Capitani Remo

Remo Capitani bio

Conosciuto anche come Ray O'Connor o Ray O'Conner (Roma, 19 dicembre 1927 – Roma, 14 febbraio 2014), è stato un attore italiano.

Biografia

Stuntman presente in molti film a Cinecittà, spesso anche come caratterista fra gli anni sessanta e ottanta, divenne famoso soprattutto per la sua interpretazione nel western Lo chiamavano Trinità nel ruolo di Mezcal, il prepotente ladrone messicano.[1] Entrato nel mondo del cinema grazie al padre Ferruccio Capitani, nel periodo in cui il cinema americano veniva a girare i suoi kolossal a Roma, Capitani lavorò soprattutto nel genere spaghetti western. È morto a Roma, nella sua casa al Quarticciolo, il 14 febbraio 2014 a 86 anni.[2][3] I funerali si sono svolti il 17 febbraio nella Chiesa dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo e la salma è stata inumata al cimitero di Tivoli.

Filmografia

Gli onorevoli (1963)
Totò contro il pirata nero (1964)

Uccidi o muori (1966)
Tuttototò (1966)
Dio perdona... io no! (1967)
Il figlio di Django (1967)
Non aspettare Django spara (1967)
Sapevano solo uccidere (1968)
...E venne il tempo di uccidere (1968)
Vendetta per vendetta (1968)
Buckaroo, il winchester che non perdona (1968)
Oggi a me... domani a te (1968)
I quattro dell'Ave Maria (1968)
Django il bastardo, regia di Sergio Garrone (1969)
La collina degli stivali (1969)
La belva, regia di Mario Costa (1970)
I vendicatori dell'Ave Maria, regia di Bitto Albertini (1970)
Lo ammazzò come un cane... ma lui rideva ancora (1970)
Ciakmull - L'uomo della vendetta, regia di Enzo Barboni (1970)
Lo chiamavano Trinità..., regia di Enzo Barboni (1970)
Il corsaro nero (1971)
Bastardo, vamos a matar (1971)
Amico, stammi lontano almeno un palmo..., regia di Michele Lupo (1972)
W Django! (1972)
I due figli dei Trinità, regia di Osvaldo Civirani (1972)
Il grande duello (1972)
Bada alla tua pelle, Spirito Santo!, regia di Roberto Mauri (1972)
Spirito Santo e le 5 magnifiche canaglie, regia di Roberto Mauri (1972)
Novelle galeotte d'amore, regia di Antonio Margheriti (1972)
Finalmente... le mille e una notte, regia di Antonio Margheriti (1972)
Canterbury proibito (1972)
Così sia, regia di Alfio Caltabiano (1972)
...E alla fine lo chiamarono Jerusalem l'implacabile (Padella calibro 38), regia di Antonio Secchi (1972)
Carambola, filotto... tutti in buca (1972)
Decameron nº 3 - Le più belle donne del Boccaccio, regia di Italo Alfaro (1972)
Fra' Tazio da Velletri (1973)
Kid il monello del West (1973)
Abbasso tutti, viva noi (1974)
Porno erotico western (1979)
Gangs of New York (2002)
La passione di Cristo (2004)
Doppiatori italiani
Vinicio Sofia in Oggi a me...domani a te, Lo chiamavano Trinità..., Amico, stammi lontano almeno un palmo...
Arturo Dominici in I vendicatori dell'Ave Maria, W Django
Corrado Gaipa in Dio perdona...io no!, Vendetta per vendetta
Cesare Polacco in I quattro dell'Ave Maria
Alessandro Sperlì in La belva
Ferruccio Amendola in Bada alla tua pelle, Spirito Santo!
Sergio Fiorentini in ...E alla fine lo chiamarono Jerusalem l'implacabile (Padella calibro 38)
Aldo Barberito in Fra' Tazio da Velletri
Renato Mori in Carambola, filotto...tutti in buca 


Note


 Generico, stuntman, infine attore anche col nome d’arte “Ray ‘O Connor”, e con il quale, nel tempo ho instaurato un rapporto di filiale amicizia. Meriterebbe la stesura di una attenta biografia, che certo ne uscirebbe “ricca” di notizie e riferimenti, e poliedrica ed intrigante, quale ne è la sua personalità, ahimè dimenticata anche dai cosiddetti esperti, che lavorano in tv.

Simone Riberto

Remo Capitani 2 bio

Ho 73 anni. Papà era un “auriga”, ossìa, preparava i cavalli per le scene d’azione nei film, e lo fece anche per kolossal rimasti nella storia, quali il pluri-premiato “Ben Hur”. Mi presero nel cinema quando avevo sei anni per fare da controfigura, per una caduta da cavallo, ad un bambino. Fu una esperienza occasionale. Ma di occasioni cinematografiche ne ebbi altre, nel corso del tempo, anche negli anni ‘40. Tanto che nel primo dopoguerra mi iscrissi all’Enpals, anche se non era un lavoro continuativo, e quindi non era adatto per poter mantenere con sicurezza una famiglia. Mi misi a fare il meccanico, ma dal finire degli anni ’50, ebbi l’opportunità di ritornare al cinema, come cavallerizzo e cascatore, oltre che occasionale generico, e questa volta, in maniera continuativa. Mi trovai in numerosi set, e sul finire degli anni sessanta ebbi modo di diventare attore antagonista. Mi affibiarono un nome d’arte. Nei primi anni ’70 sono stato anche protagonista di alcuni film interessanti, e non solamente in ruoli western, ma anche di ambiente moderno e medioevale, non solo comici o di azione, ma anche drammatici. Il ruolo che resta identificativo del mio volto, alla massa del pubblico, resta “Lo chiamavano Trinità”, dove quale Mezcal, burbero capo dei messicani, facevo lo sbruffone, ma poi ricevevo una dura, anche se “comica”, lezione da “Bambino” (“Bud Spencer”)..(evito di riportare la valanga di nomi citatimi da Remo, non essendone qui la sede, n.d.r.) Nel film “Gli onorevoli” ho fatto da controfigura a Gino Cervi: ricordo che mi tagliarono i capelli corti come i suoi. Ero amico di Edoardo Clemente, cugino di Totò. In “Totò contro il pirata nero” il pirata guercio ero io! (non lo ricordava, ma abbiamo visto assieme che fra i generici nel pezzo western di uno dei dieci “Tuttototò” vi è anche Remo!) Ero uno di coloro che portarono sulle spalle la bara di Totò.

Remo Capitani

Riferimenti e bibliografie:

  • Intervista rilasciata a Simone Riberto, alias Tenente Colombo, 18 gennaio 2000 e date successive