Daniele Palmesi, Federico Clemente Nov 2015

Mimmo Poli

Pseudonimo di Domenico Poli (Roma, 11 aprile 1920 – Roma, 4 aprile 1986), è stato un attore e caratterista italiano. È stato uno dei più noti e attivi caratteristi del cinema italiano; in trentacinque anni di carriera vanta una filmografia sterminata: è apparso in oltre 180 film. Cominciò sin da giovane calcando i palcoscenici e recitando in dialetto romanesco. Nel 1951 venne scoperto da Totò, che lo volle per una piccola parte nel film Totò e i re di Roma diretto da Mario Monicelli. Da allora divenne un volto particolarissimo, amato tanto da Totò quanto da Federico Fellini. Compare ovunque, dove serve un barista, uno scaricatore, un detenuto, dai film del Monnezza a quelli di Bernardo Bertolucci. Una presenza costante, tanto familiare quanto fugace, sul grande schermo deI cinema italiano tra gli anni Cinquanta e la prima metà degli Ottanta. Tra i film più rilevanti: Il cappotto (1952) di Alberto Lattuada; Totò a colori (1952) di Steno; Stazione Termini (1953) di Vittorio De Sica; Il tesoro dell'Africa (Beat the Devil, 1953) di John Huston; Le notti di Cabiria (1956) di Federico Fellini; Poveri ma belli (1956) di Dino Risi; Arrangiatevi! (1959) di Mauro Bolognini: Totò, Peppino e la dolce vita (1961) di Sergio Corbucci; Vanina Vanini (1961) di Roberto Rossellini. Appare anche in molti film di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. A causa di gravi problemi di salute, fu costretto ad abbandonare le scene nei primi anni Ottanta: l'ultima apparizione cinematografica risale al 1984, con I soliti ignoti vent'anni dopo. Morì nel 1986, poco prima di compiere sessantasei anni, colpito da un infarto.