Daniele Palmesi, Federico Clemente Nov 2015

Augusto Di Giovanni

Salernitano di nascita (sono prive di fondamento le date di nascita e di morte 1º gennaio 1900 - 16 dicembre 1975; Enrico Lancia e il sito Internet Movie Database riportano le date corrette). A dieci anni, nel 1920, ottiene il suo primo ruolo cinematografico nel film muto La pettinatrice di Marechiaro diretto da Alfredo Santoro e interpretato da Mary Wian. Nel 1925, all'età di 15 anni, comincia a muovere i primi passi nel mondo del teatro dilettantistico con le compagnie filodrammatiche della città natale. In seguito venne scritturato dalla Compagnia diretta da Annibale Ninchi, che lo avvia alla carriera professionistica come caratterista corposo e di grande valore, affermandosi con la sua tempra di attore sanguigno e autoritario. Il sodalizio durerà diversi anni e si svilupperà soprattutto nel quadriennio 1929-1932 con grandi successi ottenuti nei più grandi teatri italiani; ha occasione di recitare accanto ad Amedeo Nazzari, Ernesto Calindri, Ennio Cerlesi, Loris Gizzi, Adelmo Cocco, Fernanda Rovere, Pina Pieri Ardau e Wanda Buratti, in un repertorio molto vasto, perlopiù di genere drammatico. Nel 1929 inizia a lavorare a fianco di Totò dapprima nella Compagnia di Achille Maresca, poi nella Compagnia Stabile Napoletana Molinari diretta da Eugenio Aulicino in un repertorio sostanzialmente più leggero. Negli anni successivi lavora con le compagnie di Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani, Titina De Filippo e Agostino Salvietti.

Il debutto sul grande schermo arriva nel 1937, a 27 anni, diretto da Enrico Guazzoni, e nei venti anni seguenti interpreta una sessantina di pellicole sempre come caratterista tranne in una sola occasione, quando Giovacchino Forzano gli offre un ruolo da protagonista interpretando l'orafo e scultore Benvenuto Cellini in Sei bambine e il Perseo. Più noti, invece, sono i film che interpreta accanto a Totò, dapprima nel San Giovanni decollato dove interpreta il ruolo di un guappo, quindi in L'allegro fantasma dove interpreta uno smargiasso cacciatore di leoni che alla fine si rivelerà pavido e inconcludente. Altra interpretazione memorabile è quella accanto ai fratelli De Filippo (accanto anche a Peppino De Filippo) in A che servono questi quattrini?. Il triennio 1940-1942 è quello dove sfrutta le occasioni migliori; con l’avvento del Neorealismo, pur continuando a macinare ruoli fino al 1957, spaziando in pellicole di vario genere, dalle commedie brillanti ai drammi storici, da quelli d’avventura ai melodrammi, non ha più la possibilità di esprimersi come aveva avuto in precedenza. In quel periodo continuò a calcare i palcoscenici dei più prestigiosi teatri italiani con diverse Compagnie, tra le quali l’"Istituto Nazionale del Dramma Antico" diretto da Luigi Almirante e le Compagnie del Teatro di Rivista accanto ai comici Erminio Macario, Nino Taranto, Riccardo Billi e Mario Riva. Ritiratosi dalle scene, muore nel capoluogo campano all'età di 75 anni.