Daniele Palmesi, Federico Clemente Feb 2016

John Kitzmiller

(Battle Creek, 4 dicembre 1913 – Roma, 23 febbraio 1965) è stato un ingegnere, militare e attore statunitense naturalizzato italiano.
Di famiglia afroamericana, crebbe con i genitori (John e Mary Kitzmiller) e una sorella nella città natale. Frequentò la locale High school, dove divenne membro del Club di Chimica, diplomandosi nel 1932. Laureatosi in ingegneria chimica nel 1937, svolse successivamente l'attività professionale prima di arruolarsi nell'United States Army durante la seconda guerra mondiale (1943)[1]. Giunse in Italia nel luglio 1943 partecipando alle operazioni dello sbarco in Sicilia con le Forze Alleate con il grado di capitano del genio militare americano. Durante la guerra erano morti entrambi i suoi genitori e questa circostanza, unita alle difficoltà presenti all'epoca negli USA per gli afroamericani, lo convinsero a prolungare la ferma; dopo il 1945 vi ottemperò cooperando in Italia alla ricostruzione di strade e ponti distrutti dai bombardamenti.

Iniziò la sua carriera di attore nel 1947 per caso, in seguito alla proposta del produttore Carlo Ponti alla ricerca di un interprete per il ruolo di Joe, un soldato americano fuggito da un campo di prigionia tedesco, nel film Vivere in pace di Zampa. Per la sua prestanza (era alto 1,93 m e di aspetto atletico), per la bravura dimostrata come attore e per il "monopolio" rappresentato dall'essere l'unico attore afroamericano in Italia, John Kitzmiller fu ricercato per altri ruoli in film italiani, che a quel tempo erano di carattere neorealista. Kitzmiller d'altra parte si innamorò dell'Italia e decise di stabilirvisi definitivamente. L'anno successivo ebbe il primo ruolo importante nel film Senza pietà diretto da Lattuada.

Nel 1957 John Kitzmiller ricevette il Prix d'interprétation masculine (Gran premio per il miglior attore maschile) al Festival di Cannes per il suo ruolo del Sergente Jim nel film di France Stiglic La valle della pace, davanti a Gary Cooper (La legge del Signore) e a Max von Sydow (Il settimo sigillo). Il trionfo di Cannes gli permise di ottenere offerte anche fuori d'Italia come per Terra nuda (The Naked Earth) di Vincent Sherman (1958) o Agente 007 - Licenza di uccidere di Terence Young (1962). Continuò a lavorare tuttavia sempre in Italia sia nel cinema che in televisione (per es., in "La storia di Rossella O'Hara" nella Biblioteca di Studio Uno o in alcuni episodi della serie Le inchieste del commissario Maigret). Morì per cirrosi epatica all'età di 51 anni, due mesi dopo essersi sposato.

Per la RAI ha interpretato il ruolo di un pianista nello sceneggiato televisivo del 1962 Una tragedia americana.