Daniele Palmesi, Federico Clemente Dic 2015

Lucio Fulci

(Roma, 17 giugno 1927 – Roma, 13 marzo 1996) è stato un regista, sceneggiatore, attore, produttore cinematografico, paroliere e scrittore italiano.

È stato un prolifico artigiano del cinema italiano, autore di una nutrita serie di film di genere, diretti con solido mestiere e una vena autoriale. Inizialmente al lavoro con film comici e gialli, si dedicò alla fine degli anni settanta al genere horror, realizzando film come Zombi 2, Paura nella città dei morti viventi, ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà e Quella villa accanto al cimitero, che gli fecero guadagnare dai critici cinematografici francesi gli appellativi di poeta del macabro e Godfather of gore.[1] I film sono stati rivalutati in anni recenti dalla critica italiana, e sono considerati dei capisaldi del genere splatter. Inoltre sono stati omaggiati da registi internazionali, tra i quali Sam Raimi e Quentin Tarantino, che hanno inserito nelle loro pellicole varie citazioni dei film di Fulci.

Fulci si considerava un terrorista dei generi, poiché dirigendo un classico film di genere (sia esso una commedia, un horror, un thriller o uno spaghetti western) vi inseriva temi e stili personali, cercando di provocare e scioccare lo spettatore:

« Alcuni mi ritengono completamente pazzo perché tento sempre di uscire dal genere, tento di essere un terrorista del genere. Sto dentro, ma ogni tanto metto la bomba che tenta di far deflagrare il genere. Infatti ne ho trascorsi tanti, di generi... »
(Lucio Fulci)
Oltre alla propria carriera cinematografica, Fulci fu attivo anche come paroliere, scrivendo classici della musica leggera quali 24.000 baci ed Il tuo bacio è come un rock (ambedue cantate da Adriano Celentano) e come autore di racconti brevi.

Nel 1984, dopo aver diretto il giallo Murderock - Uccide a passo di danza, che riscosse più successo all'estero che in Italia, un'improvvisa malattia costrinse Fulci a rimanere lontano dai set cinematografici. Il suo ritorno, dopo due anni, fu segnato da molti passi falsi, rappresentati da pellicole a basso budget girate spesso in condizioni proibitive, che mostravano a malapena il suo stile inconfondibile. Nel 1986 tornò dietro la macchina da presa, dirigendo Il miele del diavolo, un dramma morboso ed erotico: un anno dopo girò un modesto horror come Aenigma. Particolarmente difficile e complicata si rivelò la lavorazione di Zombi 3: Fulci aveva in mente una versione in 3D, da intitolarsi Zombi 3D, ma il progetto fu abbandonato per gli alti costi della pellicola. Così il film divenne semplicemente Zombi 3, ma Fulci fu costretto ad abbandonare il set a metà delle riprese per il perdurare della sua malattia. Il film fu quindi completato da Bruno Mattei e Claudio Fragasso, ma non ottenne successo.

A causa dell'avvento delle tv commerciali, che in quel periodo stavano segnando la fine del cinema di genere italiano, Fulci si ritrovò ben presto con budget sempre più scarsi e attori non all'altezza e stava chiudendo in maniera davvero poco gloriosa la sua lunga carriera. In questo periodo furono girate da lui alcune parti di Il fantasma di Sodoma e Demonia. Tra i film del suo ultimo periodo, vanno ricordati almeno l'ironico e sanguinario Un gatto nel cervello del 1990, in cui Fulci interpreta se stesso, preda di incubi terribili causati dai suoi stessi film. Ottenne un grande successo ed è venerato dai fans come un piccolo oggetto di culto. La casa nel tempo, girato per la televisione ma mai trasmesso a causa delle sue immagini violente, e il suo ultimo film Le porte del silenzio del 1991, interpretato da John Savage e prodotto da Joe D'Amato. Il commiato di Fulci non presenta una goccia di sangue, ma mette in scena una sorta di meditazione sulla morte che diventa il testamento del regista.

Lucio Fulci morì per un attacco diabetico, mentre stava preparando le riprese del film M.D.C. - Maschera di cera, che avrebbe dovuto segnare il suo ritorno sul grande schermo, grazie ad una produzione di Dario Argento. Il film fu poi diretto da Sergio Stivaletti, seguendo la sceneggiatura scritta dal regista, e dedicato a Fulci.