TOTÓ E CLEOPATRA

Inizio riprese: marzo 1963 - Autorizzazione censura e distribuzione: 3 agosto 1963 - Incasso lire 507.962.000 - Spettatori 2.302.013


Detti & contraddetti

Certi uomini politici, appena vanno al potere, per rendersi benemeriti si preoccupano per il benessere del paese. E incominciano a dire: C'è disoccupazione, c'è miseria, c'è fame. E allora che cosa fanno? Si riuniscono, in quattro o cinque, e, sempre per il benessere del paese, decidono di fare la guerra. E se la perdono? Sciocchezze, pinzillacchere! Ci sono uomini politici nuovi, i quali, preoccupati per il disagio della guerra perduta, sapete cosa fanno? Si riuniscono in quattro o cinque e, sempre per il benessere del popolo, fanno un'altra guerra.


La figlia del Faraone: la faraoncella.


Nefertiti, lei dovrebbe stare a letto, molto calda, perché con la nefrite...


Io me la cavo, modestamente me la cavicchio, me la sono cavicchiata fino adesso e me la cavicchierò ancora.


Il fatto che non porto il distintivo viene considerato una prova di "scarsi sentimenti fascisti". Ma, dico io, se il distintivo si deve appuntare sulla giacca e la mia giacca non ha occhielli, il distintivo dove me lo devo mettere? Per questo mi manderanno al confino? Magari! Scelgo il confine con la Svizzera: orologi, svizzerotte, mica male...


Lei è triumviro? Mi mostri i documenti, la sua carta di dindirindà.


Una moglie bellissima, abbondante... una moglie a due piazze.


Molti re vanno in esilio e non ci stanno nemmeno tanto male, ma senza la grana... non si esilia.


Una ragazza così carina io me la sposo anche due volte al giorno. Ma la domenica... riposo.


A proposito di un esercito: all'inizio i soldati erano tanti leoni che poi si ridussero a quattro gatti.


Le truppe hanno attaccato? E va be', so' ragazzi, hanno la testa calda... C'è stato qualche morto, è vero, ma in questi casi il morticino ci scappa sempre.


Innocente e ingenuo io? Beh... grosso modo.


Egizi, abbiamo lance, spade, mortaretti, tricche tracchi e castagnole. E con queste armi spezzeremo le reni a Maciste, a Rocco e ai suoi fratelli. Armatevi e partite!


Cleopatra si uccise facendosi mordere da un capitone. Prima ci aveva provato con un aspide, ma la povera bestia era morta avvelenata.


Egizi, mettetevi la corazza, ché il cimento si avvicina: ma il nostro non è un semplice cimento, è un cimento armato. Egizio, ti sei messo la corazza? Allora sei pronto? Signori, in corazza!


Sai quanto gliene frega alla politica del popolo!


Totonno: Chi è questo?
Enobarbo: È Cesarino, il figlio di Cesare, Cesarione.
Totonno: Cesare, Cesarino o Cesarione?
Enobarbo: Cesarione.
Totonno: A morte!
Enobarbo: E perché???
Totonno: È brutto!


Totonno: Enobarbo, preparami una papera bollit... cioè un papiro bollato.
Enobarbo: Da quanto?
Totonno: Duecento lire.
Enobarbo: Sesterzi?!
Totonno: Se sterzo o no sono affari miei, io vado sempre dritto, non sterzo mai!


Marco Antonio: E me la chiami mappa questa, quest è una mappa!.
Enobarbo: Perché, cosa ha che non va ?.
Marco Antonio: Come cosa ha! È piccola, è una mappina.


Otto è il diminutivo di Ottaviano, potrei chiamarti Ottavino, ma non mi sembra il caso.


Si fanno troppi piani e, un piano dopo l'altro, sapete dove si arriva? All'attico.


Cleopatra, mi dicono che vai in giro vestita da Venere, ma come Venere sei troppo vestita. Guarda me, vestito solo con un tralcio di vite, faccio la mia figura, sono un fusto.


Sempre baccanali, sempre baccanali all'egiziana, mai che mi dessero un pezzetto di baccanale alla livornese.


Sono irruento e se una donna mi piace, la irruentisco.


Dicono che l'appetito viene mangiando... Non è mica vero: l'appetito viene a stare digiuni.


Ah ah... Questa è una moglie a due piazze!


Totonno - Marco Antonio

Scheda del film

Titolo originale Totò e Cleopatra
Paese Italia - Anno 1963 - Durata 95 min - Colore Audio sonoro - Genere commedia - Regia Fernando Cerchio - Soggetto Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi, Fernando Cerchio - Sceneggiatura Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi, Fernando Cerchio - Produttore Ottavio Scotti - Produttore esecutivo Nino Battiferri - Casa di produzione Liber Film - Euro International Film - Distribuzione (Italia) Euro International Film - Fotografia Alvaro Mancori - Montaggio Antonietta Zita - Musiche Carlo Rustichelli - Scenografia Andrea Melone


Totò: Totonno / Marco Antonio - Magali Noël: Cleopatra - Franco Sportelli: Enobarbo - Carlo Delle Piane: Cesarione - Moira Orfei: Ottavia - Lia Zoppelli: Fulvia - Toni Ucci: Senatore Publio Nasone - Nadine Sanders: Ancella di Cleopatra - Mario Castellani: Chirurgo cranico reale - Gianni Agus: Senatore Ottavio - Adriana Facchetti: Publia

Soggetto, Critica & Curiosità

1963-toto-e-cleopatraSoggetto 

Si narrano le vicende di Marco Antonio e del suo fratellastro-sosia Totonno: perso d'amore per Cleopatra il primo, losco trafficante di schiavi il secondo, che sostituisce segretamente il condottiero nei momenti più delicati. La continua apparizione ora del vero ora del falso Marco Antonio genera lo scompiglio: la regina d'Egitto non sa più cosa pensare del contraddittorio comportamento dell'uomo che credeva di avere in sua balia, mentre il Senato romano si trova alle prese con repentini mutamenti di intenti. Poi scoppia la guerra fra Roma e l'Egitto: Ottavio vince gli egiziani sul campo di battaglia e, come promesso, concede la propria sorella Ottavia in sposa a Totonno (oramai nelle vesti di Marco Antonio).

Critica e curiosità 

Seconda e più divertente incursione nella parodia del peplum, in cui Totò si sdoppia per l’ultima volta (tra il dissoluto Marco Antonio e il più sapido Totonno) riproponendo il personaggio del gagà in versione 'triumvira'.

Girato nella primavera del '63, la pellicola venne distribuita nelle sale cinematografiche italiane il 14 agosto 1963 dalla Euro International Film.

Come in molti film di Totò, al suo fianco c'è la bellona di turno, questa volta bellissima veramente, la bella partner del Principe è Magali Noel, resa famosa dal suo successo ne La dolce vita di Federico Fellini. La trama è abbastanza semplice, incentrata sulla parodia
della storia di Cleopatra e Antonio, la cui moglie lo sostituisce con il suo gemello Totonno. Seguono diverse avventure e scambi di persona che confondono le idee alla bellissima regina d' Egitto. La trama molto scarna e scontata è però riempita da battute assolutamente di prim'ordine, se ne potrebbero contare a centinaia, immediate e assolutamente geniali.
Addirittuta nella famosa scena del suicidio di Cleopatra per mezzo dell'aspide, muore l'aspide! Le battute prendono lo spunto maggiore dai classici giochi di parole, il comico attinge dall'attualità del tempo, senza badare alla cronologia della storia, anzi marcandone le similitudini.

Vengono fatte allusioni alla censura, imperversante a quei tempi:
"Sei troppo vestita, è questione di censura?"
La moda nascente dei culturisti:
"Vestito con il tralcio di vite, io modestamente faccio la mia figura, sono un fusto".
La politica degli interventi statali:
"Nazionalizziamo".
Le preferenze gastronomico-sessuali :
"Sempre baccanale alla egiziana, mai baccanale alla livornese".
I riferimenti alle autovetture, applicati alle schiave vendute al mercato:
"La Flavia va su di giri e picchia in testa".
Via via, fino all' apoteosi:
"Viva la biga!", "Ti do la Grecia, la Tracia e la Cappadocia... spengo la Lòcia?"

Il canovaccio centrale si snoda sulla tecnica, più volte utlizzata, dei gemelli che consente a Totò di sdoppiarsi nei due personaggi assolutamente diversi e contrapposti di Marco Antonio e di Totonno. Il primo si è "orientalizzato" gesticola come una checca civettuola, servendosi del linguaggio tutto diminutivi e ammiccamenti. Il secondo è un personaggio dalla comicità violenta, sguaiata, a volte volgare, nel senso buono della parola, usando il linguaggio del corpo e i meccanismi del desiderio.
Sicuramente, merita una menzione speciale la spalla che questa volta è un' attore napoletano Franco Sportelli (Enobardo) con tanta esperienza di teatro.
Fanno buona compagnia ai protagonisti principali, Lia Zoppelli, Moira Orfei, Toni Ucci,Gianni Agus, Mario Castellani (il chirurgo cranico reale!), Carlo Delle Piane (Cesarione), che animano una serie di esilaranti siparietti, ambientati volta a volta nel senato romano e nella reggia di Cleopatra.


Così la stampa dell'epoca

«[...] La chiave di volta del successo di pubblico che il film è destinato ad avere è ancora una volta Totò. Irresistibile come sempre. [..] Si ride di gusto alle battute dette da Totò e alle sue trovate e si ride addirittura senza ritegno, visceralmente, in alcune scene nelle quali il nostro grande attore comico, vero erede della commedia dell'arte, supera se stesso come quella, ad esempio, della visita da parte dello psichiatra [...]»

Ermanno Contini, «Il Messaggero», Roma, 6 settembre 1963


«[...] A Totò la commedia degli equivoci è sempre calzata a pennello e anche stavolta, col pretesto di ambientare la vicenda in riva al Nilo, il principe de Curtis si presta alla doppia parte [..,] Battute trivialotte e tutto il gran mestiere rispolverato del gran Totò, cercano di farci fare quattro risate [...] Il crollo, se non ci fosse lui, sarebbe fragoroso. La chiave di volta del successo di pubblico che il film è destinato ad avere è ancora una volta Totò. Irresistibile come sempre, si ride di gusto alle sue battute e alle sue trovate e si ride addirittura senza ritegno, visceralmente in alcune scene dove il nostro comico supera se stesso»

Onorato Orsini, «La Notte», Milano, 18 settembre 1963


«La rentree di Totò nel cinema non è stata molto felice: una serie di filmetti squallidi, volgari, inintelligenti, in fondo ancora più arretrati e meno veri di quelli che vedevamo dieci anni fa[...] Tutto questo lo ritroviamo oggi, identico, non più rispondente al nostro gusto, stancamente ripetuto con la speranza che pubblici sottosviluppati e provinciali possano far quadrare il bilancio di produttori improvvisati [...] I capelli grigi di Totò, questo autentico attore che per ragioni di cassetta si confina in ruoli di avanspettacolo, sono un pò patetici, in simile situazione».

Franco Nicolini, «La Nazione», 1963


«Girato nel 1963, è una scassatissima parodia dei film storico-mitologici, un Totò contro Maciste ambientato addirittura nell'antico Egitto, con Samson Burke, penultimo Tarzan hollywoodiano, nel ruolo di Maciste. Il secondo, Totò e Cleopatra, viene girato nella primavera del '63 ed è il più divertente: merito della verve dell'interprete, ben servito da un cast in cui si fanno notare Lia Zoppelli, Gianni Agus, Carlo Delle Piane, Moira Orfei e la francese Magari Noël, lanciata dalla Dolce vita di Fellini.»

Alberto Anile


«Totò interpreta Marc'Antonio/Totonno. Marc'Antonio, insediatosi ad Alessandria insieme al suo luogotenente Enobarbo, si invaghisce di Cleopatra, la fatale regina d'Egitto. Il senato decide di richiamarlo a Roma, dove Ottavio, in vista del futuro triumvirato, vorrebbe fargli sposare la sorella Ottavia. Ma Fulvia, la legittima consorte di Marc'Antonio, va su tutte le furie, sequestra il marito in cantina e lo sostituisce con il fratellastro Totonno, che gli rassomiglia come una goccia d'acqua. Totonno va in Egitto e maltratta Cleopatra, la quale non sa spiegarsi l'improvviso cambiamento di colui che ritiene essere Marc'Antonio.»

Matilde Amorosi


La censura


Foto di scena e immagini dal set

Foto: Getty Images e Diomedia


I documenti

Cosa ne pensa il pubblico...


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I commenti degli utenti, dal sito www.davinotti.com

In linea con molti film di Totò c'è il fatto che il primo tempo e ben superiore al secondo, ma qui la cosa è veramente sbilanciatissima, con un nomento (il duetto con Castellani) di un livello che era difficile pensare così basso (era meglio accorciare il film!). Sceneggiatura così così: il film regge quando o ci sono duetti serrati (quelli con Gianni Agus, bravissimo, hanno un ritmo - anche senza Totò - che spesso il film smarrisce) o bravi attori come la Zoppelli. Era lecito attendersi di più. Voce narrante iniziale di Nando Gazzolo.
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)


Versione in chiave ovviamente parodistica dei peplum ambientati nell'antico egitto, Totò e Cleopatra è una commedia degli equivoci piuttosto classica basata sullo scambio di persona. La presenza del grande attore napoletano strappa qualche risata, ma occorre ammettere che il film è veramente scadente con una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti e dialoghi che in nome della sudetta risata troppo spesso ricorrono a momenti triviali di bassissima lega.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)


Come sarebbe andata tra Antonio e Cleopatra se di mezzo ci si fosse infilato l'infingardo gemello di lui? La parodia del kolossal Cleopatra prende la piega della commedia degli equivoci, con Totò uno e bino, ma l'equivoco vero sta nell'impianto generale: un film che non fa ridere, e che tutt'al più diverte un po' con maschera, gesti e sproloqui di un Totò che dove lo metti è una garanzia. La macchinosità della trama e della realizzazione, che ingabbia il protagonista pur quasi sempre presente, è un macigno che non porta a niente. Trascurabile.
I gusti di Pigro (Drammatico - Fantascienza - Musicale)


La storia dell'amore fra Antonio e Cleopatra è complicata dalle apparizioni improvvide di Totonno, gemello del primo al quale ogni tanto si sostituisce con esiti scombinatori... Fra le parodie a carattere storico interpretate da Totò, una delle meno riuscite a causa di una sceneggiatura fiacca e sgangherata oltre l'abituale. Qualche occasione per sorridere comunque c'è: a parte la solita straordinaria maschera del comico, qui doppia, il tapino Delle Piane nel ruolo di Cesarione ne busca tante, mentre il fido Castellani questa volta è un "chirurgo cranico reale" e Agus un impettito Ottavio.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)


Non uno dei film di Totò più memorabili, ma sicuramente uno dei più divertenti dell'ultimo periodo e anche uno degli ultimi incassi da record. Nel doppio ruolo il protagonista può scatenarsi in irresistibili giochi verbali e in due o tre scene da antologia (quella dello specchio su tutte). Certo la trama a un certo punto comincia a mostrare tutta la sua pochezza, ma il divertimento c'è ed è di buon livello.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)


Parodia di mercato fatta sull'onda del film con la Taylor e soprattutto sull'onda del successo di Totò. Dozzinale e senza particolari battute passate alla storia, lascia molto spazio all'improvvisazione. Si ridacchia pure con qualche gag tra Totò e Agus, ma siamo lontani anni luce dalle faville di film come Miseria e nobiltà o Totò Peppino e la malafemmina.
I gusti di Piero68 (Azione - Fantascienza - Poliziesco)


Ineguale farsa che riposa esclusivamente sulle possenti spalle di Totò. Il Principe (che cita Petrolini e i Fratelli Marx nella scena dello specchio) si aggrappa a ogni più minuta o triviale imbeccata della sceneggiatura per accendere continui tric trac verbali alternandoli, al solito, con gustosi sadismi (ai danni di Sportelli e Delle Piane). Esilarante il contrasto fra il molle Toni egizio, pazzo per la sua Cleo e il ruvido gemello che non vuol regalare province alla "nasona". Battuta clou: "Viva la biga!".
I gusti di Rufus68 (Drammatico - Fantascienza - Horror)


Piacevole storia ambientata nell’antico Egitto della regina Cleopatra, la cui sistematica infedeltà e bramosia di potere sono la scusa per dare vita a numerosi spunti di comicità. Totò, che qui interpreta ben due personaggi, è in grande forma e sforna battute a ripetizione che garantiscono la risata. Tutto il resto è contorno e, come è accaduto quasi sempre nella carriera dell'attore, il regista si limita a posizionare la macchina da presa.
I gusti di Minitina80 (Comico - Fantastico - Thriller)


Uno dei maggiori successi di pubblico nella carriera di Totò, che salva letteralmente il film con le sue doti di improvvisatore e con vecchi standard dell'avanspettacolo che riesce a rinnovare ogni volta (la parodia di Mussolini, la gag dello specchio, quella degli sgabelli). Idea interessante in parte rovinata da una storia piuttosto noiosa e una sceneggiatura poco incisiva, che le molte spalle di lusso (Agus, Ucci, Delle Piane, Castellani) fanno brillare di luce riflessa. Le molte scenette davvero irresistibili valgono comunque la visione.
• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Bene! Abbiamo la biga. Allora, viva la biga!" (Totò); I riferimenti alle vicende dell'epoca (Longo, le toghe rosse), oggi difficili da cogliere.
I gusti di Pessoa (Gangster - Poliziesco - Western)


Totò in un film dall'aura mediocrità che tende, però, verso il basso. Instant movie sul solco del kolossal Cleopatra, il film di Cerchio é privo di una regia di polso e di una sceneggiatura degna di questo nome. Rimane solo un Totò marionettistico prima maniera, ormai invecchiato e imbolsito, alle prese con una vera “miniera” di barzellette da caserma, giochi verbali piuttosto volgari e tanti doppi sensi allusivi alla cronaca politica dell’epoca. Però il magistero artistico di Totò, ben coadiuvato da Nino Taranto, brucia ancora qualche lingua di fuoco.
• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La gag puramente visiva, da cinema muto, dei due sosia che credono di trovarsi davanti ad un inesistente spcchio.
I gusti di Graf (Commedia - Poliziesco - Thriller)


Le incongruenze

  1. Quando la mamma di Fulvia dà una botta in testa a Marcantonio (Toto'), in realta' si vede chiaramente che e' uno stuntman
  2. Toto' ad un certo punto incontra quattro neri e gli dice "Questi mori li conosco, sono i quattro mori di piazza grandi a Livorno" evidentemente ricordandosi della famosa statua livornese ma la citazione e' errata ,la statua non e' in piazza Grandi (piazza Grande per la precisione) in centro a Livorno ma è collocata in Piazza Micheli di fronte alla Darsena Vecchia ed a pochi metri dall’ingresso del Porto Mediceo: è il simbolo di Livorno
  3. Quando Enobarbo riceve per sbaglio lo schiaffo da Cleopatra e va a riferire il tutto a Totonno si vede giustamente la lividura del colpo subito ma stranamente dopo pochi secondi (dopo l'incontro fra Marc'Antonio e Totonno nello specchio) la lividura scompare
  4. In occasione del loro primo incontro, al minuto 7. 00 circa, Antonio muove verso Cleopatra che si è fatta trovare sdraiata all'interno di un trono a forma di ostrica in fondo ad una sala della Reggia. Mentre cammina, Antonio inizia col dire "Sono venuto qui a contestarti e ti con. . . " , fermandosi una volta che si rende conto dell'enorme avvenenza della Regina. A quel punto, si volta verso il proprio attendente esclamando "Ammazzala quanto è bona questa! E che gli contesto?", anziché il corretto "le contesto" trattandosi di una donna
  5. Al minuto 6. 00, quando Cleopatra sta per apparire ad Antonio ed al suo attendente, l'ostrica che la contiene viene condotta da due suoi schiavi i cui movimenti fanno però chiaramente capire che l'ostrica è vuota poiché, se davvero ci fosse Cleopatra come poi si vede nella scena successiva, sarebbero molto più lenti nel maneggiare l'ostrica per via del peso di Cleopatra

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Le Locandine


Riferimenti e bibliografie:

"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983