Ponti Carlo (Fortunato Pietro)

Carlo Ponti 

Carlo Fortunato Pietro Ponti (Magenta, 11 dicembre 1912 – Ginevra, 9 gennaio 2007[1]) è stato un produttore cinematografico italiano.

Biografia

Famiglia

Nato nel 1912, era figlio di Leone Ponti e di Maria Zardone e aveva due sorelle, Laura (1910-2012) e Lucia.[2] . Nel 1946 sposò Giuliana Fiastri, nobildonna di origine reggiana con la quale ebbe la figlia, Guendalina Ponti (1951), affermata avvocatessa e docente universitaria a Roma specializzata in Diritto d'autore, diritto cinematografico, proprietà intellettuale e diritto internazionale[3], e Alessandro Ponti (1953), produttore cinematografico.

L'incontro con Sophia Loren fu però fatale al matrimonio: dopo alcuni anni infatti si separò e sposò Sophia, dalla quale ebbe due figli, Carlo Ponti Jr. (1968) ed Edoardo Ponti (1973). Carlo Ponti e Sophia Loren sono stati importanti collezionisti d'arte. La collezione Ponti-Loren comprende oltre 150 opere, tra cui lavori di Henri Matisse, Paul Cézanne, Pablo Picasso, Canaletto, Pierre-Auguste Renoir, Giorgio de Chirico, Giacomo Balla, René Magritte, Oskar Kokoschka e numerosi reperti archeologici[4].

Carriera

Laureatosi in giurisprudenza, si occupa di cinema dal 1940. Nel primo dopoguerra lavora per la Lux Film ricoprendo, con Dino De Laurentiis, il ruolo di produttore esecutivo. In particolare segue molti registi esordienti, come Pietro Germi, Luigi Zampa, Luigi Comencini, Steno e Mario Monicelli.

Nel 1950 fonda, con il socio napoletano, la Ponti-De Laurentiis, producendo opere importanti come Guardie e ladri di Steno e Mario Monicelli (1951), Europa '51 di Roberto Rossellini (1952), L'oro di Napoli di Vittorio De Sica (1954), La strada di Federico Fellini (1954), La romana di Luigi Zampa, Ulisse di Mario Camerini (1954) e il kolossal Guerra e pace di King Vidor (1956). (Oggi gli studi "Ponti-De Laurentiis" sono sede dell'istituto professionale per la cinematografia Roberto Rossellini di Roma).


Non sarei così sicuro che la “Rosa Film” appartenesse al solo Ponti. Per me, c’era anche di mezzo Luigi De Laurentiis, fratello di Dino e padre di Aurelio. [...] Di Ponti, ricordo soprattutto l’ultimo incontro che ebbi con lui. Una lite selvaggia perché cercò di non pagarmi l’ultima rata, quella che di solito si paga alla consegna della copia campione. Anzi - ci ripenso e ne sono sicuro - non me la pagò affatto. Mi disse: “Io, in questo film (Totò e Carolina, n.d.r.), ci rimetto”. Ed io, allora gli diedi del ladro davanti a tutti.

Mario Monicelli


Divisosi dal socio Dino De Laurentiis, si trasferisce negli Stati Uniti con la moglie Sophia Loren e i figli nati dalla loro unione, che saranno anch' essi nel mondo dello spettacolo: Carlo Jr. è un ex attore ed ex direttore della San Bernardino Symphony della California, Edoardo è un regista. Qui lavora per la Paramount, producendo i film interpretati dalla moglie e molte importanti pellicole europee: La donna è donna (1961) e Il disprezzo (1963) di Jean-Luc Godard, La ciociara di Vittorio De Sica (1960), Il dottor Živago di David Lean (1965), e il trittico Blow-Up (1966), Zabriskie Point (1970) e Professione: reporter (1975) di Michelangelo Antonioni.

Per La ciociara Loren, allora da lui sposata in Messico nel 1957, vinse l'Oscar: Lello Bersani venne inviato a casa dell'attrice per l'intervista sul premio, che però non fu diffusa perché giudicata inopportuna dai funzionari RAI proprio perché Ponti non aveva ancora regolarizzato la sua posizione coniugale. Il dottor Zivago fu il suo maggior successo di pubblico, prodotto negli USA per la regia di David Lean e un cast d'eccezione (Sharif, Christie, Guinness, Steiger, Courtenay, G.Chaplin): basata sull'omonimo romanzo di Pasternak, la pellicola vinse inoltre 5 Golden Globe (tra cui uno a Ponti per il miglior film) e altrettanti Oscar (su 10 nomination); Ponti divenne il primo produttore italiano a ricevere la nomination per il miglior film (statuetta vinta da Tutti insieme appassionatamente) .

Dal 1964 cittadino francese, coraggioso nelle scelte culturali, di carattere autoritario - numerosi e celebri i suoi scontri con i registi - è stato uno dei maggiori produttori del dopoguerra anche se il suo sogno nel cassetto restò la politica.Colpito da una malattia ai polmoni, morì all'ospedale cantonale di Ginevra in seguito ad una complicazione polmonare il 9 gennaio 2007, all'età di 94 anni. È sepolto nella cappella di famiglia al cimitero del suo paese natale, Magenta, nel milanese.

Matrimoni e discendenza

Carlo Ponti sposò nel 1946 Giuliana Fiastri, dalla quale ebbe due figli:

Guendalina Ponti (1951), avvocata, ha una figlia.
Alessandro "Alex" Ponti (Roma 1 settembre 1953), produttore.

Nel 1956 Ponti si recò in Messico, ove ottenne il divorzio da Giuliana e il 17 settembre 1957 sposò Sophia Loren per procura. Ponti non rientrò in Italia, per evitare l'accusa di bigamia (allora in Italia il divorzio non era consentito), lavorando ad Hollywood. Nel 1960 lui e Sophia Loren tornarono in Italia e furono accusati di bigamia, ma negarono di essere uniti in matrimonio.

Nel 1962 il primo matrimonio di Ponti fu annullato, evitando così alla nuova coppia l'accusa di bigamia.[5] Nel 1965 Ponti ottenne il divorzio da Giuliana in Francia, permettendogli così di sposare Sophia Loren il 9 aprile 1966.[6] Ponti e la Loren ottennero la cittadinanza francese grazie all'intervento del Presidente Georges Pompidou.[7][8]

Carlo e Sofia ebbero due figli:

Carlo Ponti, Jr. (1968), divenuto direttore d'orchestra, che ha sposato la violinista Andrea Meszaros, dalla quale ha avuto due figli: Vittorio Leone e Beatrice Lara
Edoardo Ponti, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico, che ha sposato l'attrice Sasha Alexander,[2] dalla quale ha avuto due figli: Lucia Sofia e Leonardo Fortunato



Filmografia

Piccolo mondo antico, regia di Mario Soldati (1941)
Giacomo l'idealista, regia di Alberto Lattuada (1943)
La primadonna, regia di Ivo Perilli (1943)
La freccia nel fianco, regia di Alberto Lattuada (1945)
Due lettere anonime, regia di Mario Camerini (1945)
Un americano in vacanza, regia di Luigi Zampa (1946)
Mio figlio professore, regia di Renato Castellani (1946)
Albergo Luna, camera 34, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1946)
La primula bianca, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1946)
Vivere in pace, regia di Luigi Zampa (1947)
Gioventù perduta, regia di Pietro Germi (1947)
Amanti senza amore, regia di Gianni Franciolini (1948)
I miserabili: Caccia all'uomo / Tempesta su Parigi, regia di Riccardo Freda (1948)
Fuga in Francia, regia di Mario Soldati (1948)
Proibito rubare, regia di Luigi Comencini (1948)
Senza pietà, regia di Alberto Lattuada (1948)
Campane a martello, regia di Luigi Zampa (1949)
Il mulino del Po, regia di Alberto Lattuada (1949)
L'imperatore di Capri, regia di Luigi Comencini (1949)
Totò cerca casa, regia di regia di Mario Monicelli e Steno (1949)
Romanticismo, regia di Clemente Fracassi (1950)
Miss Italia, regia di Duilio Coletti (1950)
Cuori senza frontiere, regia di Luigi Zampa (1950)
È arrivato il cavaliere, regia di Mario Monicelli e Steno (1950)
Quel bandito sono io (Her Favorite Husband), regia di Mario Soldati (1950)
Vita da cani regia di Mario Monicelli e Steno (1950)
Il brigante Musolino, regia di Mario Camerini (1950)
Il padrone del vapore, regia di Mario Mattoli (1951)
Guardie e ladri, regia di Mario Monicelli e Steno (1951)
Ultimo incontro di Gianni Franciolini (1951)
Totò terzo uomo, regia di Mario Mattoli (1951)
Accidenti alle tasse!!, regia di Mario Mattoli (1951)
Anna, regia di Alberto Lattuada (1951)
I tre corsari, regia di Mario Soldati (1952)
Totò a colori, regia di Steno (1952)
Europa '51, regia di Roberto Rossellini (1952)
Jolanda, la figlia del Corsaro Nero, regia di Mario Soldati (1952)
Totò e le donne, regia di Mario Monicelli e Steno (1952)
La tratta delle bianche, regia di Luigi Comencini (1952)
Fratelli d'Italia, regia di Fausto Saraceni (1952)
Gli 11 moschettieri, regia di Ennio De Concini e Fausto Saraceni (1952)
È arrivato l'accordatore, regia di Duilio Coletti (1952)
Anni facili, regia di Luigi Zampa (1953)
Le infedeli, regia di Mario Monicelli e Steno (1953)
L'uomo, la bestia e la virtù, regia di Steno (1953)
La lupa, regia di Alberto Lattuada (1953)
Un americano a Roma, regia di Steno (1954)
La romana, regia di Luigi Zampa, (1954)
Dov'è la libertà?, regia di Roberto Rossellini (1954)
La strada, regia di Federico Fellini (1954)
L'oro di Napoli, regia di Vittorio De Sica (1954)
Un giorno in pretura, regia di Steno (1954) (non accreditato)
Carosello napoletano, regia di Ettore Giannini (1954)
Miseria e nobiltà, regia di Mario Mattoli (1954)
Il medico dei pazzi, regia di Mario Mattoli (1954)
Mambo, regia di Robert Rossen (1954)
Ulisse, regia di Mario Camerini (1954)
Attila, regia di Pietro Francisci (1954)
Siluri umani, regia di Antonio Leonviola (1954)
La donna del fiume, regia di Mario Soldati (1954)
La bella mugnaia, regia di Mario Camerini (1955)
Le diciottenni, regia di Mario Mattoli (1955)
Totò all'inferno, regia di Camillo Mastrocinque (1955) (non accreditato)
L'ultimo amante, regia di Mario Mattoli (1955)
Il ferroviere, regia di Pietro Germi (1956)
La risaia, regia di Raffaello Matarazzo (1956)
Guerra e pace (War and Peace), regia di King Vidor (1956) (non accreditato)
Peccato di castità, regia di Gianni Franciolini (1956)
Ragazze d'oggi, regia di Luigi Zampa (1957)
Guendalina, regia di Alberto Lattuada (1957)
Femmine tre volte, regia di Steno (1957)
Marisa la civetta, regia di Mauro Bolognini (1957)
Nata di marzo, regia di Antonio Pietrangeli (1958)
Orchidea nera (The Black Orchid), regia di Martin Ritt (1958)
Quel tipo di donna (That Kind of Woman), regia di Sidney Lumet (1959)
Il diavolo in calzoncini rosa (Heller in Pink Tights), regia di George Cukor (1959)
La ciociara, regia di Vittorio De Sica (1960)
Olympia (A Breath of Scandal), regia di Michael Curtiz (1960)
Lettere di una novizia, regia di Alberto Lattuada (1960)
Il corazziere, regia di Camillo Mastrocinque (1960)
Lola - Donna di vita (Lola), regia di Jacques Demy (1961)
La donna è donna (Une femme est une femme), regia di Jean-Luc Godard (1961)
Léon Morin, prete (Léon Morin, prêtre), regia di Jean-Pierre Melville (1961)
Madame Sans-Gêne, regia di Christian-Jaque (1961) (non accreditato)
Boccaccio '70, regia di Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Federico Fellini, Luchino Visconti (1962)
I sequestrati di Altona, regia di Vittorio De Sica (1962)
Cleo dalle 5 alle 7 (Cléo de 5 à 7), regia di Agnès Varda (1962)
L'occhio del maligno (L'oeil du malin), regia di Claude Chabrol (1962)
La rossa (Die Rote), regia di Helmut Käutner (1962)
Lo spione (Le doulos), regia di Jean-Pierre Melville (1962)
L'isola di Arturo, regia di Damiano Damiani (1962)
Ieri, oggi, domani, regia di Vittorio De Sica (1963)
Landru, regia di Claude Chabrol (1963)
Les carabiniers, regia di Jean-Luc Godard (1963) (non accreditato)
Adultero lui, adultera lei, regia di Raffaello Matarazzo (1963)
Il disprezzo (Le Mépris), regia di Jean-Luc Godard (1963)
La noia, regia di Damiano Damiani (1963)
La donna scimmia, regia di Marco Ferreri (1964)
Matrimonio all'italiana, regia di Vittorio De Sica (1964)
Come sposare un primo ministero (Comment épouser un premier ministre), regia di Michel Boisrond (1964)
Controsesso, regia di Franco Rossi, Marco Ferreri e Renato Castellani (1964)
La decima vittima, regia di Elio Petri (1965)
Casanova '70, regia di Mario Monicelli (1965)
Il dottor Živago, regia di David Lean (1965)
Operazione Crossbow, regia di Michael Anderson (1965)
Lady L, regia di Peter Ustinov (1965)
Oggi, domani, dopodomani, regia di Eduardo De Filippo, Marco Ferreri e Luciano Salce (1965)
L'uomo dei cinque palloni (Break up), regia di Marco Ferreri (1965)
A Look Back at Crossbow (promo per Operazione Crossbow) (1965)
Treni strettamente sorvegliati, regia di Jiří Menzel (1966)
Blow-Up, regia di Michelangelo Antonioni (1966)
Pan Tau, regia di Jindrich Polák (film tv) (1966)
C'era una volta..., regia di Francesco Rosi (1967)
La 25ª ora (La Vingt-cinquième heure), regia di Henri Verneuil (1967)
La ragazza e il generale, regia di Pasquale Festa Campanile (1967)
Al fuoco pompieri! (Horí, má panenko), regia di Miloš Forman (1967) (non accreditato)
Ci divertiamo da matti (Smashing Times), regia di Desmond Davis (1967)
Questi fantasmi, regia di Renato Castellani (1967)
Diamanti a colazione (Diamonds for Breakfast), regia di Christopher Morahan (1968)
Amanti, regia di Vittorio De Sica (1968)
La moglie del prete, regia di Dino Risi (1970)
Zabriskie Point, regia di Michelangelo Antonioni (1970)
I girasoli, regia di Vittorio De Sica (1970)
La mortadella, regia di Mario Monicelli (1971)
Un posto ideale per uccidere, regia di Umberto Lenzi (1971)
Bianco, rosso e..., regia di Alberto Lattuada (1972)
Mordi e fuggi, regia di Dino Risi (1972)
Il caso Pisciotta, regia di Eriprando Visconti (1972)
Che?, regia di Roman Polański (1972)
I corpi presentano tracce di violenza carnale, regia di Sergio Martino (1973)
Giordano Bruno, regia di Giuliano Montaldo (1973)
Cari genitori, regia di Enrico Maria Salerno (1973)
Gawain and the Green Knight, regia di Stephen Weeks (1973) (non accreditato)
Milano trema: la polizia vuole giustizia, regia di Sergio Martino (1973)
Ming, ragazzi!, regia di Antonio Margheriti (1973)
Rappresaglia, regia di George P. Cosmatos (1973)
Il mostro è in tavola... barone Frankenstein, regia di Paul Morrissey e Andy Warhol (1973) (non accreditato)
Il viaggio, regia di Vittorio De Sica (1974)
Il bestione, regia di Sergio Corbucci (1974)
Virilità, regia di Paolo Cavara (1974)
Cugini carnali, regia di Sergio Martino (1974)
La poliziotta, regia di Steno (1974)
Permettete signora che ami vostra figlia?, regia di Gian Luigi Polidoro (1974)
L'accusa è: violenza carnale e omicidio (Verdict), regia di André Cayatte (1974)
Là dove non batte il sole (Blood Money), regia di Antonio Margheriti (1974)
Arrivano Joe e Margherito, regia di Giuseppe Colizzi (1974)
Breve incontro (Brief Encounte), regia di Alan Bridges (1974) (TV Movie)
Whiskey e fantasmi, regia di Antonio Margheriti (1974)
Colpita da improvviso benessere, regia di Franco Giraldi (1975)
Il padrone e l'operaio, regia di Steno (1975)
La pupa del gangster, regia di Giorgio Capitani (1975)
Professione: reporter, regia di Michelangelo Antonioni (1975)
Cipolla Colt, regia di Enzo G. Castellari (1975)
Baby Sitter - Un maledetto pasticcio (Jeune fille libre le soir), regia di René Clément (1975)
Gente di rispetto, regia di Luigi Zampa (1975)
L'infermiera, regia di Nello Rossati (1975)
Il padrone e l'operaio, regia di Steno (1975)
Controrapina (The Squeeze), regia di Antonio Margheriti (1975)
Brutti, sporchi e cattivi, regia di Ettore Scola (1976)
Cassandra Crossing (The Cassandra Crossing), regia di George Pan Cosmatos (1976)
Una giornata particolare, regia di Ettore Scola (1977)
La notte dell'alta marea, regia di Luigi Scattini (1977)
Qualcosa di biondo, regia di Maurizio Ponzi (TV Movie) (1984) (non accreditato)
La ciociara, regia di Dino Risi (miniserie TV) (1988)
Sabato, domenica e lunedì, regia di Lina Wertmüller (1990)
Liv, regia di Edoardo Ponti (cortometraggio) (1998)


Onorificenze

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 26 giugno 1996[9]


Il problema degli attori in Italia

Rispondono i produttori

Dopo le dichiarazioni dei registi, ecco gli interventi di Dino De Laurentiis, Domenico Forges Davanzati e Carlo Ponti. L’inchiesta tra i produttori è a cura di Braccio Agnoletti. L'istituzione di scuole per attori presso le case di produzione italiane mi sembra attualmente irrealizzabile per ragioni economiche, tecniche e organizzative.

Il sistema, inaugurato dalla scuola neorealista, di utilizzare attori presi direttamente dalla vita ha giovato al cinema italiano. Molti attori reclutati in questo modo, e affinati e selezionati poi attraverso successive esperienze, lavorano oggi nel nostro cinema accanto ad attori provenienti dal teatro. Tanto gli uni che gli altri incontrano il favore del pubblico, sanno adattarsi, durante la lavorazione dei film, ai nostri metodi di produzione e assicurano cosi il successo di gran parte delle nostre pellicole. In poche parole, il sistema “ misto ” seguito in Italia di reclutare attori sia dal teatro che dalla vita ha dato finora ottimi risultati e non c’è motivo perché non séguiti a darne anche per il futuro. Cosi stando le cose non vedo perché si debba parlare di una crisi degli attori e di un relativo problema. Questa affermazione ottimista sembrerebbe, a prima vista, smentita da due fatti; cioè dalla immissione di attori stranieri in molti film realizzati in co-produzione con ditte estere e dalla scarsa disponibilità, per i film italiani, di interpreti di primissimo piano da molti lamentata. Bisogna però tener presente che la utilizzazione di attori stranieri nei film destinati anche agli spettatori di altri paesi non è tanto dovuta alla mancanza di attori italiani quanto alla necessità di venire incontro, per evidenti ragioni commerciali, alle particolari preferenze degli spettatori stessi; mentre la scarsa disponibilità di attori italiani di primissimo piano non è dovuta al loro numero ma semplicemente alla pletora,1 alla eccessiva quantità di film prodotti annualmente in Italia. Se si limitasse, con provvedimenti che qui non è il caso di proporre e discutere, il numero dei film realizzati ogni anno, si eviterebbe da un lato che la situazione attuale sbocchi, come se no è fatale che sbocchi, in una vera e propria crisi di superproduzione, e si vedrebbe anche che la apparente sproporzione fra il numero degli interpreti disponibili e le esigenze della produzione non esiste e non esiste quindi nemmeno un problema degli attori.

L’istituzione di scuole per attori presso le case di produzione mi sembra irrealizzabile per ragioni economiche e per ragioni tecniche e organizzative. Del resto l’insuccesso della scuola per attori, istituita a suo tempo presso la Scalera Film, sta a dimostrare la pratica impossibilità di effettuare in Italia un simile tentativo con risultati positivi.

Dino De Laurentiis


Come è noto la scuola neorealista italiana ha risolto a modo suo il problema degli attori utilizzando attori-personaggi, elementi presi direttamente dalla vita. Questa soluzione di cui nessuno può contestare la validità per un determinato tipo di film, per un settore limitato e circoscritto della produzione cinematografica, non può invece essere considerata valida nei confronti del cinema inteso in senso lato, ossia del cinema come industria e come spettacolo, per cui il problema degli attori sussiste in pieno. Per risolverlo sarebbe augurabile, come ho detto in una precedente intervista, l’istituzione, se non proprio in ogni città, per lo meno in ogni principale capoluogo di provincia, di regolari scuole cinematografiche e drammatiche.

Tali scuole che svolgessero per il cinema funzione analoga a quella svolta dai conservatori nel settore musicale, attirerebbero certo un gran numero di allievi e si avrebbe finalmente la possibilità di risolvere parallelamente sia il problema degli attori del cinema sia la profonda crisi esistente, anche in fatto di attori, nel settore del teatro. L’esempio della
Svezia, che pur essendo un piccolo Paese ha fornito e séguita a fornire al cinema mondiale una serie di interpreti di classe, grazie proprio alla diffusione e alla buona organizzazione delle sue scuole di recitazione, conferma l’importanza di una seria preparazione professionale degli attori del cinema. Per quanto riguarda l’Italia, tale importanza è dimostrata anche dal fatto che, mentre sono frequenti i casi di attori che passano dal teatro al cinema, rari e poco fortunati sono invece i casi di attori che, entrati nel cinema senza una preparazione professionale specifica, passano poi al teatro.

Non vi sono attualmente in Italia case cinematografiche che producano all’anno un numero sufficiente di film e abbiano, prese da sole, forza economica sufficiente per organizzare e far funzionare scuole di questo tipo. Per attuare un simile programma bisognerebbe se mai che un certo numero di case si unissero, si consorziassero a questo scopo; eventualità, questa, piuttosto improbabile.

Ritengo però che, in ogni caso, la preparazione degli allievi attraverso questo tipo di scuole verrebbe a mancare di quelle basi teoriche cosi necessarie alla formazione dell’attore.

Carlo Ponti

Cinema Nuovo, 1 giugno 1953, pagg.331-333


Martire o martinitt

Tatti Sanguinetti

C’è una teoria di Marx secondo cui sotto ad ogni accumulazione primitiva di capitale, ad ogni peculio, si nasconde un delitto.

Il crimine all’origine della fortuna di Ponti prima, di De Laurentiis subito dopo, di Ponti e De Laurentiis insieme e di ciascuno dei due in combutta o magari all’insaputa l’uno dell’altro, fu la spremitura a limone di Totò.

Tutto iniziò con L’imperatore di Capri. Il regista Luigi Comencini con uno di quegli eufemismi che rappresentano il clou comico-verbale anche e ancora e nonostante di un film come Totò e Carolina (la vecchia - di cui Caccavallo occupa il letto - morta al Santo Spirito di una “inedia”, che sono “stenti”, vulgo “fame”) la chiamò “la politica della lesina”, attuata su un preventivo a “prezzo bloccato” che la Lux di Riccardo Guaiino pagava alla consegna del film.

Lesina oggi, lesina domani, lesina un altro giorno, si lesinarono le famose tre settimane di riprese che sono all’origine di quel geniale instant-movie che fu Totò cerca casa. Così lesinato, così istantaneo , così rapinoso che solo due esordienti incoscienti potettero accettare di girare. Dieci milioni a Totò per due film, centocinquanta netti di guadagno per Ponti.

E via così... La storia la conosciamo.
“Senza Totò saremmo invecchiati alla Lux...”.

E invece il milanese e il campano scalpitanti scappano a tutto gas con il malloppo, sulla macchina scoperta dove troveranno posto anche le fidanzate prima e mogli poi.
Antonio De Curtis è chiuso nel portabagagli. Cafiero, l’autista, andrà a recuperare il Principe.


Note

  1. ^ vedi qui
  2. ^ Salta a:a b Sophia Loren Family Profile
  3. ^ Guendalina Ponti, su creative.luiss.it. URL consultato il 30 novembre 2015 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
  4. ^ S. Masi, E. Lancia, "Sophia", Gremese Editore
  5. ^ (EN) Carlo Ponti, Husband to Sophia Loren, Dead at 94, Fox News, 10 gennaio 2007. URL consultato il 4 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2013).
  6. ^ (EN) John Exshaw, Carlo Ponti obituary, in The Independent (London, UK), 12 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale il 19 febbraio 2007).
  7. ^ (EN) Carlo Ponti, Husband to Sophia Loren, Dead at 94 Archiviato il 4 settembre 2013 in Internet Archive., foxnews.com, 10 January 2007.
  8. ^ (EN) Profile, commdiginews.com; accessed 31 January 2015.
  9. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Riferimenti e bibliografie: