Daniele Palmesi, Federico Clemente Feb 2017

Bella Starace Sainati

Figlia di un giureconsulto, conseguì il diploma magistrale a soli 17 anni ma non proseguì gli studi, per dedicarsi alla recitazione entrando nella compagnia di Antonio Zorri. Passò successivamente a quella di Tina Di Lorenzo e Flavio Andò, venendo scritturata con la qualifica di amorosa.
Conosciuto sul palcoscenico Alfredo Sainati, ne divenne la moglie e assieme a lui entrò in altre prestigiose formazioni come quella di Italia Vitaliani e Bianca Iggius. Ottenne buoni consensi in Diritto di vivere di Roberto Bracco ed entrò nel 1900 e fino al 1905 nella compagnia di Ermete Zacconi. Dopo aver effettuato una lunga tournée in sudamerica, entrò nella Compagnia del Grand-Guignol fondata dal marito nel 1908 e nella quale divenne prima attrice.
Successivamente fu in compagnie dirette da Guido Salvini e recitò accanto a Tat'jana Pavlova e Lia Orlandini per poi ritirarsi temporaneamente dalle scene negli anni trenta. Ritornò sul palcoscenico nel dopoguerra interpretando ruoli importanti in drammi applauditi come Il voto, Teresa Raquin di Émile Zola (nel ruolo della suocera inferma, 1946) con la compagnia Evi Maltagliati e la regia di Giorgio Strehler e La casa di Bernarda Alba di García Lorca dove fu autorevole nel ruolo di Ponzia, contrapposta a Wanda Capodaglio, del 1947. Seguirono altre convincenti prove in lavori come La fiaccola sotto il moggio del 1952 e Il ferro del 1953.
Nel cinema esordì sin dai tempi del muto distinguendosi in tre pellicole dirette da Amleto Palermi (Il dramma dell amore e Il peccato del 1920 e La casa degli scapoli del 1923). Negli anni trenta e fino alla prima metà anni cinquanta fu invece attivissima nel cinema sonoro dove la sua presenza, in ruoli di carattere, divennero una presenza costante.
Morì presso la Casa di Riposo per artisti Lyda Borelli a Bologna.