I DUE COLONNELLI

Inizio riprese: ottobre 1962 - Autorizzazione censura e distribuzione: 18 dicembre 1962 - Incasso lire 521.894.000 - Spettatori 2.592.618


Detti & contraddetti

Le orazioni: morti tua e tui patri e tuo nonno in carriolam meam, linoleum, linoleum. Ora pro nobis, autobus, autobus, S.O.S.


Nel materasso, a volte, ci sono pulci e affini.


Colonnello Di Maggio: Sfondate quella porta!
Soldato: Ma c'è sua suocera!
Colonnello Di Maggio: Sfondate quella suocera!
Maggiore Kruger: Io ho carta bianca!
Colonnello Di Maggio: E ci si pulisca il culo!


Maggiore Kruger: Bisogna controllare nostri mortai.
Colonnello Di Maggio: I mortai vostri?
Maggiore Kruger: Ja.
Colonnello Di Maggio: Avete capito Quaglia?
Sergente Quaglia: I mortai loro?
Maggiore Kruger: Mortai tedeschi.
Colonnello Di Maggio: E della vostra famiglia! Sì, dico... della famiglia tedesca...


Colonnello Antonio Di Maggio

Scheda del film

Titolo originale I due colonnelli
Paese Italia - Anno 1962 - Durata 96 min - B/N - Audio sonoro - Genere comico, drammatico - Regia Steno - Soggetto Giovanni Grimaldi, Bruno Corbucci - Sceneggiatura Giovanni Grimaldi, Bruno Corbucci - Produttore Gianni Buffardi - Fotografia Tino Santoni - Montaggio Giuliana Attenni - Musiche Gianni Ferrio - Scenografia Giorgio Giovannini


Totò: colonnello Antonio Di Maggio - Walter Pidgeon: colonnello Timothy Henderson - Nino Taranto: sergente Quaglia - Giorgio Bixio: soldato Giobatta Parodi - Toni Ucci: Mazzetta - Gino Buzzanca: barbiere greco - Nino Terzo: soldato La Padula - Roland von Bartrop: maggiore Kruger - Scilla Gabel: Iride - Adriana Facchetti: Penelope - Andrea Scotti: il marito di Iride - Giancarlo Maestri: il soldato Fantini - Gerard Herter: generale tedesco - John Francis Lane: sergente Mc Intire

Soggetto, Critica & Curiosità

1962-i-due-colonnelliSoggetto 

l film è ambientato a Montegreco, paese al confine tra la Grecia e l'Albania, teatro di numerosi scontri tra le truppe italiane e quelle britanniche. Nell'estate del 1943 le truppe anglosassoni, guidate dal colonnello Henderson, occupano per la trentesima volta il paese e lo governano secondo criteri democratici: inoltre lo stesso colonnello si accasa nell'abitazione di Iride, donna giovane e procace che diventa la sua amante. Nella stessa abitazione, in cui abita anche Penelope (l'anziana madre della ragazza), il comandante delle truppe inglesi stabilisce il suo quartier generale.
Il 23 luglio del 1943, Henderson, maldestramente consigliato dai suoi collaboratori, abbandona la città ed ordina una ritirata strategica perché ritiene preponderanti le forze italiane, quando esse attaccano per l'ennesima volta il paese: in realtà il battaglione degli italiani è una truppa sgangherata senza viveri e con pochissime munizioni a disposizione (150 pallottole in tutto rimaste, dirà il colonnello Di Maggio, durante il primo attacco italiano, che si ridurranno a poco più di 50 al momento del contrattacco degli inglesi, e ad una trentina circa, verso la fine del film), in cui il severissimo colonnello Antonio Di Maggio comanda tutti a bacchetta. Una volta entrato trionfalmente in città, Di Maggio instaura un regime dispotico e crudele, ma anch'egli si invaghisce di Iride, andando a risiedere da lei.
Il giorno seguente un soldato italiano cattura casualmente Henderson, che aveva tentato di entrare nella dimora di Iride per recuperare la sua amatissima pipa: Di Maggio lo tiene di conseguenza come suo prigioniero e tenta di trattarlo in maniera non consona al suo grado di ufficiale, violando apertamente la convenzione di Ginevra; il suo atteggiamento astioso comunque si mitigherà leggermente quando scoprirà che il sergente maggiore Quaglia, suo sottufficiale, che era stato loro prigioniero ed al ritorno aveva narrato di duri maltrattamenti, era stato invece trattato benissimo dagli inglesi, ed aveva addirittura rubato la loro riserva alcolica, fuggendo ubriaco.
Il 25 luglio al comando italiano arriva via radio lo sconvolgente annuncio: il duce si è dimesso ed il re Vittorio Emanuele III ha affidato il governo al maresciallo Pietro Badoglio, che ha dato ordine di proseguire il conflitto a fianco dell'alleato germanico. Poco dopo, a seguito di leggeri scontri a fuoco, gli inglesi riconquistano Montegreco e stavolta è Di Maggio ad essere ostaggio di Henderson.
I due, divenuti a loro modo amici, scoprono che Iride è sposata, che nasconde il marito in un rifugio ricavato nel pavimento, e che in realtà non si era mai concessa sessualmente a loro: approfittando dell'oscurità era sempre stata la madre ad entrare nel letto dei due militari. Offesi, essi si recano nel nuovo quartier generale britannico in cui si ubriacano insieme; tra l'altro Henderson salva la vita al collega, vietando alla popolazione locale di linciare pubblicamente il colonnello Di Maggio: impossibilitato a trattenere i paesani, l'ufficiale inglese favorisce la fuga dell'ufficiale italiano, consegnandogli i suoi abiti e addirittura la pipa.
Travestito da ufficiale inglese, Di Maggio torna tra le sue fila (rischiando, tra l'altro, di venire quasi ucciso dai suoi soldati, che, visto il suo abbigliamento, lo scambiano per il comandante nemico). Venuto a conoscenza delle difficoltà militari italiane a contrastare il battaglione inglese, l'esercito tedesco, che ancora è formalmente schierato al fianco degli italiani, invia il maggiore Kruger, insieme con una fornitura di potenti e moderni mortai da guerra (i mortai loro, come li chiama Totò). L'ufficiale tedesco, tuttavia, tratta tutti gli italiani, ed in particolare il colonnello, con cattiveria e sufficienza. Di Maggio, inizialmente affascinato dall'efficienza germanica, benché conscio del cinismo del sistema nazista, in seguito, si ribella apertamente all'ordine dell'alleato di bombardare il paese per stanare gli inglesi (ciò avrebbe comportato la morte dei civili, soprattutto donne e bambini) e viene condannato a morte per insubordinazione da una corte marziale tedesca, giunta in paese con una piccola e ben armata pattuglia.
Di Maggio viene condotto sul luogo dell'esecuzione, e per sfregio l'ufficiale tedesco responsabile ordina agli stessi soldati italiani di sparargli. Di Maggio, per onor d'uniforme, chiede di poter comandare lui stesso il plotone d'esecuzione, ma i soldati si rifiutano di sparare e gettano i fucili. Tutti i soldati italiani, compreso Quaglia, vengono allora allineati a fianco al loro colonnello per esser anche loro fucilati, ma quel giorno è l'8 settembre, il giorno in cui fu dato l'annuncio dell'armistizio di Cassibile, ed un attimo prima che i tedeschi sparino arrivano gli inglesi, armi in pugno, a salvarli. Dato l'armistizio, Italia e Gran Bretagna sono ora forze alleate e quindi i due colonnelli Di Maggio ed Henderson possono continuare la guerra insieme, finalmente da alleati.

Critica e curiosità 

Il titolo fa riferimento al film dell'anno precedente, I due marescialli, di cui il celebre attore napoletano Totò era stato protagonista. Per l'ambientazione del film venne scelto il paese di Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo.
Questo film fu uno dei primi in assoluto ad avere contenuti forti (come la parolaccia a proposito dei "mortai" tedeschi e della carta bianca nonché il gesto dell'ombrello che Totò esegue di fronte a Pidgeon nel loro primo incontro). Come Totò avrebbe dichiarato in seguito, si trattava della sua prima ed unica volta in cui aveva fatto uso esplicito del turpiloquio.
Nella scena dell' interrogatorio, da parte del colonnello inglese verso il colonnello italiano suo prigioniero, il colonnello Di Maggio dichiara le sue generalità militari dichiarando di far parte del 27º reggimento fanteria, il 27º reggimento fanteria è esistito realmente durante la seconda guerra mondiale non operando in Grecia, bensì operando nel contesto bellico africano più precisamente in Libia insieme al 26° e al 28° della divisione"Pavia"che fu disciolta nel novembre del 1942 per motivi bellici.
Walter Pidgeon reduce dai festeggiamenti hollywoodiani per l'uscita del suo ultimo film che ne chiudeva la carriera cinematografia fu convinto a girare quest'ultimo film in Italia con Totò, che aveva sempre desiderato girare un film con l'attore americano. Nella scena in cui Totò, rivolgendosi all'ufficiale nazista gli urlò: "E ci si pulisca il culo!", Steno raccontò che dovette faticare non poco per convincere Totò a dire quella battuta, poiché il Principe pubblicamente non amava il turpiloquio.

Così la stampa dell'epoca

«Totò è sempre Totò: un modo di dire piuttosto convenzionale ma esatto. I produttori si ricordano di lui soltanto per tenere in piedi ignobili intrugli con intenzioni comiche: ma è raro che, nonostante queste, Totò non si permette in ogni filmetto almeno una scena degna delle sue doti di grande attore. [..] Non è certamente uno dei migliori film di Totò, ma i duetti tra il comico napoletano e il suo antagonista [...] son alquanto gustosi [...]».

Valentino Di Carlo


«[..] Su questa trama fluida e vaga come un canovaccio di commedia dell'arte, Totò ricama con esuberante genialità e con grande efficacia espressiva, una delle sue più riuscite interpretazioni, riuscendo a conferire al tempo stesso al personaggio note umane che gli danno dimensioni più vaste e autentico calore vitale [..]».

"vice", Il Messaggero di Roma


«Gli incassi dei Due Marescialli sono buoni. Non quanto quelli di Totòtruffa '62, che avevano trascinato al cinema quasi tre milioni di persone, ma abbastanza per decidere di ritentare l'esperimento. I due colonnelli, il secondo film in cui Totò reinterpreta a modo suo il filone antifascista, viene girato un anno dopo, nel novembre del '62. Al suo fianco, al posto di De Sica, c'è il canadese Walter Pidgeon. L'artefice, anche stavolta, è Gianni Buffardi, produttore del film con Lombardo della Titanus, ma l'idea dell'inedita coppia è di de Curtis.».

Alberto Anile


I documenti

Estratti dalle serie televisive prodotte dalla RAI "Il Pianeta Totò", ideata e condotta da Giancarlo Governi, trasmessa in tre edizioni diverse - riviste e corrette - a partire dal 1988 e "Totò un altro pianeta" speciale in 15 puntate trasmesso nel 1993 su Rai Uno e curato da Giancarlo Governi.


Foto di scena e immagini dal set


Foto Archivio Istituto luce


Le incongruenze

    1. In una delle ultime scene si vedono i mortai schierati e pronti a fare fuoco... ma non sono montati troppo vicini fra di loro?
    2. Così come accaduto in altri film (ad es. in "I due marescialli"), la situazione a ridosso dell'8 settembre 1943 viene vista in maniera fortemente "riassuntiva" e "ricorretta"): i tedeschi che diventato subito i nuovi nemici, gli italiani che passano subito dalla parte del giusto, i nemici di ieri pronti ad accoglierci a braccia aperte... Nella realtà il Paese (e tutti gli scenari di guerra che ci vedevano protagonisti) attraversò momenti di caos e di panico, la situazione non fu chiara per tutti, e i vecchi nemici pensarono bene di non venirci subito ad abbracciare come fratelli...
    3. Totò indossa in varie scene l'elmetto al contrario, con il foro d'areazione in fronte anzichè dietro la testa
    4. Sull'insegna della Taverna Helios (Sole in greco) c'è un evidente errore di ortografia
    5. Durante la bicchierata fra i due colonnelli, Pidgeon confida a Totò che la sua ex fidanzata aveva sposato un ecclesiastico anglicano. Totò cade dalle nuvole, facendo capire addirittura in maniera esplicita di non sapere che esistono le confessioni cristiane riformate. Tutto ciò è impossibile in un colonnello (che come livello di ammissione all'Accademia deve avere almeno il diploma...).
    6. Fra la prima e la seconda parte del film, i galloni con i gradi da colonnello sulle maniche dell'uniforme di Totò cambiano dimensioni: nel primo tempo sono molto grandi e appariscenti, nel secondo invece sono "in miniatura"
    7. L'ambientazione del film è nel fittizio paesino di Montegreco (?) situato, come detto in apertura, in Macedonia. Ma se tanto mi dà tanto in Macedonia (repubblica ex jugoslava, dove sono stato due volte per lavoro...) si usano i caratteri cirillici. Invece le scritte dei cartelli sono in greco...
    8. Nei Balcani, dove è ambientato il film, le chiese ortodosse hanno campanili dall'architettura completamente diversa dalla tipologia di quelle cattoliche, come invece si vede in due - tre inquadrature. Appare fin troppo evidente che gli esterni del film sono stati girati in qualche paesino montano del centro-sud...
    9. Inizio secondo tempo. Quando Totò dice a Nino Taranto di mettere "fuori cuffia" l'ascolto dell'annuncio che stanno facendo alla radio, questa si sente già un attimo prima che Nino Taranto tocchi qualcosa alla radio stessa
    10. Il maggiore Kruger (quello della "carta bianca") indossa l'uniforme della Wehrmacht. Però quando si presenta al Col. Di Maggio (Totò), anzichè salutare alla visiera, come previsto per gli ufficiali della Wehrmacht, effettua il saluto a braccio teso pronunciando "Heil Hitler" (come fosse un appartenente alle SS)
    11. In diverse scene Totò indossa l'elmetto italiano m33 al contrario con il foro d'aereazione frontalmente anzichè posteriormente
    12. Quando il colonello di Maggio e i suoi uomini sono davanti al plotone di esecuzione è (come detto nella scena precedente) l'alba. poi arrivano gli inglesi a fermare i tedeschi e il colonnello Henderson dice che Badoglio ha annunciato alla radio che l'Italia ha firmato il famoso armistizio. Ma come faceva a saperlo? Badoglio lo ha annunciato solo verso le sette di sera!
    13. Siamo alla fine del film, il Colonnello Antonio Di Maggio (Totò) ed i suoi uomini sono appena stati salvati dalla fucilazione dal Colonnello inglese Timothy Henderson (Walter Pidgeon). Sul terreno dovrebbero esserci 12 fucili del plotone d’esecuzione italiano e 10 mitra di quello tedesco appena catturato. Viene ordinato agli italiani di riprendere le armi ma una volta fatto oltre ai 10 mitra tedeschi restano sul terreno 3 fucili italiani
    14. Il Colonnello Henderson torna nella notte a Montegreco per recuperare la sua pipa, si arrampica sulla finestra di Iride ed alle sue spalle si vede molto vicino un muro come se si trovasse all’interno di un vicolo. Quando il soldato La Padula chiamerà il Colonnello Di Maggio la finestra sembrerà invece essere rivolta verso uno spiazzo

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Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
   
1962-I due colonnelli 1   
   
  Il paesino greco di Montegreco, conquistato a “turno” dalle truppe britanniche del colonnello Timothy Henderson (Pidgeon) e da quelle italiane comandante dal colonnello Antonio Di Maggio (Totò), è in realtà, come segnalato su wikipedia, Civita di Bagnoregio (Viterbo): 42.627731,12.113477
   

Le Locandine


Riferimenti e bibliografie:

"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983