Giusti Elena

(La Valletta, 7 febbraio 1917 – Milano, 21 gennaio 2009) è stata un'attrice, cantante e soubrette italiana.

Biografia

Nasce nell'isola di Malta alla Valletta, per puro caso (i genitori si trovavano in tournée nell'isola); a Roma frequenta il Conservatorio di Santa Cecilia, dove si diploma nel 1938 in pianoforte, studiando contemporaneamente anche canto lirico.
Scritturata per cantare accanto ad Alberto Rabagliati, debutta nel teatro di rivista insieme a Odoardo Spadaro, nella Compagnia di riviste di Totò nel 1943, in "Aria nuova" , ricoprendo il ruolo di soubrette anche per gli anni successivi.
Nei primi anni 50 è con Ugo Tognazzi, in una serie di spettacoli di varietà, nel 1959, si trasferisce per una lunga tournée, negli USA, per poi tornare in Italia e dopo aver abbandonato qualsiasi forma di spettacolo si occupa di commercio a Milano.

Il teatro di rivista

Fantasia musicale, con Natalino Otto, il Trio Lescano, Elena Giusti, (1941)
Aria nuova, con Totò, Elena Giusti, Lucia Mannucci, Eduardo Passarelli, Quartetto Cetra, Mario Riva, Fausto Tommei, musica di Armando Fragna, prima al Teatro Galleria di Roma 9 ottobre 1943.
Che ti sei messo in testa?, Testo e regia di Michele Galdieri, con Totò, Anna Magnani, Mario Castellani, Elena Giusti, Gianni Agus, Olga Gentili, Adriana Serra, Mario Riva, Diana Dei, Nico Pepe, prima al Teatro Valle di Roma il 5 febbraio 1944.
Ridiamoci sopra, con Tino Scotti, Elena Giusti (1944)
Ma dov'è questo amore?, con Vittorio De Sica, Elsa Merlini, Elena Giusti, (1944)
Con un palmo di naso, Testo e regia di Michele Galdieri , con Totò, Anna Magnani, Oreste Bilancia, Elena Giusti, Marisa Merlini, prima la Teatro Valle di Roma, il 26 giugno 1944.
Hello... signorina!, di Rizzo, Visco, D'Orsara, con Fanfulla ed Elena Giusti, prima al Teatro Manzoni di Roma, il 4 agosto 1944.
Cappello sulle 23, di Riccardo Morbelli, con Odoardo Spadaro, Elena Giusti, Enrico Viarisio, regia di Camillo Mastrocinque (1945)
Polvere di Broadway, testi e regia di Rossaldo , con Ugo Tognazzi, Elena Giusti, Lotte Menas, (1946).
Ma se ci toccano nel nostro debole... , di Garinei e Giovannini, Nelli e Mangini, con Totò, Elena Giusti, Mario Castellani, Roberto Villa, regia di Mario Mangini, prima al Teatro Valle il 15 aprile 1947.
C'era una volta il mondo, Testo e regia di Michele Galdieri, con Totò, Elena Giusti, Isa Barzizza, Giacomo Rondinella, Mario Castellani, spettacoli Remigio Paone, prima al Teatro Valle il 21 dicembre 1947.
Bada che ti mangio!, di Michele Galdieri e Totò, regia di Galdieri, con Totò, Elena Giusti, Isa Barzizza, Diana Dei, Mario Riva, Peppino De Martino, prima al Teatro Nuovo di Milano il 3 marzo 1949.
Dove vai se il cavallo non c'è l'hai? , di Giulio Scarnicci e Renzo Tarabusi, con Ugo Tognazzi, Elena Giusti, Anna Campori, Raimondo Vianello, Salvo Libassi, regia di Scarnicci e Tarabusi, prima al Teatro Nuovo di Milani il 5 dicembre 1951.
Ciao fantasma!, testi e regia di Scarnicci e Tarabusi, con Ugo Tognazzi, Elena Giusti, Raimondo Vianello, Leo Gavero, prima al Teatro Lirico di Milano il 2 ottobre 1952.
Barbanera bel tempo si spera, testi e regia Scarnicci e Tarabusi, con Ugo Tognazzi, Elena Giusti, Raimondo Vianello, Antonio La Raina, Paolo Gozlino, musiche di Lelio Luttazzi, prima al Teatro Sistina di Roma il 11 ottobre 1953.


Elena Giusti, la soubrette assoluta

L'«elegantissima» Elena, è nata, si può dire, in teatro: suo padre e sua madre recitavano con Petrolini. Giovanetta, conquistava il diploma di pianoforte all’Accademia di Santa Cecilia, e ben presto esordiva come cantante al microfono insieme ad un «asso» quale Alberto Rabagliati. Era nel 1944 che tentava i suoi primi approcci con la Rivista, apparendo per la prima volta sul palcoscenico, a Roma, a fianco — nientemeno — di Totò e di Anna Magnani in Che ti sei messo in testa, di Galdieri. La giovanissima attrice sapeva tagliarsi una confortevole fetta nella grossa torta del successo della rivista; altri battimani, e altre lodi dalla critica, le venivano poi in occasione di un secondo spettacolo, che vedeva accoppiati sul manifesto i nomi di Spadaro e di Dina Galli.

La bionda maliziosa Elena, che guardava lontano, sognava ormai un’affermazione in qualità di «soubrette» assoluta : e otteneva anche questa, nel Cappello sulle ventitré, di Morbelli. A guerra finita, ella passa da Roma a Milano: eccola al «Lirico» ne Il cielo si coprì di stelle, di Rubens, una rivista la cui splendente messinscena le fa da preziosa cornice (in quella rivista, figura anche Antonio Gandusio: il grande attore, costretto persino ad accennare un passo di danza che non ha nulla in comune con quello dei suoi compagni, vi appare spaesato come un esquimese che si trovi d’improvviso al Congo, e la sua accigliata maschera corsaresca si complica di preoccupatissime rughe. Poi, il gran salto: per tre stagioni consecutive, il nome di Elena Giusti è il più vistoso sui cartelloni, dopo quello di Totò; un anno con Dapporto, un anno con Macario, e infine due anni, gli ultimi, con se stessa e con Ugo Tognazzi. I manifesti recano infatti: «Compagnia di Elena Giusti ed Ugo Tognazzi» : vale a dire, siamo al capo-comicato. Un bel cammino, in soli otto anni, indubbiamente.

Elena Giusti ha saputo mettere dalla sua parte un elemento di successo straordinariamente importante: il Bel Sesso. Le sue simili la ammirano per molte ragioni: e non soltanto per la squisita, aristocraticissima eleganza, ma per la finezza che ella sa portare nel canto, nella recitazione, nella danza. Elena può cantare un couplet spericolato, ballare una «rumba» vorticosa, buttarsi a capofitto nella buffoneria di uno sketch, e restare la perfetta signora di ogni momento: la signora che ad ogni sua comparsa in scena sembra aver abbandonato per pochi momenti un salotto «intellettuale» dove si parlava di Kierkegaard o di Dufy, dopo essersi scusati: «Qualche minuto appena: torno subito». La sua figura ricorda quelle disegnate da maestri del croquis, come Erte o Martin, e le copertine di Harper’s Bazar. Indossa costumi «di sogno», — come dicono appunto le sue ammiratrici — veri capolavori che recano le firme più celebrate, e porta gioielli che non sono «da teatro», ma assolutamente veri. Tanto splendidi, è vero anche questo, che si dura fatica a credere che si possano portare a passeggio sul palcoscenico con la sua suprema indifferenza.

A proposito: un giorno Elena, che spesso e volentieri pecca di distrazione (forse soltanto Amilcare Ponchielli, il più leggendario distratto d’Europa, riusciva a superarla) dimenticava in una portineria, dove aveva sostato brevissimamente, una borsetta contenente trenta milioni di diamanti, e se ne accorgeva soltanto due giorni dopo. Calmissima, faceva ritorno sul posto e subito vedeva muoverle incontro il portiere: «Signora, l’altro ieri ha dimenticato qui questa borsetta: io non sapevo proprio dove recapitargliela, e...

— Ma le pare? Mille grazie.
— Prego.

Il portiere non l’aveva aperta neppure per cercarvi un biglietto da visita. E si domanda ancora oggi perchè mai la bionda signora sconosciuta, quel giorno, andandosene in fretta, gli abbia messo fra le mani parecchi biglietti da diecimila lire. Dopo tutto, quella borsetta, sebbene bellissima, non doveva valere tanto.

Dino Falconi e Angelo Frattini


Galleria fotografica e stampa dell'epoca


Filmografia

I pompieri di Viggiù , regia di Mario Mattoli (1949)
I due sergenti , regia di Carlo Alberto Chiesa (1951)
Io, Amleto , regia di Giorgio Simonelli (1952)
Café Chantant , regia di Camillo Mastrocinque (1953)
Sua Altezza ha detto: no! , regia di Maria Basaglia (1954)

Il varietà televisivo RAI

Album personale di Elena Giusti, di Vincenzo Rovi e Dino Falconi, orchestra di Giampiero Boneschi, regia di Vito Molinari, trasmesso l'8 febbraio 1954.
Canzoni da guardare, varietà musicale con Tina De Mola, Elena Giusti, Carlo Dapporto, Rino Salviati, Gianni Bonagura, Paolo Ferrari, Nino Manfredi, Raffaele Pisu, trasmesso in 2 puntate dall'8 marzo 1954 al 19 aprile 1954.
Scugnizza, operetta di Carlo Lombardo musica di Mario Costa, con Elena Giusti, Giacomo Rondinella, Franca Tamantini, Clely Fiamma, Franco Coop, Elvio Calderoni, Arturo Bragaglia, Vittorio Congia, orchestra di Cesare Gallino, regia di Silverio Blasi, 2 aprile 1955
La Belle Epoque, Testi di Angelo Frattini, Italo Terzoli e Orio Vergani, con Nino Besozzi, Elena Giusti, Carlo Campanini, orchestra di Mario Bertolazzi, regia di Eros Macchi, 6 puntate dal 23 marzo 1957 al 4 aprile 1957.

Discografia

33 giri

1957: Una voce nella sera (Pathé, QAT 6014)


Riferimenti e bibliografie: