Daniele Palmesi, Federico Clemente Apr 2014

Nino Taranto

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Attore, cantante

Napoli, 28 agosto 1907 – 23 febbraio 1986

"Amico mio questo non è un monologo, ma un perché sono certo che mi senti e mi rispondi. La tua voce è nel mio cuore, nel cuore di questa Napoli che è venuta a salutarti, a dirti grazie perché l'hai onorata. Perché non l'hai dimenticata mai, perché sei riuscito dal palcoscenico della tua vita a scrollarle di dosso quella cappa di malinconia che l'avvolge. Tu amico hai fatto sorridere la tua città, sei stato grande, le hai dato la gioia, la felicità, l'allegria di un'ora, di un giorno, tutte cose di cui Napoli ha tanto bisogno. I tuoi napoletani, il tuo pubblico è qui. Ha voluto che il suo Totò facesse a Napoli l'ultimo "esaurito" della sua carriera e tu, tu maestro del buonumore, questa volta ci stai facendo piangere tutti. Addio Totò, addio amico mio. Napoli, questa tua Napoli affranta dal dolore vuole farti sapere che sei stato uno dei suoi figli migliori e non ti scorderà mai. Addio amico mio, addio Totò."  (dall'orazione funebre al funerale di Totò)

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Biografia

Il teatro
 

Esordì tredicenne al Teatro Centrale di Napoli, interpretando quelle che sarebbero diventate le sue specialità: la "canzone in giacca" drammatica e quella da "dicitore" in abito da sera, rivelando le straordinarie doti di caratterista che l'avrebbero reso, per oltre mezzo secolo, uno degli interpreti più amati dal pubblico italiano.
Nel 1927 entrò nella compagnia di sceneggiate Cafiero-Fumo e nel 1928 si avvicinò con successo alla sceneggiatura; invitato in tournée negli Stati Uniti, ne tornò con "una pianola a nastro e mille dollari" impiegati per finanziare la sua prima compagnia di varietà, che durò solo quindici giorni e finì nel disastro totale.
Nel 1933 venne scoperto da Anna Fougez, che lo fece debuttare nella grande rivista, alla quale si sarebbe dedicato fino al secondo dopoguerra, accanto a Wanda Osiris e poi a Titina De Filippo, dando vita a straordinarie macchiette, tra le quali l'indimenticabile Ciccio Formaggio, ritagliato perfettamente su di lui dal duo Cioffi e Pisano: un ometto iellato, tradito e bistrattato dalla fidanzata, la quale per ennesimo gratuito dispetto gli sforbicia la tesa del cappello.
Proprio quella paglietta tagliuzzata divenne uno dei simboli della sua comicità ed ispirò alcuni fortunati spettacoli di rivista come Mazza, Pezza e Pizzo e Quagliarulo se ne va, oltre al popolare film Il barone Carlo Mazza di Guido Brignone (1948).
Si dedicò anche alla prosa costituendo una propria compagnia solo nel 1955 e mettendo in scena, oltre a farse e commedie leggere, i testi dell'amico e maestro Raffaele Viviani, di cui propose fra l'altro L'ultimo scugnizzo (1956) e Don Giacinto (1961), che valorizzarono al meglio la sua intensa espressività. Negli ultimi anni sarebbe tornato con successo al teatro dialettale, soprattutto al fianco di Luisa Conte.

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Il cinema
 

Esordì al cinema nel 1938 con Nonna Felicita di Mattoli ma fu stabilmente attivo dal dopoguerra interpretando un centinaio di pellicole, a cominciare da I pompieri di Viggiù sempre di Mattoli (1949), strepitosa carrellata del teatro di rivista.

Interprete versatile, ugualmente a suo agio con la paglietta tagliuzzata del macchiettista, con gli abiti dimessi dello sfortunato professore di Anni facili di Luigi Zampa (1953), per cui si aggiudicò un Nastro d'Argento, con i ruoli brillanti di Accadde al commissariato di Giorgio Simonelli (1954), con la commedia di costume di Mariti in città di Luigi Comencini (1957) e con le calibrate prove drammatiche di Italia piccola di Mario Soldati (1957). Egli riuscì però ad esprimere appieno la propria vis comica solo al fianco del grande Totò, di cui fu spalla affidabile e devota: dalla complicità di Tototruffa 62 di Camillo Mastrocinque (1961) alla parodia di Totò contro Maciste (1962) di Fernando Cerchio, fino al travolgente Il monaco di Monza di Sergio Corbucci (1963).
Dalla metà degli anni sessanta fino al 1971 (anno in cui girò il suo ultimo film), Taranto prese parte, come caratterista d'eccezione, a ben diciannove musicarelli, al fianco di nomi importanti della musica leggera, come Gianni Morandi e Albano Carrisi.

La radio
 

Nino Taranto fu anche uno dei comici in assoluto più presenti alla radio, dove accentuò, più che l'eleganza che lo contraddistingueva sul palcoscenico, la voce duttile e la gioiosa caratterizzazione napoletana. Negli anni cinquanta partecipò a molti dei più popolari varietà radiofonici del momento (Rosso e nero, 1951; Chicchirichì, 1953; L'occhio magico, 1954; Fermo posta, 1956) e condusse Il fiore all'occhiello (1958).
Interpretò inoltre numerose riviste imperniate sulle gag del "napoletano a New York", come La ninotarantella di Nelli e Mangini (1954, regia di Meloni), Biancaneve e i sette Nini di Verde (1955, diretta da Mantoni) e Chi sarà sarà ancora di Verde (1958, regia di Jurgens); oltre che riviste di tema vario, tra cui Caviale e lenticchie di Scarnicci e Tarabusi (1957), Tarantella di fuoco di Compagnone e Zefferi (1958) e la "fantascientifica" La bellissima époque di Dino Verde (1960), autore tra i più congeniali all'artista.
Fu protagonista anche di varie commedie, fra cui Mettiamo le carte in tavola di Giuffré e Ghirelli (1956, regia di Mantoni), Bello di papà di Marotta e Randone (1960, allestita da Giandomenico Giagni) e L'imbroglione onesto del prediletto Viviani (1961, regia di Vittorio Viviani).
Graditissimi al pubblico radiofonico, inoltre, i vari "one man show" che presentavano i suoi maggiori successi, da Mostra personale (1958, regia di Giagni) ad Il mio spettacolo: Nino Taranto di Francesco Luzi (1961, regia di Marco Lami), a Paglietta a tre punte (1963).
Anche gli anni settanta lo videro impegnato in un'intensa attività radiofonica: ospite fisso di molte edizioni del celebre programma Gran varietà, nel 1976 interpretò, per il ciclo Una commedia in trenta minuti, le pièce Piccolo caffè di Bernard, Il signor di Pourceaugnac di Molière e Socrate immaginario di Ferdinando Galiani, tutte dirette da Gennaro Magliulo.
Nel 1977 fu tra i conduttori di Un altro giorno e presentò la rassegna di poeti e musicisti partenopei Pagine napoletane, mentre nel 1980 partecipò a La bella bionda di Imbriani (regia di Carlo Di Stefano) e nell'81 tornò ai microfoni per presentare Lezione di farsa, itinerario radiofonico sulla fortuna e sfortuna della comicità plebea diretto da Magliulo.

La televisione
 

Negli anni sessanta accrebbe la sua popolarità con numerose partecipazioni televisive, come il varietà Lui, lei e gli altri (1956), firmato da Marchesi e Metz, e l'edizione 1964-65 di Canzonissima dal titolo Napoli contro tutti, ma senza abbandonare la radio.
Nel 1962 condusse Il cronotrotter, mentre nel 1968 fu l'interprete della rubrica di canzoni e poesie napoletane Cinque rose per Nanninella. Grande successo ebbe la sua partecipazione al varietà televisivo Io, Agata e tu (1970), diretto da Romolo Siena, in cui affiancava con incontenibile verve il cantante Nino Ferrer e la giovanissima Raffaella Carrà; in questo programma ebbe modo di riportare al successo una canzone del suo repertorio macchiettistico, Agata.
Nel 1974 fu ospite di una puntata del celebre varietà Milleluci, per la regia di Antonello Falqui, dove ripropose, insieme a Mina e Raffaella Carrà, le sue più famose macchiette.
Nel giugno 1983, la Rai trasmise al sabato sera un ciclo di tre commedie dirette da Gaetano Di Maio, rappresentate al Teatro Sannazzaro di Napoli, delle quali fu cointerprete insieme a Luisa Conte: Morte di Carnevale, Nu bambeniello e tre San Giuseppe, Arezzo 29. Negli anni successivi le repliche televisive sono state riproposte sia dalla stessa Rai, sia da emittenti private napoletane.
Tra la fine del 1984 e l' inizio del 1985 la RAI trasmise Taranto Story, monografia in quattro puntate dedicata al celebre attore partenopeo, e nel 1993 la radio italiana gli dedicò il tributo La più bella paglietta di Napoli, che ne ripercorreva gli indimenticabili successi.
Nino Taranto morì nella sua Napoli nel 1986, all'età di settantotto anni, lasciando un grande rimpianto nel suo affezionatissimo pubblico che lo amava con grande affetto e rispetto.

Estratti dalle serie televisive prodotte dalla RAI "Il Pianeta Totò", ideata e condotta da Giancarlo Governi, trasmessa in tre edizioni diverse - riviste e corrette - a partire dal 1988 e "Totò un altro pianeta" speciale in 15 puntate trasmesso nel 1993 su Rai Uno e curato da Giancarlo Governi.


 

Filmografia
Nonna Felicita, regia di Mario Mattoli (1938)

L'ha fatto una signora, regia di Mario Mattoli (1938)
Eravamo sette vedove, regia di Mario Mattoli (1939)
La canzone rubata, regia di Max Neufeld (1940)
Tutta la città canta, regia di Riccardo Freda (1943)
Lo sciopero dei milioni, regia di Raffaello Matarazzo (1947)
Dove sta Zazà?, regia di Giorgio Simonelli (1947)
Il barone Carlo Mazza, regia di Guido Brignone (1948)
Accidenti alla guerra!..., regia di Giorgio Simonelli (1948)
Se fossi deputato, regia di Giorgio Simonelli (1949)
La cintura di castità, regia di Camillo Mastrocinque (1949)
I pompieri di Viggiù, regia di Mario Mattoli (1949)
Botta e risposta, regia di Mario Soldati (1949)
Libera uscita, regia di Duilio Coletti (1950)
Tizio, Caio, Sempronio, regia di Marcello Marchesi, Vittorio Metz e Alberto Pozzetti (1951)
Licenza premio, regia di Max Neufeld (1951)
Fiorenzo il terzo uomo, regia di Stefano Canzio (1951)
Un ladro in paradiso, regia di Domenico Paolella (1951)
È arrivato l'accordatore, regia di Duilio Coletti (1952)
Café Chantant, regia di Camillo Mastrocinque (1954)
Anni facili, regia di Luigi Zampa (1953)
Milanesi a Napoli, regia di Enzo Di Gianni (1954)
Accadde al commissariato, regia di Giorgio Simonelli (1954)
Assi alla ribalta, regia di Ferdinando Baldi e Giorgio Cristallini (1954)
La moglie è uguale per tutti, regia di Giorgio Simonelli (1955)
Moglie e buoi, regia di Leonardo De Mitri (1956)
A sud niente di nuovo, regia di Giorgio Simonelli (1956)
Mariti in città, regia di Luigi Comencini (1957)
Italia piccola, regia di Mario Soldati (1957)
Arrivano i dollari!, regia di Mario Costa (1957)
Il terribile Teodoro, regia di Roberto Bianchi Montero (1958)
Don Vesuvio, regia di Siro Marcellini (1958)
I prepotenti, regia di Mario Amendola (1958)
Mogli pericolose, regia di Luigi Comencini (1958)
Avventura a Capri, regia di Giuseppe Lupartiti (1958)
Prepotenti più di prima, regia di Mario Mattoli (1959)
Ferdinando I, re di Napoli, regia di Gianni Franciolini (1959)
Caravan petrol, regia di Mario Amendola (1960)
Tototruffa 62, regia di Camillo Mastrocinque (1961)
Pesci d'oro e bikini d'argento, regia di Carlo Veo (1961)
Che femmina... e che dollari!, regia di Giorgio Simonelli (1961)
Lo smemorato di Collegno, regia di Sergio Corbucci (1962)
Totò contro Maciste, regia di Fernando Cerchio (1962)
I quattro monaci, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1962)
Il giorno più corto, regia di Sergio Corbucci (1962)
Il segugio, regia di Bernard-Roland (1962)
Le massaggiatrici, regia di Lucio Fulci (1962)
I due colonnelli, regia di Steno (1962)
Totò contro i 4, regia di Steno (1963)
I quattro moschettieri, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1963)
Il monaco di Monza, regia di Sergio Corbucci (1963)
Uno strano tipo, regia di Lucio Fulci (1963)
Napoleone a Firenze, regia di Piero Perotti (1963)
Una lacrima sul viso, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1964)
In ginocchio da te, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1964)
Se non avessi più te, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1965)
Non son degno di te, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1965)
Rita la zanzara, regia di Lina Wertmüller (1966)
Perdono, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1966)
Nessuno mi può giudicare, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1966)
Mi vedrai tornare, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1966)
Dio, come ti amo!, regia di Miguel Iglesias (1966)
Te lo leggo negli occhi, regia di Camillo Mastrocinque (1966)
Stasera mi butto, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1967)
Il ragazzo che sapeva amare, regia di Enzo Dell'Aquila (1967)
Franco, Ciccio e le vedove allegre, regia di Marino Girolami (1967)
Nel sole, regia di Aldo Grimaldi (1967)
Operazione ricchezza, regia di Vittorio Musy Glori (1967)
Chimera, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1968)
L'oro del mondo, regia di Aldo Grimaldi (1968)
Il ragazzo che sorride, regia di Aldo Grimaldi (1968)
Totò story, regia di AA. VV. (1968)
Il suo nome è Donna Rosa, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1969)
Pensando a te, regia di Aldo Grimaldi (1969)
Mezzanotte d'amore, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1970)
Ninì Tirabusciò la donna che inventò la mossa, regia di Marcello Fondato (1970)
Venga a fare il soldato da noi, regia di Ettore Maria Fizzarotti (1971)

 

Programmi radio
RAI

Il fiore all'occhiello, varietà del venerdì sera con Nino Taranto, regia di Riccardo Mantoni, secondo programma (1958)

Programmi televisivi
RAI

Lui e Lei, presentano Nino Taranto e Delia Scala, con Nino Besozzi, Gianni Agus, Ferruccio Amendola, Aldo Giuffrè, Carla Macelloni, Sandra Mondaini, Nuto Navarrini, Isa Pola, Esperia Sperani, regia Vito Molinari, martedì 19 giugno 1956, ore 21,30
Io, Agata e tu, programma di varietà condotto insieme a Nino Ferrer.

Prosa televisiva
RAI

La fucilazione di Pulcinella, con Giacomo Furia, Gennarino Palumbo, Gennaro Di Napoli, Isa Danieli, Nino Taranto, Carlo Taranto, Anna Maria Ackermann, regia di Gennaro Magliulo, trasmessa il 7 agosto 1973.

Bibliografia
Le Teche Rai

Salvatore Tolino, Mostra storica permanente della Poesia, del Teatro e della Canzone Napoletana, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1999
Gli attori, Gremese editore Roma 2003

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