TOTÓ E MARCELLINO

Inizio riprese: febbraio 1958 - Autorizzazione censura e distribuzione: 21 aprile 1958 - Incasso lire 360.480.000 - Spettatori 2.301.034


Detti & contraddetti

Mai che a un rinfresco dessero un piatto di spaghetti caldi!


Giuseppe: "Ma perchè hai pensato che la mamma sia all'inferno?"
Marcellino: "L'ho saputo!"
Giuseppe: "Ma non è possibile. Le mamme sono tutte in Paradiso..."
Marcellino: "Tutte?"
Giuseppe: "Piano... Quelle che hanno i loro bambini sulla Terra che non fanno i bravi, eh... quelle le mandano via!"
Marcellino: "Ma allora... io sono stato cattivo!"
Giuseppe: "Be', non ricominciamo a dire sciocchezze!"


Giuseppe La Paglia

Scheda del film

Titolo originale Totò e Marcellino
Paese Italia - Anno 1958 - Durata 98' - B/N - Audio sonoro - Genere commedia - Regia Antonio Musu - Soggetto Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa - Sceneggiatura Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Diego Fabbri, Antonio Musu - Produttore Luigi Rovere - Fotografia Renato Del Frate - Montaggio Otello Colangeli - Musiche Carlo Rustichelli - Scenografia Ottavio Scotti - Costumi Pia Marchesi


Totò: Lo Zio Di Marcellino - Pablito Calvo: Marcellino Merini - Fanfulla: zio Alvaro Merini - Jone Salinas: Ardea - Memmo Carotenuto: Zeffirino - Wandisa Guida: la maestra - Nanda Primavera: la portinaia Rosina - Salvatore Campochiaro: l'avvocato - Amelia Perrella: sora Amalia

Soggetto, Critica & Curiosità

1958-toto-e-marcellino6Soggetto

Per sfuggire alla polizia, un ladro chiamato il Professore si finge zio di un orfanello che sta seguendo il funerale della mamma. I due diventano amici ed il Professore ospita Marcellino nella sua abitazione: un vecchio tram in disuso.

Alvaro, il vero zio, saputo che il nipote ha ereditato una casa dalla madre, ottiene che il bambino vada a vivere con lui e lo costringe a chiedere l'elemosina insieme ad altri ragazzini. Il Professore scopre l'ignobile attività di Alvaro, ma nel frattempo Marcellino è fuggito: gli hanno fatto credere che la mamma è finita all'inferno e lui vuole a tutti i costi commettere una cattiva azione, così potrà raggiungerla...

Critica e curiosità

A Totò viene accoppiato una piccola star internazionale, il piccolo Pablito Calvo già interprete di "Marcellino pane e vino".


Così la stampa dell'epoca

«[..] E un'eguale misura avvolge i due interpreti, il grande e il piccolo ; specialmente Totò, ora che la sua fortuna commerciale è in declino, sembra aver trovato discrezione, finezza, arresto.»

Leo Pestelli

«[..] L'idea di mettere insieme un comico ed un ragazzino che irradia simpatia è stata vantaggiosa, sin dai tempi del Monello. [..] Totò trova più di uno spunto per essere divertente [..]»

Maurizio Liverani

«Bini è direttore di produzione anche di Totò e Marcellino, nel quale Totò viene accoppiato ad una piccola star internazionale, quel Pablito Calvo che tre anni prima ha interpretato il fortunatissimo Marcellino pane e vino. Per il piccolo Pablito, che nel '58 ha dieci anni, il cinema è ancora un gioco, un'esperienza piacevole e divertente. „Quell'anno non lo dimenticherò mai», ha ricordato in una recente intervista, «perché mi trovai benissimo accanto a Totò. Il grande comico napoletano mi voleva bene come un figlio e fu lui a insegnarmi l'italiano. [...]»

Alberto Anile

«Sono i muri delle città, questi mantelli d'Arlecchino? Sissignori. Un mondo fittizio, di carta, di manifesti d'ogni colore, ci agguanta non appena usciamo di casa e non ci molla che quando rientriamo. Su “palchi” grezzi, effimeri, oscillanti, gracchiano e gesticolano gli “oratori”. Da automobili pavesate, microfoni invisibili urlano sfuggi a Tizio e avvinghiati a Caio. Nelle portinerie, le cassette della corrispondenza traboccano di foglietti e cartoncini stipati di analoghi avvertimenti. Galoppini di qualsiasi taglia vanno e vengono, s'urtano, s'accavallano, si frantumano come le onde marine. [...]»

Giuseppe Marotta - 1960


Foto di scena e immagini dal set

Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo
 1958-Totò e Marcellino 01  
Il palazzo dove Marcellino (Calvo) abita con la madre e nel quale si trasferirà il “Professore” (Totò) dopo la morte della donna ed essersi fatto passare per lo zio dell’orfanello si trova in Via Pietro Peretti 24 a Roma. Il portoncino è quello in primo piano
 1958-Totò e Marcellino 02  

La piazza dove, per sfuggire ad un negoziante da lui derubato, il “Professore” (Totò) si imbuca nel corteo funebre della madre di Marcellino (Calvo) facendosi passare per lo zio del ragazzino è Piazza dei Mercanti a Roma.

Appena giunto nella piazza da Via Michele Cappelli, Totò si appiattisce contro questo muro e, dritto di fronte a sé, vede transitare il corteo funebre

   
Subito il “Professore” ci si fionda, riuscendo a far perdere le proprie tracce al negoziante
   
Il lato curioso di questa location è che la piazza successivamente attraversata dal corteo è ancora la stessa: è bastato spostare la macchina da presa sull'altro lato, far rientrare in piazza Totò, Calvo, il carro funebre e tutte le altre comparse e farla loro attraversare nella direzione opposta
   
La strada dove Marcellino (Calvo) incontra una ragazzina che chiede l’elemosina suonando la fisarmonica è Via Antonio Chinotto a Roma, ripresa nello stesso punto di Una ragazza piuttosto complicata
   
Questa location è stata poi riciclata: più avanti nel film, sotto le finestre della palazzina che si vede sullo sfondo nel primo fotogramma il “Professore”(Totò) transiterà suonando per raccogliere, con l’elemosina, il denaro che gli servirà per incastrare Alvaro Merini (Fanfulla). La palazzina indicata con A è il civico 71 di Via Carso, una “multi” recentemente scoperta dal cinema italiano
   
Il lungotevere dove il “Professore” (Totò) ritrova Marcellino (Calvo) e gli dona la sua tromba nel film dicono essere il Lungotevere Flaminio: in realtà Totò e Pablito Calvo si trovano sul Lungotevere Oberdan a Roma, esattamente sul lato opposto del fiume rispetto a quello dove si trova il Flaminio
   
Ecco il momento nel quale Totò cede la sua amata tromba all’orfanello: l’improvvisa interruzione del parapetto e l’edificio sullo sfondo (nascosto dalla vegetazione nella foto di oggi) ci permettono di individuare il punto esatto
   
Il palazzo dove presta servizio Zeffirino (Memmo Carotenuto), la guardia amica del “Professore” (Totò) al quale questi si presenterà per chiedere aiuto nell’incastrare Alvaro Merini (Fanfulla) è Palazzo Barberini, situato in Via delle Quattro Fontane 13 a Roma. L’incontro tra i due avviene presso il portone d’accesso al palazzo
   
Concluso l’incontro Totò si incammina verso il caratteristico cancello su Via delle Quattro Fontane
   
La strada dove Alvaro Merini (Fanfulla) e la neomoglie Ardea (Salinas), subito dopo essersi sposati per ottenere l’affidamento di Marcellino (Calvo), vengono raggiunti dalla notizia della fuga del ragazzino è Via Carlo Tavolacci a Roma, all’altezza della confluenza con Via dei Marescotti
   
La strada dove l'insegnante (Guida) di Marcellino (Calvo) scorge l'alunno chiedere l’elemosina e si affretterà ad avvertire il "Professore" (Totò) è Via Boezio a Roma, all'altezza del cancello del civico 45, indicato dalla A. Grazie a Mauro per fotogrammi e descrizione
   
Il controcampo ci mostra come sia cambiato l'edificio del civico 45, all'epoca delle riprese in ristrutturazione: la facciata a fasce bicolori è stata sostituita da una a tinta unica ma, guardando a destra possiamo notare come una porzione sia rimasta com'era nel 1958
   

IL CIMITERO, LA FUGA E IL NASONE

Il cimitero nel quale viene seppellita la mamma di Marcellino (Calvo) è il Cimitero Monumentale del Verano, in Piazzale del Verano 3 a Roma. Quello mostrato nel fotogramma era un accesso secondario al cimitero, situato in Via del Verano (esattamente all’altezza dello sbocco di Via dei Sabelli) e che oggi non esiste più (41.899749,12.520612), così come il muro di cinta sulla destra

   
Uscite dal camposanto dopo aver partecipato ai funerali, due donne si allontanano a piedi lungo Via del Verano, anch’essa oggi molto difficile da riconoscere
  La prova definitiva ce la offre il controcampo su Via dei Sabelli, con il “Professore” (Totò) che, assolutamente non intenzionato ad accollarsi il mantenimento del ragazzino del quale si era spacciato zio, si allontana alla chetichella lasciando solo Marcellino, per poi nascondersi in un cortile
   
entrandovi attraverso questo cancello (dal quale subito uscirà, riuscendo a far perdere le sue tracce a Marcellino, che l’aveva seguito ma non l’aveva visto uscire), oggi scomparso come tutto l’edificio sulla destra
   

IL NASONE

Fatte perdere le proprie tracce, l’azione si sposta in un’altra strada, dove il “Professore” si ferma a dissetarsi ad un “nasone” e da lì è nuovamente costretto a fuggire perché, proprio di fronte alla fontanella si ritroverà nuovamente davanti Marcellino: in realtà ci si è spostati di pochi passi, perché siamo sempre in Via dei Sabelli, poco più indietro rispetto al punto nel quale Totò si era infilato nel cortile

Totò arriva al “nasone”, che oggi è scomparso, mentre l’edificio in fondo al vicoletto è “lievitato” e l’accesso al vicoletto sbarrato da un cancello che riproduce le fattezze della recinzione che si trovava a sinistra del nasone

   
Ed è di nuovo fuga lungo Via dei Sabelli
 
 Ecco il totale su questa location

Le locandine


Riferimenti e bibliografie:

"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983