Daniele Palmesi, Federico Clemente Nov 2016

Laura Betti

Nome d'arte di Laura Trombetti (Casalecchio di Reno, 1º maggio 1927 – Roma, 31 luglio 2004), è stata un'attrice e cantante italiana, attiva tanto nel cinema quanto in teatro.
Interprete dotata di grinta e di una voce caratterizzata da un timbro roco, è nota al pubblico soprattutto per il lungo sodalizio artistico e umano che la unì spiritualmente al poeta, scrittore e regista Pier Paolo Pasolini.

La sua filmografia comprende pellicole importanti come La dolce vita (diretta da Fellini, 1960). Nel 1968 vince la Coppa Volpi per Teorema di Pier Paolo Pasolini; poi, con la regia di Marco Bellocchio, figura tra gli interpreti di Nel nome del padre (1972) e Sbatti il mostro in prima pagina (1972). Con Bellocchio recitò ancora nel 1977 per la riduzione televisiva de Il gabbiano di Anton Cechov. Ebbe un ruolo di rilievo accanto a Donald Sutherland in Novecento di Bernardo Bertolucci, nella parte di Regina, sadica cugina del protagonista Alfredo (Robert De Niro).
Figlia di un avvocato iscritto al Partito d'Azione e nipote del glottologo Alfredo Trombetti, Laura Betti esordì nello spettacolo come cantante di brani jazz; dopo una breve esperienza nel cabaret (1955) in coppia con Walter Chiari ne I saltimbanchi prese parte - anno 1960 - al recital di canzoni intitolato Giro a vuoto dal contenuto singolare con brani ispirati ai testi di letterati celebri come Buzzati, Calvino, Flaiano, Bassani, Moravia, oltre che dello stesso Pasolini.
Nel '55 debuttò in teatro ne Il crogiuolo di Arthur Miller, con la regia di Luchino Visconti; nel suo repertorio giovanile anche il Cid di Corneille (in coppia con Enrico Maria Salerno) e I sette peccati capitali di Brecht e Weill.

Tra la fine del 1960 e il gennaio 1961 divenne popolare interpretando con Paolo Poli la coppia di cantastorie che intonavano brechtianamente La ballata del pover'uomo, che scandiva gli episodi dello sceneggiato televisivo Tutto da rifare, pover'uomo , diretto da Eros Macchi e tratto dal romanzo di Hans Fallada E adesso, pover'uomo?.
L'inizio dell'attività di attrice cinematografica coincise per Betti con la conoscenza di Pier Paolo Pasolini, che l'avrebbe diretta ne La ricotta (episodio di Ro.Go.Pa.G.) e, successivamente (1968), nell'opera teatrale Orgia e in Teorema, film per il quale l'attrice si aggiudicò la Coppa Volpi come miglior attrice al Festival del cinema di Venezia. Sempre sotto la regia di Pasolini, nel 1974 girò I racconti di Canterbury.
Nel 1968 fu pubblicato un suo LP, "Potentissima signora", con testi di Pasolini (tra i quali spicca "Il valzer della toppa", in seguito incisa da Gabriella Ferri).
Altri film interpretati da Betti sono stati Allonsanfan (1974) di Paolo e Vittorio Taviani, Vizi privati, pubbliche virtù (1975, regia di Miklós Jancsó), Novecento (1976, di Bernardo Bertolucci), Viaggio con Anita (1979, regia di Mario Monicelli), Caramelle da uno sconosciuto (1987, di Franco Ferrini), Il grande cocomero (1993, per la regia di Francesca Archibugi), Un eroe borghese (1995, con Michele Placido).

Uno fra gli ultimi registi a dirigerla fu Mimmo Calopresti, per il quale interpretò nel 2002 il ruolo di una suora nel film La felicità non costa niente.
Dal 1980 è stata ideatrice e direttrice del Fondo Pier Paolo Pasolini, che per più di vent'anni ha avuto sede a Roma, in Piazza Cavour. Per lo scrittore, Laura Betti era una tragica Marlene, una vera Garbo con sopra al volto una maschera inalterabile di pupattola bionda. In realtà - parole dello stesso Pasolini - l'attrice era una persona amabile e simpatica, oltre che, pare, un'ottima cuoca, forse retaggio delle sue origini emiliane. Il suo rapporto con Pasolini, il suo carattere e le difficoltà dei suoi ultimi anni sono stati descritti impietosamente da Emanuele Trevi nel suo libro "Qualcosa di scritto" (Ponte alle Grazie, 2012).
Oltre a portare avanti come direttrice l'attività del Fondo, come ultimo atto di fede in Pasolini, nella parte finale della carriera (1996) Betti riuscì a mettere in scena un recital di poesie e testi pasoliniani dal titolo Una disperata vitalità.
Nel 2003 il Centro Studi Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna ha acquisito, tramite donazione, tutti i materiali precedentemente raccolti a Roma. Presso la Biblioteca della Cineteca di Bologna oggi si conservano più di 1000 volumi e altro materiale inerente all'opera di Pasolini. Il trasferimento del Centro Studi da Roma a Bologna ha causato notevoli attriti fra l'attrice e l'amministrazione capitolina.
Laura Betti è morta a Roma il 31 luglio 2004, a 77 anni. Riposa al Cimitero della Certosa di Bologna, nella tomba di famiglia. Nel novembre 2015 il Teatro Comunale di Casalecchio di Reno (suo luogo di nascita) è stato a lei intitolato.

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