Daniele Palmesi, Federico Clemente Dic 2015

Lia Zoppelli

(Milano, 16 novembre 1920 – Milano, 2 gennaio 1988) è stata un'attrice italiana attiva in cinema, teatro e televisione soprattutto in ruoli brillanti.
Debutta in teatro a diciotto anni con la compagnia Cimara-Maltagliati-Ninchi e prosegue l'attività durante e dopo la guerra al fianco di interpreti di prestigio quali Ruggero Ruggeri, Memo Benassi, Sarah Ferrati, Tino Carraro. In seguito dell'armistizio firmato l'8 settembre 1943, e la costituzione della repubblica di Salò, si arruola presso il Servizio Ausiliario Femminile (SAF), inquadrato nelle forze armate fasciste. Dopo aver lavorato con Luchino Visconti, dal 1947 l'attrice comincia la sua proficua collaborazione con Giorgio Strehler, che la dirige nell'allestimento di opere come Piccoli borghesi di Gorkij, Le notti dell'ira di Salacrou e Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni. Negli anni seguenti ella fonderà una fortunata compagnia insieme a Ernesto Calindri, Franco Volpi e Valeria Valeri. Nel 1951 è diretta da Mario Ferrero per la prima italiana di The Cocktail Party di T.S. Eliot. Viene poi scelta da Garinei e Giovannini per la commedia musicale Giove in doppiopetto, in cui recita con Carlo Dapporto.
Al cinema partecipa come attrice brillante ad un buon numero di pellicole, talvolta al fianco del grande Totò (Chi si ferma è perduto, 1960; Totòtruffa '62, 1961), in cui si distingue sempre per una recitazione sobria, ironica ed elegante.

A partire dai primi anni sessanta ella prende parte, specialmente in ruoli secondari, a molti sceneggiati televisivi come Tom Jones per la regia di Eros Macchi, I Giacobini (1962) di Edmo Fenoglio, Paura per Janet (1963) di Daniele D'Anza, e a numerosi lavori di prosa andati in onda per la serie "La prosa del venerdì", come Mancia competente (1957) e Affari di stato (1961). Sempre in televisione offre le proprie doti d'interprete brillante ad alcuni varietà televisivi, come Gente che va, gente che viene (1960), Za-bum (1964) e Biblioteca di Studio Uno (1964).

Malgrado la grande quantità di lavori ai quali ha partecipato, il personaggio che le ha dato maggiore popolarità è sicuramente quello interpretato negli spot pubblicitari di Carosello tra il 1957 e il 1965 per Alemagna al fianco di Enrico Viarisio, che si concludevano immancabilmente con lo slogan Ullallà, è una cuccagna!.

Negli ultimi anni si dedica soprattutto all'attività teatrale.