Daniele Palmesi, Federico Clemente Nov 2015

Camillo Pilotto

(Roma, 6 gennaio 1888 – Roma, 27 maggio 1963) è stato un attore italiano. Fu uno dei più importanti caratteristi sul palcoscenico della prima metà del Novecento. Figlio d'arte - suo padre Libero Pilotto era attore e autore teatrale - debuttò sulle scene teatrali nella compagnia di Ermete Novelli nel 1903, a soli 15 anni, ed apparve nelle Compagnie più famose fino alla fine degli anni cinquanta. Rimarchevole il personaggio di Cotrone da lui interpretato nel secondo dopoguerra ne I giganti della montagna di Pirandello - autore al quale fu personalmente legato e per il quale recitò nella compagnia da lui diretta - per la regia di Strehler. Il suo esordio sul grande schermo avvenne durante il periodo muto, nel 1916 in un film diretto da Augusto Genina e per un decennio comparve in un buon numero di pellicole. Con l'avvento del sonoro divenne uno degli esponenti più in vista del Cinema dei telefoni bianchi e anche nel dopoguerra prese parte a numerosissimi film, talvolta nel ruolo di protagonista. Comparve nel primo film sonoro italiano (La canzone dell'amore diretto da Gennaro Righelli nel 1930) ma i ruoli più interessanti li ottenne come valido caratterista in due film diretti da Duilio Coletti (Il passatore del 1947) e Oreste Biancoli (Penne nere del 1952). Insieme all'attività cinematografica (oltre 100 film interpretati) negli ultimi anni fece alcune presenze in televisione, dove comparve in diversi sceneggiati di successo, tra i quali Piccolo mondo antico (1957) di Silverio Blasi, Canne al vento (1958) di Mario Landi, Il mulino del Po (1963) di Sandro Bolchi e infine Le anime morte (1963) di Edmo Fenoglio, l'ultima sua apparizione assoluta mandata in onda postuma.