TOTÒ CONTRO I QUATTRO

Inizio riprese: novembre 1963 - Autorizzazione censura e distribuzione: 5 marzo 1963 - Incasso lire 319.020.000 - Spettatori 1.445.754


Detti & contraddetti

Ah, commissario... A me nisciuno me fa fesso! Ma caro cavaliere... commendatore... Cos'è? Nessuno vuoi farlo fesso... Ah be'... E poi non c'è bisogno: Lei già lo è.


È difficile capire le donne... sono occulte.


Cleptomane vuol dire mariuolo.


La vogliono ammazzare? Bene, bravo! Lei mi invita a nozze: io scopro gli assassini. Lei è disposto a collaborare con la polizia? Allora si faccia ammazzare che poi interveniamo noi.


Al momento di battermi con Maciste, sai che ti dico? lo mi defilo, marco visita. Maciste, udi, mi fai un baffo.


Lei ha una psicosi, è uno psicopata.


Un funzionario della nettezza urbana: un mondezzaio.


Sono il capo VAF, ma che avete capito? VAF significa Volontari, ausiliari, forze di polizia.


Era un tipo strano: invece di farsi curare dal medico, andava dal veterinario. Quell'uomo era una vera bestia.


Non posso farti fesso perché lo sei già.


A me i gatti neri mi guardano in cagnesco.


Mastrillo, quando spuntano come spunta la luna a Marechiaro son dolori!


Don Amilcare, io questo prossimo non lo amo.


Supposta! Ecco io non volevo nomin are questo aggettivo...


Di Sabato, con un piccione abbiamo preso due fave.


Foto romanzo, foto romanzo, ma allora qui fanno i fumetti.


La sua vita si svolge tra casa e chiesa... E vabbè, ma nel tragitto cosa succede?


Cavaliere, nessuno vuole farla fesso... non c'è bisogno.


A quest'ora in Questura il questore non c'è.


Ogni limite ha una pazienza.


Ora si spiega tutto: lei è nato delinquente! Mi scusi eh, lei è nato delinquente, poi è stato toccato dalla Grazia ed è capitato in questo rione per mia disgrazia.


Dormire peggio, mangiare male.


Ispettore Mastrillo: Commissarie, ie piglio 150.000 lire al mese, che ci faccio, l'abberre.
Di Sabato: Che ci fa?
Commissario Saracino: Ci fa la birra.


Ispettore Mastrillo: In due anni io e te, apriamo una "benca", "Mastrillo Saracino benca popolare"
Commissario Saracino: Ah! Banca popolare.


Ispettore Mastrillo: Indovine un po', in due anni che mi so pappato io.
Commissario Saracino: E che ne so!
Ispettore Mastrillo: Un miliardo! E che te credevi ca chere.
Commissario Saracino: Cachera.
Ispettore Mastrillo: Che ti credevi ca che cosa era.


Don Amilcare: Questo sportello rosso bordò, da quale auto è stato prelevato.
Pecorino: Ah! Quello sportello, sì, sì, ora me viè mente... sì, sì... e chi sò ricorda.


Commissario Antonio Saracino

Scheda del film

Titolo originale Totò contro i quattro
Paese Italia - Anno 1963 - Durata 94 - B/N - Audio sonoro - Genere commedia - Regia Steno - Soggetto Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi - Sceneggiatura Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi - Produttore Gianni Buffardi per la Titanus, Roma - Fotografia Clemente Santoni - Montaggio Giuliana Attenni - Musiche Gianni Ferrio - Scenografia Giorgio Giovannini


Totò (commissario Antonio Saracino) - Aldo Fabrizi (don Amilcare) - Nino Taranto (ispettore Giuseppe Mastrillo) - Peppino De Filippo (cavalier Alfredo Fiore) - Erminio Macario (colonnello La Matta) - Ugo d'Alessio (brigadiere Di Sabato) - Carlo Delle Piane (Pecorino) - Mario Castellani (Commendatore Filippo Lancetti) - Pietro Carloni (il cognato di Lancetti) - Rossella Como (la moglie di Lancetti) - Dany París (Jacqueline) - Ivy Holzer (signora Durant) - Nino Terzo (agente Pappalardo) - Moira Orfei (signora Fiore) - Mario De Simone (agente Spampinato) - Luciano Bonanni (il ladro anziano) - Piero Gerlini (un passante)

Soggetto, Critica & Curiosità

1963-toto-contro-i-quattroSoggetto 

Roma, la giornata dell'integerrimo commissario Antonio Saracino inizia male: la sua automobile nuova è stata rubata nella notte. Il commissario, avvisato del fatto che una scatola di medicinali che aveva ordinato dall'estero è stata fermata alla dogana, si reca dall'ispettore di dogana Mastrillo. Questi si mostra intransigente con il commissario e non gli permette di avere un trattamento di favore. In seguito il commissario si reca in un negozio di abbigliamento intimo femminile per procurare a sé e al brigadiere Di Sabato i travestimenti per un altro caso. Con sua sorpresa, scopre che il negozio, pur essendo intestato a una donna, è gestito dallo stesso ispettore Mastrillo che utilizza questo illecito sistema per aggirare l'incompatibilità tra il suo ruolo pubblico e la proprietà del negozio. L'ultimo incontro tra l'ispettore Mastrillo e il commissario Saracino avviene al commissariato. Qui l'ispettore Mastrillo confessa al commissario, nel bagno dell'ufficio di quest'ultimo, di essere riuscito, con un sistema truffaldino ai danni dell'amministrazione doganale, a mettere da parte oltre un miliardo di lire. Non solo: addirittura propone al commissario di entrare anche lui nel "giro" ma quest'ultimo, dopo aver finto un interesse nell'affare, gli rivela di aver registrato l'intera conversazione tramite un microfono nascosto e fa arrestare l'ispettore.

Il cavalier Alfredo Fiore, in base alla testimonianza del suo pappagallo, sostiene che sua moglie lo tradisca con un veterinario, il dottor Cavallo, e vuole che la polizia indaghi: il commissario però lo manda via in malo modo. Ben presto, però, il cavaliere torna denunciando un tentativo di avvelenamento: anche stavolta il commissario lo fa allontanare.

Un sedicente colonnello La Mazza invita il commissario a un incontro al bar per informarlo che, per la sua professione di detective privato, ha scoperto che in una villa molto isolata quotidianamente entrano molte ragazze, ma non ne escono mai. Teme, così, che vengano attirate nella casa per essere uccise. Fingendosi imbianchini, i due riescono a entrare nella casa; dopo una serie di equivoci scoprono che nella casa invece si stanno girando delle scene horror di un fotoromanzo. A completare il quadro, arrivano gli infermieri di un manicomio che portano via La Mazza, che in realtà è un pazzo scappato dalla casa di cura.

L'ultimo caso è quello del Commendatore Lancetti, ricattato da un uomo misterioso. Il commissario che sospetta subito che il commendatore nasconda qualcosa di ben più grave, consiglia al Commendatore di fingere di accettare il ricatto e di recarsi a Villa Borghese, luogo concordato per la consegna. Qui, il Commissario, travestito da prostituta, scopre che il ricattatore è il cognato del Commendatore, ma scopre anche che il ricattato è un falsario in quanto ha portato con sé banconote false, e quindi arresta entrambi.

Immediatamente dopo l'arresto dei due, un agente di polizia viene ad avvertire il Commissario che la sua auto è stata ritrovata. La vettura era stata rubata da una banda di ladri che un prete, Don Amilcare cerca di redimere da un lato, e di difendere dal commissario dall'altro. Il prete è nell'automobile del poliziotto con uno dei ladri, detto Pecorino, e la sta riportando al suo legittimo proprietario. Inizialmente il commissario crede che Don Amilcare sia complice dei ladri, ma quando questo gli consegna l'automobile si convince della sua innocenza e sale in vettura con lui. Pecorino, nel frattempo, dopo aver promesso al sacerdote di smettere di rubare, è andato via. Incontra, però, i suoi ex "colleghi" e questi lo convincono a tentare un ultimo colpo. Trovano, però, l'automobile del commissario e qui scoprono che dentro vi sono Don Amilcare e il commissario Saracino, ancora travestito da donna, che proprio in quel momento accusa un lieve malore e il prete decide di portarlo da un medico. Erroneamente convinto che don Amilcare abbia ceduto alle debolezze del gentil sesso, Pecorino decide di rimangiarsi la promessa fatta al prete e ricomincerà la sua carriera di ladruncolo.

Critica e curiosità 

Il commissario Antonio Sarracino interpretato da Totò affronta in questo film due casi che sono stati ispirati da reali casi di cronaca avvenuti poco tempo prima (vsd più sotto nella sezione "I documenti"); Nino Taranto impersona il corrotto ispettore di dogana Mastrillo ed era ispirato alla figura dell'ispettore alle dogane Cesare Mastrella, che riuscì a truffare allo Stato più di un miliardo di lire di allora. Si tenta col cast "all star", un poker di comprimari scelti nel mazzo dei pochissimi in grado di sostenere le improvvisazioni di Totò. Il principe indossa le vesti di commissario di polizia per incontrare a turno Macario, Taranto, Fabrizi e, per l’ultimissima volta, Peppino. Il film ottiene degli incassi irrilevanti.


Così la stampa dell'epoca


«[...] Una farsetta questo Totò contro i quattro, far le più corrive che abbia girato Steno [...]Le spalle sono di lusso [...] e appunto dai duetti che ciscuna di esse intreccia col sempre ameno protagonista, scaturisce per gli spettatori di palato facile un modesto ma infallibile divertimento. Il film ha il merito di evitare le scollacciature dalla sua comicità affidata più che altro a innocenti giochi di parole. E non è neanche il caso di parlare di satira, anche se alcune avventure appaiono suggerite da altrettanti scandali e scandaletti del giorno. Le "spalle" sono di lusso (Fabrizi, Peppino De Filippo, Mario Castellani) e appunto dai duetti che ciascuna di esse intreccia col sempre ameno protagonista, scaturisce per gli spettatori di palato facile un modesto ma infallibile divertimento.»

Leo Pestelli, «La Stampa», Torino, 10 marza 1963


«E' un raccontino che si nutre di invenzioni a sè stanti per porre il protagonista di fronte ad alcune macchiette di estrazione farsecsca. Quattro comici, dunque, che fanno corona, all'inesaurobile Totò, il quale, anche perchè favorito dalla poche battute indovinate a sua disposizione, se la cava meglio dei suoi compagni. Ma tanto spiegamento di specialisti della risata avrebbe meritato una sceneggiatura meno grossolana»

«Corriere della Sera», 1963


«Una serie di episodi in ciascuno dei quali la satira si fonde alla farsa sul binario della comicità più schietta, sia per gli spunti piacevolissimi di cui è ricca la trama, sia per la consumata arte di Totò. Steno ha diretto cercando di evitare ogni eccesso, riuscendo peraltro a tener viva quella carica di humour di cui tutto il film è garbatamente pervaso.»

Ermanno Contini «Il Messaggero», 9 marzo 1963


«Totò contro i quattro, diretto con mano salda da Steno, viene ancora organizzato da Buffardi. L'ossessione di trovare un compagno efficace per le prodezze comiche di Totò sfocia in una rimpatriata di vecchi amici: oltre a Macario e Nino Taranto tornano per l'ultima volta Peppino De Filippo e Aldo Fabrizi. Sono i quattro del titolo, partner a rotazione di un volenteroso e sagace commissario di polizia, ciascuno titolare di un diverso episodio comico. Taranto, per la prima volta, esce dal ruolo di «spalla» e interpreta, ispirandosi a un fatto di cronaca, il personaggio del corrotto doganiere Mastrillo; Macario, nell'episodio più farsesco, è lo stralunato colonnello Lamazza, che unisce le proprie forze a quelle del commissario Totò per indagare sulle strane attività di una villa; Peppino De Filippo, il partner più divertente, dà fuoco alle polveri comiche impersonando un esagitato marito geloso; e Aldo Fabrizi, nella tonaca del burbero don Amilcare, s'incarica di redimere a schiaffoni il ladruncolo Carlo Delle Piane.»

Alberto Anile


«Totò interpreta il commissario Antonio Saracino. Il film racconta la giornata tipo del commissario Saracino, il quale, appena alzato, scopre che i ladri gli hanno rubato la macchina, vinta alla lotteria. Anche se infuriato, però, va a lavorare col consueto zelo, incontrando una serie di tipi strani. Il primo è un marito tradito (Peppino De Filippo), convinto che la moglie, in combutta con l'amante veterinario, voglia avvelenarlo; un altro è il sedicente poliziotto privato La Matta (Erminio Macario), il quale, prima di finire in manicomio, denuncia delitti mai commessi.»

Matilde Amorosi


I documenti

Dr. Cesare Mastrella il 9 novembre 1962, venne tratto in arresto - all’alba, come nella migliore prassi poliziesca – in casa della sua amante, Anna Maria Tomasselli, a Roma, con l’accusa di aver sottratto un “malloppo” di quasi 800 milioni dalle casse dello Stato. A quel momento, l’eclettico omino di Velletri, suo luogo di nascita, aveva 48 anni. Per la verità storica va detto che, in Parlamento, dove finì la grottesca vicenda, tra un vociare mediatico assordane, nella seduta del 28 novembre 1962, il Ministro delle Finanze fece puntualmente la somma delle sottrazioni operate dal Mastrella e risultò un ammanco pari a 754 milioni e 150.000 lire. Aggiungendoci le documentate cospicue vincite al Totocalcio, i “prelievi di cassa” che non fu possibile accertare, gli stipendi percepiti (quelli si legittimamente) nel periodo della “truffa aggravata e continuata”; tutto quanto messo insieme, al miliardo, il signor Direttore, ci arrivò pelo, pelo. E infatti gli fu attribuito (di diritto) il titolo di “ispettore miliardo”. Titolo eteroclito, avrebbe scritto il Manzoni.



La Stampa, 10 novembre 1962

La Stampa, 11 novembre 1962

Il caso del bitter su cui ha dei sospetti Peppino De Filippo, che poi si riveleranno infondati, è ispirato, come lo stesso De Filippo dice avendolo letto sui giornali, al caso del bitter avvelenato che fu inviato per posta ad un commerciante di Arma di Taggia nell'agosto del 1962 dall'amante della moglie ed in quel caso fu fatalmente bevuto dalla vittima.



La Stampa, 4 settembre 1962

La Stampa, 27 settembre 1962


Il delitto del bitter - La cronaca - 1962

Cosa ne pensa il pubblico...


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I commenti degli utenti, dal sito www.davinotti.com

Sostanzialmente si tratta di un film a episodi che si intrecciano: sono però cinque e non quattro, perché a De Filippo, Fabrizi, Macario e Taranto va aggiunto l'onnipresente Castellani. Film con alti e bassi, talora con un Totò talora assai divertente (curiosamente più nei duetti con D'Alessio che con i big), talora con una trama che mostra la corda (l'episodio peggiore è quello con Macario). Girato con lunghe sequenze a macchina ferma, con qualche incertezza non vistosa ma percepibile, forse all'insegna del "Buona la prima!". **
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)


Il valore aggiunto in un film del genere è sicuramente il "colossale" cast impegnato che vede De Curtis circondato da spalle di lusso. Tale cast non è certo valorizzato da una sceneggiatura debole, che spesso ricicla sketch già visti resi godibili per l'appunto dai grandi attori che li interpretano. Anche il regista non sembra peraltro impegnarsi più di tanto. I siparietti più simpatici sono comunque quelli con De Filippo e Taranto.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)


Totò è un commissario che si trova ad affrontare casi diversi, nei quali incrocia le sue quattro prestigiose spalle preferite: De Filippo, Fabrizi, Taranto e Macario. Proprio nei duetti il film ha i suoi momenti migliori (comunque non straordinari), a eccezione di quello con Macario, freddino. Ma, nonostante questo, si tratta più che altro di tanti sketch diversi incollati insieme a forza e con sbiadita inventiva narrativa, dei quali alla fine rimangono alcuni flash deliziosi (Totò che fa la battona) e poco altro.
I gusti di Pigro (Drammatico - Fantascienza - Musicale)


Simpatica commedia in cui Totò è affiancato da quattro grandi della comicità italica che sono protagonisiti di vari sketch più o meno divertenti in cui riescono a far ridere il pubblico pur mettendo in scena cose non certo di primo pelo. Il classico caso in cui le singole parti valgono più dell'insieme e in cui sono gli attori a reggere la baracca.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)


Ovviamente un film esile basato su semplici spunti, attimi da pochade (lo sketch della carta da parati nell'episodio con Macario), battute improvvisate lasciando a quattro grandi della commedia l'onere di reggere l'impianto anche se ciò è avvenuto troppo spesso a scapito della qualità del film. Detto ciò ci sono momenti gustosi e divertenti (ci mancherebbe) e il film si lascia vedere, innocuo passatempo buono per l'afa estiva e sempre con quattro grandi facce del nostro cinema. Perchè nella locandina, Totò (commissario) è vestito da carcerato?
• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'elenco delle caratteristiche della 1100 di Totò fatta dai ladri.
I gusti di Matalo! (Commedia - Gangster - Western)


Film non memorabile in quanto i duetti tra il Principe e i quattro conprimari di lusso non funzionano quanto dovrebbero; Io apprezzo molto Taranto (Pipì!) e il suo pugliese improbabile, mentre nel complesso la pellicola soffre molti momenti di stanca e per un film di Totò non è cosa da poco; in alcuni ruoli di contorno si riconoscono caratteristi napoletani interpreti di fiducia anche di Eduardo de Filippo (vedi Ugo D'Alessio nel ruolo di Di Sabato, alla fine la spalla più divertente).
• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Ca ch'era???; Il commissario nei panni di una "bella di notte", una vera befana!
I gusti di Gugly (Commedia - Horror - Teatro)


Totò con i suoi migliori "nemici". Il film certo non si ricorda come uno dei migliori del Principe, però qualche risata la fa comuqnue fare, specialmente nella prima parte. Fra i quattro comunque, a mio parere, il migiore risulta Peppino De Filippo. Finale un po' troppo frettoloso.
I gusti di Enzus79 (Fantascienza - Gangster - Poliziesco)


Divertente film dove Totò fa da filo conduttore per una serie di episodi che ricordano lo schema di Accadde al commissariato. Finalmente in un unico film si vedono le 4 spalle di lusso che più hanno lavorato con l'attore napoletano. Tra tutti sicuramente l'episodio migliore è quello con Peppino (che sarà anche la loro ultima apparizione insieme), seguito a ruota da quello con Fabrizi (strepitoso prete che picchia i ladruncoli). Simpatico (ma brevissimo) quello con Macario, mentre Nino Taranto appare un po' sottotono. Comunque da vedere.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)


Una simpatica commedia firmata Steno che vede il principe della risata coadiuvato da quattro "spalle" d'eccezione. La giornata movimentata di un Commissario di Polizia che s'imbatte in una serie di bizzarri individui. Totò fa la sua parte con il solito mestiere. Garbata comicità.
I gusti di Nando (Commedia - Horror - Poliziesco)


Il commissario Saracino si ritrova ad affrontare quattro casi diversi in un singolo giorno, il tutto mentre cerca di far luce sul furto della propria auto. La trama è più che altro un espediente per unire i duetti fra Totò e quattro validi comprimari (De Filippo, Fabrizi, Macario e Taranto) e il film si affida alla loro indubbia vis comica. Il risultato inevitabile è che le singole parti sono migliori dell'insieme, ma le risate sono assicurate.
• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Totò travestito da prostituta.
I gusti di Belfagor (Commedia - Giallo - Thriller)


Un Totò da mordersi le mani, occasione sprecata per un cast Titanus che fa gravitare attorno alla stella del Principe i quattro luminosi satelliti della comicità del tempo: Fabrizi, Peppino, Nino Taranto e Macario in un "mascherato" film a episodi. La colpa come sempre è nel manico: una sceneggiatura tirata via senza convinzione e uno Steno evidentemente svogliato e senza ritmo. Sottotono tutti i Big (ma divertente Nino Taranto "Pipì"), spiccano Nino Terzo con "l'aspirapolvere in bocca" e Ugo D'Alessio. Perfino en travestì Toto non rende per quel che sa.
I gusti di Giùan (Commedia - Horror - Thriller)


Quattro situazioni differenti che permettono all’estro di Totò di esprimersi liberamente nei panni di un commissario di polizia. La verve è la stessa di sempre ed essendo spalleggiato a dovere riesce a dare qualcosa in più rispetto ad altri lavori altrettanto disimpegnati. Una vera storia non c’è, ma il film resta comunque divertente e spassoso. La regia di Steno questa volta sembra resti più a guardare, ma con attori di questo calibro è anche concesso.
I gusti di Minitina80 (Comico - Fantastico - Thriller)


Non il miglior duetto tra Totò e Fabrizi, ma non è neanche giusto considerarlo tale visto che di spalle qui il principe ne ha anche troppe. Ne esce un collage frammentario di sketch dal sapore televisivo (ma mi riferisco ovviamente alla tv di quel tempo). Spassosa la veemenza di Totò nei panni (per lui poco abituali) dell'integerrimo e zelante funzionario pignolo e incorruttibile. Memorabile anche la parentesi di Fabrizi, parroco intento a redimere il ladruncolo Pecorino. Carino.
• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il prete in pieno pomicio! Ma dimme te! Annamo a rubbà, va!
I gusti di Il Dandi (Giallo - Poliziesco - Thriller)


Film dal canovaccio sfilacciato, una serie di episodi connessi più che altro dalla figura di Totò cercando di sfruttare i duetti con gli altri comici. Ne deriva un lavoro simpatico connotato da una comicità garbata e che, pur non risultando un capolavoro, ottiene un risultato sostanzialmente godibile.
• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Gli schiaffoni del prete.
I gusti di Furetto60 (Giallo - Poliziesco - Thriller)


Cast di stelle per una esile commediola che fa sorridere ma che purtroppo non rende merito a chi la interpreta. A parte il buon Aldo Fabrizi, tutti gli altri attori risultano piuttosto sprecati in macchiette un po' banali e a volte ripetitive. Sbadigli in agguato.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)


Purtroppo non certo fra i migliori Totò. Come ha scritto Alberto Anile "la classica comicità di coppia non funzionava più...". L'episodio migliore è probabilmente quello con Nino Taranto, il pacchettino delle supposte, "Pipì, Pipì!" e compagnia bella. Da notare la presenza del cinese Gregorio Wu, cantante d'opera prestato al cinema bis, qui in un ruolo di maggiordomo nello spezzone con Macario. Tristemente crepuscolare nella carriera di Antonio De Curtis (che però, pochi mesi dopo, interpreterà l'ancora godibile Il monaco di Monza).
I gusti di R.f.e. (Avventura - Azione - Erotico)


Sa di occasione sprecata, questo film di Steno dove a tanto cast non è stata fornita una storia degna di tal nome. Totò e soci prelevano ampiamente dall'inesauribile miniera dell'avanspettacolo e tirano fuori duetti che riescono a strappare diverse risate di pancia. Peccato, perché con una trama che valorizzasse le capacità recitative poteva venir fuori un piccolo capolavoro. Buona regia di Steno, che a tratti fa di Totò quasi un poliziotto vero. Merita almeno una visione.
• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il dialogo della presentazione di Nino Terzo a Totò.
I gusti di Pessoa (Gangster - Poliziesco - Western)


Un crepitante film comico di Steno che mette in fila mostri sacri della risata come Totò, Peppino De Filippo, Macario, Fabrizi e Taranto (e scusate se è poco). La storia è poca cosa, quasi inesistente, poco più di un pretesto per accendere la miccia dell’esplosione comica dei cinque. Totò, che interpreta un estroverso commissario di polizia, si scontra freneticamente fino all’ultima battuta con una spalla alla volta. Comunque si ride di gusto. Molto movimentato il finale con un esilarante Totò che conduce le indagini vestito da peripatetica. Ottimo Delle Piane.
I gusti di Graf (Commedia - Poliziesco - Thriller)


Film "storico": mai visti tutti insieme in un solo film Totò, Fabrizi, Macario, Taranto e De Filippo. Il film non ha trama ma è solo un insieme di scenette al centro delle quali c'è un Totò commissario di Polizia alquanto sui generis... ma alcune sono, come al solito, memorabili. Indimenticabili soprattutto quelle con Peppino De Filippo col pappagallo e quelle con Nino Taranto ispettore di dogana apparentemente integerrimo (che si esprime in un mirabolante dialetto pugliese). C'è pure Nino Terzo. Sottotono Macario e Fabrizi. Comunque da vedere.
• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'espediente tecnologico con il quale il Commissario Saracino inchioda l'ispettore Mastrillo. "Hai fatto lu disco?".
I gusti di John trent (Commedia - Horror - Thriller)


Un altro film di Totò di quelli che credo meriti un po' di rivalutazione. La sua verve qui non mi appare in declino e il suo personaggio è convincente. Un concentrato di scontri con attori che definire spalle è riduttivo (De Filippo, Fabrizi, Taranto e Macario, oltre al 'solitò Castellani) con un intreccio che non mi sembra neanche malvagio. A parte l'episodio di La Matta che appare isolato dal resto del film, la trama scorre senza intoppi. Bravi anche i comprimari come Terzo, D'Alessio e Delle Piane. Da rispolverare.
• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Fiore che si augura la morte del Commissario (per avvelelamento a scoppio ritardato) onde aver la prova del presunto tradimento della moglie.
I gusti di Smoker85 (Commedia - Drammatico - Fantastico)


Tra i peggiori Totò di sempre. Strano davvero che l’unione tra un grande protagonista, quattro comprimari eccellenti e un regista di grande mestiere abbia prodotto un film tanto noioso. I dialoghi girano a vuoto e la struttura a compartimenti stagni non aiuta certo lo spettatore ad appassionarsi alle varie vicende. Dà davvero l’impressione del lavoro di routine, nel senso più deteriore del termine.
I gusti di Pstarvaggi (Comico - Commedia)


Non uno dei film migliori di Steno, vuoi per la scarsa vena dello stesso Totò e soprattutto per i duetti, che lasciano alquanto a desiderare. Nonostante il cast di attori all stars il film procede stancamente e in maniera poco convinta. Unico duetto riuscito è quello con un Fabrizi perfetto nel suo ruolo (i due erano amici fuori dal set), prete d'assalto impegnato a redimere ladruncoli. Peppino De Filippo eccessivamente farsesco, Nino Taranto fuori posto (in un improbabile pugliese) e un Macario scialbo nonostante la suspense dell'episodio.
• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il servo cinese che parla passando dall'italiano al cinese; Carlo Delle Piane "E poi fanno il Concilio ECONOMICO Vaticano Secondo".
I gusti di Kriminal (Commedia - Drammatico - Guerra)


La censura


Le incongruenze

  1. Peppino De Filippo (il ragionier Fiore) si reca da Totò (commissario Saracino) per denunciare la moglie che, a suo dire, lo tradisce e ne complotta l'uccisione. Quando legge una lettera a lui indirizzata, Peppino afferma di abitare in via delle Betulle. In seguito, quando il commissario gli chiederà dove abita, Peppino risponde in Via San Clemente.
  2. Non so se questo è proprio un errore ma mi pare incredibile che tutto quello che succede nel film possa succedere in un'unica giornata. Secondo me ci vorrebbe più tempo...
  3. Quando il commissario Saracino butta giù dalla finestra del commissariato il cavaliere Alfredo Fiore, ho un errore da segnalare: Il commissario chiude la finestra sbattendola e rompendo i vetri... ebbene, se si ascolta con attenzione si sente che i vetri si rompono ancor prima della chiusura della finestra.
  4. Il cavalier Fiore (Peppino De Filippo) si reca in commissariato, ed ha con se la gabbia col pappagallo. Prima di entrare nella stanza del commissario (Totò) è invitato a lasciare su di un tavolo la gabbia col papagallo. Fiore, a questo punto, si rivolge al pappagallo che gli deve fare da testimone, e - per destarlo - batte la mano destra sulla gabbia. Ma il rumore dei tre battiti si avverte dopo che questi sono già cominciati.
  5. Il commissatio ed il brigadiere, accorrono a casa del commendator Lancetti (Mario Castellani), perchè quest'ultimo è minacciato. Il brigadiere legge la lettera - che è inquadrata dalla m.d.p. in primo piano - e il commendatore è seduto sul divano alla sinistra del brigadiere. Mentre è inquadrata la lettera Lancetti ha le mani poggiate con i palmi sulle gambe ma - al cambio di inquadratura - le tiene intrecciate una con l'altra
  6. Sempre durante la lettura della lettera, a casa del commendator Lancetti (Mario Castellani). Il brigadiere legge la lettera - che è inquadrata dalla m.d.p. in primo piano - e il commendatore è seduto sul divano alla sinistra del brigadiere. Quando il brigadiere ripiega in quattro la lettera, appaiono le braccia del commendatore, che indossa una giacca e - sotto la giacca - qualcosa di scuro. Al cambio di inquadratura, tuttavia, il commendator Lancetti, sotto la giacca, indossa una camicia bianca, come all'inizio della scena in casa sua quando, in compagnia della moglie e del cognato, aspetta l'arrivo del commissario
  7. Il commissario (Totò) si reca nell'ufficio dell'ispettore doganale Mastrillo (Nino Taranto). quest'ultimo vuole sapere cosa contiene un pacco che il commissario si è fatto spedire dalla Svizzera. Quando un incaricato dell'ispettore poggia il pacco sul tavolo. il pacco è inquadrato sul lato corto, e sono visibili (alzati) i due lembi superiori dei due lati corti. dopo che l'ispettore Mastrillo ha chiesto al commissario di leggere cosa c'è scritto sul pacco, i due lembi dei lati corti sono abbassati, e sono ben visibili, i due lembi del lato lungo alzati. Ma prima non lo erano
  8. Il Commissario ed il colonnello La Matta, un investigatore privato (Macario) si fingono imbianchini per entrare in una villa dove il colonnello sospetta succedino cose strane. I due, per non dare nell'occhio, cominciano il lavoro pur non essendo capaci, tanto che il Commissario imbratta il viso ed il vestito del colonnello, oltre che il suo vestito. In una scena successiva, il viso ed il vestito di Macario sono macchiati in forma minore. ed ancora - quando per si accorgono di aver ricoperta anche la porta con la carta da parati - Macario ha il viso ed i vestiti completamente puliti, e pulito è anche il vestito del Commissario.
  9. All'inizio del film rubano la macchina del Commissario, una Fiat 1100 bordeaux nuovo modello. La stessa che - alla fine del film - Pecorino (Carlo Delle Piane) convinto da don amilcare. riconsegna. Ma, avuti i soldi Pecorino, si defila. Sarà don Amilcare a guidare l'auto (inseguito dall'auto del Commissario, che era stato avvisato). L'inseguimento avviene su una larga strada extra urbana, senza palazzi ai lati. Eppure, dopo una curva l'inseguimento termina con un incidente in una piazza di un paese, o borgo, con case più antiche, davanti il sagrato di una chiesa
  10. Quando il Prete Fabrizi va dal Commissario Totò e parlano della 1100 rubata, in piedi sulla porta dell'ufficio del Commissario, per tutto il tempo a Fabrizi escono nuvole di freddo dalla bocca. A Totò no.

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Le location del film, ieri e oggi

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Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
   
1963-Toto contro i 4-1   
   
 La villa nella quale il detective privato La Matta (Macario) e il commissario Antonio Saracino (Totò) si intrufolano per indagare sulla misteriosa sparizione di alcune ragazze, trovandovi solo il set di un fotoromanzo horror, si trova in Via Carlo Dolci a Roma. Grazie a Mauro per fotogramma e descrizione. 
   


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Le Locandine


Riferimenti e bibliografie:

"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983
quotidianodellumbria.it