questo nome: Roccasecca e Roccasecca dei Volsci
Nella scena in cui Peppino De Filippo si becca del "ridicolo" da Walter Chiari, a quest'ultimo per un attimo scappa una risata (non prevista nel copione).
Compare giovanissimo, in un piccolo cameo, nella parte del ragioniere, Aldo Busi
Nei titoli di testa compare anche il nome di Ruggero Deodato, in veste di assistente alla regia.

Attualità del film

Il film Gli Onorevoli si dimostra di un'attualità sconcertante. Forse dovremmo dire che non è tanto merito del film, quanto demerito della classe politica che è stata incapace di correggere se stessa in questi ultimi cinquanta anni.

Alcune riflessioni:
-la Signora La Trippa (siamo nell'episodio de Gli onorevoli con Totò) dichiara, senza alcun problema, di non votare per il marito ma di preferire la Democrazia Cristiana ed in particolare dichiara di votare "Giulio"; ci tiene a precisare che "Non c'è rosa senza spina, non c'è governo senza Andreotti". E siamo nel 1963...
-in una degli episodi de Gli onorevoli il senatore Rossani-Breschi, uomo di destra moderata, ma con un passato politico alle spalle altalenante, con un'appartenenza anche al Fascio, è un importante e ricco editore.
Il suo principale contestatore è un giovane scrittore comunista, Fallopponi, interpretato da Aroldo Tieri; se politicamente i due si combattono, dal punto di vista degli affari vanno molto d'accordo: l'editore di destra ha, infatti, pubblicato un libro dello scrittore comunista che sta avendo un grande successo.
Il tutto non vi ricorda forse D'Alema e altri esponenti della nostra sinistra che fanno pubblicare le proprie opere dalla Mondadori del ricco editore di destra e loro nemico politico Silvio Berlusconi?
-sempre nello stesso episodio de Gli Onorevoli il senatore Rossani-Breschi, nel corso di un incontro pre-elettorale nel suo salotto di casa, risponde ad alcune domande.
Domanda: "Cosa farà con le tasse?"
Risposta del Rossani-Brazzi: "Le abolirò!"
Non vi fa venire in mente nessuno?
-nell'episodio de Gli Onorevoli con protagonista Totò, il segretario e il presidente del P.N.R., il partito di Antonio La Trippa, dichiarano di aver investito finanziariamente nel partito per arrivare ad avere una sia pur minima rappresentanza parlamentare. Puntano a tre seggi, che appaiono pochi, ma che in determinate circostanze possono salvare il governo; il loro motto è: "Io do tre voti a te, tu dai tre appalti a me!".
Sono forse cambiati i tempi…?
-Antonio La Trippa, quando viene a sapere dell'esistenza di un nuovo partito, il P.A.P.I. (nulla a che vedere con l'accezione, molto di moda attualmente, di "papi"…: si trattava del Partito Autonomo Pensionati Italiani), dichiara "In Italia i partiti spuntano come funghi : erano 18 ora sono 19!". Oggi, nonostante le varie riforme elettorali, siamo ancora nella stessa situazione…

«[...J Il filmetto di Corbucci non esce dall'abborracciata formula a episodi e dal dubbio umorismo da avanspettacolo tanto caro al bozzettismo romanesco. Insomma, una sfilza di luoghi comuni con qualche episodico momento divertente che va a merito dei singoli interpreti più che del copione e del regista.»

Giulio Cattivelli, «La Libertà», Piacenza, 6 ottobre 1963,

«Barzellette sceneggiate anche ne Gli onorevoli di Sergio Corbucci, cavalcata mica tanto amena nel sottobosco della politica italiana, con attori di prestigio internazionale come Totò, De Filippo, Chiari, la Valeri, umiliati in un repertorio polveroso e di basso conio, afflitti da una sceneggiatura e da un dialogo capaci di suscitare una profonda, invincibile malinconia persino nel più zelante tra gli spettatori televisivi [...]»

Onorato Orsini, «La Notte», Milano, 20 febbraio 1963


«L'avanspettacolo, e un avanspettacolo non sempre di buon gusto, domina il film [..]. Sergio Corbucci [..] non bada per il sottile per far sorridere la platea. Totò [è] scatenato come al solito [..]»

vice, «Corriere dell'Informazione», 1963

«Anche negli Onorevoli, l'ultimo film che Totò gira per la regia di Corbucci, l'attore napoletano compie solo un'apparizione. Non così fulminea ma altrettanto esilarante. Totò interpreta il monarchico Antonio La Trippa, candidato del Partito Nazionale per la Restaurazione, e in testa porta ancora il cappello da bersagliere. La mattina sveglia i condomini intimando dalla finestra del bagno la sua implacabile propaganda elettorale «Votantonio votantonio votantonio... Italiani! Inquilini, coinquilini, casigliani.»

Alberto Anile

«Vota Antonio, vota Antonio.» Totò si candida alle elezioni. Con il collegio uninominale avrebbe stravinto, era il migliore di tutti. Con la preferenza si trova invece in difficoltà. Lui che al solo sentire parlare di onorevoli, come il mitico Cosimo Trombetta, esplodeva in un inconfutabile, «Ma mi faccia il piacere ». La spietata competizione elettorale lo costringe a mendicare voti per il suo partito monarchico anche arringando le masse del suo condominio. Antonio La Trippa si deve infatti umiliare a urlare, dal bagno, il suo nome in un megafono.»

Walter Veltroni


Su richiesta della Commissione di revisione la Società Jolly Film si impegna formalmente ad apportare al film le modifiche richieste, in parte qui allegate.

Censura Gli onorevoli Fascicolo

Censura Gli onorevoli Presentazione


Così la stampa dell'epoca


Antonio La Trippa: Votantoniovotantoniovotantoniovotantoniovotantonio. Italiani! Elettori! Inquilini! Coinquilini! Casiliani! Quando sarete chiamati alle urne, per compiere il vostro dovere, ricordatevi un nome solo: Antonio La Trippa. Italiano! Vota Antonio La Trippa! Italiano! Vota La Trippa!
Voce dal cortile:...sì, ar sugo!
Antonio La Trippa: Brutto mascalzone figlio di... Italiani! Italiani! Votantoniovotantoniovotantonio. Inquilini! Coinquilini! Condomini! Casiliani! Quando andrete alle urne, per compiere il vostro dovere, votate la lista P.N.R.: Partito Nazionale Restaurazione. Scegliete un numero solo che è tutto una garanzia, tutto un programma: 47!
Voci dal cortile: Morto che parla!
Antonio La Trippa: E fesso è chi non sta zitto! Ma guarda che numero m'hanno dato! 

Contessa, ospitata da Rossani-Breschi: Senatore, ma ha sentito come parla? E lei ha il coraggio di ricevere gente simile?!
Rossani Breschi: Non si dia pena, contessa. Io sono un democratico liberale...
Saverio Fallopponi: …Si, ma prima di essere democratico liberale, me pare che lei era democristiano, e prima ancora era monarchico, e prima ancora è meglio che non ne parliamo… 

Io voto Giulio. Eh mia cara: non c'è rosa senza spine, non c'è governo senza Andreotti.
(signora La Trippa)

Pillole di Totò

Onorevoli2

Nel finale del film, dove si vede Totò che entra nel bar, sono ben visibili sullo sfondo, a destra del fotogramma, seduti al tavolino il cugino di Totò Eduardo Clemente, Franca Faldini e Liliana che parlano realmente di fatti loro, in attesa che finissero le riprese della scena per tornare a casa.

Analisi

Vota Antonio la Trippa

L'episodio più esilarante del film Gli Onorevoli è di gran lunga quello che ha per protagonista Totò.
Totò interpreta la parte di un ufficiale in pensione, Antonio La Trippa, classico militare "tutto di un pezzo". Il "tutto di un pezzo" lo dimostrerà con il suo comportamento, militare lo è un po’ meno, perché, come la moglie (Anna Campori) e il suo ex-attendente (Agostino Salvetti) gli rinfacciano, da soldato aveva esclusivamente diretto la banda musicale!
Antonio La Trippa si presenta alle elezioni per il Partito Nazionale Restaurazione; è un nostalgico dei "bei tempi", un conservatore, anzi un restauratore romantico; spera ancora nel ritorno del Re in Italia. Nel suo partito è l'unico in grado di prendere voti, grazie alla grande stima di cui è circondato nel suo collegio elettorale (la cittadina di Roccasecca).
Rimarrà deluso dai notabili del suo Partito (Presidente e Segretario), quando capirà che l'unica loro intenzione è quella di insediarsi in Parlamento (grazie ai voti da lui ottenuti) per potersi vende al miglior offerente.
 
Vota Antonio la Trippa: marketing elettorale

Da esperto ante-litteram in marketing elettorale, Antonio La Trippa ha capito l'importanza della pubblicità: "Occorre battere, ribattere, martellare, il nome del candidato deve colpire i timpani degli elettori". E si comporta di conseguenza; sceglie una frase, quasi uno slogan, il famosissimo:
"Vota Antonio, Vota Antonio, Vota Antonio!"
Lo ripete dappertutto, con tono normale, a bassa voce, come intercalare, ma anche e soprattutto urlandolo a squarciagola: si avvale a tal scopo di uno strano imbuto-megafono e si affaccia, più volte, alla finestra per proporre ai condomini il suo "Vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio", magari condito da un vero e proprio discorso.
Qui occorre ricordare che Totò, in molti suoi film, propone "discorsi dal balcone": il grande attore napoletano doveva essere rimasto particolarmente colpito dai modi, dal tono e dai contenuti dei discorsi del Duce. In tanti film, non appena capita l'occasione, Totò si diverte ad arringare la folla.
Ricordiamo, tra gli altri, i suoi discorsi in Totò e Maciste, Totò e Cleopatra, Totò Peppino e la dolce vita, Il giorno più corto, Arrangiatevi.
 
Vota Antonio la Trippa: tre memorabili discorsi

Di questo film ricordiamo tre "succosi" discorsi:
Il primo lo tiene di domenica mattina, affacciandosi alla finestra della propria casa, che da' sul cortile del palazzo (da notare che pochi minuti prima aveva già "dato la sveglia" a tutti suonando la tromba), armato di imbuto-megafono; ecco il testo :
(Con tono crescente, da basso a "urlato"):
Vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio.
(Poi "alla Mussolini"): Italiani, elettori, inquilini, coinquilini, casigliani!
Quando sarete chiamati alle urne per compiere il vostro dovere, ricordatevi un nome solo: Antonio La Trippa!
Italiano! Vota Antonio La Trippa!
Italiano ! Vota Antonio La Trippa! (un condomino irriverente: "Sì, al sugo eh, eh…")
Brutto mascalzone, figlio di…
(Riprende "alla Mussolini"): Italiani, italiani! Vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio!
Inquilini, coinquilini, condomini, casigliani, quando andrete alle urne per compiere il vostro dovere, votate la lista PNR, Partito Nazionale Restaurazione; scegliete un numero solo che è tutto una garanzia, tutto un programma: 47.
(il solito condomino irriverente: "Morto che parla!")
E fesso a chi non sta zitto! Ma guarda che numero mi hanno dato!

Il secondo discorso è, in effetti, solo la prova generale dell'intervento che Antonio La Trippa dovrà tenere il giorno dopo a Roccasecca.
Il luogo e il momento della prova: nel letto matrimoniale, di notte, leggendo il testo illuminato solo dalla luce del comodino, mentre la moglie dorme.
(Inizio sommesso): Chi parla di voti inutìli (ndr accento sulla seconda i, poi si corregge), inutili è totalitario e in malafede, i voti inutili possono essere utili se servono ad eleggere qualcuno; questo qualcuno di cui vi parlo, sono io, concittadini di Roccasecca.
Io, umile figlio di questa nobile Rocca, Secca per modo di dire, Antonio La Trippa.
(Sempre sommesso): Vota Antonio La Trippa. Vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio!
(All'improvviso a gran voce!): Italiani! Il grido di dolore …
La moglie si sveglia di soprassalto, arriva l'attendente e l'oratore è costretto a terminare le prove!
Ma la nottata non è finita. Antonio La trippa vuole offrire ai condomini, in piena notte, un ulteriore, e soprattutto, tranquillizzante discorso; si affaccia alla finestra che da' sul cortile, questa volta senza l'ausilio del consueto imbuto-megafono, e… via a tutta voce :
Italiani, dormite pure, borghesi pantofolai, tanto qui c’è l’insonne che vi salva; mentre voi dormite, La Trippa lavora. Vota Antonio, vota Antonio!
La "demenzialità" di svegliare qualcuno che dorme per potergli assicurare che può dormire tranquillo è chiaramente un "non senso" alla Totò!

Infine, da ricordare un'altra piccola/grande battuta di Totò; ci troviamo a Roccasecca, dove dopo qualche minuto Antonio La Trippa dovrà tenere il suo discorso. Ha appena conosciuto i due sinistri dirigenti del partito. In particolare Antonio La Trippa ha notato che l'anziano presidente è accompagnato da una bella ragazza. Gli viene presentata come la segretaria e lui mangia la foglia.
Quando però si siedono tutti intorno a un tavolo, la bella ragazza in maniera spontanea invece di sedersi su una sedia, si siede sulle ginocchia del presidente; l'uomo di mondo Antonio la Trippa stempera la situazione osservando comprensivo: "E' bambina!".

Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
 1963-Onorevoli-01  
  Il palazzo popolare dove abita Antonio La Trippa e da dove pronuncia il famoso discorso politico del "Vota antonio" è in Via Tommaso Campanella 68 a Roma. Una visuale dell'esterno indirezione di Via Ruggero di Lauria sgombra subito ogni dubbio
   
  Entrando nel palazzo, è possibile anche individuare esattamente la finestra da cui si sporge Totò col megafono
  
  La curiosità è che quando si sente nel palazzo echeggiare la voce di Totò o quando qualcuno guarda verso la sua finestra, la porzione di palazzo inquadrata sullo sfondo è sempre la stessa, anche se Totò non si vede o ci si fa credere che si affacci da qualche altra parte...
   
La scalinata dove Bianca Sereni (Franca Valeri) fa affiggere i suoi manifesti elettorali è in via San Biagio a Sacrofano (Roma), ed è l'accesso al Borgo antico. Qui vediamo la scalinata e palazzo Placidi-Serraggi (C) sullo sfondo
  
  Dalla foto di oggi (grazie Roberta!) si può facilmente riconoscere che il posto è quello!
   
  La via di Roccasecca dove Antonio La Trippa (Totò) arriva col bus per andare al comizio elettorale è Via Giustiniani a Fiano Romano (RM)
   
  Qui vediamo La Trippa e i suoi compagni di partito scappare sempre in Via Giustiniani dopo il comizio in piazza

Immagini dal set

IMMAGINI DAL SET

Le Locandine


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