Daniele Palmesi, Federico Clemente Dic 2015

Enrico Viarisio

(Torino, 3 dicembre 1897 – Roma, 1º novembre 1967) è stato un attore e cabarettista italiano. Scoperto dall'attrice e capocomica Paola Pezzaglia, che gli offre la sua prima scrittura teatrale come "brillante" nel dicembre del 1916, esordisce in modo avventuroso: essendo mancato alla riunione della Compagnia il primo attore, toccano a lui tutte le parti importanti di uomo. Si specializza poi nel genere leggero e nella rivista. A partire dagli anni trenta lavora anche nel cinema, affermandosi come uno degli attori brillanti più celebri del cinema sonoro (Cavalleria, Non ti conosco più, Due milioni per un sorriso, L'amore si fa così) anche se sarà quasi sempre relegato a ruoli da spalla o da comprimario.

Figura elegante e sottile, riconoscibile per i capelli perennemente impomatati e i baffetti curati, interpreta spesso personaggi di nobile decaduto o di viveur importuno e talvolta rompiscatole, ma sempre fondamentalmente onesto. Spesso veniva scambiato per il suo collega Giuseppe Porelli. Negli anni cinquanta, pur continuando la sua carriera nel teatro di rivista dove affianca personaggi come Wanda Osiris, Olga Villi ed Isa Barzizza, interpreta decine di film di genere, anche se non mancheranno occasioni d'autore come ne I vitelloni di Federico Fellini in cui gli viene affidata la parte del padre di Moraldo.
In seguito partecipa a numerosi musicarelli al fianco di cantanti che poi diventeranno famosi, come Mina, Bobby Solo, Gianni Morandi e Rita Pavone, ma la caratterizzazione più celebre di quel periodo è quella degli spot pubblicitari girati per la Alemagna con Lia Zoppelli e Alberto Lionello, andati in onda per molti anni in Carosello, che si concludevano sempre con lo slogan «Ullallà, è una cuccagna!».