IL MEDICO DEI PAZZI

Inizio riprese: giugno 1954 - Autorizzazione censura e distribuzione: 8 settembre 1954 - Incasso lire 378.708.000 - Spettatori 2.705.058


Detti & contraddetti

Non sono cretino. Sono stato cretino un solo giorno: quello del mio matrimonio.


I pazzi vanno assecondati: Concè, io ti assecondo?


Non sono cretino, sono stato cretino un solo giorno: quello del matrimonio.


State tranquilli, per me siete tutti uguali uomini e porci, provvederò a tutti!


Il pazzo intelligente, quando è guarito, che cosa fa? Finge di essere ancora pazzo.


Lei va a Napoli? Ci avrei giurato, bravo, complimenti, si vede subito l'uomo che va a Napoli. Mi dice che lei a Napoli ci ha fatto il militare... Che coincidenza! lo a Napoli ci ho fatto il rivedibile.


Dove volete andare? A Losanna, nei Paesi Bassi, o sotto la Scantinava? A Liverpùl e a Losanna... Ho capito, ma chissà se lo sanno? Uno va fino a là e magari neanche lo sanno.


Iago mise una pulce nell'orecchio a Otello... Ma sono scherzi che si fanno? Mettere la pulce nell'orecchio a un signore, a un galantuomo. Può essere pericoloso, la pulce può forare il timpano, passa per la tromba di Eustachio e arriva al cervello.


Lupus in fabbrica, un lupo nella fabbrica. Mah... si vede che hanno aperto una fabbrica di lupi.


Io non sono il drudo di sua moglie, lo giuro. Non sono drudo per niente, tutt'al più sono cotto.


Signore, di sua moglie mi piace tutto, tranne il marito.


Lo psichiatra, quando sceglie un pazzo, sa cosa sceglie.


Ferragosto, la Befana... siamo lì. Si sa che gli anni bisestili sono difettosi.


Andiamoci a fare una bella passeggiata al cimitero: ci facciamo due risate, tanto più che domani è il 2 novembre.


Per me sono tutti uguali, uomini e porci.


Io il caffè lo metto nel mezzo litro: mi piace il caffè corretto.


Lasciatemi in pace, ché ho un capello per diavolo.


Quando ci sono i tumulti elettorali è meglio andare al manicomio: tra i pazzi è più tranquillo.


Felice

Scheda del film


Titolo originale O' mmedico è pazz'e
Paese Italia - Anno 1954 - Durata 95 min - colore - Audio sonoro - Genere commedia - Regia Mario Mattoli - Soggetto Eduardo Scarpetta - Sceneggiatura Ruggero Maccari, Totò, Vincenzo Talarico, Mario Mattoli - Musiche Pippo Barzizza

Totò: Felice Sciosciammocca, sindaco di Roccasecca - Tecla Scarano: Concetta, la moglie - Maria Pia Casilio: Margherita, la figlia - Aldo Giuffrè: Ciccillo - Giacomo Furia: Michele - Vittoria Crispo: la signora Amalia - Nora Ricci: sua figlia - Mario Castellani: il signor Cristaldi - Franca Marzi: sua moglie - Amedeo Girardi: Don Carluccio - Carlo Ninchi: Otello, l'attore fratello di Don Carluccio - Nerio Bernardi: il Colonnello Pizzo Scevola - Ugo D'Alessio: Musicista - Pupella Maggio: La Vedova - Rosita Pisano - I tre acrobati

Soggetto, Critica & Curiosità

1954-il-medico-dei-pazzi2Soggetto

Ciccillo, giovane nullafacente, da anni vive a Napoli alle spalle dello zio Felice il quale crede di pagare al nipote gli studi di medicina. Quando Felice da Roccasecca, luogo in cui vive, giunge a Napoli insieme alla moglie e alla figlia, Ciccillo mette in scena, insieme all'amico Michele, un nuovo raggiro ai danni dello zio. Millanta di essere diventato psichiatra e di aver bisogno di 500 lire per comprare una macchina per sanare un pazzo che è ospite nella clinica da lui diretta. Naturalmente dice il falso; i soldi gli servono per onorare un debito contratto al gioco e la clinica è una pensione dove Ciccillo vive a sbafo. Lo stesso Felice verrà ospitato nella pseudo - clinica, Pensione Stella; a Felice, il nipote, farà monito di prestare attenzione ai"pazzi" ospitati nella struttura, i quali non sono altro che dei normali clienti. Da tutto questo prenderanno corpo dei gustosi episodi da commedia degli equivoci tra Totò e gli avventori. Alla fine tutto si risolverà; Ciccillo avrà le sue 500 lire, e Felice si riconcilierà con i"pazzi".

Critica e curiosità

Le riprese iniziarono nell'estate del '54 e durano probabilmente poco meno di tre settimane, proprio perchè faceva caldo e Totò voleva partire per le vacanze. Con questo film si conclude la serie dei film scarpettiani. Nei "pezzi" a due con Carlo Ninchi, Ugo D'Alessio, Mario Castellani, Franca Marzi e soprattutto con l'esilarante Pupella Maggio, Totò sa tirar fuori tutta la sua arte recitativa e il suo straordinario mestiere, aumentando la dose di ironia rispetto ai due film precedenti.


Così la stampa dell'epoca

«La stagione di Totò è passata: siamo al tramonto. Insisti e insisti le mosse del principe comico non ottengono più l'effetto di un tempo, fl pubblico di ieri sera ha riso solo due o tre volte, ha protestato anche: è troppo, c'è un limite a tutto. Si può andare anche al cinema per trascorrere due ore liete, per dimenticare i propri guai, ma si approfitta di questa debolezza al punto che, promettendovi quattro franche risate, non si esita, una volta sborsato il prezzo del biglietto, ad offendervi, somministrandovi solo quattro bestialità [...]»

Mario Gallo, («Avanti!», Roma, 13 novembre 1954.)

«È veramente doloroso constatare come la comicità di certi film italiani sia ancora legata a sorpassati schemi appartenuti al più infimo teatro di avanspettacolo, basata com'è sugli effetti scenici provocati dagli equivoci e sull'ambiguità dialogica dì pretto stampo macchiettistico [...]. Totò sfoggia come il solito i tipici atteggiamenti del suo repertorio mimico [...]»

Vice, («La Voce Repubblicana», Roma, 14 novembre 1954.)


Foto di scena e immagini dal set


Le incongruenze

  1. All'inizio del film, quando la cameriera porta il caffé ed è intervistata dal narratore, in due inquadrature, si trova in due posizioni differenti davanti all'ingresso della pensione.
  2. Totò ha il manico dell'ombrello in posizione differente nelle due inquadrature, che lo ritraggono davanti al municipio di Roccasecca.
  3. Il colonnello, quando indossa la divisa d'ordinanza, porta sulle spalline un grado non corrispettivo la suo.
  4. Sempre il colonnello di cavalleria talvolta indossa una giacca chiara a fioroni, mai adottata dall'esercito e quindi di pura fantasia.
  5. La cameriera il primo giorno aveva comunicato agli ospiti che, le camere della villa De Rosa erano tutte chiuse, ma il giorno seguente sono tutte aperte, tanto che Totò riesce a rinchiudervi i cosiddetti pazzi.
  6. Quando Totò conversa con la meretrice ha il manico dell'ombrello in due posizioni diverse, al cambio dell'inquadratura.
  7. Ok che Totò non è un contorsionista,ma nella scena in cui i due acrobati del finto manicomio afferrano Totò e lo lanciano in aria...Magia! è diventato una donna! se ci fate caso infatti si nota benissimo il seno ;)
  8. Durante la notte nel presunto manicomio, Felice Sciosciammocca viene svegliato all'improvviso dal generale Muzio Scevola. Totò grida "Chi è?", ma il labiale è ritardato di qualche secondo rispetto alla battuta.
  9. Nei titoli di testa si legge "Pellicola Ferrania Pancro C7", che è una pellicola in bianco e nero, mentre il film è a colori. La pellicola non ha subito una coloritura digitale.

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Le Locandine


Riferimenti e bibliografie:

"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983