SUPERTOTÒ

(1980)

Scheda film

Titolo originale Supertotò
Paese di produzione Italia - Anno 1980 - Durata 98' - Colore e B/N - Audio sonoro - Genere Commedia, film di montaggio - Regia Brando Giordani, Emilio Ravel - Sceneggiatura Brando Giordani, Emilio Ravel - Produttore Luigi e Aurelio De Laurentiis - Montaggio Vanio Amici - Musiche Sergio Montori


Interpreti e personaggi
Totò - Isa Barzizza - Galeazzo Benti - Lianella Carell - Mario Castellani - Peppino De Filippo - Titina De Filippo - Aldo Fabrizi - Franca Faldini - Pasquale Gennaro - Aldo Giuffrè - Ugo Tognazzi

Soggetto e critica

Soggetto

Film Montaggio 1987 Supertoto 2E’ una pellicola antologica che racchiude spezzoni di 16 film tra i numerosissimi che hanno avuto come protagonista Totò, come ad esempio Totò sceicco, Totò a colori, L’oro di Napoli ed è strutturato il 8 capitoli intitolati La Maschera, Le donne, L’arte di arrangiarsi, La fame, I ricchi, I prepotenti, Il varietà e Gli uomini contro i caporali che raccontano la grandezza di Totò attraverso le sue peculiarità.

Renato Casaro, realizzatore del manifesto, rende omaggio al principe partenopeo e alla sua peculiare maschera attoriale, scegliendo di ritrarlo come un clown triste, con lo sguardo fisso e desolato rivolto verso in basso. Il naso rosso ed i colori utilizzati per realizzare la tipica maschera da pagliaccio, con il bianco uniforme che dipinge il volto in contrasto con il rosso sgargiante che disegna un sorriso finto sopra le sue labbra serrate, non riescono a nascondono i tratti fisionomici tipici dell’attore, che anzi vengo esaltati dall’uso espressivo che l’artista fa del bianco sul viso. Lo sfondo monocolore nero fa risaltare ancora di più il mezzo busto dell’attore, che occupa la quasi totalità dello spazio ed è contornato da un’ombreggiatura biancastra molto sfumata, che rende quasi irreale la sua figura. La scelta di Casaro di ritrarre il più grande comico italiano come un clown triste, può sembrare azzarda ma in realtà è un altro doveroso omaggio all’attore, che ha saputo non solo far ridere con il suo viso e con le sue capacità attoriali, ma che ha anche regalato ricche sfumature ai suoi personaggi più impegnati. Inoltre è anche un sottile omaggio anche alla commedia dell’arte, dalla quale Totò trasse grande ispirazione, tanto che oggi si potrebbe annoverare la sua maschera attoriale come un tratto indelebile nella cultura di massa italiana, al pari delle più antiche e famose appartenenti ai tipi classici della commedia dell’arte, come Arlecchino e Pulcinella.

L’aria triste e sconsolata del clown Totò si contrappone alla scelta di realizzare il titolo del film, con una grafica che ricorda lo stile utilizzato per i film di Superman negli anni ’70, per rimarcare il fatto che Totò è stato (e lo è tutt’ora) un vero e proprio super eroe della comicità.

  • La maschera
    La mimica di Totò è tutt'altro che unica, è l'invenzione di un personaggio immortale, ricco d'inventiva e di buffe situazioni. Totò nei suoi film, spesso i primi, era solito giocare facendo dei movimenti con la testa e con il corpo scoordinati, facendolo sembrare una specie di marionetta senza fili. Queste capacità hanno fatto sì che l'attore si distinguesse nel campo teatrale e cinematografico, forse il film in cui la sua performance della "marionetta scoordinata" è Totò a colori in cui l'attore improvvisa il balletto del burattino Pinocchio.
  • Le donne
    Spesso nei suoi film Totò dimostra le capacità di un vero dongiovanni e seduttore, improvvisando numerose battute e strani neologismi per apparire più attraente. Tuttavia in alcuni casi, come in Totò e le donne, Totò è vittima delle prepotenze della moglie oppressiva Ave Ninchi che lo spinge ad avere una relazione clandestina con Franca Faldini, la sua amante storica. Torò non solo vuole incontrarsi con la sua fidanzata del cuore per non sentire più la moglie, ma anche per fuggire dalla completa inettitudine della fantesca e dalla manie esagerate della figlia che ha come innamorato il medico Peppino De Filippo. Tuttavia l'amante di Totò, ben sapendo la condizione del suo spasimante, ovvero che è un vecchio desideroso solo di divertirsi, cercherà in tutti i modi di renderlo geloso e infine lo lascerà.
  • L'arte di arrangiarsi
    Totò nelle sue avventure si trova quasi sempre a fronteggiarsi con un bullo più grosso e più potente di lui. All'inizio pare che la figura dell'uomo mingherlino e spaventato (Totò) stia per soccombere quando d'un tratto il burbero tocca un tasto che alla sua vittima non piace, tanto da trasformarlo in qualcosa completamente di diverso dal suo normale status. Totò d'un tratto aggredisce e diventa furioso, confondendo il suo interlocutore e portandolo allo sconforto, affinché possa fuggire da quella complicata situazione. L'opzione più conosciuta è quella di San Giovanni decollato in cui Totò, messo alle stretta da un bullo del paesello, finge di doversi ormai preparare alla sua esecuzione, poggiando la testa su un piatto d'argento (proprio come San Giovanni Battista). Il bullo si sta preparando a scaricargli una serie di pugni, quando Totò scopre che il giacchetto del suo interlocutore mancava di un bottone, sottrattogli la notte prima da Totò dato che questi gli rubava l'olio dei lumini per San Giovanni. La situazione si ribalta e così Totò picchia il bullo e poi scappa via dalla stanza. Altro esempio dell'arte di arrangiarsi di Totò è in Guardie e ladri: il ladro Totò viene inseguito dalla guardia Aldo Fabrizi. Venendo in un primo momento preso, Totò si fa condurre in un'osteria dove simula delle convulsioni intestinali e si fa portare la bagno pregando alla guardia di rimanete fuori, liberandosi dalla manette e lasciando Fabrizi con un palmo di naso.
  • La fame
    La fame per Totò è una brutta bestia. Lo si deduce dal film Miseria e nobiltà in cui il protagonista squattrinato Don Felice Sciosciammocca, per aver promesso ad un principino locale napoletano di aiutarlo nella sua impresa di conquistare la mano della contessina Sophia Loren, viene ricompensato di ogni ben di Dio da mangiare. Felice aguzza gli occhi e sniffa rumorosamente col naso, come un bracco da caccia e si avvicina lentamente alla tavola, venendo imitato dagli altri commensali, per poi agguantare con violenza divoratrice merluzzi e spaghetti.
  • I ricchi
    Totò odia molto le persone ricche e pompose e ciò lo si deduce dal film Totò e i re di Roma. Espressamente contrario ai modi dei suoi colleghi di fingersi lecchini delle persone più potenti, il commerciante Ercole Pappalardo (Totò) preferisce rimanere nella sua medesima condizione, conservando integralmente la sua dignità di lavoratore onesto.
  • I prepotenti
    Come già citato nell'esempio dell'"arte di arrangiarsi", Totò spesso è vittima di qualcuno più forte di lui, salvo poi ribaltare i connotati e fronteggiarlo a muso duro. Nel film L'oro di Napoli Totò è costretto a portare il pane a casa vestendo i panni di una figura comica che ricorda molto l'unione dei costumi di Giuseppe Garibaldi e Napoleone Bonaparte, guida turistica per le vie del centro storico di Napoli. Nella sua casa con prepotenza si è installato un signorotto locale caduto in disgrazia che pretende di essere servito e curato proprio come il padrone di casa: il povero Totò. Dopo qualche giorno il signorotto viene a sapere da un certificato medico, mal constatato dal dottore, che sarebbe morto di lì a pochi giorni. Totò subito ne approfitta per vendicarsi di tutti i soprusi ricevuti, picchiandolo e scacciandolo di casa malamente. Sembra che la situazioni si sia ristabilita, ma il bullo si consulta col medico e scopre l'errore del certificato...
  • Il varietà
    In questa parte del film vengono proposti vari sketch e divertenti situazioni in cui Totò è protagonista, come Totò di notte n. 1 p Totò sexy.
  • "Siamo uomini o caporali?"
    Nel film Siamo uomini o caporali? Totò mostra il massimo della sua umanità nel definire in due categorie le persone del mondo mediante le classi dirigenti: gli uomini, ovvero le persone oneste e perbene che non pensano al guadagno ma al benessere pubblico, e i caporali, ossia i governatori crudeli e senza scrupoli che mirano solo al guadagno e alla sofferenza dei più deboli. Ambientato nella Seconda guerra mondiale e nel periodo del Dopoguerra, Totò, interpretando vari personaggi, impersona il miserabile schiacciato dalla potenza dei generali tedeschi nazisti e fascisti che tentano di ostacolarlo o catturandolo e spedendolo in campi di concentramento o insidiandogli l'incolumità della fidanzata che, non ragionando abbastanza come dovrebbe, preferisce unirsi ad un uomo ricco sebbene spietato.

Così la stampa dell'epoca


I documenti

Cosa ne pensa il pubblico...


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I commenti degli utenti, dal sito www.davinotti.com

  • Nel periodo della massima rivalutazione critica di Totò (per anni bistrattato dalle "penne" più colte), i registi RAI Giordani e Ravel confezionarono questa antologia delle sequenze più memorabili "pescate" nei film del principe De Curtis, suddividendo questa antologia in capitoli (ad esempio Le donne o L'arte di arrangiarsi). Operazione meritoria e riuscita anche perchè, sia pure artificiosamente, elimina i tempi morti dei lungometraggi mostrandoci solo il meglio del grande artista.
    I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

  • Altro film di montaggio dedicato all'intramontabile Totò, rispetto a Totò Story ha un montaggio più elaborato e simpatico, nonchè spezzoni più brevi che velocizzano il ritmo. Diviso in "temi" in modo da raccontare tutte le facce del grande attore, l'ho trovato un omaggio sentito e meno raffazzonato del precedente. Non raggiunge i livelli di alcuni film interi ma è comunque buono.
    I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

  • Si tratta di un film di montaggio (uno dei più recenti) che riassume la carriera di Totò. Rispetto altre opere del genere come Totò Story e W Totò!, questo appare più completo, recuperando scene da quasi tutti i 97 film del grande attore napoletano. La selezione dei film e delle immagini appare azzeccata e il film, abbastanza lungo, non stanca e scorre bene. Un bell'omaggio all'indimenticato interprete di pagine memorabili del nostro cinema.
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Riferimenti e bibliografie:

http://www.museofermoimmagine.it