De Pirro Nicola

Nicola De Pirro bio

Se in un film un rappresentante delle istituzioni sbadiglia senza mettersi la mano davanti alla bocca, io lo faccio tagliare.

Nicola De Pirro

Nicola de Pirro, squadrista e sciarpa littoria, durante il periodo fascista fu responsabile della Direzione Generale per il Teatro del MinCulPop, vero arbitro della vita teatrale italiana dal al . Ciò testimonia una sorta di continuità istituzionale tra il vecchio regime dittatoriale ed il nuovo governo repubblicano, conservando il potere anche nel dopoguerra.

Proprio nel dopoguerra, se in pratica la censura preventiva diventò pressoché facoltativa, i guai per il cinema italiano (e per il teatro) derivarono dal fatto che ad occupare le commissioni di censura furono gli stessi funzionari del Minculpop che si erano spogliati solo della camicia nera, tra cui il tristemente noto Nicola De Pirro, squadrista, funzionario fascista e poi direttore generale dello Spettacolo nell' Italia repubblicana, con la collaborazione dei cattolici integralisti, legati alla Democrazia Cristiana e al mercato delle sale parrocchiali, che si svilupparono trionfalmente: nel ' 53 erano un terzo del circuito nazionale. Una distribuzione potente che comportava implicitamente una censura di mercato. I produttori rifuggivano da film non "parrocchiali" e avevano assimilato l' indicazione di Andreotti, sottosegretario allo Spettacolo, che nel ' 48 aveva detto la censura è come la pena, è un rimedio estremo che però non sana le cause... noi dobbiamo incoraggiare una produzione sana, moralissima e nello stesso tempo attraente... La censura delle commissioni, con tagli e divieti infuriò per tutti gli anni ' 50, con un bizzarro climax nel 1960, l' anno di La dolce vita, L'avventura, Rocco e i suoi fratelli, capolavori, però "scandalosi". E come Fellini, Visconti e Antonioni risvegliarono l'indignazione dei benpensanti e dei magistrati.

Così la stampa dell'epoca


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