Moira Orfei

Nome d'arte di Miranda Orfei (Codroipo, 21 dicembre 1931 – Brescia, 15 novembre 2015), è stata una circense e attrice italiana.

Considerata la regina dell'arte circense italiana, era anche un popolare personaggio televisivo.
Miranda "Moira" Orfei è nata a Codroipo, in provincia di Udine, da una famiglia di remote origini sinti, dedita all'arte circense da diverse generazioni: il padre Riccardo Orfei, era conosciuto come Clown Bigolo, la madre si chiamava Violetta Arata. Dei fratelli Paolo, era giocoliere e acrobata di gran successo, mentre Mauro, abile acrobata alle biciclette.

Si è esibita come cavallerizza già all'età di 6 anni ed è diventata insieme alle giovani cugine Liana Orfei e Graziella Orfei una delle principali attrazioni. Con il tempo Moira è diventata il simbolo stesso del circo in Italia, portando con la forza e l'aiuto della famiglia il circo Orfei ad essere conosciuto ed apprezzato anche nel mondo. Il Circo di Moira Orfei vero e proprio è stato fondato nel 1960 e Moira ne ha calcato le scene come cavallerizza, trapezista, acrobata, domatrice di elefanti e addestratrice di colombe. La sua immagine kitsch, specchio della sua personalità eccentrica ed esuberante, le fu consigliata da Dino De Laurentiis, che le suggerì anche di cambiare nome. Inizialmente infatti doveva essere semplicemente Mora per via della sua carnagione e soprattutto degli occhi scuri e della chioma corvina, ma venne aggiunta una i per farlo diventare più esotico.

Da allora il volto di Moira è diventato come un'effigie dalle caratteristiche immutate: trucco pesante con occhi cerchiati dall'eyeliner, rossetto brillante, un neo accentuato sopra il labbro, capelli raccolti a mo' di turbante. Tappezzando di cartelloni con la sua foto le città nelle quali si ferma il suo circo, è diventata uno dei volti più riconosciuti in Italia. Accanto ai trionfi sulla pedana del circo ha coltivato negli anni anche una seconda passione, nata quasi per caso, come attrice cinematografica, arrivando a interpretare una quarantina di film, dai peplum alle commedie (fra le quali molte di genere poliziottesco) ai film di autori più impegnati, come Pietro Germi in Signore & signori. Fu lo stesso Germi a dirle una volta che se avesse studiato recitazione avrebbe potuto essere brava come Sophia Loren, sottolineando il naturale talento recitativo di Moira.
In genere il cinema le ha proposto ruoli simili al personaggio di sé stessa, domatrice di elefanti nella vita, di uomini e di pubblico sullo schermo, come l'assillante moglie di Christian De Sica nel film Vacanze di Natale '90, che sbraitava in dialetto marchigiano contro l'inetto marito. Fra i numerosi film si possono anche ricordare Casanova '70, accanto a Marcello Mastroianni, Totò e Cleopatra e Il monaco di Monza a fianco del celebre comico napoletano, Straziami, ma di baci saziami con Nino Manfredi e Profumo di donna con l'eclettico Vittorio Gassman, entrambi di Dino Risi. La sua ultima apparizione sul grande schermo è del 2003 quando interpreta brevemente se stessa nel film Natale in India, dove nelle scene iniziali due acrobati (i Fichi d'India) falliscono un numero, per poi introdurre il loro numero nel finale della pellicola.

In televisione era famosa per la sua schiettezza e per l'esuberanza del suo personaggio. Nel 2002 ha partecipato come ospite fissa, assieme allo stilista Renato Balestra e all'attrice Silvana Pampanini, a Domenica In, con Mara Venier. Il 4 agosto 2006 Moira Orfei è stata colta da un ictus cerebrale durante uno spettacolo a Marina di Gioiosa Jonica. Dopo una lunga convalescenza l'artista è tornata in pista in occasione dello show natalizio al Magic World di Licola, vicino a Napoli, nel dicembre 2007.

In seguito ha continuato ad occuparsi personalmente del suo circo, pur non esibendosi più come attrazione, ma limitandosi a sfilare salutando il pubblico durante gli spettacoli. Sposata con Walter Nones, impresario circense ed ex domatore, che oltre ad aver portato al successo il Circo Moira Orfei, ha prodotto per l'Italia numerosi spettacoli itineranti come Holiday on Ice, Il circo di Mosca sul ghiaccio, Il circo di Mosca, Il circo cinese e l'Armata Rossa, da lui ha avuto due figli, Stefano e Lara. Essi l'hanno resa quattro volte nonna: Lara dato alla luce Moira junior, Walter junior e Alexander, mentre Stefano dall'unione con Brigitta Boccoli l'ha resa nonna di Manfredi.

Il 15 novembre 2015, all'età di 83 anni, è stata rinvenuta morta dai propri familiari all'interno della sua casa mobile a Brescia dove si trovava con il suo circo. Le esequie si sono tenute il 18 novembre alle 15 nel duomo di San Donà di Piave. La salma è stata poi cremata e le ceneri sepolte nella tomba di famiglia, nel cimitero comunale.


Galleria fotografica

Foto: Getty Images


Filmografia

Gli amori di Ercole, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1960)
Sotto dieci bandiere (1960)
Ti aspetterò all'inferno (1960)
Ursus (1960)
La Venere dei pirati, regia di Mario Costa (1960)
Drakut il vendicatore, regia di Luigi Capuano (1961)
Maciste l'uomo più forte del mondo (1961)
Rocco e le sorelle, regia di Giorgio Simonelli (1961)
Armi contro la legge, regia di Ricardo Blasco (1961)
Che femmina!! e... che dollari!, regia di Giorgio Simonelli (1961)
Il figlio dello sceicco (1962)
I tromboni di Fra' Diavolo (1962)
Ursus nella valle dei leoni (1962)
Gli italiani e le donne, regia di Marino Girolami (1962)
I due mafiosi (1963)
Totò contro i quattro (1963)
Totò e Cleopatra (1963)
Zorro contro Maciste (1963)
Divorzio alla siciliana (1963)
Il monaco di Monza (1963)
I due gladiatori (1963)
Goliath, regia di Siro Marcellini (1963)
La rivolta dei pretoriani (1964)
Ercole, Sansone, Maciste e Ursus, gli invincibili (1964)
Il trionfo di Ercole (1964)
Casanova '70 (1965)
Come inguaiammo l'esercito (1965)
I due sergenti del generale Custer (1965)
L'incendio di Roma (1965)
Due mafiosi contro Al Capone (1966)
Signore & signori (1966)
Straziami, ma di baci saziami, regia di Dino Risi (1968)
Paolo il freddo (1974)
Profumo di donna (1974)
Il cav. Costante Nicosia demoniaco ovvero: Dracula in Brianza (1975)
Arrivano i bersaglieri (1980)
Viaggio di nozze in giallo (1990)
Vacanze di Natale '90 (1990)
Natale in India (2003)

Doppiatrici italiane

Rita Savagnone in Zorro contro Maciste, La rivolta dei pretoriani, I due gladiatori, Profumo di donna
Rosetta Calavetta in Maciste l'uomo più forte del mondo, Il figlio dello sceicco, I due mafiosi
Dhia Cristiani in Gli amori di Ercole
Rina Morelli in Totò e Cleopatra
Noemi Gifuni in Ercole, Sansone, Maciste e Ursus, gli invincibili
Mirella Pace in Il monaco di Monza
Benita Martini in Straziami, ma di baci saziami
Isa Di Marzio in Vacanze di Natale '90

Musica

Nel 1974 Moira incise il 45 giri Noi Zingari.

Premi e onorificenze

Nel 2002 le viene assegnato a Verona il "Premio Giulietta alla donna e alla carriera"
Nel 2004 le viene assegnato durante il Friendly Versilia il premio personaggio gay dell'anno.[8]
Il 21 aprile 2012 è insignita, insieme al marito, del titolo di "Ambasciatori nel mondo della Camera Regionale della Moda Calabria".


Addio Moira Orfei: 15 cose che la signora del circo ci ha insegnato

Tulle, lustrini e make up: questo evocava Moira Orfei, signora del circo da sempre nell'immaginario più kitsch di tutti noi. Ora che è morta, a 83 anni, ci piace ricordarla così

"Sotto il trucco sono una brava signora", usava dire consapevole del proprio aspetto, Miranda per tutti Moira, il collo parato a festa dai giri di perle e la bocca larga, laccata di un rosso magenta.

A vederla così, nella sua 'troppaggine' kitsch, le si perdonava tutto: le inesattezze lessicali ("sono tutta sfranzolona", commentava il tulle degli abiti), la sincera immodestia ("non solo l'oste che dice che il suo vino è buono, ma il mio spettacolo è il migliore d'Europa"), il make-up inadatto all'età (benché sfoggiato fieramente: "nessuna donna ha il coraggio di truccarsi e pettinarsi come me, pertanto sono unica").

Moira Orfei è morta a Brescia a 83 anni, nel suo caravan di 24 metri senza sede fissa, ispirato al film "Il Vizietto" e simile al camper di una bambola: le tende rosa drappeggiate fittamente, la camera piena di specchi "per allargare", i cuscini con le perline, gli argenti buoni, qualche statuetta. E la sua vita, Moira, da quell'adorabile casa-bottega, l'ha dedicata per intero al suo lavoro, lo stesso della sua famiglia: "ho fatto ben 47 film, tanto teatro e televisione, tutto per fortificare il nome del mio circo. Quello dei miei cari".

Ludica e lampeggiante come una scritta al neon, Moira Orfei odiava le dive e il divismo, ignorava gli aut aut della la buona dizione ("c'ho l'accento bolognese e me lo tengo") e andava matta per i dolci e gli orecchini pendenti. Musa di Lattuada, Visconti, Germi, De Sica, e compagna (sul piccolo e grande schermo) di Gassman, Totò, Mastroianni, è solo lì, sulla pista sabbiata del suo regno circense, che la ricorderemo. Mentre chiude lo show degli Orfei in piedi su una grande carrozza, le braccia larghe e le mani mulinanti, sotto una mantella di piume e paillettes. Facendo nostri i suoi insegnamenti, perché le perle di Moira non sono solo quelle dei suoi abiti.

Eccone 15, tratte da alcune video-interviste alla signora "degli elefanti".

- Miscelate aggressività e dolcezza: "me lo hanno insegnato le tigri. Se tu intendi aggredirle, loro ti aggrediscono per prime, e con più forza". Imporsi sì, ma dolcemente.

- Siate fedeli alla vostra immagine: "Dino De Laurentis mi ha rifatto il look e detto di restare sempre così, con questa estetica. Perché chi cambia spesso il proprio aspetto ha poca personalità".

- Rispondete garbatamente alle lusinghe: "feci un film con Totò e lui mi propose di andare a letto insieme. «Ti accarezzo soltanto», mi disse. «E ti regalo un appartamento da 30 milioni». Io gli risposi che, se non avessi amato così tanto mio marito, lo avrei ricambiato. Ma non era vero, volevo solo che non ci rimanesse male".

- Non badate all'età: "cosa gliene frega, agli altri, di quanti anni ho? Io ho l'età che dimostro. E poi, chi ha una vita in movimento come la mia, invecchia senza neanche accorgersene".

- Non seguite le mode: "io mi vesto come mi pare: lustrini, sottane larghe, strass. Non c'è stilista che possa dirmi come devo conciarmi. È per questo che sono unica su 60 milioni di italiani".

- Siate (anche) ciò che non siete: "io sono una persona molto buona, di indole, ma la mia personalità, almeno sul grande schermo, appariva diversamente: al cinema ero perfetta nel ruolo della regina cattiva. Così ho accettato la parte"

- Siate cittadine del mondo. "Io sto bene qui, sto bene là, sto bene dappertutto". Non importa dove si è, ma come ci si sente.

- Addizionate la vostra bellezza: "Da noi, al circo, la bellezza vuota non vale un tubo: in televisione basta avere le tette grandi, il culo sporgente, per avere successo. Qui no, bisogna sapere fare qualcosa. E allenarsi duramente".

- Siate infaticabili: "per ottenere ottimi risultati, i nostri acrobati, i domatori, i trapezisti, studiano più sette/otto ore al giorno". Ogni mestiere richiede dedizione, energia. In due parole: tempo e tempra. Trovateli!

- Riconoscete i vostri limiti: "quando si è nella gabbia delle tigri bisogna avere gli occhi davanti e dietro. Io li avevo solo davanti, quando mi esibivo con loro, distraendomi spesso, così ho rinunciato al numero". Fate senza strafare, insomma, fermandovi prima di farvi male.

- Siate consapevolmente voi stesse: "Io ad esempio non sono bellissima, sono un tipo. Certo che quando vado per la strada tutti mi guardano, perché come me, lì fuori, non c'è nessuna"

- Siate diplomatiche: "Io sono quella che fa da trait d'union - si dice così? - fra mio marito, che è troppo duro, un vero trentino, e gli artisti del nostro circo. Chiunque debba ottenere qualcosa da lui, si rivolge a me. E' così che andiamo d'accordo. Siamo più che una famiglia, qui dentro, siamo un grande villaggio".

- Siate autoironiche: "ho ricevuto innumerevoli imitazioni, da Massimo Boldi a Valerio Chiesa, e da parte di tantissime drag queen, che mi hanno sempre divertita ". La bellezza è anche saper ridere di sè.

- Non nascondete le vostre fragilità: "ho domato in prima persona gli elefanti, le foche, i cavalli, le tigri senza provare la minima paura. Ma quando era la volta di mio figlio, sul palco, ero travolta dal batticuore"

- Non accettate ruoli parentali: "io non sono una suocera, per Brigitta (Boccoli), sono un'amica. Lei ama mio figlio e io amo lei. E, soprattutto, non le dico mai cosa deve fare"

Luca Fiorini, 16 novembre 2015

Fonte: www.donnamoderna.com