Gustavo Lombardo, la Titanus e Totò


Un giorno, seduto al ristorante, vidi poco lontano due signori e una signora osservarmi ridendo fra loro. Stavo per alzarmi e litigare quando seppi che uno di quei signori era Gustavo Lombardo. Mi stava studiando per portarmi nel cinema.

Proveniente da una famiglia della borghesia napoletana, nacque da Pietro e Rosa D'Andrea. Diciannovenne, contro il volere dei genitori, abbandonò gli studi universitari in giurisprudenza per dedicarsi al cinematografo. Nel 1904 fondò nella sua città natale una società di noleggio e distribuzione delle pellicole. Dal 1907 divenne rappresentante per l'Italia meridionale di diverse case cinematografiche come le italiane Carlo Rossi & C., SAFFI-Comerio e le francesi Gaumont ed Éclair. Nel 1909 fondò la rivista cinematografica Lux.

Nel 1910 con la creazione della SIGLA (Società Italiana Gustavo Lombardo Anonima) - divenuta nel 1915 Monopolio Lombardo - Lombardo rafforzò ulteriormente la propria posizione, estendendo la sua rete distributiva anche alle regioni centrali, e stabilendo un vero e proprio monopolio nel settore della distribuzione cinematografica in quelle aree per quasi tutte le case di produzione, sia italiane che estere. Nello stesso anno acquistò una sala cinematografica a Roma. Nel 1916, Lombardo estese le attività della sua ditta anche alla produzione, con la costituzione della Teatro-Lombardo Film.

Successivamente rilevò gli stabilimenti della Polifilms al Vomero, e nel 1919 creò la Lombardo Film. La nuova società scritturò attori e registi di grosso calibro e divenne rapidamente una delle maggiori realtà dell'industria cinematografica nazionale. Tra gli artisti scritturati vi figurò la diva Leda Gys, con la quale Lombardo instaurò una relazione sentimentale che portò alla nascita del figlio Goffredo nel 1920 e al matrimonio nel 1932. Con la sempre maggior concentrazione dell'attività cinematografica a Roma verificatasi alla fine degli anni venti, Lombardo trasferì gradualmente la produzione nella capitale, dove si stabilì con la sua famiglia nel 1933.

Nel 1928 diede vita alla Titanus, altra sua casa destinata ad assumere un ruolo importante nel cinema nazionale, con produzioni importanti fino alla fine degli anni cinquanta. Lombardo ebbe il merito di lanciare cinematograficamente Totò, che debuttò nel 1937 nel film Fermo con le mani! di Gero Zambuto con la paga di 6.000 lire. Nel corso degli anni quaranta il figlio Goffredo entrò alla Titanus, subentrandogli completamente dopo l'aggravarsi delle sue condizioni di salute che lo portarono alla morte nel 1951.

Dopo anni di rivista, di avanspettacolo e teatro di arte varia, nel 1935 Antonio de Curtis si avvicina al cinema, forse anche perché la proposta gli arriva da un napoletano come lui. 

Gustavo Lombardo è il fondatore della Titanus, la casa di produzione che il figlio Goffredo porterà in primissimo piano nel dopoguerra. Il produttore riesce a convincere Totò, e il 21 giugno 1935 ottiene la sua firma su un contratto per due film. Prima di arrivare al set passerà ancora un anno; il contratto viene aggiornato il 4 giugno 1936 con una nuova scrittura privata che lo opziona per quattro pellicole, da girarsi tutte in estate quando l’attore è libero da impegni teatrali. In questo secondo contratto la clausola più interessante riguarda i suggerimenti richiesti al comico: «La società Titanus invierà al signor De Curtis Antonio, entro l’aprile di ogni anno il soggetto da girare acciò lo stesso possa suggerire nuovi ‘gags’ che saranno vagliati nel mese precedente a quello in cui si dovrà girare il film».

Lombardo si assicura Totò attore e Totò autore e con questa richiesta messa nero su bianco inaugura una collaborazione attiva del comico ai testi, che nei contratti cinematografici del dopoguerra (perlomeno in quelli rintracciati) non risulta più formulata ma rimarrà stabilmente nella prassi. Intanto Lombardo gli fa cucire addosso una commediola a base di equivoci e orfanelle; il regista è Gero Zambuto, apprezzato artigiano del muto all’ultima direzione; lo sceneggiatore è Guglielmo Giannini, scrittore di diversi film interpretati da Angelo Musco, poi famoso come direttore del settimanale “L’uomo qualunque” e fondatore dell’omonimo partito.

Il primo film, Fermo con le mani del 1937 è un mezzo fallimento ma Lombardo non demorde, crede davvero al Totò cinematografico e studia subito la seconda mossa. Stavolta mette sotto contratto Achille Campanile, commediografo umoristico di stampo vagamente surrealista e Carlo Ludovico Bragaglia, regista veloce proveniente da discusse esperienze futuriste e da tempo, insieme al fratello Anton Giulio, grande ammiratore di Totò. C'è molta indecisione sul titolo finale:  Totò N. 2,  Fiori d’arancio, Vicino a te col cuore, Bella faccia il cuor l’allaccia, Io muoio disperato e Il neo col pelo. Alla fine si opta per il più semplice Animali pazzi. Grazie a Lombardo, inizia l'avvenura cinematografica di Totò che durerà per i prossimi 30 anni...


Il primo contratto cinematografico di Totò stipulato il 4 giugno 1936 con la Titanus di Gustavo Lombardo per il primo film di Totò "Fermo con le mani". La copia del contratto fu fornita dal Marchese Camillo de Curtis, figlio del Marchese Gaspare che dal 1936 al 1938 (anno che morì suicida) fu segretario di Totò, a Federico Clemente figlio del cugino di Totò Eduardo Clemente. Interessante è il compenso (50000 lire) che per l'epoca era ragguardevole

Ed ora che si dovrà cominciare in teatro mi ci aggiungo io. Io, tutto io, in un doppio ruolo, in cui avrò la possibilità di impiegare quelle che sono le mie risorse interpretative, non esclusa la mimica e non esclusa la mia bazza. Ne risulterà [...] un film comico-lirico che, nella letteratura, potrebbe avere un esempio in Chiarastella proprio di Achille Campanile. Il racconto procede con una serratissima logica di immagini e di azioni, col dialogo ridotto al minimo necessario, quasi a creare un’armonia mimica di valore musicale.

CSC - Biblioteca Luigi Chiarini

Riferimenti e bibliografie:

"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
Cesare Zavattini, I pensieri di Totò, “Scenario”, n. 9, settembre 1940.
CSC - Biblioteca Luigi Chiarini