Daniele Palmesi, Federico Clemente Nov 2015

Giulio Stival

(Venezia, 4 marzo 1902 – Novara, 1º aprile 1953) è stato un attore italiano. Appassionato del teatro fin da ragazzo, organizza nella sua città natale una filodrammatica della quale è anche il regista, per diventare attore professionista nel 1927 nella compagnia di Emma Gramatica. Passa poi l'anno successivo nella De Riso-Benassi e recita quindi con Marta Abba, Gandusio, Ruggeri finché nel 1933 forma una propria compagnia con Dora Menichelli e Armando Migliari. È poi con Dina Galli, accanto alla quale recita nei grandi successi Felicita Colombo e Nonna Felicita di Adami. Quindi entra a far parte di una formazione con prima attrice Kiki Palmer e ritrova nel 1939 Emma Gramatica, fino a trovare una allettante scrittura nel 1942 nella Compagnia del Teatro Eliseo diretta da Zacconi, ricevendo consensi per le sue interpretazioni in due opere di Shaw, Candida e Le case del vedovo. Anche nel dopoguerra Stival è attivissimo in teatro e sempre presente in allestimenti di opere classiche e moderne. Attore serio, colto, elegante, misurato ma viscerale, alterna l'attività teatrale con quella cinematografica dove però la sua presenza è molto marginale, limitata a buone caratterizzazioni ma nulla più, a partire dal 1937 con Gli uomini non sono ingrati di Guido Brignone, fino al 1952 con Il cappotto di Alberto Lattuada, tratto da un romanzo di Gogol e con al fianco Renato Rascel. Ha anche lavorato in alcune circostanze come doppiatore cinematografico. Giulio Stival muore prematuramente a Novara il 1º aprile 1953, a causa di un incidente d'auto. È sepolto presso il cimitero di Mogliano Veneto.