Elli Parvo (Elvira Gobbo)

All'anagrafe Elvira Gobbo (Milano, 17 ottobre 1914 – Roma, 19 febbraio 2010), è stata un'attrice italiana.

Biografia

Di madre berlinese e padre friulano. Educata in una scuola svizzera nella città nativa. Debutta diciannovenne nel cinema con il film Teresa Confalonieri (1934) di Guido Brignone.
Nel dopoguerra esce il film Desiderio, iniziato da Roberto Rossellini nel 1943 e portato a termine da Marcello Pagliero nel 1946: Elli Parvo vi interpreta il ruolo di una donna senza scrupoli. Sempre nel 1946 interpreta un altro ruolo negativo nel film Il sole sorge ancora, di Aldo Vergano. Nella metà degli anni cinquanta la sua carriera è in declino, unica partecipazione di rilievo è quella al fianco di Totò in Totò terzo uomo (1951), di Mario Mattoli.
Nel 1960, dopo aver interpretato un ruolo in Madri pericolose, abbandona per sempre la carriera cinematografica.
È scomparsa nel 2010 all'età di 95 anni[1].


Galleria fotografica

Foto: Diomedia Images


Filmografia

Teresa Confalonieri, regia di Guido Brignone (1934)
Lasciate ogni speranza, regia di Gennaro Righelli (1937)
Il feroce Saladino, regia di Mario Bonnard (1937)
Gatta ci cova, regia di Gennaro Righelli (1937)
Partire, regia di Amleto Palermi (1938)
Voglio vivere con Letizia, regia di Camillo Mastrocinque (1938)
Mia moglie si diverte, regia di Paul Verhoeven (1938)
Il marchese di Ruvolito, regia di Raffaello Matarazzo (1939)
La notte delle beffe, regia di Carlo Campogalliani (1939)
Arditi civili, regia di Domenico Gambino (1940)
Miseria e nobiltà, regia di Corrado D'Errico (1940)
Il ponte dei sospiri, regia di Mario Bonnard (1940)
La donna perduta, regia di Domenico Gambino (1940)
Ridi pagliaccio, regia di Camillo Mastrocinque (1941)
L'allegro fantasma, regia di Amleto Palermi (1941)
Beatrice Cenci, regia di Guido Brignone (1941)
Il re si diverte, regia di Mario Bonnard (1941)
Sieben Jahre Glück, regia di Ernst Marischka (1942)
Sette anni di felicità, regia di Roberto Savarese e Ernst Marischka (1942)
L'uomo venuto dal mare, regia di Belisario Randone (1942)
M.A.S., regia di Romolo Marcellini (1942)
Don Giovanni, regia di Dino Falconi (1942)
I due Foscari, regia di Enrico Fulchignoni (1942)
Il fanciullo del West, regia di Giorgio Ferroni (1942)
Carmen, regia di Christian-Jaque (1943)
La porta del cielo, regia di Vittorio De Sica (1944)
Un americano in vacanza, regia di Luigi Zampa (1945)
Il sole sorge ancora, regia di Aldo Vergano (1946)
Desiderio, regia di Roberto Rossellini e Marcello Pagliero (1946)
I fratelli Karamazoff, regia di Giacomo Gentilomo (1947)
L'urlo, regia di Ferruccio Cerio (1948)
Il cavaliere misterioso, regia di Riccardo Freda (1948)
Vertigine d'amore, regia di Luigi Capuano (1948)
Legge di sangue, regia di Luigi Capuano (1949)
È più facile che un cammello..., regia di Luigi Zampa (1950)
Santo disonore, regia di Guido Brignone (1950)
Totò terzo uomo, regia di Mario Mattoli (1951)
Rosalba, la fanciulla di Pompei, regia di Natale Montillo (1952)
Voto di marinaio, regia di Enzo Di Rosa (1953)
La campana di San Giusto, regia di Mario Amendola e Ruggero Maccari (1954)
La Luciana, regia di Domenico Gambino (1954)
L'arte di arrangiarsi, regia di Luigi Zampa (1954)
L'amante di Paride, regia di Marc Allégret (1954)
L'ultimo amante, regia di Mario Mattoli (1955)
Giuramento d'amore, regia di Roberto Bianchi Montero (1955)
Mi permette, babbo!, regia di Mario Bonnard (1956)
La Venere di Cheronea, regia di Giorgio Rivalta (1957)
Il mondo dei miracoli, regia di Luigi Capuano (1959)
Madri pericolose, regia di Domenico Paolella (1960)

Note

  1. ^ Addio a Elli Parvo, «femme» fatale per Rossellini

Addio a Elli Parvo, splendida attrice fatale. Anticipò la stagione delle maggiorate

La prima «femmina maledetta» del cinema italiano aveva lo sguardo cupo e intrigante, i capelli bruni e gli occhi di fuoco. Era procace, affascinante. Anticipava agli anni Trenta il prototipo di diva altera e burrosa che tanto successo avrebbe avuto nei film del dopoguerra. Adesso lei non c’è più. L’attrice che si faceva chiamare Elli Parvo è morta a Roma il 19 febbraio scorso. Aveva 94 anni. Gli ultimi cinquanta li aveva passati lontana dal grande schermo. La sua storia ha incrociato quella del nostro cinema per una breve stagione.

Elvira Gobbo, questo il suo vero nome, nasce a Milano nel 1915 da padre veneto e madre tedesca. Appena diciannovenne debutta in un film di Guido Brignone, Teresa Confalonieri (1934). L’impatto con la macchina da presa è portentoso. Elli studia al Centro Sperimentale di Roma, registi e produttori la reclamano con insistenza. Cuciranno su di lei una serie di ruoli femminili superbi e magnetici. Soltanto nella seconda metà degli anni Quaranta le verrà concesso di mettere in mostra il suo potenziale drammatico.

Sensuale peccatrice in Desiderio (1946), di Marcello Pagliaro, la Parvo tratteggia con grande efficacia il personaggio di donna Matilde, la ricca proprietaria terriera innamorata di Cesare-Vittorio Duse, nel neorealista Il sole sorge ancora (1946), di Aldo Vergano. Seguono altre partecipazioni a pellicole del filone avventuroso (Il cavaliere misterioso, 1948, di Riccardo Freda), comico (Totò terzo uomo, 1951, di Mario Mattoli e L’arte di arrangiarsi, 1954, di Luigi Zampa) e drammatico (L’amore, 1948, di Roberto Rossellini).

All’inizio degli anni Sessanta, Elli Parvo abbandona le scene. Madri pericolose (1960), di Domenico Paolella, è il suo ultimo film.

Fonte: https://italianstardust.wordpress.com