TOTÓ, FABRIZI E I GIOVANI D'OGGI

Inizio riprese: maggio-giugno 1960 - Autorizzazione censura e distribuzione: 26 luglio 1960 - Incasso lire 470.800.000 - Spettatori 2.747.914


Detti & contraddetti

Il capogabinetto? Ma come, in un ministero così grande c'è un solo gabinetto?


Lei ottiene quel che vuole: è un autonomo.


Che tempi! Gli ospedali tutti pieni, i cimiteri esauriti.


Chiedo l'annullamento del matrimonio alla Sacra Ruota, anzi per tutte le ruote.


Abbiamo due figli: mia moglie è la madre dei racchi.


Se il ragazzo che vuoi sposare è bello, vuol dire che non ha una lira: i fidanzati ricchi sono racchi.


Sono un pasticciere, ho duecento uova bulgare venute da Monza, via mare. Ci faccio la colomba pasquale che è buona, bonissima, è la Sofia Loren delle colombe.


La nostra è un'epoca atonica, un'epoca di reattori, missili, metropolitane e stelle filanti.


In occasione del matrimonio ci vuole il tigt. Che strano nome! A Napoli diciamo sciammèria.


Questa non è una casa, è un abitacolo, un cunicolo, un'albicocca.


Molti cavalieri, tanti cavalieri, troppi cavalieri.


Vi conoscete appena e già volete sposarvi? E che è, un matrimonio tra telegrafisti?


In politica un impegno ci vuole. Uno prima s'impegna, poi si spegna: sarebbe troppo comodo.


Signore, di sua moglie mi piace tutto, tranne il marito.


- Chiederò l'annullamento del matrimonio tramite la Sacra Rota!
- Quale ruota?
- Quella di Roma!
- E io per tutte le ruote!


Lei è mai stato in qualche posto?


È la somma che fa il totale.


Biancaneve dove la mettiamo?


Cosa vuol capire lei? Con quella faccia!


D'Amor..si muore... di fame


Suo figlio non si prende una ragazza qualunque, si prende una Cocozza! E noi, modestamente, siamo conosciuti! Pensi a suo figlio, va a teatro, in un cinema, con la Cocozza sotto il braccio, capirà che fa una bella figura!


Io le scuse le accetto a casa mia dalle diciassette alle venti e non oltre.


Esigo rispetto da mia figlia, per i miei capelli bianchi e per i miei pedalini a strisce.

Cocozza: Ma io chiedo l'annullamento, sa?
D'Amore: No, lo chiedo io l'annullamento!
Cocozza: Prego, l'ho detto prima io!


D'Amore: Sa che cos'è sua figlia? È una ninfetta!
Cocozza: Badi come parla! Noi in casa stiamo tutti quanti bene di salute, mia figlia non ninfetta nessuno!


Antonio: Mia cara, io, qui dentro, non c'ho mica un cervello!
Matilde: Eh, lo so da un pezzo!


Antonio: Dove sono le altre stanze?
D?Amore: Non ce ne sono altre.
Antonio: Ah, e questa me la chiamate casa? Questa è un abituro, un cunicolo, un'albicocca!
D'Amore: Come si permette, questa è una casa decorosa!
Antonio: Eh, le conosciamo queste case decorose... È talmente decorosa che suo figlio è scappato...
D'Amore: Istigato da sua figlia!!


Antonio Cocozza

Scheda del film

Titolo originale Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi
Paese Italia - Anno 1960 - Durata 92 min - Colore B/N - Audio sonoro - Genere commedia - Regia Mario Mattoli - Soggetto Castellano e Pipolo - Sceneggiatura Castellano e Pipolo - Produttore Isidoro Broggi, Renato Libassi - Fotografia Alvaro Mancori - Montaggio Gisa Radicchi Levi - Musiche Gianni Ferrio


Totò: cav. Antonio Cocozza - Aldo Fabrizi: rag. Giuseppe D'Amore - Christine Kaufmann: Gabriella - Geronimo Meynier: Carlo D'Amore - Franca Marzi: Matilde - Rina Morelli: Teresa - Serena Verdirosi: la figlia del rag. D'Amore - Ester Carloni: zia Carlotta - Liana Del Balzo: zia Adelaide - Carlo Pisacane: il nonno - Luigi Pavese: il commendatore La Sarda - Oreste Lionello: il compagno di scuola di Gabriella - Angela Luce: Angela, la commessa - Antonio Acqua: il divoratore di cannoli - Ughetto Bertucci: il tipografo - Mimmo Poli: il cliente della pasticceria davanti alla tv - Nando Angelini: il commesso della pasticceria - Sandro Moretti: un amico di Carlo - Elena Fabrizi: la padrona della trattoria - Nino Milano: il tassista - Nino Manfredi: (non accreditato) la voce narrante - Salvo Libassi: proprietario tipografia Rigolini - Renato Mambor: Ermanno Tazzoli detto "il diavolo della domenica" ovvero lo sterminatore delle serve - Annamaria Gambineri: la presentatrice TV - Riccardo Paladini: intervistatore della TV - Dino Valdi: tassista delle 950 lire

Soggetto, Critica & Curiosità

1960-Toto Fabrizi e i giovani doggiSoggetto
Carlo, studente ad un passo dal diploma da geometra, e Gabriella, studentessa in una scuola per traduttori, si innamorano e decidono di sposarsi: arriva dunque il momento di comunicare la notizia alle rispettive famiglie.

Il padre di Gabriella, il Cavalier Antonio Cocozza, titolare di una pasticceria, sembra accogliere la notizia con disappunto, ma in realtà teme solo di doversi scontrare con la moglie Matilde, così, capito che la figlia è davvero innamorata, con uno stratagemma riesce a estorcere alla severa consorte il consenso di nozze. A casa di Carlo, invece, la situazione si presenta diversa. Il padre, il ragionier Giuseppe D'Amore, si mostra subito decisamente contrario alla questione, principalmente per motivi economici: il suo lavoro al Ministero non gli consente delle entrate tali da poter sostenere le spese di un matrimonio. Il ragazzo, molto devoto al padre, rinuncia allora alle nozze, comunicando la notizia a Gabriella e mandando su tutte le furie anche la famiglia di lei.

A smuovere il ragionier D'Amore ci penserà però la moglie Teresa che, mostrando al marito una vecchia lettera che lui le aveva dedicato perché suo padre, a suo tempo, non intendeva dare il consenso al loro matrimonio, lo convince a lasciar sposare i due innamorati. Carlo, avuto il consenso del padre, finalmente incontra il cavalier Cocozza, che accetta la richiesta del giovane per organizzare il matrimonio entro i successivi tre mesi.

Per il pranzo di fidanzamento viene scelta una trattoria, in cui Cocozza e D'Amore fanno reciproca conoscenza. Dopo diverse incomprensioni su chi debba pagare le varie spese del matrimonio, i due genitori rompono le trattative, gettando nello sconforto i promessi sposi.

Per sanare il conflitto tra i rispettivi padri, Carlo e Gabriella organizzano allora una finta fuga d'amore. Messi alle strette da una telefonata dei figli, i due padri danno il consenso alle nozze e Cocozza riesce, ricorrendo ad uno stratagemma, a trovare il modo di obbligare D'Amore a sobbarcarsi le spese per l'appartamento dei ragazzi.

Per non venire meno all'impegno preso, visto che le sue entrate non gli permettono di meglio, D'Amore entra in una cooperativa edilizia del suo ministero, ottenendo un appartamento più vicino all'aeroporto di Ciampino che a Roma, cosa che crea ulteriori frizioni tra i due padri.

Per ricucire l'ennesimo strappo tra i due, le due famiglie fanno credere a entrambi che l'altro voglia scusarsi, combinando un incontro tra i due alla pasticceria di Cocozza. Ma anche in questo caso l' incontro finisce in lite.

Si arriva quindi al giorno delle nozze: Cocozza e D'Amore si accorgono di aver ricevuto dal sarto ognuno il vestito dell'altro e sono costretti ad un surreale scambio di vestiti in taxi fuori dalla chiesa, che li porta all'ennesima litigata: sempre più decisi a interrompere le nozze, i due arrivano quando ormai è troppo tardi: i figli si son già sposati.

Critica & curiosità 

Viene prodotto dalla DDL per la regia di Mattoli ed è una variante dei Tartassati, in cui stavolta Totò e Fabrizi duellano su chi dovrà spendere di meno per le nozze dei figli. Fu girato all'insegna del divertimento, pare infatti che i due comici a stento riuscivano a trattenere le risa prima di ogni ciak. Eccezionale i duetti fra i due attori, tra tante ricordiamo la battuta: "Suo figlio si piglia una Cocozza...e un domani va con una Cocozza sotto il braccio". Nel film fa una brevissima apparizione anche Oreste Lionello.


Così la stampa dell'epoca

«[...] Nessuno ha mai preteso che Mario Mattoli facesse un bel film, neppure Mario Mattoli. Perciò non siamo meravigliati di vedere il solito Totò e il solito Fabrizi invischiati in una scombinata storiella dove le battute sono per metà incomprensibili dato che tutti in scena fanno a gara a chi grida di più [...] Totò, Fabrizi e gli altri, ma loro due in special modo, hanno la responsabilità di giustificare le pretese umoristiche-pagliaccesche della vicenda [..]»

«Avanti!», Milano, 20 agosto 1960.


«[...] La trama è il pretesto per consentire lo scontro verbale, spesso arguto, tra i due grandi attori. Si ride alla loro mimica e per il dialogo, sempre vivo e divertente, Totò e Fabrizi sono impegnati a fondo e dispensano a piene ma"ì la loro carica comica [...]»

«Corriere Lombardo», Milano, 20 agosto 1960.


«I giovani d'oggi non c'entrano. [..] la prima parte del titolo è, invece, veritiera : è un festival Totò - Fabrizi, sono le loro liti e i loro duetti che alimentano la comicità dalla grana grossa del film. [..] Totò è un grande e Fabrizi non gli è da meno.»

Morando Morandini, 1960


«Totò interpreta Antonio Cocozza. Il film è la storia di Romeo e Giulietta, rivisitata in chiave farsesca: due giovani innamorati non riescono a coronare il loro sogno d'amore a causa delle liti tra le rispettive famiglie. I consuoceri terribili sono Totò e Aldo Fabrizi, impegnati a farsi dispetti e a insultarsi: uno è il pasticciere Cocozza, l'altro il ragionier D'Amore, un burocrate inguaribilmente avaro. Gli screzi nascono da due mentalità agli antipodi, in un contrasto sottolineato da una serie di battute, per arrivare, s'intende, al previsto matrimonio. Il film è la storia di Romeo e Giulietta, rivisitata in chiave farsesca: due giovani innamorati non riescono a coronare il loro sogno d'amore a causa delle liti tra le rispettive famiglie. [...]»

Matilde Amorosi


I documenti


Alcune scene indimenticabili del film

L'esame del futuro genero

Il giovane Carlo si presenta per la prima volta al futuro suocero.
Totò ha due compiti: valutare il giovanotto e, su ordine della moglie, obbligarlo a un fidanzamento lungo (1-2 anni...).
Subito e in maniera chiara gli dice che gli deve fare alcune domande per conoscerlo.
Diversi i quesiti, i primi tre per "dovere" ( "Si interessa di politica? "; "E' iscritto a qualche partito? "; "Milita? "), gli ultimi due, invece, molto più importanti :"Ha visto La Dolce vita?"; "Le è piaciuta?".
Le risposte sono positive e l'esame è superato!

Poi discute sul fidanzamento: il famoso fidanzamento "lungo " (1-2 anni) chiesto dalla moglie salta: la trattativa si chiude per ben due mesi!


L'incontro tra le due famiglie

L'incontro tra le due famiglie avviene in una trattoria di campagna; il regista Mattoli lo presenta come uno duello tipo Far-West.
La conflittualità tra le due famiglie o, meglio, tra i due consuoceri è tutta basata sugli aspetti economici; il ricco Totò arriva in autobus per non mettere in difficoltà Fabrizi; questi invece arriva in auto, presa a noleggio, per non sentirsi inferiore al rivale. Poi si scatena il primo litigio sulle spese matrimoniali e su chi se ne debba fare carico.
Di grande comicità è l'atteggiamento del rag.D'Amore; temendo che, come da prassi, debba essere lui a pagare il conto, ordina per la propria famiglia quattro economici brodini . Quando poi, per un equivoco, capisce che la prassi preveda che sia il padre della sposa a dover pagare il pranzo, cambia la "comanda " in "quattro fettucine, burro, sugo, formaggio e rigaglie di pollo; una doppia! ". Purtroppo per lui l'equivoco si chiarirà e dovrà pagare il pranzo.


Lo scambio di abiti 

Il sarto invia l'abito di Totò confezionato per le nozze a Fabrizi e viceversa.
Questo errore provoca alcune scene di irresistibile comicità, come quella che avviene all'interno di un taxi dove i due due provano a scambiarsi gli abiti.
Da notare una battuta di Totò, classificabile tra quelle "demenziali " del nostro: nell'osservare l'immensa vastità del pantalone (del consuocero) che ha indossato, commenta: "Non ho avuto un pancione così, neanche in tempo di guerra! ".


Il tormentone di Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi

Totò, sin dal primo incontro con il consuocero, è convinto di averlo già conosciuto. Nello svolgersi della storia crede più volte di ricordarsi come e dove abbia conosciuto Fabrizi. Nessuna delle ipotesi è particolarmente lusinghiera per il ragionier D'Amore!
Si inizia dopo solo pochi minuti di conoscenza: "Lei non vendeva le sigarette all'angolo di via San Silvestro, con la sua cassettina? ".
Si prosegue a casa D'Amore: "Lei non è quello che per conto della Sacra Famiglia andava in giro con il sacco a raccogliere rifiuti? ".
Mentre danno un'occhiata alla futura casa dei ragazzi:
"Lei, per caso, non suonava il trombone nella banda municipale di Tivoli? ".
E subito dopo: "Per caso era l'accalappiacani di Frascati? ".
Successivamente:
"Lei per caso faceva il barbiere a Centocelle? ".
Alla fine, nel taxi dove si stanno scambiando gli abiti, riesce a ricordarsi finalmente chi sia il realmente il Rag.D'Amore: un fascistone che gli aveva buttato per aria il cappello durante una sfilata, da cui il soprannome di "Lo schiaffeggiatore di Via dell'Impero ". 


Su quale ruota?

La scena finale di Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi è scoppiettante come tutto il film. Come prima accennato, Totò e Fabrizi litigano per l'ennesima volta nel taxi dove si stanno scambiando gli abiti; la causa scatenante l'ultimo litigio è dovuta al fatto che Totò riconosce in Fabrizi un vecchio fascista manesco e arrogante.
Decidono, pertanto, per l'ennesima volta che il matrimonio non deve aver luogo; fortunatamente arrivano tardi per riuscire nel loro intento, i ragazzi sono ormai già sposati:

Cocozza: "Questo matrimonio non s'ha da fare! ";
D'Amore: " Non si devono sposare. ";
La signora D'Amore: "Ma sono già sposati! ";
Cocozza: "Io chiedo l'annullamento! ";
D'Amore: "No, lo chiedo io! ";
Cocozza: "L'ho detto prima io. ";
D'Amore: "Ma io lo chiedo attraverso la Sacra Rota! ";
Cocozza: "Quale ruota? ";
D'Amore: "Quella di Roma. ";
Cocozza: "E io su tutte le ruote! ".


La Colomba Cocozza

Totò interpreta il protagonista, il famoso "Cocozza Cavalier Antonio della premiata pasticceria omonima". Il prodotto di punta della rinomata pasticceria è la famosa Colomba Cocozza! Il cavalier Antonio fa di tutto perchè il suo gioiello abbia successo; arriva addirittura a chiedere scusa all'odiato futuro suocero rag.Giuseppe D'Amore (Aldo Fabrizi) pur di ottenere da lui una raccomandazione presso il ministero per la fornitura di ben tremila colombe Cocozza da dare a ciascun dipendente in occasione della Pasqua!
Aldo Fabrizi prima nega i suoi servigi, poi, convinto dalla moglie, acconsente e raccomanda presso il suo capo-gabinetto (Luigi Pavese) la fornitura della famosa Colomba Cocozza.
Qual è il risultato della fornitura? Un ministero vuoto, perchè tutti gli impiegati che hanno assaggiato la famosa Colomba Cocozza, si sono poi sentiti male e stanno a letto a casa!


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Fonte: quicampania.it


Se il regista, visti gli inutili tentativi di sottrarci a queste crisi di fanciullesca irresponsabile ilarità proponeva di girare due primi piani in controcampo per utilizzare i pezzi buoni, noi ci impegnavamo solennemente di farla per l’ultima volta senza interruzione, come si addice a due professionisti seri e consapevoli del costo della pellicola. [...] Prima di girare cercavamo di rattristarci nominando la nostra età, le nostre tasse e, se in quei giorni era avvenuta la dolorosa scomparsa di un nostro amico, mancato all’affetto dei suoi cari, ricorrevamo anche a questo luttuoso freno. Ma dopo un’espressione di concentrato cordoglio, purtroppo sbottavamo vergognosamente a ridere prima del ciak.

Aldo Fabrizi


Cosa ne pensa il pubblico...


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I commenti degli utenti, dal sito www.davinotti.com

  • Divertente commedia con due grandi, che riescono a fondere le rispettive comicità in maniera armoniosa. Peccato per la debolezza del finale (la trovata televisiva) e la banalità dello scambio d’abito. Resta però una piacevole freschezza che induce al perpetuo sorriso. Se i due giovani non brillano, ci sono però presenze notevoli nel cast secondario. C’è pure Oreste Lionello nei panni di un giovane studente. ** ½

  • Come spesso accade per i film con Totò, la parte comica è assolutamente preponderante per qualità rispetto alle storielle d'amore che la contornano. Qui almeno la love story è funzionale alla storia. La divertente commedia diretta da uno dei registi preferiti dal grande attore napoletano (Mattoli) è una delle fortunate collaborazioni con Fabrizi. I due attori stradominano la scena e danno luogo a memorabili sketch dove più spesso è l'attore romano a fare generosamente da spalla al collega. Divertente e caustico.

  • Solita esilarante parodia con sfondo "sociale" lieve ma ben inserito nel contesto comico, elegantemente dominato dalla più nobile ed efficace coppia di attori comici che il cinema italiano possa ricordare (Aldo Fabrizi e Totò). La sceneggiatura, popolare e di facile approccio per il pubblico, mantiene fedeltà ai canoni di commedia apprezzata dagli spettatori (e, all'epoca, invisa alla critica). Così, dietro un canovaccio banale, ma sempre attuale, garantisce la canonica ora e mezza di sano e pregevole intrattenimento.

  • Si vogliono sposare, ma i rispettivi padri non apprezzano la decisione. Superfluo dire che, essendo i padri Totò e Aldo Fabrizi, il film è una battaglia a battibecchi e dispetti, ovvero una esilarante gara di bravura fra i due comici. Il meccanismo richiama I tartassati, ed è proprio nel ritrovare sostanzialmente le stesse situazioni che ci si diverte di più.

  • Con una simile coppia comica in azione, persino l'invasiva presenza dei due fidanzatini semi deficienti non riesce a rovinare la pellicola. Certo, ogni volta che compaiono, rubando prezioso spazio ai due giganti della comicità, vien voglia di procedere a doppia velocità, ma per fortuna, Totò e Fabrizi giungono quasi sempre in tempo, prima che il sottoscritto inizi a sbuffare. I loro duetti sono notevoli, nella casa che dovrebbe ospitare gli sposi, nella cucina della pasticceria, dove attendono l'uno le scuse dell'altro contrattando sulle spese del matrimonio e il risultato è piacevole.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Totò, alla moglie: "Quello si è permesso di dire di no e sua moglie gli ha dato retta? Certi uomini nascono con la camicia"; La colomba Cocozza fatta con le uova bulgare.

  • Spassosa commedia che vede contrapposti due futuri consuoceri, uno ricco proprietario di una pasticceria, l'altro modesto impiegato ministeriale. I due giovinetti innamorati per fortuna restano in secondo piano rispetto ai genitori, ben decisi a non imparentarsi fra loro. Totò-Cocozza è un torrente in piena che travolge il povero Fabrizi-rag.D'Amore: tante le scene da ricordare, dal primo incontro fra le due famiglie (risolto in chiave western) fino allo spogliarello incrociato nel taxì.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Scena curativa (se ridere fa bene alla salute): la visita alla casa in costruzione.

  • Il duo del titolo sorregge una commedia (per merito loro) alquanto divertente, col godibile leitmotiv delle conversazioni tra i due padri di famiglia che si trasformano lentamente in fragorose litigate. La sceneggiatura lascia i due mattatori a briglia sciolta facendo sentire, di tanto in tanto, la mancanza di una scrittura più robusta, in grado di valorizzare ancor di più il loro talento, anche perché la buona idea iniziale del soggetto si sarebbe prestata ampiamente a sviluppi più strutturati.

  • Grande farsa scatenata dove i futuri consuoceri annodano e sciolgono il futuro matrimonio dei loro rampolli; per fortuna ci sono le mamme... Film molto divertente dove indubbiamente si impone il Principe sull'indolente Fabrizi, che qui si limita a fare da sparring partner. Memorabili alcuni sketch come la visita alla futura casa.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Fabrizi: "sua figlia è una NINFETTA!" Totò: "Mia figlia non INFETTA nessuno!".

  • Per chi tifare: per Totò, o Fabrizi, in questo divertente "dramma" familiare che sembra una sorta di "Promessi sposi" del ventesimo secolo? È arduo dirlo, perché ambedue i comici sono bravissimi e fanno a gara per contendersi il pubblico. I due, nella vita, erano amici, ma anche rivali (Fabrizi accettava le cine-sfide di Totò e lo combatteva come Gino Cervi rispondeva alle provocazioni di Fernandel nei film di "Don Camillo"). Nino Manfredi fa il narratore; ma se lo poteva risparmiare, perché il film lo fanno i due grandi mattorori.

  • Uno dei migliori film di Totò, che in coppia con Fabrizi raggiunge alte vette. La storiella romantica che fa da pretesto al tutto è misera e poco coinvolgente, ma ogni volta che si assiste alle scaramucce fra i due grandi artisti è difficile trattenere le risa. Sono loro a fare il film e non è poca cosa; anzi, bastassero anche adesso due attori a fare una pellicola... Notevole.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I vari litigi fra i due: al ristorante, nel laboratorio della pasticceria, nel taxi...

  • Diciamoci la verità, quando di mezzo ci son due maturi colossi come il Principe e Aldo, quanto spazio volete che resti ai giovani d’allora (e d'oggi)? Mattoli dirige con consumata perizia da maitre il banchetto di nozze servito dai nostri mattatori, in un dei loro più riusciti duetti. L’alchimia tra il parvenù Cav. Cocozza, pasticciere dal 1902 e il burocrate Rag. D’amore è semplicemente esplosiva e si resta ammirati (tra malinconia e scompisciamento) nel vederli rincorrersi, darsi su la voce, scambiarsi d’abito. Il resto è posticcio.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il primo incontro-duello tra le due famiglie; la visita alla casa “in fieri”; l’indigestione delle colombe.

  • L'aver riproposto la stessa sottotrama dei Tartassati a distanza di nemmeno un anno in un film manco a dirlo nuovamente con Totò e Fabrizi, è segno evidente di una certa mancanza di idee e di una produzione che punta unicamente a bissare il successo del precedente. Senza contare che anche qui Totò fa il commerciante e Fabrizi è un "uomo dello Stato". Per carità, i due "contendenti" sono comunque dei Mostri Sacri della commedia e Mattoli regista di grande esperienza. Ma francamente, tolta qualche scena, il film annoia non poco.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Lo scambio dei tight.

  • Totò e Fabrizi spadroneggiano in una sceneggiatura semplice e scontata, ma che offre terreno fertile alla loro straripante e irresistibile comicità. La solita storia d’amore tra i rispettivi figli è il canovaccio su cui si dipana tutta la vicenda che, per quanto sia noiosa e stancante, non ha per fortuna troppo risalto. Si mantiene a suo modo sempre attuale, per le consuete incomprensioni tra le generazioni dei padri e dei figli.

  • Non certo il miglior esempio della collaborazione tra Totò e Fabrizi: già in passato i due si erano ritrovati a rivaleggiare per poi ritrovarsi consuoceri; qui la storia d'amore tra i rispettivi figli non è più una mera sottotrama funzionale alla riappacificazione finale, ma diventa il perno intero di tutto il film, che sconta una regìa scialba e scarsezza di idee. Ai due protagonisti non resta che portare a casa il film con il pilota automatico, strappando qualche risata con gag riciclate ma piacevoli.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Totò finge di proseguire la telefonata con la figlia per strappare un appartamento a Fabrizi. .

  • Spiritosa commedia con il duo Totò-Fabrizi che con i loro duetti a tratti irresistibili ci mostrano come la loro comicità sia qui espressa al meglio. Il filo conduttore è l'amore che sboccia tra la figlia di Totò e il figlio di Fabrizi. Piccolo cameo della sora Lella. Bei tempi.

  • Penultimo film di Mattoli interpretato da Totò. Qui, il principe De Curtis e Aldo Fabrizi, secondo me, sono anche più divertenti che nei loro "scontri" precedenti (Guardie e ladri, I tartassati, ecc.) ma, lo ripeto, trattasi di mia opinione personalissima. Anche l'ambientazione e gli interpreti di contorno a mio avviso funzionano meglio. I tempi morti sono praticamente inesistenti, persino nelle sequenze dove recitano Meynier e la Kaufmann. Simpatica infine l'idea della voce "ciociara" di Nino Manfredi come narratore.

  • Film che risente della sindrome da sequel con il pubblico de I tartassati che rivoleva la coppia Totò-Fabrizi anche l'anno successivo. Pure i ruoli dei due protagonisti reggono un canovaccio simile e naturalmente quello che conta sono le schermaglie (anche fisiche) fra i due. Si conoscono così bene (erano amiconi nella vita e si frequentavano molto) che ogni assist di uno diventa una schiacciata micidiale dell'altro. Bene la Marzi e soprattutto la Morelli, mentre i ragazzi sono meno guardabili del solito. Bella voce narrante di Manfredi.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "È la somma che fa il totale!"; La colomba avariata; La casa in costruzione; La Morelli che convince Fabrizi alla truffa.

  • Due ragazzi intendono sposarsi. I rispettivi padri saranno in disaccordo totale sulle spese del matrimonio e se ne faranno di tutti i colori. La coppia Totò-Fabrizi evidentemente funziona benissimo, la loro comicità fatta di botta e risposta tra il personaggio sempliciotto e quello burbero offre svariate situazioni per un divertimento genuino e mai volgare, ovviamente. Difficile dire chi, fra i due, sia il più bravo, certamente andare a vedere un loro film non era mai cosa errata.
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    Esagitata, scalmanata e frenetica farsa motoria. Un film tutto di corsa, nel senso che si ride, ad andatura da bersaglieri, dall’inizio alla fine. In questo film Totò e Fabrizi si superano nella loro inarrivabile vis comica. La delicata storia d’amore tra i rispettivi figli è drammaturgicamente coerente poiché fa da miccia all’esplosione atomica della comicità dei due padri. Siamo nel 1960 e il cinema italiano è il primo al mondo e non solo per merito della Dolce vita di Fellini (citata nel film). E quando rinascono due artisti così straordinari?

  • Quante risate, ci stavamo a piscià addosso. Questo, scusate la scurrilità, era il "risultato" dei veri film comici: non una inquadratura stonata, non un sbavatura, tutto cotto e mangiato, con il ricordo perenne delle battute più belle. Totò all'ennesima potenza, Fabrizi a poca distanza (per via della mole) in un esempio della commedia all'italiana. Mi si consenta la parentesi seria: quando le due famiglie si incontrano in campo neutro (in trattoria) mi piglia "appucundria" (misto tra nostalgia e malinconia).• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I due suoceri visitano la casa in costruzione, Totò picconando un muro fresco dice a Fabrizi: "Sente? Il rumore è fesso" e Fabrizi "Che ci voleva, il carillon!".

  • I film della coppia Totò-Fabrizi (pochi, cosniderato il potenziale straordinario) hanno subito un decremento qualitativo costante, da Guardie e ladri (capolavoro sospeso tra neorealismo e commedia) a questo filmetto che, a livello di trama, è alquanto spuntato. Tuttavia, la carica comica dei due attori, capaci di trasformare una storiella banale in un film dove si ride quasi tutto il tempo, resta intatta. Una pellicola leggera, ma gradevolissima e che risente poco o nulla del tempo trascorso.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il pranzo di fidanzamento; La visita alla casa dei futuri sposini; La telefonata dalla "stazione"; Le uova bulgare.

  • Uno dei migliori film di Totò, qui in scena con Aldo Fabrizi, l'unico in grado di combattere i suoi vaneggiamenti e di tener testa ai suoi intorcinamenti linguistici. L'intreccio, oltre che stiracchiato e trito, è solo un mero pretesto, necessario però per collegare una serie di sketch assolutamente irresistibili. La visita al cantiere, che ovviamente Totò riduce in pezzi, è una sequenza impareggiabile, sulla quale si potrebbe redigere un manuale di tecniche di recitazione comica. Da segnalare le ottime performances di Pavese e della Morelli.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Antonio (Totò): "Ah e questa me la chiamate casa? Questa è un abituro, un cunicolo, un'ALbicocca!".

  • Se è vero che la commedia dell'arte trova in Pulcinella uno dei rappresenanti più autorevoli, ne consegue che Totò appartenga a pieno diritto a coloro che la commedia l'hanno sviluppata ed amplificata nei toni e nei colori. Anche in questo film quindi l'attore partenopeo fa la parte del leone, riempiendo una scena che altrimenti risulterebbe troppo grande per il solo Aldo Fabrizi. La storia d'amore che s'intreccia tra i giovani promessi sposi, già vista ne I tartassati, funge solo da sfondo alle schermaglie dei due litigiosi futuri consuoceri.• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Totò in vari momenti del film: "E' la somma che fa il totale"...

  • Gradevole e briosa commedia che si regge sulla formidabile coppia di mattatori Totò-Fabrizi, tesi a impedire le nozze tra i rispettivi figli ma combineranno solo guai e incomprensioni. La storia dei ragazzi è un pretesto, mentre Fabrizi tiene testa al principe della risata. Piccolo cameo di Lella Fabrizi, nel ruolo della ostessa e apparizione lampo di una giovanissima Anna Maria Gambineri, una delle prime annunciatrici Rai.

Foto di scena e immagini dal set


Le incongruenze

  1. Il ragioniere D'amore (Aldo Fabrizi) ed il Cav. Cocozza (Toto') vanno a visitare l'appartamento in costruzione dei promessi sposi, Toto spinge "inavvertitamente" Aldo in una carriola piena di gesso, in pratica ci si siede sopra. (cambio d'inquadratura) Quando si rialza e' sporco dalla testa ai piedi come se ci si fosse tuffato dentro
  2. I due protagonisti si telefonano contemporaneamente trovando sempre occupato, la moglie di Toto (Rina Morelli) gli suggerisce di fare il 110 me lui compone 4 cifre
  3. Alla fine i due protagonisti devono prendere un taxi per andare alla chiesa dove si sposano i loro figli. Si vede Toto' che sale sul taxi e s'intravede attraverso il lunotto posteriore che e pulitissimo. Dall'interno del taxi invece il lunotto posteriore appare completamente opaco.
  4. Toto e Fabrizi sono andati a visitare l'appartamento in costruzione e Toto comincia a picchiettare con una picozza i muri, poi sferra un colpo piu' forte e centra un tubo dell'acqua ma quando sferra il colpo la picozza e' in senso orizzontale quando il colpo arriva e in senso verticale (tutte le picozze hanno un lato in verticale e uno in orizzontale).
  5. Nella scena in cui Totò e Fabrizi parlano al telefono a casa di Fabrizi con i ragazzi che stavano scappando per finta, quando Totò dice "Gabrielle..chiamate Gabriella....in qualche vettura di coda" si vede chiaramente che ad Aldo Fabrizi viene da ridere
  6. Durante una lite fra Totò e Fabrizi in presenza delle rispettive famiglie, Totò si rivolge a sua moglie chiamandola col nome della figlia: Gabriella...
  7. Verso la fine, in cui Toto' e Fabrizi sono in auto per mettersi i vestiti che si sono scambiati, ad un certo punto Toto' dice a Fabrizi una frase tipo: "Io l'ho già vista!", a questo punto parte un flashback in cui siamo in periodo fascista in cui Fabrizi, vestito da gerarca, ordina a Toto' di levarsi il cappello. Quando Toto' si leva il cappello si vede benissimo che è stempiato, mentre per tutto il film ha una chioma fluente. Non si sarà forse fatto un trapianto?
  8. Il tight di Totò nel finale, è strappato al centro della schiena, poiché lo aveva indossato il grasso Fabrizi e si era sgarrato durante la divertente scena dei telefoni. Ciò che è insolito però, è che anche il tight di Fabrizi è strappato (su una manica), nonostante non venga mostrato come ciò sia potuto avvenire, dato che si tratta di qualcosa molto improbabile visto che il suo era stato indossato dal magro Totò.
  9. Nella scena in cui Toto' e Fabrizi discutono nel laboratorio della pasticceria, durante un' inquadratura si puo' notare in primo piano sul tavolo, alla sinistra di Toto', una grossa scodella contenente un preparato per dolci (credo sia panna), il cui contenuto quasi trabocca. Dopo alcuni stacchi, il contenuto e' notevolmente diminuito.
  10. Durante la scena in taxi, si puo' notare come il sedile posteriore sia stato ricostruito scenograficamente in quanto,a parte il gia' segnalato lunotto opaco, l'altezza della carrozzeria non puo' consentire ad una persona di media statura di ergersi completamente se non sulle gambe. Ma quando Toto' sta per sfilarsi i pantaloni, e' quasi totalmente eretto.

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Le location del film, ieri e oggi

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Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
 1960-Toto Fabrizi 01  
  La trattoria (nel fotogramma a destra) dove avviene l'incontro stile "Mezzogiorno di fuoco" tra le famiglie del Cav. Antonio Cocozza (Totò) e del Rag. Giuseppe D'Amore (Fabrizi) è il ristorante Paradiso Terrestre di via Capannelle a Roma, che vedremo anche in Viaggi di nozze
  
  Le rovine dell'acquedotto (A) sono oggi coperte dagli alberi
   
La chiesa dove si sposeranno la figlia del Cav. Antonio Cocozza (Totò) e il Rag. Giuseppe D'Amore (Aldo Fabrizi) è, come suggeriva Marval, la Basilica di Santa Balbina in Piazza di Santa Balbina a Roma
La strada dove Carlo (Meynier) e Gabriella (Kaufmann), durante una inchiesta televisiva, dicono chiaramente cosa pensano dei rispettivi genitori è Via Edoardo Arbib a Roma, proprio dove si esibiva l'equilibrista in Ballerina e buon Dio.

Le Locandine


Riferimenti e bibliografie:

"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983
Aldo Fabrizi, Le risate sul set con Aldo Fabrizi, “Corriere della Sera”, 15 aprile 1977
quicampania.it