La paura numero uno di Totò

La paura numero uno

Cinque anni dopo Napoli milionaria!, il tema della guerra torna ad ispirare la fantasia di Eduardo De Filippo. Ma non è più la guerra già combattuta, quella che ha già fatto tutti i suoi lutti e che ora lascia attorno il suo retaggio di sconvolgimenti morali. Ora è una guerra futura, possibile, temuta, incombente, attualissima: la “guerra fredda”, della quale tanto si discute in quel momento, e che potrebbe diventare guerra atomica proprio mentre il papa lancia al mondo il messaggio di fratellanza dell’Anno santo. Tutto questo dà alimento a La paura numero uno.

Protagonista è don Matteo Generoso, un piccolo borghese pavido e spaventato dalle allarmistiche notizie che compaiono sui quotidiani. In attesa che scoppi la terza guerra mondiale, egli non vive più se non in forma di ossessione, rinunciando a ogni iniziativa normale in casa e fuori, e perfino vietando alla figlia Evelina di sposarsi col fidanzato. A guarirlo da questa mania giunge la trovata di un parente, il quale, truccando la radio e lanciando falsi comunicati, gli fa credere che la guerra è finalmente scoppiata. È una guerra strana, di tutti gli Stati contro tutti gli altri, tanto che sono state consegnate ben centosessanta dichiarazioni di guerra. Ora tutte le popolazioni del mondo si considerano mobilitate. Ma la vita continua apparentemente normale, senza oscuramenti, allarmi e bombardamenti. Cosi Matteo scopre la sostanziale identità della guerra moderna con la pace moderna. Ora, libero da un incubo incombente, raccoglie le energie e si getta in un mucchio di attività (le stesse che prima non voleva intraprendere). Ma intanto donna Luisa, madre del fidanzato di Evelina, entra nell’angoscia al pensiero di doversi separare dal figlio, che sarà chiamato soldato. Per evitare questo distacco doloroso arriva a murarlo in una stanza, recitando davanti a tutti la commedia della madre disperata per la sua sparizione. Dopo quindici giorni però il ragazzo riesce a scappare; segue un’affettuosa riconciliazione e finalmente le nozze dei due giovani. [...]

Dalla commedia Eduardo aveva tratto la sceneggiatura per un film che avrebbe dovuto interpretare Totò nel novembre del 1951. Lui stesso ne scrive, a Gregorio Sciltian, il 4 ottobre da Sorrento, dove sta girando uno degli episodi di I sette peccati capitali: «A fine mese tornerò a Roma per girare La paura numero uno, interpretazione di Totò. Certo ne avrò fino a Natale, quando riunirò la compagnia al teatro Eliseo».

Ma il film non si fa. Antonio Ghirelli, che collaborò alla sceneggiatura, preparando insieme all’attore anche il soggetto di Roma-Livorno-Mosca, scrive che il governo democristiano mise in opera pressioni di ogni genere per impedire i due progetti.

"Vita di Eduardo" - (Maurizio Giammusso) - Ed. Elleu, 2004