TOTÓ ALL'INFERNO

Inizio riprese: ottobre 1954 - Autorizzazione censura e distribuzione: 7 marzo 1955 - Incasso lire 328.325.000 - Spettatori 2.345.179


Detti & contraddetti

E poi, io non ho intenzione di sposarmi. Perché? Io sono autarchico...


Signorina, mi diceva che lei è un fantasma, che è fatta d'aria... Allora lasci che l'annusi, voglio respirare un poco d'aria buona.


L'aspide dà certi caspita di morsi... ne sa qualcosa Cleopatra.


Non sono esistenzialista, sono romanista democratico, ma qualche volta tifo per il Napoli.


Una parola di otto lettere: cane, no, due cani.


Porga tante esequie alla sua signora.


Arrivederci a tù le mond e non se ne parli più.


Che joli famme, a proposito c'ho una fame che non ci vedo…


Se ho formicato? Io nella vita ho formicato sempre, mi chiamavano il formichiere.


Sono morto oggi, sono un morto di giornata.


Conobbi Miss Angoscia che aveva due belle angosce. Che angosce, che angosce!


Desto o son sogno?


I milanesi defunti ogni anno all'inferno organizzano la bolgia campionaria. lo sono napoletano e, tutt'al più, posso organizzare una bolgetta di sfogliatelle.


Signora Mezzalira, pardon... Messalina, mi scusi, ma non posso lussuriare, sono latitante.


Signora, ha detto che le piaccio? Mannaggia alla bellezza mia!


Il diavolo si è arrabbiato perché gli ho rotto le corna? Ma non si deve preoccupare: tanto, se è sposato, gli ricrescono.


Sono morto oggi, sono un morto di giornata.


Voi dite che sono morto? Perbacco, se lo avessi saputo sarei venuto vestito a lutto.


Venni al tuo funerale... Le risate, quel giorno!


Perché non andiamo a prendere una boccata d'aria al cimitero? onosco parecchi morti, tutti brava gente.


Lei ha trentaquattro denti? Allora è bisestile.


Non posso morire! C'ho un appuntamento.


Antonio Marchi

Scheda del film

Titolo originale Totò all'inferno
Paese Italia - Anno 1955 - Durata 101 min - Colore - Audio sonoro - Genere comico - Regia Camillo Mastrocinque - Soggetto Totò - Sceneggiatura Vittorio Metz, Lucio Fulci, Francesco Nelli, Mario Mangini, Italo Di Tuddo, Totò, Camillo Mastrocinque - Fotografia Aldo Tonti - Montaggio Gisa Radicchi Levi - Musiche Pippo Barzizza - Scenografia Alberto Boccianti - Costumi Gaia Romanini


Totò: Antonio Marchi - Maria Frau: Cleopatra - Olga Solbelli: La madre di Cleopatra - Tino Buazzelli: il diavolo segretario - Dante Maggio: Pacifico - Nerio Bernardi: Satana - Mario Castellani: Cri cri / marito della dirimpettaia - Fulvia Franco: la dirimpettaia - Franca Faldini: Maria - Galeazzo Benti: Cantante club esistenzialista - Giulio Calì: Caronte - Vincent Barbi: Al Capone - Mario Pisu: Tolomeo - Pietro Tordi: il pazzo - Guglielmo Inglese: Il Cavaliere  - Scardacchione - Ignazio Balsamo: infermiere

Soggetto, Critica & Curiosità

1955-toto-allinfernoSoggetto

Antonio Marchi, ladruncolo depresso, tenta più volte il suicidio finché annega accidentalmente in un fiume e si ritrova all'inferno. Qui viene riconosciuto come reincarnazione di Marc'Antonio e viene spinto da Belfagor tra le braccia della bella Cleopatra, che fa parte del girone dei Lussuriosi per benevolenza del Diavolo, invece di trovarsi nel girone dei Violenti. L'incontro tra i due viene malvisto proprio da Satana, geloso della donna, così Totò, per sfuggire alla sua ira, scappa nuovamente sulla Terra, trovandosi coinvolto in vicende improbabili. Prima finisce in un gruppo di pseudo esistenzialisti, poi costretto a fare il rapinatore, a sposare una ragazza siamese e infine a fingersi pazzo. Alla fine delle sue peripezie ricade comunque negli inferi e ivi condannato ad una pena atroce, salvo poi risvegliarsi all'improvviso: il pover'uomo non era morto cadendo nel fiume ma era solamente rimasto intontito per la caduta.

Critica e curiosità

"Totò all'inferno" è il primo degli undici film diretti da Camillo Mastrocinque, in questo Antonio de Curtis è autore del soggetto e Totò è uno dei co-sceneggiatori. Nel film viene usato il bianco e nero nelle scene di vita reale ed il colore per le scene della discesa all'inferno. Da ricordare lo sketch delle sorelle siamesi e quello del pazzo d'amore ripresi dal suo repertorio teatrale. Fu il primo film di Totò diretto da Mastrocinque.

Riferimenti all'opera di Dante e alla realtà italiana

L'ambiente dell'Oltretomba nel film è stato riadattato in maniera completamente napoletana. Quando Totò giunge all'Inferno si trova davanti alla figura oscura del traghettatore di anime Caronte, personaggio già presente nella mitologia greca, ma reso ancor più famoso da Dante Alighieri nel Canto III del suo Inferno. Giunto nell'Oltretomba vero e proprio, Totò si incontra con un amico, morto vent'anni prima, che gli spiega come vada la situazione nel Profondo Abisso. Come nella Divina Commedia di Dante, l'Inferno è suddiviso in gironi, cerchi e bolge e soprattutto vi è una netta separazione e differenza tra i dannati e diavoli delle bolge del Nord e quelli del Sud. E come nell'Italia dei tempi nostri l'odio tra i due gruppi è talmente grande che speso litigano tra loro, per non parlare delle risse che si creano durante la collocazione "in gironi" delle partite di calcio, afferma l'amico a Totò. Successivamente un'altra citazione del film è tratta dalla storia reale di Marco Antonio, soldato romano e della regina egiziana Cleopatra, amante di Giulio Cesare. Poco prima che Antonio facesse scoppiare la seconda guerra civile a Roma dopo quella di Pompeo e Cesare, Ottaviano gli assegnò il dominio dell'Egitto, ma questi si alleò con la regina contro Roma. Come dicono molte cronache e la tragedia stessa di William Shakespeare, Antonio e Cleopatra divennero amanti lussuriosi, ma ciò non servì a fermare l'avanzata devastante di Ottaviano contro l'Egitto. Infatti Antonio e Cleopatra verranno sconfitti nella battaglia di Azio nel 31 a.C. e si uccideranno entrambi.


Così la stampa dell'epoca

«[..] E' narrato in modo semplicemente caotico , senza la minima ricerca di originalità nè da parte del oggettista , che è lo stesso Totò , nè da parte degli sceneggiatori , che sono responsabili di un dialogo altamente insipido . La regia [..] non conta più del resto nè vale la pena di nominare gli attori che prendono parte alla carnevalata . Qualche altro film come questo qui , e si finisce all'inferno per davvero».

Vice, (Il Messaggero, 1955)

«Una didascalia avverte che il film si svolge tra realtà e surrealismo. E Totò, che è anche autore del soggetto, si è preoccupato di imbastire qualcosa che aderisse alla sua maschera più tipica, quella che, in fondo, è più popolare e gradita al pubblico: la maschera di un Totò spettrale e funambolesco che storcendo il collo, o contorcendosi come se fosse fatto di più pezzi, ha lo straordinario potere di far ridere come nessun altro attore comico lo ha. Sotto questo aspetto il film riesce nel suo scopo [...]»

Vittorio Ricciuti, («Il Mattìno», Napoli, 18 marzo 1955)

«[...] Questa farsa si giustifica soltanto con il favore che gode presso il pubblico ìl popolare mimo, il quale qui dispiega tutte le risorse del suo repertorio comico, costituito da ridoli-nate, fumisterie, battute e situazioni non sempre inedite, alcune delle quali ancora capaci di strappare qualche risata, all'insaputa della noia [...]»

Maurizio Liverani («Paese Sera», Roma, 28 maggio 1955)

«Il principe riconosce di avere sbagliato. Totò, che sotto sotto lo sapeva, tira fuori un'idea nella direzione completamente apposta: un film silenzioso, tutto basato sulla mimica, sulla comicità astratta del burattino funambolico. Una pellicola che lo affranchi dal ricatto della battuta e dalla girandola dei doppi sensi, che metta in rilievo le sue ascendenze lunari e la sua capacità di disarticolarsi, che tronchi sul nascere il sospetto di una comicità regionalistica, che gli apra le porte alla notorietà mondiale. [...]»

Alberto Anile


Foto di scena e immagini dal set


I documenti


Le incongruenze

    1. Penetrato nell'appartamento della sua dirimpettaia, Totò si finge pazzo e si mette a sparare ad alcuni soprammobili, polverizzandoli. Nel momento della distruzione dell'ultimo soprammobile, però, si nota per un istante una fiammata all'interno dello stesso, provocato dalla piccola carica esplosiva utilizzata per farlo saltare

www.bloopers.it

Le Locandine


Riferimenti e bibliografie:

"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983