Aleardo Ward

(Ventimiglia, 16 febbraio 1915 – Roma, 3 dicembre 1971) è stato un attore italiano, attivo fra gli anni quaranta e gli anni sessanta tanto nel cinema quanto in teatro e televisione.

Biografia

Figlio del comandante della marina americana William James Ward e dell'attrice italiana Jone Bolghero (nota in seguito come Jone Romano poiché sposerà l'attore Carlo Romano in seconde nozze), divide la sua attività artistica sulle scene del teatro di rivista, apparendo in ruoli di supporto in compagnie importanti come quelle di Erminio Macario e di Nino Taranto e poco dopo in quelle del teatro di prosa di Memo Benassi, Ermete Zacconi, Giulio Donadio, Paola Borboni, Antonio Gandusio, Gino Cervi, Luigi Cimara ed Elsa Merlini.

Alla fine degli anni '30 debutta nel cinema, venendo utilizzato come caratterista. Nello stesso periodo recita anche alla radio e si dedica al doppiaggio. Conosce Maria Teresa Di Carlo, attrice di cabaret che, dopo il matrimonio diventa nota come Maresa Ward. Attivo anche in televisione, Aleardo Ward lavora in molti sceneggiati per la Rai.

È il padre degli attori e doppiatori Luca, Andrea e Monica Ward, avuti da Maresa Ward.

Muore per un infarto all'età di 56 anni.


Padre dei doppiatori Luca, Andrea e Monica Ward, avuti da Maresa Ward (nome d'arte di Maria Teresa Di Carlo), attrice di cabaret e poi direttrice di una cooperativa di doppiaggio. Nonno dei doppiatori Alessandro Ward e di Alessio, Mattia e Niccolò Ward.

Figlio di William James Ward, armatore di Boston, e di Jone Bolghero, attrice toscana. Aleardo trascorre l'infanzia a Viareggio senza la figura del padre scomparso prematuramente. All'età di otto anni, Renzo Ricci lo vuole nella sua compagnia per il "Francesco D'Assisi". A quattordici anni si trasferisce a Torino dove consegue il diploma di Perito Agrario. Cambia rotta e comincia l'attività di attore drammatico dopo un periodo di preparazione e intenso studio. Debutta in teatro con Ermete Zacconi il cui istrionismo colpisce il giovane che decide di continuare nella strada impervia della recitazione. Con una naturale capacità di calarsi nei personaggi più disparati, Ward recita con Macario e Nino Taranto nel teatro leggero della rivista e con Ruggero Ruggeri, Memo Benassi, Cesco Baseggio, Lamberto Picasso in quello più impegnato della prosa. Intanto, a metà degli anni '30, Jone si risposa con l'attore e doppiatore Carlo Romano, da cui prende il cognome con il quale si firma nei film (Il suo destino, La voce senza volto, Follie del secolo, Papà per una notte, Il socio invisibile, Il re si diverte, Musica proibita, Gli ultimi giorni di Pompei), e nel doppiaggio dove mette al servizio di attrici straniere e italiane la sua voce calda dalla dizione fluente.

Aleardo, convocato per condurre il "Carro di Tespi", preferisce continuare a recitare nelle compagnie più importanti degli anni '40 e '50, passando dal drammatico al comico brillante con Antonio Gandusio, Rina Morelli, Paolo Stoppa, Paola Borboni e Ubaldo Lay.

Continuamente in giro per l'Italia del dopoguerra, recita con Andreina Pagnani, Gino Cervi e Olga Solbelli con i quali inizia l'attività del doppiaggio nei primi anni del sonoro; con loro entra nella prima compagine di attori-doppiatori formata da Salvatore Persichetti alla Fono Roma. In questo periodo doppia il giovanissimo Gary Cooper e poi John Carradine, Fredric March, Ray Milland, James Cobum. Attore versatile di profonda umanità, Ward intrattiene stretti rapporti con i colleghi più sfortunati, i quali faticano a trovare scritture importanti e durature. Sempre pronto a salvaguardare i diritti dei più deboli, alcune volte paga caro questo atteggiamento di altruismo.[2] Profondamente convinto della bontà dei suoi intendimenti, continua l'attività di attore con dedizione e professionalità.

Il cinema lo utilizza soprattutto in ruoli da caratterista mentre alla radio recita in oltre mille trasmissioni in diretta. Continua l'attività del doppiaggio a cui si dedica soprattutto nei mesi estivi, tra una uscita in barca e l'altra, essendo il mare la sua autentica passione. In TV interpreta sceneggiati come Cime tempestose (1956) di Mario Landi, Il conte di Montecristo (1966) di Edmo Fenoglio, I fratelli Karamazov (1969) di Sandro Bolchi, oltre agli originali Notte sull'Atlantico (1958) di Daniele D'Anza, La voce nel bicchiere (1959) di Anton Giulio Majano e Un Natale di Maigret (1965) di Mario Landi, solo per citare i lavori più importanti e significativi.

Nel 1957 conosce l'attrice abruzzese Maria Teresa Di Carlo che diventa sua moglie. È la svolta fondamentale della sua vita. Il suo mondo interiore si arricchisce e acquista spessore. Quando il 31 Luglio del 1960 nasce Luca, il quarantacinquenne Aleardo esplode in una gioia irrefrenabile che lo porta a girare, sulla sua coupé bardata con un fiocco azzurro, per le vie di Roma, incurante dei semafori rossi e dei divieti.[3] La moglie, in arte Maresa Ward, decide di dedicarsi totalmente alla famiglia anche per la nascita del secondo figlio, Andrea, avvenuta il 18 giugno 1963; tornerà a calcare le scene molti anni dopo, scegliendo di debuttare nella sua terra, nella città di Pescara, in La fiaccola sotto il moggio di G. D'Annunzio. Aleardo, delicatamente affettuoso e premuroso, è completamente proteso verso la famiglia che il 5 agosto 1965 si allarga con la nascita di Monica. Il doppiaggio gli permette di restare a Roma, accanto alla sua famiglia, e di passare i momenti di svago in mare, la cui passione trasmette al primo dei suoi tre amati figli.[4] Luca, Andrea, e Monica seguono Aleardo tra una sala di registrazione e l'altra, assorbendone il fascino. Diventeranno tra i principali attori doppiatori dagli anni '80 in poi.

Note

  1.  G. Di Cola - "Le voci del tempo perduto", pag. 517
  2.  G. Di Cola - "Le voci del tempo perduto", pag. 516
  3.  G. Di Cola - "Le voci del tempo perduto", pag. 516
  4.  G. Di Cola - "Le voci del tempo perduto", pag. 517

(Fonte: http://www.enciclopediadeldoppiaggio.it)


Prosa radiofonica RAI

Quando il destino vuole, di Renato Mainardi, regia di Anton Giulio Majano, trasmessa il 27 febbraio 1957

Prosa televisiva RAI

La sera del sabato, commedia di Guglielmo Giannini, regia di Anton Giulio Majano, trasmessa il 25 febbraio 1955
Cime tempestose (1956, regia di Mario Landi).
Notte sull'Atlantico (1958, regia di Daniele D'Anza)
La voce nel bicchiere (1959, regia di A.G. Majano)
Una tragedia americana (1962, regia di Anton Giulio Majano)
Vivere insieme (1963, regia di T. Guerrini, episodio "Il testimone")
I grandi camaleonti (1964, regia di E. Fenoglio)
Le inchieste del commissario Maigret (1965, regia di G. Landi, episodio "Un Natale di Maigret")
Il conte di Montecristo (1966, regia di E. Fenoglio)
Il triangolo rosso (1967, regia di P. Nelli, episodio "Il cappello nero")
I fratelli Karamàzov (1969, regia di Sandro Bolchi)
Il segno del comando (1971)

Filmografia

Io, suo padre, di Mario Bonnard (1939)
Papà per una notte, di Mario Bonnard (1939)
Un'avventura di Salvator Rosa, di Alessandro Blasetti (1940)
Don Giovanni, di Dino Falconi (1940)
Giarabub, di Goffredo Alessandrini (1942)
Rita da Cascia, di Antonio Leonviola (1943)
Le sei mogli di Barbablù, di Carlo Ludovico Bragaglia (1950)
Totò terzo uomo, di Mario Mattoli (1951)

Rigoletto e la sua tragedia, di Flavio Calzavara (1954)
Guai ai vinti, regia di Raffaello Matarazzo (1954)
Il campanile d'oro, di Giorgio Simonelli (1955)
Scaramouche, di Daniele D'Anza (1965)
Tre passi nel delirio, di Federico Fellini (1967)