TOTÓ SEXY

Inizio riprese: maggio 1963 - Autorizzazione censura e distribuzione: 31 agosto 1963 - Incasso lire 194.611.000 - Spettatori 881.950


Detti & contraddetti

Avete niente da dichiarare? Sì. Io dichiaro, lasciando il suolo svizzero, che il piacere d'aver visto una popolazione così affabile, così gentile, così progredita...

Ninì Cantachiaro

Scheda del film

Titolo originale Toto sexy
Paese Italia - Anno 1963 - Durata 90 min - Colore - Audio sonoro - Genere commedia - Regia Mario Amendola - Soggetto Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi - Sceneggiatura Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi - Fotografia Alessandro d'Eva - Montaggio Jolanda Benvenuti - Musiche Armando Trovajoli - Scenografia Ennio Michettoni


Totò - Ninì Cantachiaro - Erminio Macario (Mimì Cocco) - Mario Castellani (Umberto, il secondino) - Mario Pisu (l'ispettore De Marchi) - Mimmo Poli (un carcerato) - Andrea Scandurra (il carcerato calvo) - Gianni Agus (l'ispettore di dogana) - Pasquale De Filippo (un carcerato) - Franco Giacobini (l'impiegato di compagnia aerea) - Gianni Baghino (un compagno di cella) - Linda Sini (l'hostess) - Gianni Morandi (se stesso) - Gisella Ferrini (se stessa)

Soggetto, Critica & Curiosità

1963-toto-sexy2Soggetto 

Due suonatori ambulanti, Ninì e Mimì, vengono arrestati per contrabbando e condotti in galera. Qui si divideranno tra i ricordi dei loro viaggi di piacere (in cui visitavano i vari locali di striptease delle grandi capitali europee) e scherzi e screzi con gli altri galeotti ed il secondino Umberto. 

Critica e curiosità 

È considerata una delle pellicole peggiori di Totò, è quasi una fotocopia di Totò di notte n. 1, con gli stessi scadenti risultati e piattezza. Questo risultato deriva forse dal fatto che i due autori e il regista hanno voluto anticipare la commedia erotica all'italiana in tempi in cui non era possibile praticare questo genere di commedia.
Per il resto la commedia risulta in alcuni punti molto divertente. Pur non essendo un film musicarello, in uno dei tanti inserti del film (che uniscono le diverse scene dei due protagonisti, Totò e Macario) appare un giovane Gianni Morandi che canta Penelope.


Così la stampa dell'epoca

«Il divertimento manca del tutto [...] in questo ennesimo zibaldone rivistaiolo in cui un illustre attore come Totò avvilisce la sua fama senza alcuna ragione. In una lunga carriera cinematografica non costellata certo di capolavori, i più recenti film di Totò spiccano per la loro infima qualità; ma questo"Totò Sexy"è senza dubbio il gradino più basso della scala [...] Allusioni e battute volgari si sprecano e di regia non è neppure il caso di parlare [...]».

Valentino De Carlo, 1963


«[..] L'apporto di quel grande attore comico che è Totò, che farebbe ridere anche leggendo l'orario ferroviario, fa si che il lazzo sia presente in tutte le scene in cui è protagonista il comico napoletano, spalleggiato ottimamente da Macario . [..] Se c'è un solo motivo per andare a vedere questo filmetto è proprio solo per l'intramontabile principe De Curtis».

"vice", «La Libertà», 1963


Le incongruenze

    1. Nella scena in cui il barista spagnolo prepara il cocktail sotto la dettatura di Totò, dimentica un paio di ingredienti e ne mette uno (il limone) che e' viene ripetuto due volte nella "ricetta". Mi chiedo se tutto cio' (la ripetizione dell'ingrediente in particolare) sia parte della gag o piuttosto uno svarione del comico nel fervore dell'improvisazione, errore passato inosservato o ignorato in ossequio al clima generale di "buona la prima" che contraddistingue il film
    2. Quando Toto' e Macario parlano con il carcerato di Pechino, si ricordano di una spettacolo cinese visto a Shangai...e nel numero musicale che viene mostrato si parla SOLO di Giappone (i Samurai, il Fujiyama...). Vabbe' che il solo fatto che il film sia di livello infimo e la canzone sia un twist (!) in italiano invitano a non sottilizzare troppo sulle differenze tra Cina e Giappone, ma...
    3. Macario e Totò si presentano alla sorella di Umberto rispettivamente come "Raffaella" e "Giotta". Quando intima a Macario di alzarsi, pero', la secondina dice "Svegliati Carlotta". Da dove nasce questo errore? Semplice: pochi secondi piu' tardi pensando ad alta voce su che sistemazione dare alle due carcerate, dice "Dunque, la' no, ci ho gia' meso Carlotta". Evidentemene il nome "Carlotta" era previsto in quella seconda battuta della sceneggiatura e Mario Castellani si e' confuso tirandolo fuori prima del dovuto per il personaggio sbagliato. Buona la prima e chi se ne importa dell'errore.
    4. Nel momento in cui il barista prepara il coctail ripete due volte la mescolatura del limone.

www.bloopers.it

Le Locandine


Riferimenti e bibliografie:

"Totalmente Totò, vita e opere di un comico assoluto" (Alberto Anile), Cineteca di Bologna, 2017
"Totò" (Orio Caldiron) - Gremese , 1983