Daniele Palmesi, Federico Clemente Feb 2014

Aldo Fabrizi

Aldo_Fabrizi

 

Totò: Che, vai a lavorà?
Fabrizi: Sì, sto al teatro numero due.
Totò: E non ti trucchi?
Fabrizi: No, io...
Totò: Ma come, non ti trucchi?
Fabrizi: Eh, perché mi devo truccare? Io sto bene così. Ma che sul film Luce, quando vedi, non so, quelli che scendono alla stazione, cosa sono, truccati? Sono bello, io ho la pelle liscia, che mi trucco a fare? Io non mi sono truccato nemmeno ieri sera, vedi, al Quirino io mica mi trucco. Io entro in scena così, ma che mi devo truccare?

Attore, Sceneggiatore e Regista

Roma, 1 novembre 1905  - 2 aprile 1990 

Biografia 

Di umile famiglia (la madre gestiva un banco di frutta e verdura a Campo de' Fiori) a undici anni rimase orfano del padre Giuseppe, morto in un grave incidente. Costretto ad abbandonare gli studi per contribuire al sostentamento della numerosa famiglia, che comprendeva anche cinque sorelle - tra le quali Elena Fabrizi, (1915-1993) in seguito soprannominata sora Lella - si adattò a fare i lavori più disparati.

Gli esordi

Nonostante le difficoltà, la vocazione artistica di Fabrizi non rinunciò ad esprimersi: pubblicò nel 1928 nelle edizioni della Società poligrafica romana (non si sa se a proprie spese) un volumetto di poesie romanesche intitolato Lucciche ar sole, che riuscì a far recensire sul quotidiano Il Messaggero,[1] e partecipò inoltre alla redazione del giornale dialettale Rugantino. Nello stesso periodo cominciò a calcare le scene, prima con la Filodrammatica Tata Giovanni, poi come dicitore in teatro delle sue stesse poesie, come era ancora uso in quegli anni[2].
Nel 1931, a 26 anni, esordì come macchiettista nei piccoli teatri della capitale e in giro per l'Italia, insieme con la compagna "Reginella", con il nome di "Fabrizio" comico grottesco romano, proponendo caricature dei tipi caratteristici romani: il vetturino, il conducente di tram e lo sciatore. Divenuto in breve tempo popolare, costituì una propria compagnia che, nel 1937, vide transitare per breve tempo un imberbe Alberto Sordi. 

Attore e regista cinematografico

Nel 1942 fece il suo esordio sul grande schermo con un film diretto da Mario Bonnard, Avanti c'è posto. Anche nelle due pellicole seguenti, Campo de' fiori, sempre diretto da Bonnard, e L'ultima carrozzella per la regia di Mario Mattòli, si limitò a riproporre le macchiette che aveva già interpretato a teatro - rispettivamente quelle del bigliettaio, del pescivendolo e del vetturino - accanto ad Anna Magnani, con la quale avrà un rapporto conflittuale.
In queste tre interessanti pellicole vi sono discorsi, battute e situazioni tipici di una Roma oramai sparita. Anche il dialetto romanesco usato da Fabrizi è, per certi versi, figlio di un modo di parlare ormai desueto. Nel film L'ultima carrozzella girato nell'estate del 1943, in piena seconda guerra mondiale, tra gli attori troviamo alcuni esponenti celebri del dialetto e della canzone romanesca del Novecento, quali Romolo Balzani, Gustavo Cacini, e Anita Durante, altra stella ormai dimenticata di quel variegato ed onesto firmamento di attori che recitavano in vernacolo romanesco.
Si noti che durante l'Anno Santo del 1925 a Roma Aldo Fabrizi, per un certo periodo, lavorò davvero come vetturino. Si dice che lo spolverino[3] e il berretto indossati nella pellicola del 1943 fossero gli stessi da lui usati in quella precedente, giovanile esperienza. Anche Federico Fellini, all'epoca ancora giovane e sconosciuto, lo aiuterà nella sceneggiatura.
Storia diversa, invece, col film che apre ufficialmente la corrente neorealista, Roma città aperta di Roberto Rossellini, dove interpretò il ruolo più significativo ed intenso della sua carriera, ispirato alle figure dei sacerdoti romani don Giuseppe Morosini e don Pietro Pappagallo entrambi fucilati nel 1944, durante l'occupazione nazista della capitale, il primo a Forte Bravetta, il secondo alle Fosse Ardeatine.

Si dedicò anche, in maniera saltuaria, al doppiaggio: sue sono le voci di Giuseppe Varni, il bidello della scuola femminile nel film Maddalena... zero in condotta (1940) e di Gino Saltamerenda, il netturbino che aiuta Lamberto Maggiorani ed il piccolo Enzo Staiola a cercare la bicicletta rubata, nel mercato di Porta Portese, in Ladri di biciclette (1948), entrambi diretti da Vittorio De Sica.
Da quel momento interpretò poco meno di settanta film, ottenendo spesso un buon successo, senza disdegnare ruoli drammatici, ma privilegiando sempre ruoli brillanti e comici, nei quali manifestò una naturale carica di bonaria umanità che lo accompagnerà durante tutta la sua carriera. Da ricordare in particolare i film interpretati con Totò (Guardie e ladri del 1951, I tartassati del 1959, Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi del 1960, Totò contro i quattro del 1963), e con Peppino De Filippo (Signori in carrozza del 1951, Accadde al penitenziario del 1955 e Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo del 1956), con i quali diventerà uno dei protagonisti più importanti della commedia all'italiana.
Vincitore di due Nastri d'Argento, nel 1950 per Prima comunione di Alessandro Blasetti e nel 1974 con C'eravamo tanto amati di Ettore Scola, si aggiudicò nel 1951 il premio per la miglior sceneggiatura al Festival di Cannes per Guardie e ladri di Stefano Vanzina e Mario Monicelli.
Lavorò pure con il grande regista del muto Georg Wilhelm Pabst in due film: La voce del silenzio del 1952 e il bizzarro Cose da pazzi del 1953 pubblicato in DVD nel 2005, ove interpretò quello che, sicuramente, resta il ruolo più particolare della sua carriera: un matto che crede di essere un primario ospedaliero.
Tra il 1948 e il 1957 diresse anche nove film, tutti dignitosi, a partire da quello d'esordio, girato in Argentina, Emigrantes (1948), alla trilogia sulle avventure della famiglia Passaguai, della quale fu anche produttore per la sua Alfa Film XXXVII, ad Hanno rubato un tram (1954), girato a Bologna con la fotografia del grande Mario Bava, pure questo riemerso nel 2005 in DVD, fino all'accorato e malinconico Il maestro (1957), la sua ultima regia. 

Sul palcoscenico

Sul palcoscenico del Teatro Sistina, nella stagione 1962-1963, ottenne un grande successo personale interpretando il ruolo del boia papalino Mastro Titta nella commedia musicale Rugantino scritta e diretta da Massimo Franciosa e Pasquale Festa Campanile. Il grande trionfo fu completato da una memorabile trasferta negli Stati Uniti, a Broadway, dove lo spettacolo registrò sempre il tutto esaurito. L'ultima sua apparizione teatrale è del 1967, con lo spettacolo Yo-Yo Yè-Ye scritto da Dino Verde e Bruno Broccoli. Ritornerà ad interpretare Mastro Titta in Rugantino nell'edizione 1978 della commedia.

In televisione

Sul piccolo schermo esordì nel 1959, come interprete dello sceneggiato di Leopoldo Cuoco e Gianni Isidori "La voce nel bicchiere", diretto da Anton Giulio Majano. Per molto tempo, preso da impegni cinematografici e teatrali, sarà questo il suo unico lavoro televisivo, fino al 1971, quando ottenne un altro grande trionfo nel varietà del sabato sera Speciale per noi diretto da Antonello Falqui, accanto ad Ave Ninchi, Paolo Panelli e Bice Valori, che è anche l'unica testimonianza visiva rimasta delle sue macchiette teatrali.

L'hobby della cucina

Come Ugo Tognazzi, aveva l'hobby della gastronomia e amava in modo particolare cucinare la pasta e, sulla pasta e le sue tante e diverse ricette, scriverà anche alcune poesie in dialetto romanesco.

Gli ultimi anni e l'epilogo

Fabrizi, sposato con Beatrice Rocchi, cantante di varietà molto nota negli anni venti col nome d'arte di Reginella, dalla quale ebbe due figli gemelli, rimase vedovo nell'estate del 1981. Abitava a Roma in via Arezzo, nel quartiere Nomentano, nello stesso edificio dell'amica Ave Ninchi. La sua ultima apparizione in tv è nel programma G.B.Show del 1988. Si spense nella primavera del 1990, a 84 anni, pochi giorni dopo aver ricevuto un David di Donatello alla carriera. Tre anni dopo lo seguì anche la popolarissima sorella, la Sora Lella, che aveva recitato nel cinema soprattutto con Alberto Sordi e Carlo Verdone.
Era iscritto alla Loggia massonica "Gustavo Modena" dell'Oriente di Roma, appartenente all'Obbedienza della Gran Loggia d'Italia degli Alam.[senza fonte] È sepolto al Cimitero Monumentale del Verano di Roma.


Estratti dalle serie televisive prodotte dalla RAI "Il Pianeta Totò", ideata e condotta da Giancarlo Governi, trasmessa in tre edizioni diverse - riviste e corrette - a partire dal 1988 e "Totò un altro pianeta" speciale in 15 puntate trasmesso nel 1993 su Rai Uno e curato da Giancarlo Governi.


 

Filmografia

Attore

Avanti c'è posto di Mario Bonnard (anche soggetto e sceneggiatura) (1942)
Campo de' fiori di Mario Bonnard (anche soggetto e sceneggiatura) (1943)
L'ultima carrozzella di Mario Mattoli (anche soggetto e sceneggiatura) (1943)
Circo equestre Za-bum (episodi Dalla finestra e Il postino) di Mario Mattoli (1944)
Roma città aperta di Roberto Rossellini (1945)
Mio figlio professore di Renato Castellani (anche soggetto e sceneggiatura) (1946)
Il vento m'ha cantato una canzone, regia di Camillo Mastrocinque (1947)
Vivere in pace di Luigi Zampa (anche soggetto e sceneggiatura) (1947)
Il delitto di Giovanni Episcopo di Alberto Lattuada (anche sceneggiatura) (1947)
Tombolo, paradiso nero di Giorgio Ferroni (1947)
Natale al campo 119 di Pietro Francisci (anche soggetto e sceneggiatura) (1948)
Emigrantes, di Aldo Fabrizi (anche soggetto e sceneggiatura) (1948)
Antonio di Padova di Pietro Francisci (1949)
Vita da cani di Steno e Monicelli (anche soggetto e sceneggiatura) (1950)
Prima comunione di Alessandro Blasetti (1950)
Francesco, giullare di Dio di Roberto Rossellini (1950)
La famiglia Passaguai di Aldo Fabrizi (1951)
La famiglia Passaguai fa fortuna di Aldo Fabrizi (1951)
Signori, in carrozza! di Luigi Zampa (1951)
Fiorenzo il terzo uomo di Stefano Canzio (1951)
Tre passi a Nord (Three steps North) di William Lee Wilder (1951)
Cameriera bella presenza offresi... di Giorgio Pàstina (1951)
Parigi è sempre Parigi di Luciano Emmer (1951)
Guardie e ladri di Steno e Monicelli (anche sceneggiatura) (1951)
Cinque poveri in automobile di Mario Mattoli (anche soggetto e sceneggiatura) (1952)
Altri tempi (episodio Il carrettino dei libri vecchi) di Alessandro Blasetti (1952)
Papà diventa mamma di Aldo Fabrizi (anche soggetto e sceneggiatura) (1952)
William Tell (The Story of William Tell) di Jack Cardiff (1953)
Siamo tutti inquilini di Mario Mattoli (1953)
Una di quelle di Aldo Fabrizi (1953)
La voce del silenzio di Georg Wilhelm Pabst (1953)
L'età dell'amore di Lionello De Felice (1953)
Il più comico spettacolo del mondo di Mario Mattoli (non accreditato) (1953)
Cento anni d'amore (episodio Garibaldina) di Lionello De Felice (1954)
Hanno rubato un tram di Aldo Fabrizi (1954)
Questa è la vita, di Aldo Fabrizi (episodio Marsina stretta, anche soggetto e sceneggiatura) (1954)
Cose da pazzi di Georg Wilhelm Pabst (1954)
Io piaccio di Giorgio Bianchi (1955)
I due compari di Carlo Borghesio (anche soggetto e sceneggiatura) (1955)
Carosello di varietà di Aldo Quinti e Aldo Bonaldi (1955)
Accadde al penitenziario di Giorgio Bianchi (1955)
I pappagalli di Bruno Paolinelli (1955)
Un po' di cielo di Giorgio Moser (1955)
Mi permette, babbo! di Mario Bonnard (1956)
Donatella di Mario Monicelli (1956)
Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo di Mauro Bolognini (1956)
Il maestro (El maestro), di Aldo Fabrizi (anche soggetto e sceneggiatura) (1957)
Festa di maggio (Premier mai) di Luis Saslavsky (1958)
I prepotenti di Mario Amendola (anche soggetto) (1958)
Prepotenti più di prima di Mario Mattoli (anche soggetto e sceneggiatura) (1959)
I tartassati di Steno (anche soggetto e sceneggiatura) (1959)
Ferdinando I, re di Napoli di Gianni Franciolini (1959)
Un militare e mezzo di Steno (anche soggetto e sceneggiatura) (1960)
La sposa bella (The angel wore red) di Nunnally Johnson (1960)
Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi di Mario Mattoli (1960)
Gerarchi si muore di Giorgio Simonelli (1961)
Fra' Manisco cerca guai di Armando William Tamburella (1961)
Le meraviglie di Aladino di Mario Bava (1961)
Twist, lolite e vitelloni di Marino Girolami (1962)
I quattro monaci di Carlo Ludovico Bragaglia (1962)
Gli italiani e le donne (episodio Chi la fa, l'aspetti) di Marino Girolami (1962)
I quattro tassisti (episodio L'uomo in bleu) di Giorgio Bianchi (1963)
I quattro moschettieri di Carlo Ludovico Bragaglia (1963)
Il giorno più corto di Sergio Corbucci (1963)
Das Feuerschiff di Ladislao Vajda (1963)
Totò contro i 4 di Steno (1963)
Made in Italy di Nanni Loy (1965)
Sette monaci d'oro di Marino Girolami (1966)
Tre morsi nella mela (Three bites of the apple) di Alvin Ganzer (1967)
Cose di Cosa Nostra di Steno (anche soggetto e sceneggiatura) (1971)
La Tosca di Luigi Magni (1973)
C'eravamo tanto amati di Ettore Scola (1974)
I baroni di Giampaolo Lomi (1975)
Il ginecologo della mutua di Joe D'Amato (1977)
Nerone di Castellacci e Pingitore (1977)
Giovanni Senzapensieri di Marco Colli (1986)

Regista e attore 

Emigrantes (anche soggetto e sceneggiatura) (1948)
Benvenuto, reverendo! (anche produzione, soggetto e sceneggiatura) (1950)
La famiglia Passaguai (anche produzione, soggetto e sceneggiatura) (1951)
La famiglia Passaguai fa fortuna (anche produzione, soggetto e sceneggiatura) (1951)
Papà diventa mamma (anche produzione, soggetto e sceneggiatura) (1952)
Una di quelle (anche produzione, soggetto e sceneggiatura) (1953)
Questa è la vita (episodio Marsina stretta, anche soggetto e sceneggiatura) (1954)
Hanno rubato un tram (anche soggetto e sceneggiatura) (1954)
Il maestro (El maestro), di Aldo Fabrizi (anche soggetto e sceneggiatura) (1957)

Opere

Lucciche ar sole : poesie romanesche. Roma, Società poligrafica romana, 1928.
Volemose bene : Hai fatto un affare : 1 atto. Mario Mattoli e Marcello Marchesi (coautori). Roma, Ed. Ariminum, 1944.
La pastasciutta : ricette nuove e considerazioni in versi. Milano, Mondadori, 1971.
Nonna minestra : ricette e considerazioni in versi. Milano, Mondadori, 1974.
Nonno pane : ricette e considerazioni in versi. Milano, Mondadori, 1980.
Monologhi e macchiette. Maria Cielo Pessione (a cura di). Roma, Theoria, 1994. ISBN 88-241-0392-8.
Ciavéte fatto caso?. Marco Giusti (a cura di). Con videocassetta. Milano, Mondadori, 2002. ISBN 88-04-49221-X.

 Guardie e ladri 00047

Note

1^ Si veda Ettore Veo, Saluto ad Aldo Fabrizi, nella Strenna dei Romanisti del 1948.
2^ Lo stesso Pascarella, ad esempio, aveva dato letture pubbliche della sua Scoperta dell'America. Anche un altro celebre attore romano Checco Durante, fino ad epoca recente, leggeva le sue poesie, negli intervalli delle rappresentazioni teatrali.
3^ Lungo soprabito di tela leggera indossato per lavoro.
4^ Quirinale. 1-09-2010

Bibliografia

Camillo Moscati. Aldo Fabrizi : l'ultimo re di Roma. Genova, Lo Vecchio, 1992.
AA. VV. La famiglia Passaguai - Una trilogia di Aldo Fabrizi. Fondazione Aldo Fabrizi, 1999.
Massimo Fabrizi. Aldo Fabrizi, mio padre. Roma, Gremese, 2006. ISBN 88-8440-411-8.

Siti referenti

Treccani - Totò visto da Aldo Fabrizi - Aldo Fabrizi e la radio