Moneta Luigi

Luigi Moneta

Luigi Moneta (Milano, 7 marzo 1870 – Roma, 10 marzo 1964) è stato un attore italiano.

Biografia

Non ci si può esimere dal render noto che, a parte qualche integrazione da giornali dell'epoca, la gran parte delle notizie qui riportate, su codesta singolare persona, hanno per fonte il fonico Corrado Volpicelli, del quale Lugi Moneta era il nonno materno: Luigi visse con la famiglia della figlia Lidialberta e del marito Volpicelli Mario fino all'ultimo dei suoi giorni. Era nonno materno anche dei Cinquini tecnici di montaggio Renato e Roberto.

Ignoro il nome dei suoi genitori, ma si sa che era fratello di LUIGIA. Era vedovo di Rosa Perego (1874-1959) con la quale sono stati genitori di Gina, Lidialberta, Giovanni e Vittorina (quest'ultima morta giovanissima).

Artista inizialmente attivo nel mondo del teatro, Luigi ha fatto parte della Compagnia di Ferravilla e poi di quella Pirandello.
Ha lavorato intensamente nel Cinema Muto di TORINO sia nella troupe/dietro le quinte (come SEGRETARIO CINEMATOGRAFICO e FORNITORE DI SCENE) che nel cast (ed essendo abile a truccarsi, interpretò più ruoli nel medesimo film).

Fu anche al seguito di una troupe cinematografica muta operante in Africa.
In seguito si traferì a ROMA. Un trafiletto del quotidiano "Il Resto del Carlino", nel 1925, lo cita definendolo "il miglior TROVAROBE di Roma".
Presente fin dagli inizi nel cinema sonoro, perlopiù escluso dai nomi nei titoli di testa, ad esempio, lo si può riconoscere, nel 1932, in GLI UOMINI CHE MASCALZONI nella parte del barista Giovanni; ancora un Giovanni (stavolta guardia a Bracciano) nel primo lungometraggio sonoro comico italiano, quel dimenticato "ARIA DI PAESE", protagonista e soggettista Erminio Macario, del 1933.
Dopo la seconda guerra mondiale, ormai vecchio ma sempre lucido e pronto, non ha risparmiato di fare piccole parti appropriate. Non so se il suo ultimo ruolo sia quello del nonno abruzzese ne IL FEDERALE del 1961, a ben 91 anni, comunque notevole ad 80 anni interpretare il vescovo in "PRIMA COMUNIONE".
Dei diversi altri films ben 4 sono con Totò e li vado ad elencare.

Elencato nei titoli di testa, del morale e sottovalutato "UNA DI QUELLE" fa il portiere dell'albergo "Sole", quello che dice: "Qui si dorme veramente!"
Escluso dai titoli, "UN TURCO NAPOLETANO", 1953 è il notaio!
Escluso dai titoli di testa, "MISERIA E NOBILTà", 1954 è il custode del Real Teatro di San Carlo, fuma la pipa, voce sua!
Ma il ruolo più importante ed ignorato(causa le vicissitudini censoree della pellicola etica) resta "TOTO' E CAROLINA", dove, ad 83 anni, interpreta egregiamente, doppiato dal mitico LAURO GAZZOLO, il 70enne Caccavallo padre!!! Avrebbe meritato altro che un premio Oscar.


Filmografia

Periodo muto

La scimitarra di Barbarossa di Mario Corsi (1921)
Italia, paese di briganti? di Toddi (1923)
Una tazza di thè di Toddi (1923)

Periodo sonoro

Prima comunione di Alessandro Blasetti (1950)
Due mogli sono troppe di Mario Camerini (1950)
Accidenti alle tasse!! di Mario Mattoli (1951)
Il cappotto di Alberto Lattuada (1952)
Altri tempi, epis. Pot-pourri di canzoni, regia di Alessandro Blasetti (1952)
Vacanze romane (Roman Holiday) di William Wyler (1953)
Una di quelle di Aldo Fabrizi (1953) elencato nei titoli di testa, del morale e sottovalutato, è portiere dell'albergo "Sole", quello che dice: "Qui si dorme veramente!"
Un turco napoletano di Mario Mattoli (1953) è il notaio.
L'arte di arrangiarsi di Luigi Zampa (1954)
Miseria e nobiltà di Mario Mattoli (1954) escluso dai titoli di testa, è il custode del Real Teatro di San Carlo, fuma la pipa, voce sua!
Totò e Carolina di Mario Monicelli (1955) è il ruolo più importante ed ignorato (causa le vicissitudini censoree della pellicola etica) dove, ad 83 anni, interpreta egregiamente, doppiato dal mitico Lauro Gazzolo, il 70enne Caccavallo padre.
Amore e chiacchiere di Alessandro Blasetti (1957)
Uomini e nobiluomini di Giorgio Bianchi (1958)
Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini (1959)
Il federale di Luciano Salce (1961)
Il gigante di Metropolis di Umberto Scarpelli (1961)
Akiko di Luigi Filippo D'Amico (1961)


Riferimenti e bibliografie:

Simone Riberto, alias Tenente Colombo