Titina De Filippo, l'amica e la compagna di lavoro

Toto'_Titina_De_Filippo

Era tutt’uocchie
e chelli mmane
asciutte e bianche
bianche ’e chillu biancore d’ ’a magnolia [...]
che sapevano fa’!
E che voce!
No pe’ canta, badate,
ma pe’ parla’...
... Sentitela 'sta voce,
ausuliate:
è viva ancora. [...]

Eduardo De Filippo

Alla domestica che per anni l’aveva accudita, man mano che il male si faceva più sordo, presente e doloroso aveva detto per tempo: «Quando verrà il momento, voglio essere vestita con quell’abito. Mi mancano le scarpe; me le farai comprare». L’abito era la severa divisa delle terziarie domenicane, l’ordine religioso al quale aveva dedicato le sue ultime energie, visitando malati, pregando e facendo catechesi. Le ultime volte che era apparsa in pubblico, nascondendo la paura e ricacciando indietro l’affanno, erano state nel 1960, in Tv. Aveva canticchiato una canzoncina al Musichiere di Mario Riva; poi recitato Mese Mariano di Salvatore Di Giacomo per II Novelliere di Daniele D’Anza.

Totò, accompagnato da Franca Faldini, fu il primo ad arrivare, per un estremo saluto. Aveva saputo la notizia alla radio ed era subito corso a via Archimede, a casa della vecchia amica. Per quasi tutta la notte restò a vegliarla nella piccola camera ardente allestita dai familiari. Dopo le dieci di sera bussò anche uno sconosciuto, sui cinquant’anni, in divisa da tranviere. Si sedette e balbettò al figlio e al marito, che lo guardavano interdetti: «Scusate... Le voglio stare vicino... pur’io... come i figli di Filumena... mia madre...».

I funerali si svolsero nella chiesa del Sacro Cuore dell'Immacolata in piazza Euclide a Roma: tanta gente venne, tanti anche da Napoli, una folla anonima, nella quale spuntavano volti famosi del teatro e della politica. Fra chissà quante corone di fiori, spiccava quella di Totò, tutta di stelle natalizie. Eduardo e Peppino sedettero in banchi diversi della grande chiesa. Una sventagliata di flash accolse il feretro sul sagrato. Poi il corteo funebre si diresse al cimitero del Verano, fino alla cappella eretta da Peppino.


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La rassegna stampa


"Vita di Eduardo" - (Maurizio Giammusso) - Ed. Elleu, 2004