TOTÓ DIABOLICUS

Inizio riprese: gennaio 1962 - Autorizzazione censura e distribuzione: 2 aprile 1962 - Incasso lire 448.809.000 - Spettatori 2.229.553


Detti & contraddetti

Non vorrei essere uccello di cattivo augurio, ma questo se ne va...


A me i funerali mi danno sempre una grande emozione. Sì, sì: mi vengono giù dei lacrimoni, come se fosse successo chissà che cosa...


Senta, non s'offenda, ma lei fa schifo interiormente.


Oh, giovanotto! Giovanotto! Io debbo lavorare: io faccio il chirurgo, non il ciabattino, ha capito? E lei mi sta scocciando, lei è un paziente che non ha pazienza! Che paziente è? Abbia pazienza!


Lei lo minimizza Diabolicus, e minimizzziamolo!


Carlo: Ah! Aaah! E questo se ne va.


Paziente da operare: Dove me ne vado professò?
Carlo: E dove te ne vuoi andare? lassù, no?
Secondo chirurgo: Professore, il polso che sta sentendo è il mio.
Carlo: Allora se ne va lei! Va bene! Che mette a fare i polsi in mezzo?


Ma... lei... non è vero che è notaio, no?
Come non sono notaio! Certo che lo sono.
Notaio... con la "laura"
Con la laurea, non laura.
Ah! Mò si dice laurea.


Professore un po' più a destra.
Ah, sì, sì, ha ragione.
Un po' più sopra... noooo!
Quelle così succedono le disgrazie, stavo tagliando il cuore, eh, eh, poi stavamo a cavallo...


Sentite, io sono un cittadino che paga le tasse, voglio essere protetto, chiamate la polizia, carabinieri, pompieri, l'esercito...
Buonocore, Buonocore! Stia calmo! Noi stiamo facendo tutto il possibile, stia calmo! Faccia come suo fratello Antonino, anche lui è in pericolo, comunque svolge le sue funzioni ecclesiastiche.
E sfido io! Monsignor Antonino è un sant'uomo! Se muore va in paradiso! Ci ha il posto prenotato.


Commissario: Generale, noi siamo nella squadra omicidi.
Generale: Colonnello, questi tizzi sono omicidi.


Commissario: No generale, squadra omicidi.
Generale: Omicidi, appunto…


- Stia calmo, lei da sano che mestiere fa?
- Il macellaio.
- Eh! e pure io.


Carlo: Ecco la parte in più... taglia e metti in un fagotto.
Secondo chirurgo: Come al solito professore.
Carlo: No, perché io a casa, c'ho un gatto soriano che è una bellezza...
Paziente da operare: Professore, e c-che d-da a m-mangiare le mi intestine al suo g-gatto?
Carlo: Ma sto scherzando, le pare che do a mangiare questa schifezza al mio gatto, al mio gatto piacciono le mostacciole!


- Mamma mia, io ci vedo un poltiglia schifosa: non si offenda, ma lei fa schifo internamente.
- Grazie tante.


- Vostra sorella Laudomia, vi ha lasciato in eredità 1100 Fiat.
- Una 1100 Fiat! Ma sche siamo pazzi! Vi pare che io mi metto a viaggiare con un catorcio, io sono miliardario, a me serve una Caddillac, una Limousin, magari un autobus fuori serie.
- No i 1100 Fiat, son 1100 azioni dell'azienda Fiat.
- Quello che è, io non mi metto a girare con una 1100.


- Dalle proprietà di vostro fratello Carlo, vi sono due cliniche.
- Ci sono malati dentro?
- E certo...
- Cacciateli via tutti, io nelle cliniche ci devo sguazzare!


- Lei è il signor Buonocore!
- Sì
- È sfuggito a Diabolicus ma a me non sfuggirà! [risata sardonica]
- Scusi, ma lei chi è?
- Sono l'agente delle tasse!


Pasquale Buonocore

Scheda del film

Titolo originale Totò Diabolicus
Paese Italia - Anno 1962 - Durata 92 min - B/N - Audio sonoro - Genere giallo/comico - Regia Steno - Soggetto Vittorio Metz, Roberto Gianviti - Sceneggiatura Vittorio Metz, Roberto Gianviti, Marcello Fondato, Giovanni Grimaldi, Bruno Corbucci - Produttore Gianni Buffardi - Fotografia Enzo Barboni - Musiche Piero Piccioni - Scenografia Giorgio Giovannini


Totò: Galeazzo di Torrealta/Carlo di Torrealta/Scipione di Torrealta/Monsignor Antonino di Torrealta/Laudomia di Torrealta/Pasquale Bonocore - Nadine Sanders: donna Fiore di Torrealta - Béatrice Altariba: Diana - Raimondo Vianello: Michele detto Lallo - Luigi Pavese: commissario di polizia - Mario Castellani: ispettore Scalarini - Peppino De Martino: notaio Cocozza - Giulio Marchetti: il detective privato - Gianni Baghino: Gigi "lo sfregiato" - Steno: Angelo, il giardiniere - Ubaldo Loria: il maggiordomo di casa Torrealta - Vera Drudi: una domestica - Franco Giacobini: il dottor Pandoro - Pietro De Vico: paziente da operare - Mimmo Poli: il postino- Paolo Ferrara: il direttore del carcere - Veriano Ginesi: Nando "Bellicapelli" - Antonio La Raina: attendente del generale- Franco Ressel: l'anestetista Biagini

Soggetto, Critica & Curiosità

1962-toto-diabolicusSoggetto 

Il marchese Galeazzo di Torrealta viene trovato assassinato nella sua villa. Sul cadavere, l'assassino lascia un biglietto con la sua firma: "Diabolicus". Le indagini della polizia si concentrano sui fratelli della vittima, sospettati di avere ucciso il marchese per venire in possesso della sua ricca eredità: ma tutti sembrano avere un alibi di ferro. La baronessa Laudomia, pur in preda a fisime e manie, dice di essere andata al cinema, ma le sue dichiarazioni non convincono; il generale Scipione, sansepolcrista rimasto fermo ai tempi del fascismo, non fornisce indicazioni utili ai poliziotti, mentre il chirurgo Carlo (la cui moglie ha una relazione segreta con Lallo, marito di Laudomia) è rimasto tutta la notte in sala operatoria; del mite e casto monsignor Antonino, gli inquirenti non insinuano neanche il minimo sospetto.
Due sere dopo l'assassinio, "Diabolicus" invia 3 lettere anonime: una alla polizia per ostacolarla nelle indagini, le altre due a Carlo e a Scipione per farli andare a casa di Laudomia. E qui scatta la trappola di Diabolicus, che uccide i tre fratelli. Rimasto solo, Antonino decide di lasciare l'intera l'eredità dei suoi poveri cari ad un fratello segreto, frutto di un peccato di gioventù di suo padre. L'uomo, tale Pasquale Buonocore, è sempre stato bistrattato dalla sua famiglia, ed ora si trova in galera per furto.
Uscito per aver confessato il fatto e sistematosi in una villa lussuosa, Pasquale riceve un servizio di protezione speciale, in quanto la polizia pensa che ora "Diabolicus" possa colpire proprio lui. Infatti, una notte, l'uomo viene aggredito da una figura misteriosa che indossa la famigerata tuta di "Diabolicus", ma la polizia, appena sopraggiunta, scopre che in realtà si tratta di un ex-"collega" di Pasquale, finito in galera dopo la sua confessione ed evaso nel tentativo di vendicarsi.
Nel frattempo, Diana, l'amante di Galeazzo, viene urgentemente convocata da monsignor Antonino; insospettita dagli strani comportamenti del prelato, la donna scopre che Antonino in realtà è Galeazzo travestito da Antonino: infatti, vedendo assottigliarsi il suo patrimonio, Galeazzo aveva deciso di uccidere tutti i suoi fratelli; la sera del "suo" delitto, aveva convocato Antonino a casa sua e, senza essere visto da nessuno, l'aveva pugnalato e opportunatamente camuffato facendo credere di essere stato ucciso; poi, aveva ucciso gli altri tre fratelli. Ora, la parte finale del piano è uccidere Pasquale, camuffarlo da monsignore e travestirsi a sua volta da Pasquale, facendo ricadere la colpa sull'innocente Lallo.
Galeazzo attua il piano, grazie anche alla collaborazione di Diana, e fa arrestare Lallo; la polizia, però, scopre che la vittima non è Antonino, ma non è nemmeno Pasquale. L'ucciso, infatti, è il capo della compagnia privata che protegge Pasquale e che si è "sacrificato" per il suo cliente, su 'suggerimento' dello stesso Pasquale, al quale era venuto qualche sospetto sul fratello monsignore. Con Galeazzo in galera e con tanti soldi, Pasquale può finalmente star tranquillo. Tasse a parte, ovviamente. 

Curiosità 

Nelle scene in cuiTotò interpreta il ruolo del monsignor Antonino, è doppiato da Renato Turi; quando impersona Laudomia, ha la voce di Carlo Croccolo. La risata di Diabolicus, è invece quella di Vinicio Sofia.
La "moltiplicazione" di Totò, che in questo film interpreta sei personaggi imparentati tra loro è stata ispirata dalla simile performance dell'attore britannico Alec Guinness che in Sangue blu interpretava ben otto ruoli, dando vita a un intero"albero genealogico". Prima d'allora Totò non era mai voluto morire nei suoi film; qui invece egli muore addirittura 4 volte!
Il film viene girato nel febbraio del 1962, e ricorda "Sangue blu" del '49 in cui Alec Guiness interpreta ben otto personaggi, ma in fondo vuole essere una parodia sia del genere giallo - poliziesco sia dei fumetti a sfondo violento molto in voga in quegli anni tra i giovani. Totò interpreta sei ruoli diversi: nel ruolo del Monsignore è doppiato da Renato Turi. Fenomenale lo sketch del chirurgo miope-Totò e il paziente...impaziente-Pietro De Vico.


Così la stampa dell'epoca

1962 02 18 Epoca mini

«Esiste ancora un pubblico per Totò ? Esiste. Basta tenere il conto del numero dei film che, salute permettendo, il più geniale dei nostri comici gira ogni anno. Con qualche eccezione sono film, i suoi per i quali si usa una frase:"E' stupido ma diverte". Una frase in cui l'aggettivo si riferisce ai film, sconsolanti per balordaggione e banalità, e il verbo all'interprete che sa sempre trovare, magari in una sola scena, gli antichi lampi [..].»

Morando Morandini


 

«E' un recital irresistibile di Totò [..] La comicità di Totò raggiunge un diapason altissimo quando veste i panni della sorella plurivedova, nella sequenza del chirurgo miope che, mentre sta operando, perde gli occhiali [..].»

"vice", Il Messaggero


 

«Totò Diabolicus, che il principe gira nel febbraio del '62, è una parodia, ma assai particolare. Il film preso a modello è Sangue blu, un giallo interpretato nel '49 da un sir Alec Guiness impegnato virtuosisticamente in ben otto ruoli. Antonio de Curtis, che nei suoi film si è già più volte sdoppiato e triplicato, ne interpreta in tutto sei; alcuni si incontrano insieme nella stessa inquadratura e questo obbliga l'interprete a rigirare più volte, con camuffamenti diversi, la medesima scena. L'impegno dunque è più gravoso del solito ma Totò, a sessantaquattro anni appena compiuti, continua stoicamente a lavorare.»

Alberto Anile


«Strampalata quanto irresistibile commedia comica, uno strepitoso assolo del principe De Curtis che, tenuto sotto controllo dal fido Steno, si moltiplica da par suo, dando vita a sei personaggi, uno più buffo dell'altro. I due più spassosi comunque sono la nobildonna vogliosa e il barone della medicina che perde gli occhiali proprio mentre opera il povero Pietro De Vico. Un film probabilmente sciocco, sicuramente divertentissimo.»


La censura


Foto di scena e immagini dal set


Foto Archivio Allori (immagini del 24 gennaio 1962) - Europhoto


Le incongruenze

    1. Osservate il cadavere a terra all'arrivo della polizia... magia, mistero... il cadavere si sposta da solo alzando persino una gamba
    2. Durante il famoso intervento chirurgico sul paziente Pietro De Vico, mentre Totò si esprime in tutta la sua vis comica, la giovane infermiera-assistente, nonostante la mascherina chirurgica che le copre parte del viso, e' palesemente in piena crisi di risate! (almeno così mi pare)
    3. Il Commissario, mentre interroga il Generale Fascista Scipione dice "l'assassinio del 25 Luglio" (riferendosi al 25 luglio 1943, quando Mussolini venne destituito), ma il termine "assassinio" non fu mai coniato per definire la data storica. Che c'azzecca l'assassinio? Veniva solamente chiamato "il tradimento"
    4. Il generale Scipione dice che il 25 Luglio, dopo il tradimento ha detto a Mussolini "Datemi carta bianca e io vi libero in 4 e quattr'otto di questi traditori". Come è possibile, visto che Scipione dei Torrealta non faceva parte del Gran Consiglio del Fascismo e che l'annuncio della destituzione del Duce venne dato quando Mussolini era già prigioniero?
    5. All'inizio del film, il Marchese Galeazzo dice "Il Visconte Alibrandi", ma subito dopo, il domestico dice "Telefonò subito al DUCA Alibrandi". Una carriera davvero rapida!
    6. Quasi alla fine del film Galeazzo (Totò) spiega alla fidanzata come ha concepito e realizzato tutto il piano. Egli sostiene di aver fatto tutto da solo: gli assassini, le lettere ed anche il filmato iniziale che si è poi mandato da solo. Ma, anche se avesse avuto la capacità di operare un fotomontaggio, l'uomo mascherato da Diabolicus sia nel filmato, sia in tutti gli assassini è molto più alto di Galeazzo; è evidente quindi come l'attore che ha interpretato Diabolicus non è Totò, ma qualcun'altro
    7. Scipione (Totò) è un eroico invalido di guerra, egli ha la mano sinistra congelata, ma la usa normalmente quando si deve slacciare la giacca e far vedere la camicia nera
    8. Da tutte le pugnalate elargite da Diabolicus non esce un filo di sangue
    9. Quando il professore sta operando e toglie parte dell'intestino del paziente, si nota come l'intestino non sia per niente sporco di sangue, come invece dovrebbe essere
    10. Quando viene assassinata la sorella di Totò sul tavolo da biliardo si vede che stringe i pugni, ma un istante dopo nella successiva inquadratura le mani sono aperte
    11. Nella scena in cui Totò/Pasquale Bonocore è a casa con le guardie del corpo arriva il postino...di sera?
    12. Durante la scena della partita a biliardo dei fratelli Torrealta, tra cui Laudomia, in alcune inquardature si può notare che sul tavolo da biliardo già compare la sagoma "sbiadita" di Laudomia, che la polizia traccerà durante le successive indagini sulla morte di Laudomia, appunto sul tavolo da biliardo. Qui la sagoma è invece ben visibile, dopo la morte di Laudomia. La scena della partita a biliardo (Laudomia viva) è stata dunque girata DOPO quella delle indagini (Laudomia morta)?
    13. Nella scena del biliardo, subito dopo l'omicidio del professore, il generale effettua un tiro. In un'inquadratura la boccia supera i birilli e sta quasi per fermarsi, nella successiva ha improvvisamente una velocità maggiore
    14. Il commissario dice “assassino che agisce di notte tutto vestito di nero”... ma come fanno a sapere che è vestito di nero Diabolicus?
    15. Subito dopo l' inizio del film,mentre Totò guarda il film inviatogli dal Marchese Aliprandi si sente Totò che dice " Si spoglia? l' omino si spoglia? ". Si nota benissimo che tale voce è stata inserita dopo in fase di montaggio,poichè cambia completamente l' audio

www.bloopers.it

Le location del film, ieri e oggi

logodavi
Tutte le immagini e i testi presenti qui di seguito ci sono stati gentilmente concessi a titolo gratuito dal sito www.davinotti.com e sono presenti a questo indirizzo.
 1962-Toto diabolicus 01  
  Il palazzo dove si verifica il primo delitto (mentre ancora scorrono i titoli di testa) è la Scuola di lingua italiana Leonardo Da Vinci in Piazza dell'Orologio 7 a Roma
 
  Qui l'ingresso vero e proprio al palazzo
   
  Il palazzo nobiliare dove viene finalmente arrestato Diabolicus, dopo un ultimo feroce delitto è in Via dei Funari a Roma
   
  Di conseguenza la finestra incriminata è certamente una di quelle di questo palazzo, che sta di fronte al gruppo che guarda
   
  La villa "Il littoriale", dove abita e si esercita il Generale nostalgico Scipione di Torrealta (Totò) è Villa Zingone in via del Casaletto 348 a Roma. Oggi piuttosto risistemata, conserva però il cancello di allora (è stata aggiunta solo una lamiera di chiusura alla base)
   
  La villa sullo sfondo non è facilmente riconoscibile
  ma lo sono il muro (A) e il cancello di ingresso della villa di fronte

Le Locandine


Riferimenti e bibliografie:

"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983