Daniele Palmesi, Federico Clemente Ott 2016

Mischa Auer

Mischa Auer

Nato Michail Semënovič Unskovskij (in russo: Михаил Семёнович Унсковский; San Pietroburgo, 17 novembre 1905 – Roma, 5 marzo 1967), è stato un attore russo naturalizzato statunitense. Iniziò a lavorare negli anni venti, dopo aver cambiato il proprio cognome in onore del nonno materno Leopold Auer, famoso violinista ungherese di origine ebraica. Si trasferì a Hollywood nel 1928 e lì iniziò la carriera.

Fece la sua prima apparizione in Something Always Happens del 1928. Ebbe diversi ruoli piccoli e per lo più non accreditati negli anni trenta, comparendo in film come Rasputin e l'imperatrice, Viva Villa! e I lancieri del Bengala.

Nel 1936 Auer ottenne la parte di un falso nobile nella commedia L'impareggiabile Godfrey, ottenendo la nomination come miglior attore non protagonista. Da questo momento venne regolarmente scritturato in ruoli comici. Auer è all'apice della carriera in ruoli come l'insegnante di danza russo, Boris Kolenkhov, nel film vincitore dell'Oscar L'eterna illusione (dove si rivolge a Jean Arthur con la battuta «Ah, my little Rubishka!») e come il principe diventato stilista nel film di Walter Wanger Vogue of 1938.

Auer appare in film come: Cento uomini e una ragazza, Partita d'azzardo, Spring Parade, Hellzapoppin', Cracked Nuts e Lady in the Dark. Fece anche parte del numeroso cast di Dieci piccoli indiani.

Negli anni cinquanta apparve in diverse serie televisive come Westinghouse Desilu Playhouse, Studio One, Broadway Television Theatre e The Chevrolet Tele-Theatre. Dagli anni quaranta agli anni sessanta girò diversi film in Francia e in Italia tra cui uno con Totò: Che fine ha fatto Totò Baby?.

Auer si sposò quattro volte ed ebbe tre figli. Morì a Roma nel 1967 per un infarto.

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