Ernesto Calindri

(Certaldo, 5 febbraio 1909 – Milano, 9 giugno 1999) è stato un attore italiano di teatro, cinema e televisione. È annoverato fra i grandi, indimenticabili attori del teatro italiano

Biografia

Figlio d'arte (entrambi i genitori erano attori), e pur avendo iniziato a studiare ingegneria, fa il suo esordio non ancora ventenne quasi per caso nel 1928-29 nella compagnia di Luigi Carini, mettendosi subito in luce grazie alla figura slanciata ed alla impeccabile dizione, che gli conferiscono una rilevante presenza sulla scena. Nell'estate del 1937 viene chiamato da Renato Simoni a Venezia per sostenere la parte di Florindo ne Il bugiardo di Carlo Goldoni e da quel momento ha inizio la sua brillante carriera, in ruoli di primo piano e in un repertorio quanto mai vario, accanto a nomi importanti come quelli di Sergio Tofano, Luigi Cimara, Antonio Gandusio, Emma Gramatica, Laura Adani e Evi Maltagliati. Nel 1939 sposa l'attrice Roberta Mari, apparsa spesso in scena con lui. È padre dell'attore e doppiatore Gabriele Calindri.

Ernesto Calindri approda al cinema nel 1935 con una parte nel film La sposa dei re di Duilio Coletti. Per lo più ottiene parti di comprimario nei tipici film dell'epoca cosiddetta dei telefoni bianchi. Forse la sua interpretazione più degna di nota di questo periodo è nel film I bambini ci guardano, diretto nel 1943 da Vittorio De Sica.

Nel dopoguerra Calindri continua a calcare le scene, riscuotendo consensi sempre più ampi grazie all'innata eleganza, all'ironia ed a quel suo fare sorridente e argutamente salottiero che ne fanno l'interprete ideale della commedia borghese leggera. Fa compagnia teatrale insieme a Laura Adani, Tino Carraro e al giovane Vittorio Gassman e nel 1945 per la regia di Luchino Visconti interpreta lavori di Schiller, Achard e Cocteau. nel 1950 crea la sua prima vera compagnia che comprende, fra gli altri, anche Lia Zoppelli, Valeria Valeri, Lauretta Masiero, Franco Volpi e Alberto Lionello,

Spesso recita in compagnia della moglie, l'attrice Roberta Mari.

Il nuovo mezzo televisivo consente ad Ernesto Calindri di raggiungere il grande pubblico, che si affeziona ben presto al suo personaggio. Vi esordisce nel 1958 apparendo sul piccolo schermo ne La spada di Damocle, commedia diretta da Vittorio Cottafavi e tratta dall'originale testo teatrale di Alfredo Testoni, seguiranno altre parti in originali televisivi tra cui Sole d'autunno, diretto da Giacomo Colli nel 1963, e sceneggiati quali Paura per Janet tratto da un racconto di Francis Durbridge e diretto da Daniele D'Anza. Si mette inoltre in luce come presentatore nel programma di intrattenimento Il signore delle 21, andato in onda nel maggio del 1962.

Sempre del 1962 è la sua interpretazione cinematografica più conosciuta, nel film Tototruffa '62 dove nella parte del Commissario Malvasia è la nemesi della coppia di ingegnosi truffatori composta da Totò e Nino Taranto.

La pubblicità all'amaro Cynar, anadata in onda sui canali RAI negli anni 60

Con il diffondersi del cinema e della televisione, il numero degli spettatori a teatro in Italia calò drasticamente. Come a molti valenti attori prima di lui, ad Ernesto Calindri venne proposto di interpretare dei brevi filmati pubblicitari che andavano in onda nel popolare programma Carosello. Dapprima fu la volta della China Martini, per la quale interpretò delle scenette assieme all'amico e collega Franco Volpi nei panni di due ufficiali dell'Ottocento che commentavano gli avvenimenti e le novità finendo sempre col dire Düra minga!, cioè "non dura" in dialetto milanese. In seguito nel 1966 ebbe inizio la serie di filmati pubblicitari per il Cynar, noto aperitivo a base di carciofo, che legò indissolubilmente il nome di Calindri al liquore fino al 1984, rendendo lo slogan: "contro il logorìo della vita moderna" un'espressione ancora oggi di uso corrente. Famosissima, nel relativo spot pubblicitario del Cynar, l'inquadratura di Calindri intento a sorseggiare un bicchierino di liquore ed a leggere un giornale tranquillamente seduto davanti a un tavolino sistemato proprio al centro di una strada di città intensamente trafficata.

Negli anni anni settanta ed ottanta, pur essendo ormai popolarissimo come personaggio televisivo, Ernesto Calindri non smette di calcare le tavole del palcoscenico. Alla sua attività di infaticabile interprete, il cui repertorio spazia da Feydeau a Rattigan, da Ionesco a Pirandello, alterna quella di insegnante di teatro che dal 1975 esercita per un decennio presso l'Accademia dei Filodrammatici di Milano. Interpreta inoltre un generale in pensione nello spettacolo televisivo Villa arzilla. Nell'estate del 1990 il produttore Natale Barbone lo chiama per interpretare con Lauretta Masiero lo spettacolo "Casina" di Tito Maccio Plauto, per la regia di Mario Morini

L'avanzare dell'età non sembra intaccare minimamente l'energia e la brillantezza di Calindri che anzi, ad ottant'anni suonati, sorprende tutti interpretando in teatro la commedia musicale Gigi di Colette, dove si esibisce addirittura come cantante e ballerino.

Muore quietamente nel sonno all'Istituto dei Tumori di Milano la sera del 9 giugno 1999 il giorno dopo la scomparsa di Corrado, poche ore dopo aver terminato di cenare con gli attori della sua compagnia teatrale con la quale, alla bella età di 90 anni, aveva da poco tempo iniziato a rappresentare Il borghese gentiluomo di Molière. In suo nome è stata creata una Fondazione che organizza un concorso per giovani autori europei di teatro. Inoltre la sua città natale di Certaldo ha intitolato a suo nome un premio teatrale.
Il Sindaco di Certaldo, Rosalba Spini, ha voluto ed ottenuto che Ernesto Calindri riposasse nel suo paese natale, e nel 2000 fu tumulato nel Cimitero Comunale


Galleria fotografica


Filmografia

Cinema

Freccia d'oro, regia di Piero Ballerini, Corrado D'Errico (1935)
La sposa del re, regia di Duilio Coletti (1938)
Finisce sempre così, regia di Enrico Susini (1939)
La forza bruta, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1941)
I bambini ci guardano, regia di Vittorio De Sica (1943)
La primadonna, regia di Ivo Perilli (1943)
T'amerò sempre, regia di Mario Camerini (1943)
Scadenza trenta giorni, regia di Luigi Giacosi (1944)
Incontro con Laura, regia di Carlo Alberto Felice (1945)
Una lettera all'alba, regia di Giorgio Bianchi (1948)
Al diavolo la celebrità, regia di Mario Monicelli, Steno (1949)
Ho sognato il paradiso, regia di Giorgio Pastina (1949)
Canzoni per le strade, regia di Mario Landi (1950)
Buon viaggio, pover'uomo, regia di Giorgio Pàstina (1951)
La presidentessa, regia di Pietro Germi (1952)
L'ultimo amante, regia di Mario Mattoli (1955)
Il momento più bello, regia di Luciano Emmer (1957)
Policarpo, ufficiale di scrittura, regia di Mario Soldati (1958)
Rascel marine, regia di Guido Leoni (1958)
Le olimpiadi dei mariti, regia di Giorgio Bianchi (1960)
La ragazza di mille mesi, regia di Steno (1961)
Mariti a congresso, regia di Luigi Filippo D'Amico (1961)
Totòtruffa 62, regia di Camillo Mastrocinque (1961)
Canzoni di ieri, canzoni di oggi, canzoni di domani, regia di Domenico Paolella (1962)
L'assassino si chiama Pompeo, regia di Marino Girolami (1962)
La smania addosso, regia di Marcello Andrei (1962)
La tigre dei sette mari, regia di Luigi Capuano (1962)
Le massaggiatrici, regia di Lucio Fulci (1962)
Venere imperiale, regia di Jean Delannoy (1962)
Divorzio alla siciliana, regia di Enzo Di Gianni (1963)
I due sergenti del generale Custer, regia di Giorgio Simonelli (1965)
Un ufficiale non si arrende mai nemmeno di fronte all'evidenza, firmato Colonnello Buttiglione, regia di Mino Guerrini (1973)
Ladri di saponette, regia di Maurizio Nichetti (1989)

Prosa radiofonica EIAR

Il bugiardo di Carlo Goldoni, regia di Renato Simoni, trasmessa il 25 luglio 1937.

Prosa televisiva RAI

Il cadetto di Winslow di Terence Rattigan, regia di Franco Enriquez, trasmessa il 6 giugno 1954.
Questi ragazzi di Gherardo Gherardi, regia di Claudio Fino, trasmessa il 29 giugno 1956.
Giochi di prestigio, regia di Alberto Gagliardelli, trasmessa nel 1956.
La commedia del buon cuore, di Ferenc Molnar, con Isa Pola, Carlo Delfini, Mario Colli, Ernesto Calindri, Mercedes Brignone, Enzo Tarascio, Germana Monteverdi, regia di Tatiana Pavlova, trasmessa il 19 luglio 1957.
Si arrende a Bach, regia di Enrico Colosimo trasmessa il 6 settembre 1961.
I burosauri, di Silvano Ambrogi.

Discografia

Album

Dante - La divina commedia - Paradiso (Nuova Accademia Del Disco, BLI 2005, LP) con Giorgio Albertazzi, Tino Carraro, Anna Proclemer, Ottavio Fanfani

Onorificenze

Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 16 febbraio 1993[2]
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1991[3]


Note