Maresca Achille

Achille Maresca

Impresario teatrale titolare di due compagnie – La Maresca 1 e la Maresca 2 – oltre che proprietario di una ditta di apparecchi elettrici (“cosa che induceva anche lui, come Carlo Lombardo, a risolvere i finali con spettacolosi effetti a base di migliaia di kilowatt”), deceduto il 30 giugno 1942.

Figlio di Luigi (titolare di Compagnie d'operetta deceduto, per nefrite, nel febbraio 1923), fratello dell'artista Elodia. Dal 1915 cognato di Nino Eller. Sposa tale Giuseppina. E padre di Lidia e Marisa.
Lidia diventerà attrice caratterista (nel teatro di prosa e nel cinema) e compagna di lavoro prima, poi pure la sua ultima, nella vita privata, per Peppino De Filippo; Marisa diventerà invece soubrette in Compagnie di Rivista denominata "la regina col puntino"... (fece coppia con Walter Chiari).

Marisa Maresca

Marisa Maresca


Achille, seguendo le orme paterne in breve divenne uno dei maggiori Capocomici del genere Operetta. La sua principale soubrette, d'apprima d'operetta e poi di Operette e Riviste, è Angela Ippaviz (con lui parecchi anni)

A Milano nel 1923, assieme a Giuseppe Lauri, fondano la nuova Casa Editrice Musicale "Maresca Lauri" (diretta da Giuseppe Lauri) che edita il periodico "BIS". Dal 1927, dato la sempre maggior diffusione di tal genere nel settore del teatro leggero, amplia le proprie competenze anche alla Rivista; data la rivalità a reciproci colpi bassi con Fiandra, nel 1927-1928, sottraendo artisti ad altre formazioni a suon di contratti vantaggiosi, dirige ben due Compagnie di Operettte e Riviste.

Grazie a Macario, costretto ad abbandonarlo per contratto, dal 1927 ha in formazione con lui Totò, il quale, passa dapprima da una delle due Compagnie all'altra, e poi, per la stagione 1928-1929 restando il brillante dell'unica Compagnia di Operette e Riviste Achille Maresca; in sostanza Totò (nel periodo in cui nelle carte passava dal cognome Clemente a de Curtis) fu con Maresca Achille nelle due stagioni teatrali 1927-28 e 1928-1929 e poi ci tornò nel corso delle annate 1930-1931 e 1931-1932 per poche settimane in entrambi i casi.

Achille Maresca 1940 11 24 Il Solco Fascista Compagnia Maresca

24 novembre 1940, Il Solco Fascista, Compagnia Maresca


L'incontro con Totò, raccontato da Macario

A Milano dove interpretavo la rivista Madama Follia di Ripp e Bell’Ami; mi avevano fatto una proposta vantaggiosa, e io chiesi all’impresario Achille Maresca, il padre delle future soubrette Marisa e Lidia, la futura moglie di Peppino de Filippo, di lasciarmi libero. Achille Maresca rispose che mi lasciava andare solo se gli trovavo un comico capace di sostituirmi nella rivista.

In quei giorni si esibiva al varietà Apollo, un Cafè – Chantant che stava sotto i portici di piazza Duomo, un comico napoletano di cui tutti dicevano un gran bene. Andai a vederlo, e mi piacque moltissimo. Era Totò. Durante una pausa lo avvicinai. – Le piacerebbe fare la rivista? - gli chiesi. Lui mi guardò perplesso – Devo parlare molto? - s’informò. – Dipende. - risposi. Rimanemmo d’accordo che il giorno dopo avrei portato Maresca a vederlo.

L’impresario si mostrò piuttosto scettico sulla mia scoperta. Venne tuttavia all’Apollo e non ebbi più bisogno di parlare per convincerlo a scritturare Totò: gli offrì il mio posto all’istante. Eravamo al principio della settimana. Per alcune sere, fino alla domenica, Totò venne a vedere la rivista per rendersi conto della parte. Il lunedì debuttò ma non ebbe successo. Maresca si strappò i capelli dalla rabbia e se la prese con me dicendo che lo avevo doppiamente tradito. Mi arrabbiai anch’io e gli risposi per le rime – Porco cane! – dissi - La colpa del fiasco è tutta vostra. Che idea vi è venuta in testa di far fare a Totò quello che faceva Macario? Voi a Totò dovete lasciarlo libero di essere se stesso.

Maresca allora chiamò il maestro Armando Fragna e gli ordinò di accelerare il ritmo delle musiche, assecondando le evoluzioni naturali di Totò, che era un mimo nato. C’era nella rivista una scenetta intitolata “Mentre cadeva la neve.”, che io facevo lentissimo volteggiando come un Pierrot. Con Totò divenne un balletto surreale, con lui che pareva una marionetta snodabile mossa da fili invisibili. Già durante le prove tutti si resero conto che ne veniva fuori un’altra cosa, con effetti irresistibili. Totò ce la mise tutta, e il pubblico gli diede ragione. Fu un vero trionfo. Maresca si persuase a insistere con il nuovo comico che gli avevo trovato e io ero felicissimo della mia scoperta. Da allora io e Totò diventammo amici e ci scambiammo spesso le nostre esperienze. Per me Totò rimane un caso unico nella storia del teatro italiano. Era ora che il pubblico italiano d’oggi e soprattutto i giovani, lo riscoprissero e l’apprezzassero più di quanto la gente non l’abbia apprezzato da vivo.


Nel 1928 si celebrò un processo a suo carico per la querela della artista Edy Talbot, fuggita a Paris, che lui aveva accusata di furto.

Nel settembre 1929 fece un accordo per una tournèe in Egitto. La ricostruzione delle maggiori vicissitudini del 1926-1932, per la prima volta con documentazione d'epoca, sono ricostruite nel file "GEO-TOTO': FRAMMENTI dei QUANDO, DOVE e COME nell'articolato percosro di una carriera; appunti ragonati, suddivisi in Punti e sottopunti, di Simone Riberto".

Roma, il 15 gennaio 1929 nominato uno dei quattro Delegati fra i Capocomici d'Operetta e di Rivista in seno alla Federazione del Teatro. Nel 1930 la sua Compagnia, con protagonisti Angela Ippaviz e Gino Bianchi, constava di ben 44 ballerine. Nel 1938 risultava ancora attivo come impresario. Secondo il periodico CINEMUNDUS, N° 32 per 28 settembre 1940 previsto partecipare in un cameo nel SAN GIOVANNI DECOLLATO con Totò. Ad oggi non posso confermare nè smentire se abbia preso parte oppure no a tale pellicola.

Non si dovrebbero associare a lui titoli di Spettacoli, in quanto non ne era co-autore ma solo impresario titolare di Compagnie.

Achille Maresca La Stampa

La Stampa, 1930


Dagli spettacoli eseguiti, e dalla denominazione stessa che aveva preso la celebre compagnia Maresca, si evince in quale direzione si era indirizzato il gusto del pubblico: divertimento facile, risate spensierate e "inintellettuali", occhio gaudente per le bellezze muliebri, rinunciando a quanto di arte l'operetta aveva avuto. La rivista stava così soppiantando l'ormai inaridita "piccola lirica", e artisti di prim'ordine, quali Angela Ippaviz, Lia Corsini, Alba De Rubeis, Alfredo Orsini, Corrado Baldini, Adriano Marchetti, Antonio De Rubeis, che tante volte erano stati applauditi al Teatro Reinach, si erano dovuti convertire a questo genere, se volevano continuare a calcare le scene. Nel contempo, comici quali Virgilio Riento, e musicisti dalla indubbie qualità di Armando Fragna erano dal caffè concerto e dal varietà confluiti in questa compagnia che continuò ad avere in programma ambedue i generi di spettacolo. Prima delle due sole serate di operetta, erano state presentate Madama Follia, Mille... e una donna, Girotondo, Peccati ... e poi virtudi, che si qualificavano con gli attributi di rivista "super", "originale", "grandiosa". La locandina che presentava il programma, ci spiega assai chiaramente di che genere fossero questi spettacoli: "Le riviste sono di eccezionale ed assoluta novità senza pornografia ed immoralità; ed è bene che il pubblico ne sia informato, perché in provincia vi è ancora la falsa idea che le riviste siano spettacoli immorali ed inaccessibili alle signore". E il teatro fu gremito.

Lo Shimmy Verde, operetta del 1925 in tre atti di Alfredo Napolitano - Musica di Nicola Valente. Nel libretto dello Lo Shimmy verde sono presenti nove brani, tutti firmati da Alfredo Napolitano e Nicola Valente: 1) Lo shimmy verde; 2) La java verde; 3) Fox-trot delle bagnanti (Ottetto); 4) Dolce cuoricin (Danza americana).

Achille Maresca Lo Shimmy Verde

L'operetta Lo Shimmy verde fu presentata, in prima nazionale, il 16 ottobre 1925 al teatro Politeama Giacosa di Napoli dalla Compagnia d'operette diretta da Achille Maresca con la soubrette Angela Ippaviz, il buffo Gino Bianchi, il tenore Baldini, Jole Pacifici, Consalvo, Nuto Navarrini, Lya Gloria, Nadia Nadlakowska. In contemporanea, va in scena al teatro Eliseo di Roma con la compagnia d'operette diretta da Gondrano Trucchi ed in Sicilia con la compagnia d'operette diretta da Sandro Tozzi con la soubrette Dellor, la Venusti, Cordella e lo stesso Tozzi. Pochi mesi dopo, raggiunge un grandissimo successo quando l'operetta Lo Shimmy verde è portata in scena al teatro Eldorado di Napoli dalla compagnia di rivista diretta da Anna Fougez con il tenore Salvatore Papaccio.



Riferimenti e bibliografie: