CAPRICCIO ALL'ITALIANA

Inizio riprese dell'episodio "Il mostro della domenica", settembre 1966. Inizio riprese dell'episodio "Che cosa sono le nuvole?", febbraio 1967- Incasso lire 189.171.000 - Spettatori 581.474


Scheda del film

Titolo originale Capriccio all'italiana - ep. Il mostro della domenica - Che cosa sono le nuvole?
Paese Italia - Anno 1967 - Durata 81 min - Colore - Audio sonoro - Genere Commedia all'italiana - Regia Mauro Bolognini, Mario Monicelli, Pier Paolo Pasolini, Steno, Pino Zac, Franco Rossi - Soggetto Roberto Gianviti, Agenore Incrocci, Pier Paolo Pasolini, Furio Scarpelli, Steno, Bernardino Zapponi, Cesare Zavattini - Sceneggiatura Roberto Gianviti, Agenore Incrocci, Pier Paolo Pasolini, Furio Scarpelli, Steno, Bernardino Zapponi, Cesare Zavattini - Produttore Dino De Laurentiis - Fotografia Tonino Delli Colli - Montaggio Nino Baragli - Musiche Domenico Modugno, Ricky Gianco, Piero Piccioni, etc. - Scenografia Mario Garbuglia


Adriana Asti: Bianca (ep. Che cosa sono le nuvole?) - Laura Betti: Desdemona (ep. Che cosa sono le nuvole?) - Walter Chiari: Paolo (ep. La gelosa) - Ninetto Davoli: Otello (ep. Che cosa sono le nuvole?) - Carlo De Mejo: un ragazzo - Franco Franchi: Cassio (ep. Che cosa sono le nuvole?) - Ira Fürstenberg: Silvana (ep. La gelosa) - Ciccio Ingrassia: Roderigo (ep. Che cosa sono le nuvole?) - Francesco Leonetti: Burattinaio (ep. Che cosa sono le nuvole?) - Dante Maggio - Silvana Mangano: bambinaia (ep. La Bambinaia) / moglie dell'autista (ep. Perché) / la regina (ep. Viaggio di lavoro) - Domenico Modugno: spazzino (ep. Che cosa sono le nuvole?) - Totò: Jago (ep. Che cosa sono le nuvole?) / vecchio signore (ep. Il mostro della domenica) - Ugo D'Alessio:commissario (ep. Il mostro della domenica) - Renzo Marignano (accreditato come Enzo Marignani): L'automobilista (ep. Perché?) / Principe consorte (ep. Viaggio di lavoro) - Mario Cipriani e Carlo Pisacane:Burattini (ep. Che cosa sono le nuvole?)

Soggetto, Critica & Curiosità

1967-capriccio-allitalianaSoggetto 

La bambinaia
Regia di Mario Monicelli.

Una bambinaia (Silvana Mangano), non volendo che i suoi bambini leggano i fumetti di Satanik e Diabolik, racconta loro le fiabe classiche di Charles Perrault, ma ne provoca il pianto ed il terrore. 

Il mostro della domenica
Regia di Steno.

Un vecchio signore (Totò) che ha l'abitudine di recarsi due volte a settimana dal barbiere, odia la moda dei "capelloni" cioè quei ragazzi che portano i capelli lunghissimi, e riesce in tutti i modi e con tutti i travestimenti (prete, prostituta, zampognaro) di attirarli con l'inganno e di raparli a zero con forbici e macchinetta. I malcapitati, vergognandosi per la calvizie, si nascondono in un capannone. Alla fine il signore verrà scoperto e fermato dalla polizia, ma poi il commissario lo rilascerà in cambio di un favorino (taglio di capelli al figlio) che l'anziano gli farà volentieri.

Perché?
Regia di Mauro Bolognini.

Una donna (Silvana Mangano) ed un uomo sono a bordo di un'auto. Lei lo incita ad andare sempre più veloce e a tagliare la strada alle altre auto. Il tamponamento con un'altra auto sarà inevitabile, e alle rimostranze dell'altro conducente lei incita il fidanzato a colpirlo con una chiave inglese. L'episodio si chiude col primo piano del titolo di un quotidiano che riferisce dell'omicidio del guidatore indisciplinato: "La fidanzata si chiede: perché?" (evidente l'ironia sull'istigazione a usare la chiave inglese da parte della donna). 

Che cosa sono le nuvole?
Regia di Pier Paolo Pasolini.

La storia è una rivisitazione dell'Otello, recitato da un gruppo di marionette (Totò, Ninetto Davoli, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Laura Betti, Adriana Asti), che sulla scena interpretano i ruoli shakesperiani alla lettera ma che dietro le quinte si pongono delle domande sul perché fanno ciò che fanno. La rappresentazione è interrotta dal pubblico che, nel momento più drammatico, l'omicidio di Desdemona (Laura Betti) da parte di Otello (Ninetto Davoli), irrompe sulla scena e, disapprovando i comportamenti di lui e di Jago (Totò), li fa a pezzi. Lo spazzino (Domenico Modugno) getta le due marionette in una discarica, dove i due fantocci rimangono incantati a guardare le nuvole. Il cortometraggio prende il titolo proprio da questa scena finale.

Viaggio di lavoro
Regia di Pino Zac e Franco Rossi

È un misto di Cartone animato ed attori in carne ed ossa: una regina (Silvana Mangano) si reca in visita in un paese africano ma sbaglia discorso, pronunciandone uno destinato ad un altro paese, e rischia di essere linciata. 

La gelosa
Regia di Mauro Bolognini

Silvana (Ira Fürstenberg) crede che il marito Paolo (Walter Chiari) la tradisca e per questo lo segue sempre.

Critica e curiosità

Nel 1967 il regista pensa ad un film che raccolga una dozzina di episodi comici, ancora indeciso tra un titolo semiotico, Che cos'è il cinema, e il più popolare Smandolinate. Oltre al già girato La Terra vista dalla Luna, ci andrebbero dentro Che cosa sono le nuvole?, Le avventure del Re Magio Randagio e il suo Schiavetto Schiaffo, Mandolini, forse anche il Pinocchio. L’idea è di realizzarli a poco a poco, tra un progetto e l’altro, approfittando di occasioni come Capriccio all’italiana, altro film a episodi prodotto da De Laurentiis: tornato dai sopralluoghi marocchini per l'Edipo Re, nel giro di una settimana Pasolini filma Che cosa sono le nuvole?, un gioiello di poesia e spettacolo che chiude in un cerchio perfetto una carriera irripetibile. Totò ridiventa burattino e torna a quell’Otello già parodiato in A prescindere e prima ancora agli esordi, mutuato da un antico numero del maestro De Marco.

Questo episodio è l'ultima pellicola cinematografica in cui appare Totò ed è l'ultimo film girato dall'artista. Capriccio all'italiana uscì nel 1968 mentre le riprese dell'episodio pasoliniano furono effettuate tra il marzo e l'aprile dell'anno precedente. Totò, morto il 15 aprile 1967, non ebbe mai modo di vedere la pellicola.



Così la stampa dell'epoca

«Ancora meno ideologia (e ancora più poesia) c'è nel secondo episodio, girato da Pasolini tra marzo e aprile del '6: Che cosa sono le nuvole?, inserito poi in Capriccio all'italiana con alcuni scarti di Le streghe. Pasolini, impegnato in Marocco per i sopralluoghi dell'Edipo Re, lascia l'Africa e gira in una settimana l'episodio con Totò. Forse anche la fretta della realizzazione contribuisce a rendere il breve film più conciso e suggestivo. Una compagnia di burattini rappresenta l'Otello tra le quattro pareti di un teatrino popolare romano. [...].»

Alberto Anile


«[...] Il meglio sta nell'ultima fatica dell'indimenticabile Totò , nei due capitoli che sembrano riassumere il suo incontro con il cinema : l'attore comico , che riscattava con la mimica e la battuta i gracili copioni ("Mo se ne viene lui tomo tomo, cacchio cacchio" , è l'ultima sua uscita) ; il personaggio umoristico-poetico , così pateticamente umano [...].»

Pietro Virgintino.


I documenti

“Che cosa sono le nuvole?”. Un’analisi di Giorgia Bruni



Giorgia Bruni, giovane studiosa laureata all’Università 'La Sapienza' della capitale con una tesi sulla Trilogia della vita di Pasolini e collaboratrice del blog 'centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it', sottopone ad analisi il film 'Che cosa sono le nuvole?', interpretato come complessa metafora della ricerca esistenziale della verità oltre l’apparenza e del valore maieutico del dialogo socratico.


Estratti dalle serie televisive prodotte dalla RAI "Il Pianeta Totò", ideata e condotta da Giancarlo Governi, trasmessa in tre edizioni diverse - riviste e corrette - a partire dal 1988 e "Totò un altro pianeta" speciale in 15 puntate trasmesso nel 1993 su Rai Uno e curato da Giancarlo Governi.


Cosa ne pensa il pubblico...


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I commenti degli utenti, dal sito www.davinotti.com

  • Film a episodi che possiamo presumere essere stato “alimentare”, almeno per molti. “La bambinaia” (Monicelli) non è neppure una barzelletta; “Il mostro della domenica” (Steno) non è granché ma è salvato da Totò; “Perché” (Bolognini) è brutto e basta (sembra uno scarto de “I mostri”); “Che cosa sono le nuvole?” (Pasolini) è bellissimo, anche perché le inquadrature frontali di Pasolini stavolta sono funzionali al tutto; “Viaggio di lavoro” (Zac e Franco Rossi) è banale; “La gelosa” (Bolognini) allinea solo due ideuzze. La media è **, ma “le Nuvole” vale più di ***.

  • Tranne rare eccezioni il giudizio su un film a episodi non può che essere una media, dato il normale dislivello qualitativo. Qui ci sono dei riempitivi appena passabili a far metraggio, ma altresì due perle per il canto del cigno di Totò : "Il mostro della domenica" con un formidabile e scatenato Principe en travesti, e "Che cosa sono le nuvole", la cosa migliore del cinema di Pier Paolo Pasolini.

  • Sei episodi. Due sono brevi e arguti appunti: la crudele bambinaia teutonica (Monicelli) e la petulante fidanzata di un autista nel traffico (Bolognini). Altri due sono scialbe mini-commedie, come la crociata anti-capelloni di Totò (Steno) e la cieca gelosia di una donna (Bolognini). Delizioso il corto satirico sulla sbadata regina inglese, che mescola attori e disegni animati (Zac). E poi il capolavoro assoluto: l'Otello in versione pupara di Pasolini, straordinario apologo sulla verità, potente e emozionante.

  • Vizi, ossessioni e ipocrisie messi alla berlina da Bolognini, Monicelli, Steno, Rossi e Pasolini. Interessante l'episodio diretto da quest'ultimo, con gli interpreti "trasformati" in marionette. Notevoli anche la Mangano - teutonica bambinaia - e Totò, nei panni dell' "agente segreto K07 con licenza di rapare".

  • Evidentemente diseguale nella qualità degli episodi. Quello di Monicelli è una sciocchezzuola con la Mangano doppiata in modo ridicolo; i due di Bolognini sono dimenticabili in gran fretta; quello di Zac/Rossi non si capisce bene nemmeno cosa sia. Molto divertente, invece, l'episodio di Steno con un Totò spettacolare, ed infine l'episodio di Pasolini, a mio avviso, non è né più né meno di un capolavoro di circa 20 minuti.

  • Come è noto l'episodio pasoliniano (che vale almeno ***, rivelandosi, assieme a Uccellacci e uccellini, il capolavoro del regista secondo chi scrive) sovrasta il resto del film, raggiungendo il perfetto equilibrio tra ironia popolare, poesia ed estetica naïve. Per il resto, tra i miniepisodi soltanto quello (in parte) animato supera la monopalla, mentre tra i segmenti più ampi Totò Diabolik(us) funziona meglio della storia di presunte corna, superando di poco **. Splendida fotografia, che innalza il livello del film.

  • Doverosa la visione di questo oggettone cinematografico; per capire come l'alto e il basso possano coesistere ed essere usati al meglio, ricco di senso, poeticamente. E parlo dell'episodio di Pasolini, struggente mise en scene di un Otello che sa più di sceneggiata, visto il pubblico-massa che interagisce, non tollerando gli uomini come individui manifestanti la dolorosa cappa dell'esistere, la bellezza del creato e l'osceno del vivere. Per il resto se si esclude il simpatico cartoon di Zac è un film inutile, specie l'episodio idiota "La gelosa".
    • MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Ah straziante meravigliosa bellezza del creato".

  • Filmetto a episodi che vale più per i singoli che non nell'insieme. Memorabili, a questo proposito, il primo ("Il Mostro della domenica", con un Totò indimenticabile mattatore) e l'episodio diretto da Pasolini ("Che Cosa Sono Le Nuvole", con un cast da brividi). Totò, Ninetto Davoli, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia con la partecipazione di Modugno, che canta l'omonima canzone. Solo per questi due episodi val la pena di assistere a questa antologia, (chiamiamola così) poco riuscita.

  • Film ad episodi, alcuni brevissimi altri ben più strutturati. Nell'insieme si tratta di un film ben riuscito e in varie occasioni divertente. Totò (alla sua ultima apparizione) è divertentissimo nell'episodio di Steno e straordinario in quello favolistico e visionario di Pasolini. Buono anche l'episodio con Walter Chiari che chiude il film. Un po' più deboli gli episodi brevi con la Mangano. Comunque un film da vedere.

  • Andremo in ordine di personale gradimento. La gelosa di Bolognini: impalpabile fesseria; viaggio di lavoro di Bolognini/Zac: appunto, zac!; Perchè? di Bolognini: già, perché? La bambinaia di Monicelli: a me bimbo pauroso curato dalle mammane ha fatto sempre tenera fifa; il mostro della domenica di Steno: Totò scatenato ed eccessivo è spettacolo impagabile; le nuvole di PPP: Shakeaspeare e i burattini, la vita appesa ad un filo. Dopo quella di Orson, la più fedele e originale trasposizione di Otello, dramma (dal basso in alto) finale sull'ineluttabilità del destino.
    • MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Ahh tu non fossi mai nata tutto il mio folle amore lo soffia il cielo" "Ah straziante meravigliosa bellezza del creato".

  • Non entusiasmante. Non è un film satirico, perché non prende di mira tanto i costumi, quanto la singolarità dei caratteri. Gli episodi di Bolognini non valgono molto, quello di Zac è un esperimento di contaminazione non troppo riuscito, "Il mostro della domenica" si regge sulle spalle di un Totò sapido e sadico. Il gioiello è "Che cosa sono le nuvole?". Folgoranti quelle marionette consapevoli ma non libere, schiave della finzione scenica, che scoprono la verità e la poesia del mondo in una discarica, vedendo per la prima volta le nuvole.

  • Puzzle di episodi di lunghezza variabile decisamente scollegati tra loro e con un valore artistico assai diverso. Eccelle "Che cosa sono le nuvole?", struggente commiato dell’immenso Totò in una magnifica interpretazione dall’epilogo colmo di poetica malinconia. Segue ancora Totò in "Il mostro della Domenica" non brillante, ma ravvivato dalla verve dell’artista. Tutto il resto si accoda a distanza non potendo contare su nulla di eclatante e finendo per palesare l’enorme divario con quanto fatto da Totò e Pasolini.
    • MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Straziante meravigliosa bellezza del creato!".

  • Nuova produzione collettiva di De Laurentiis, ancor più incongruente del precedente Le streghe: i due episodi con la Mangano sono due innocue barzellette filmate; idem "Viaggio di lavoro", che ha come unico motivo di interesse l'animazione di Pino Zac, e "La gelosa" che non ha nemmeno il pregio della brevità degli altri e tedia presto; da salvare il Totò sadico di Steno e quello commovente del capolavoro pasoliniano "Che cosa sono le nuvole", struggente circo sul cui carrozzone salgono anche Franchi e Ingrassia nella loro prova più nobile.
    • MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La canzone cantata da Modugno e i dialoghi di Totò e Ninetto: "Figlio mio, noi siamo in un sogno dentro a un sogno!".

  • Un film prolisso, noioso, senza un briciolo d'inventiva e neanche un filo conduttore che giustifichi l'accozzaglia di soggetti così differenti fra loro. Totò che rapisce i capelloni per rasarli? Ma scherziamo? Per non dire dell'imbarazzante parodia dell'Otello diretta da Pasolini con Franco Franchi che sfoggia tutto il suo repertorio di smorfie nel disperato tentativo di far ridere. Non si salva nemmeno la Mangano, costretta a una recitazione sempre sopra le righe. Forse qualcosa si salva, ma la vita è troppo breve per guardare un film così.

  • Commedia a episodi da recuperare sostanzialmente perché è l'ultimo film interpretato dal grande Totò, dato che per il resto non è che sia così accattivante. Gli episodi passabili sono "Il mostro della domenica" con un Totò che diverte grazie ai suoi travestimenti, "La bambinaia" con una brava Silvana Mangano e "La gelosa" con l'accoppiata Chiari-Furstenberg. Da segnalare la presenza di Modugno, Franchi e Ingrassia nel pasoliniano "Che cosa sono le nuvole?"

  • Con l'occhio di oggi sembra quasi impossibile che Steno e Pasolini abbiano potuto convivere nello stesso film, ma la vitalità del cinema italiano di quegli anni stava anche in questo. Una vitalità che va al di là del risultato, invero alquanto modesto, portato a casa da questa raccolta di episodi forzatamente eterogenea data la diversità degli autori. Del tutto trascurabili gli apporti di Monicelli, Bolognini e Rossi/Zac, mentre più interessanti, ma non entusiasmanti, quelli di Steno e di Pasolini, proprio perché stilisticamente agli antipodi.
    • MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Totò e Ninetto che dalla discarica guardano le nuvole.

  • Un dei tanti film a episodi degli anni '60. Quelle di Bolognini, Monicelli, Rossi e Pino Zac sono solo facezie filmate che strappano qualche raro sorriso, mentre l'episodio di Steno con Totò è un gustoso e furbo “giallo” che prende in giro il fenomeno dei capelloni e documenta con tempismo e bonaria ironia quell'effervescente momento sociale che sfocerà nel’68; invece Pasolini ci dona una poetica meditazione sulla verità dell’arte e sulla realtà della vita attraverso quella marionetta astratta e senza tempo che risponde al nome di Totò.
    • MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La smorfia di ripugnanza che si disegna sul volto di Totò quando, uscendo dal barbiere, osserva dei giovani molto zazzeruti.

  • E' difficile inserire l'episodio di Pasolini, intenso e bellissimo, in un contesto poco incisivo (tutti gli altri episodi). Trattasi di brevi commediole trite e ritrite che reggono quel poco che possono grazie a qualche buona interpretazione. "Che cosa sono le nuvole" è invece un capolavoro in piena regola, pregno di dolente umanità e di messaggi importanti. Grazie, Pasolini.

  • Di questo filmetto possiamo salvare solo i due episodi del grande Totò, qui al suo commiato. Il diabolico rapitore di capelloni (e pensare che aveva girato nello stesso periodo il pessimo Totò yè yè!), ben spalleggiato da Ugo D'Alessio, è al centro di un episodio leggero ma gradevole. Il corto pasoliniano (con Franco e Ciccio per l'unica volta accanto al maestro napoletano, Modugno e Davoli) è di una raffinatezza e poesia elevatissimi. Lo sguardo delle due marionette gettate nell'immondizia bilancia la pochezza dei restanti episodi.
    • MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Gli escamotages di Totò per rapire i capelloni; Tutto l'episodio dell'Otello.

  • Film a episodi di diversi autori (e quindi prodotti diversi con diversi risultati). In verità sembrano tutti, tranne uno, girati stancamente. Alcuni di questi si riducono a una barzelletta, per giunta banale e poco spiritosa ("La bambinaia", "Perché?"). In "Il mostro della domenica" apprezzabile solo l'interpretazione di un Totò sempre in parte. Tranne "Che cosa sono le nuvole?" sono tutti ignorabili (anche se la Mangano è sempre bravissima). Quest'ultimo è poesia pura e crea quasi un contrasto con il resto del film. Vale da solo **** buoni!
    • MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il poetico finale di "Che cosa sono le nuvole?": “Ah! Straziante meravigliosa bellezza del creato!”.

La censura

Censura

Il film ottiene il nulla osta senza limiti di età.


Documenti censura del film Capriccio all'Italiana, 1967 - Fascicolo. Domanda di revisione - Direzione Generale Cinema

Documenti censura del film Capriccio all'Italiana, 1967 - Presentazione. Domanda di revisione - Direzione Generale Cinema

Le incongruenze

    1. A Totò si blocca l’auto mentre sta percorrendo una strada di campagna. Nell’inquadratura si nota una palazzina alle spalle dell’attore poi la macchina da presa stacca ad inquadrare un’auto che sta procedendo verso di loro. Dovrebbe essere il controcampo, dunque: ma sullo sfondo, magicamente fa capolino la stessa palazzina che si vedeva dietro Totò
    2. Quando l’auto di Totò, rimasta in panne, viene trainata dall’auto dei due cappelloni si vede come le due vetture stiano percorrendo una strada in direzione dell’EUR di Roma, i cui palazzi si vedono sullo sfondo. Ma nel primo piano sull’auto di Totò, ripreso frontalmente (la macchina da presa era posta tra le due auto), si vede, invece, l’EUR sullo sfondo che si allontana…

www.bloopers.it

Le location del film, ieri e oggi

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Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
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EPISODIO "LA BAMBINAIA" - La villa della bambinaia, cioè la Mangano (e quindi set principale) è Villa Miani, di cui QUI TROVATE LO SPECIALE.  
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EPISODIO "IL MOSTRO DELLA DOMENICA" - Totò ha in mente un piano per colpire gli odiati capelloni, e non tarderà a metterlo in pratica.

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  Un adescamento da parte di Totò ai capelloni avviene alla multilocation de lo Stadio dei Marmi, a Roma, già presente in L'arte di arrangiarsi e in altri film. Prendiamo proprio dal film con Sordi (1954) un fotogramma per il confronto
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EPISODIO "IL MOSTRO DELLA DOMENICA" - Il luogo dove Totò, travestito da prete, adesca un capellone è Piazza del Colosseo a Roma

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 EPISODIO "IL MOSTRO DELLA DOMENICA" - Il luogo dove Totò, vestito da prostituta, adesca un capellone è in Via Capoprati a Roma (l'adescamento multiplo da parte di Totò vestito da zampognaro ad un gruppo di capelloni avviene invece nell'ovvia Piazza di Spagna, che non mostriamo perché altamente riconoscibile)

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EPISODIO "IL MOSTRO DELLA DOMENICA" - La villa dove abita Totò è Villa Mangano e si trova in Via dei Metelli Agostino 43 a Roma. Nel film non viene mai mostrata direttamente poichè le inquadrature si limitano a riprendere il cancello d'ingresso dall'interno della villa, con vista su Via dei Metelli. Quando questo è spalancato si riconosce l'ingresso della villa confinante (A)  
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Quella che vedete qui sopra è l'unica, minimissima inquadratura diretta della villa, che riprende l'ingresso, quindi la villa è quella che vedete ancora più in basso
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EPISODIO "IL MOSTRO DELLA DOMENICA" - Il commissariato di polizia dove Totò viene condotto dopo la cattura è la palazzina che ospitava gli uffici degli ex Studi De Laurentiis (Dinocittà) in località Castel Romano (Roma) al km 23,650 della Via Pontina . La scena dell’uscità di Totò (notare le scanalature interrotte delle colonne)
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Anche gli interni appartengono al medesimo edificio, che confrontiamo con un fotogramma La scorta (1993), alla cui scheda rimandiamo per la dimostrazione.
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EPISODIO "IL MOSTRO DELLA DOMENICA" - La strada dove Totò rimane fermo con l’auto e si vede costretto a farsi trainare dai due cappelloni che aveva insultato poco prima e ai quali aveva rifiutato un aiuto, quando loro stessi erano rimasti appiedati, è l’odierna autostrada Roma-Fiumicino a Roma, che fino all’anno successivo alle riprese era ancora una semplice statale (la strada statale 201 “dell'Aeroporto di Fiumicino”). Quando Totò smonta dall’auto con il motore in fumo sullo sfondo riconosciamo l’edificio sede dell’Ospedale Israelitico (A)
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Questo è quello che nella finzione viene indicato come il controcampo (è la visuale dall’auto di Totò verso l’auto dei due “cappelloni” che sta sopraggiungendo): in realtà subito dopo questa inquadratura viene mostrata sulla destra (senza stacchi) l’edificio sede dell’Ospedale Israelitico. Quindi la scena fu girata in questo tratto della Roma – Fiumicino.
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EPISODIO "LA GELOSA" - Il residence nel quale Paolo (Chiari) entra pedinato dalla gelosa moglie Silvana (Fürstenberg) si trova in Via Privata della Passarella 4 a Milano, una traversa di Corso Vittorio Emanuele II.

Le Locandine


Riferimenti e bibliografie:

"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983
cinecensura.com