Altoviti Antonio

Antonio Altoviti

Biografia

Nato a Firenze il 15 ottobre 1914, data di decesso non conosciuta. Somigliante a tale John Bartha.

Ragazzo fu a Viareggio; prima del servizio militare, si laureò in giurisprudenza a Firenze solo per accontentar il babbo. Conseguì una seconda laurea, in Scienze politiche e sociali.
Sposò Maria Badoglio. Lavorò a Roma al Ministero per l'Africa Orientale Italiana; durante la Seconda Guerra Mondiale fu sul fronte francese ma spesso a Torino.

Il suo primo contatto col cinema fu nel 1942 a Cinecittà, nello stesso anno fece l'assistente regista volontario (cioè non pagato) per il film "BENGASI".


Estate '43 da Roma riparò in Confederazione Helvetica. Al termine della Guerra aprì una pizzeria a Roma ed iniziò a lavorare come aiuto-regista (ad esempio x i film "VIVERE IN PACE", "L'ONOREVOLE ANGELINA", "ROMANTICISMO", eccetera).
Pare aver lavorato anche per "TOTO' LE MOKO' (non è precisato però il ruolo tecnico).
Dall'amicizia con Carlo Ponti, iniziata nel '44, nacque la sua successiva carriera nel settore della produzione cinematografica; fu produttore esecutivo(ad esempio per "La donna del fiume").
Inoltre fu Amministratore delegato della Società "ROSA FILM" (Società di Carlo Ponti che produsse e co-produsse alcuni lungometraggi con Totò fra il '52 ed il '54-'55), come confermò a Tatti Sanguineti che lo intervistava in proposito nell'agosto 1999.

Proseguì come Direttore di produzione (per esempio per "Amore e chiacchiere/Salviamo il panorama" ed altri lungometraggi), come Organizzatore Generale (per "Il moralista", "L'isola di Arturo", "La donna scimmia", "Controsesso" ed altri).
Per "La donna scimmia", 1963-'64, interpretò pure il breve ruolo del barone napoletano che concupisce "la donna scimmia" e fece un vescovo per "io, io, io... e gli altri", 1965-'66.
Nel 1969 risulta, oltre che nel ruolo di Greenwood, sia fra gli sceneggiatori che l'Organizzatore Generale del film italo-francese "Una su 13", co-prodotto dalla ditta "C.E.F." della quale risulta essere stato nel consiglio d'amministrazione. Fra i suoi altri ruoli quello in "ROMA BENE", dove affermò essersi pure doppiato.

A metà anni Settanta si ritirò dal cinema. Fra il 1986 ed il 1988 stilò le proprie memorie che poi confluiranno nell'autobiografia "Fin De Race a Cinecittà", dalla quale è tratta la maggior parte di codeste note. Non ha avuto figli.



Riferimenti e bibliografie:

Simone Riberto, alias Tenente Colombo