La cappella gentilizia della famiglia de Curtis

Ormai per me il trapasso è 'na pazziella;
è 'nu passaggio dal sonoro al muto.
E quanno s'è stutata 'a lampetella
significa ca ll'opera è fernuta
e 'o primm'attore s'è ghiuto a cuccà.

La morte è una cosa naturale e averne paura è da fessi. Io, la prima cosa che ho fatto quando ho guadagnato 'nu poco di soldi, è stato comprarmi una cappella a Napoli: per andarci ad abitare da morto. C'è già la tomba e sopra c'è incisa già la data di nascita e il nome. Il giorno della morte è in bianco. No, non mi importa morire. Mi importa, ecco, invecchiare.
Io l'ultima dimora ce l'ho a Napoli. È sulla strada di Poggioreale, in un camposanto piccolo, isolato, il primo salendo: si chiama II Pianto. No, non è vicino al recinto degli uomini illustri, quello è nel cimitero nuovo; più su, quasi all'incrocio per Capodichino.

La cappella gentilizia della famiglia de Curtis si trova a Napoli al Cimitero di S.Maria del Pianto (detto anche Cimitero del Pianto).

Perché, principe? Ha paura di morire?
No, di morire no. La morte è una cosa naturale e averne paura è da fessi. Io, la prima cosa che ho fatto quando ho guadagnato nu poco di soldi, è stato comprarmi una cappella a Napoli: per andarci ad abitare da morto. C’è già la tomba e sopra c’è incisa già la data di nascita e il nome. Il giorno della morte è in bianco. No, non mi importa morire. Mi importa, ecco, invecchiare. Quello proprio mi disturba, mi secca. Sapesse che dramma sentirsi giovani e poi guardarsi allo specchio, vedersi un volto pieno di rughe, una testa di capelli grigi... Gesù! Che schifezza! Cosa dice?! Maturità?! No, no, bella mia: lei non mi incanta coi discorsi sulla maturità. Io vorrei essere immaturo e aver 18 anni. Che dice?! Povertà?! No, no: io me ne infischio della povertà. Io vorrei essere povero e aver sedici anni. Macché sedici! Quindici. Tredici. Nove! - (Intervista a Oriana Fallaci per il settimanale "L'Europeo", 1963)

logo.La Cappella gentilizia di Toto' nel 1951 durante i lavori di costruzione

La cappella gentilizia della famiglia de Curtis durante i lavori di costruzione. E' il 1951

A POGGIOREALE TOTÒ PER SÉ E PER I SUOI

La notizia si è sparsa in un baleno, è stato il custode del cimiitero a divulgarla, rompendo la pace e la quiete della Città dei Morti. Totò in carne e ossa era disceso da una macchina lussuosa davanti al cancello principale e si era avviato mesto e pensieroso seguito dal alcuni familiari per i viali ombreggiati. La notizia era vera e i parenti più lontani di alcuni defunti, in visita più per dovere familiare che per intimo bisogno, hanno abbandonato le tombe dei loro cari per dare la caccia all' attore. E Totò era lì, vicino a una cappella in costruzione, osservando la solennità dei marmi. Non si trattava di un film. Il principe de Curtis, col passare degli anni, è diventato preveggente. Si è fatto costruire un loculo per sé e per i suoi e ha voluto visitare quella che un giorno sarà la sua dimora. All'uscita Totò è stato da noi avvicinato. La rivista? «Non formerò compagnia di rivista, almeno per quest'anno». E il cinema? «Quello sì, ci sono un bel po' di film in programma, anche troppi ... ». Come mai ha deciso di farsi costruire una tomba? «Capitemi, siamo o non siano uomini? E tra un paio di secoli,forse ... » («Il Mattino», domenica 23 ottobre 1950)

logo.Lettera Curia Arcivescovile

Richiesta dell'approvazione canonica della Curia Arcivescovile di Napoli, in relazione alla Cappella gentilizia sepolcrale presso il Cimitero del Pianto, fatta costruire da Totò nel 1951.

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Attualmente nella cappella riposano Antonio de Curtis, Liliana Castagnola (la donna che per amore di Totò si tolse la vita nel 1930), Diana Bandini Rogliani (la moglie di Antonio de Curtis), Massenzio de Curtis (il bimbo nato e morto il 12 ottobre 1954), nato dalla relazione con Franca Faldini, Anna Clemente e Giuseppe de Curtis (i genitori di Totò), Federico e Vincenzo Clemente (fratelli di Anna e zii di Totò).

logo.Lapide di Diana Rogliani nella Cappella De Curtis

Marmo commemorativo in omaggio a Diana


Nel 2002 fu apposta una lapide con incisa la famosa poesia di Totò "'A livella". L'iniziativa fu curata e realizzata da Domenico Striano, direttore del cimitero di Santa Maria al Pianto. Presente alla cerimonia d'inaugurazione la figlia del grande comico, Liliana de Curtis.

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Le immagini della cappella gentilizia in costruzione (b/n 1951) e del marmo commemorativo di Diana Rogliani, sono state concesse da Federico Clemente.