Remigio Paone

(Formia, 15 settembre 1899 – Milano, 7 gennaio 1977) è stato un regista teatrale, produttore teatrale e direttore teatrale italiano.
Promotore e sostenitore dell'idea di un rinnovamento teatrale negli anni venti del novecento, intraprese la carriera di impresario (a fianco di Sem Benelli) sostenendo gli autori e gli attori che, secondo il suo gusto, incarnavano un rinnovamento della scena italiana: inaugurò a tal proposito il Teatro Nuovo di Milano nel 1938, con l'intento di inscenarvi spettacoli di sua scelta.

Celebrato e fortunato produttore e regista di spettacoli di rivista che si rifacevano alle migliori esperienze europee e americane, fu anche uomo di teatro musicale e negli anni sessanta divenne sovrintendente del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e alla sua energia si deve se tale teatro risorse in poche settimane dalla catastrofe della alluvione del novembre 1966. Durante la sua gestione del teatro fiorentino si segnalò per una edizione straordinaria del "Ballo Excelsior" che riscosse un sussesso enorme di pubblico e qualche critica da parte del paludato mondo della critica musicale.

Devoto ammiratore di Arturo Toscanini e amico stretto della di lui famiglia, ebbe uno stretto rapporto di solidarietà umana e politica con Pietro Nenni e fu proprio lo storico leader socialista italiano che volle candidarlo a Milano nelle telluriche elezioni politiche del 1948. Si devono in grande misura a Paone la scoperta e il primo lancio di un maestro come Riccardo Muti.

Produttore di numerose riviste di Garinei e Giovannini, fu anche amico intimo di Luigi Pirandello. Nel corso della sua carriera diresse, oltre al Teatro Nuovo, anche il Teatro Manzoni di Milano, il Teatro Carignano di Torino ed il Teatro Quattro Fontane di Roma.


 

Donne e uomini della Resistenza: Remigio Paone

Laureatosi in Scienze economiche e commerciali all'Università di Roma, intraprese dapprima la professione giornalistica, come cronista del quotidiano antifascista Il mondo, diretto da Giovanni Amendola. Era già entrato a far parte della "Compagnia degli sciacalli" (che si riprometteva di svecchiare il repertorio drammatico tradizionale), quando Sem Benelli, nel 1929, gli propose di fare l'impresario al suo fianco, diventando capocomico e socio della "Benelliana". Dal 1934 al 1938, Paone diresse l'Unione Nazionale Arte Teatrale; ma fu appunto nel 1938, con l'inaugurazione del Teatro Nuovo di Milano (che avrebbe diretto per oltre dieci anni), che la figura di Remigio Paone si impose come quella di impresario coraggioso e gran scopritore di talenti. Al "Nuovo" passarono, infatti, tutti i maggiori nomi della prosa e della rivista: da Zacconi a Ruggeri, da De Sica a Totò, da Walter Chiari a Macario, a Wanda Osiris, a Renato Rascel, a Gino Cervi. Fu merito di Paone se in Italia si conobbero prestigiosi attori e gruppi teatrali stranieri. L'impresario fu comunque sempre guardato con sospetto dal fascismo, tanto che fu anche schedato dall'OVRA. E non a caso: militante socialista, dopo l'8 settembre 1943 Remigio Paone partecipò alla Resistenza. In contatto con gruppi antifascisti a Milano e a Roma, mise a disposizione il "Nuovo" di Milano per riunioni clandestine; i suoi uffici, ma anche la sua abitazione, erano aperti ai patrioti (nella sua casa trovò rifugio anche Giorgio Amendola). Dopo la Liberazione, Paone ebbe importanti incarichi nella Federazione milanese del PSI, fu candidato del Fronte Democratico Popolare nelle elezioni del 1948 e svolse un importante ruolo nella cultura teatrale italiana (sua anche l'iniziativa dei "Pomeriggi Musicali" milanesi), come dimostrano i materiali raccolti all'Archivio di Stato di Latina che, nel 2004 li ha acquistati dalla Soprintendenza archivistica del Lazio. All'inventore della Compagnia "Spettacoli Errepi", sono intitolate vie a Milano e in altre città. Dal 2003 si tiene, nel nome di Remigio Paone, il "Concorso Nazionale di Esecuzione Musicale Città di Formia".

Fonte: www.anpi.it