Eduardo Passarelli

Pseudonimo di Eduardo De Filippo (Napoli, 20 luglio 1903 – Napoli, 9 dicembre 1968), è stato un attore italiano.

Biografia

Nasce dall'unione tra Eduardo Scarpetta, uno dei maggiori attori e commediografi del teatro napoletano metà '800 e inizio '900, e Anna De Filippo, sorellastra di Rosa De Filippo, moglie ufficiale del grande attore. Eduardo fu il secondo genito, nel 1876. L'unione tra Scarpetta e sua madre aveva già dato alla luce il famoso poeta Ernesto Murolo; nel 1906 nacque il fratello minore Pasquale, e insieme si aggiungeranno alla fitta schiera di figli illegittimi di Scarpetta, tra i quali spiccano Titina, Eduardo e Peppino De Filippo. Dopo un'infanzia difficile, trascorsa, come figlio illegittimo, nel lussuoso palazzo Scarpetta in via Vittoria Colonna, anche per Eduardo iniziò inevitabilmente la lunga gavetta di attore teatrale. Suo fratello minore Pasquale De Filippo, è stato attore caratterista in molti film di Totò.

Carriera

Gli inizi della sua carriera sono segnati dalla collaborazione con i suoi fratellastri Titina, Eduardo e Peppino, suoi coetanei, e altre compagnie di giro, ma la svolta arriva sempre in teatro negli anni trenta come spalla del grande Totò nelle sue indimenticabili riviste, proprio in quel periodo Eduardo sceglierà come nome d'arte Passarelli, per differenziarsi dall'omonimo fratello che in quel periodo cominciava ad emergere nel campo del teatro napoletano e non solo.

Nel cinema prende parte a diversi film, fa parte del cast di Roma città aperta, di Roberto Rossellini, Carosello napoletano di Ettore Giannini, Le quattro giornate di Napoli di Nanni Loy e in numerosi film con Totò, tra cui Sette ore di guai, tratto dalla prima delle quattro farse di Eduardo Scarpetta (che si chiamava Na' criatura sperduta), Passarelli oltre a fargli da spalla esordirà come sceneggiatore cinematografico, sempre con Totò scrivendo copioni che rimarranno nella storia del cinema italiano, come la scena del tribunale nel film La cambiale Totò e Peppino, falsi testimoni, Eduardo Passarelli, il giudice, e prima ancora in Totò e i re di Roma con il grande Alberto Sordi, lo stesso Passarelli, esaminatore di uno stagionato Totò, che ha bisogno a tutti i costi della licenza elementare per non perdere il suo posto di archivista al ministero.

Ma per il Passarelli non arrivò mai nessun ruolo da protagonista, riuscì ad interpretare solo ruoli marginali, tra i figli di Scarpetta fu quello che ebbe meno successo, forse perché schiacciato dalla fitta schiera di attori, attivi in quel periodo che non gli permisero di emergere, come i già citati De Filippo, Totò, Nino Taranto, i Maggio (Pupella, Rosalia, Dante, Beniamino), dotati di indiscutibile talento e che saranno protagonisti sia nel teatro che nel cinema.

Il Passarelli viene anche ricordato per aver scritto insieme ad Alessandro Ferraù il volume dedicato a Totò "Siamo uomini o caporali".


Galleria fotografica


Filmografia

Gli ultimi giorni di Pompeo, regia di Mario Mattoli (1937)
Il feroce Saladino, regia di Mario Bonnard (1937)
Gatta ci cova, regia di Gennaro Righelli (1937)
Stasera alle undici, regia di Oreste Biancoli (1937)
Il conte di Brechard, regia di Mario Bonnard (1938)
Il marchese di Ruvolito, regia di Raffaello Matarazzo (1939)
Lo vedi come sei... lo vedi come sei?, regia di Mario Mattoli (1939)
San Giovanni decollato, regia di Amleto Palermi (1940)
Casanova farebbe così!, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1942)
Roma città aperta, regia di Roberto Rossellini (1945)
Emigrantes, regia di Aldo Fabrizi (1948)
Totò al giro d'Italia, regia di Mario Mattoli (1948)
Monastero di Santa Chiara, regia di Mario Sequi (1949)
Napoli eterna canzone, regia di Silvio Siano (1949)
Canzoni per le strade, regia di Mario Landi (1950)
47 morto che parla, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1950)
Il brigante Musolino, regia di Mario Camerini (1950)
Vita da cani, regia di Steno e Monicelli (1950)
Vivere a sbafo, regia di Giorgio Ferroni (1950)
Le sei mogli di Barbablù, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1950)
Sette ore di guai, regia di Vittorio Metz (1951)
Totò sceicco, regia di Mario Mattoli (1951)
Tototarzan, regia di Mario Mattoli (1951)
Totò e i re di Roma, regia di Steno e Monicelli (1951)
Il mago per forza, regia di Metz e Marchesi (1951)
Buon viaggio, pover'uomo, regia di Giorgio Pàstina (1951)
Carosello napoletano, regia di Ettore Giannini (1953)
Ho scelto l'amore, regia di Mario Zampi (1953)
La domenica della buona gente, regia di Anton Giulio Majano (1953)
Pendolin, episodio di Cento anni d'amore, regia di Lionello De Felice (1954)
Graziella, regia di Giorgio Bianchi (1954)
Cento serenate, regia di Anton Giulio Majano (1954)
Quando tramonta il sole, regia di Guido Brignone (1955)
I vagabondi delle stelle, regia di Nino Stresa (1956)
È arrivata la parigina, regia di Camillo Mastrocinque (1957)
Vacanze a Ischia, regia di Mario Camerini (1957)
Non sono più guaglione, regia di Domenico Paolella (1958)
La cambiale, regia di Camillo Mastrocinque (1959)
I Teddy boys della canzone, regia di Domenico Paolella (1960)
Rocco e i suoi fratelli, regia di Luchino Visconti (1960)
Meravigliosa, regia di Siro Marcellini (1960)
Le quattro giornate di Napoli, regia di Nanni Loy (1962)