Sophia Loren

Sophia Loren, nome d'arte di Sofia Costanza Brigida Villani Scicolone (Roma, 20 settembre 1934), è un'attrice italiana.
Tra le più celebri attrici della storia del cinema, la Loren entra nel mondo della settima arte giovanissima e si impone ben presto, agli inizi degli anni cinquanta, come sex symbol grazie al corpo da maggiorata. Da Vittorio De Sica sarà diretta in film come La ciociara, che le valse l'Oscar alla migliore attrice, il primo dato ad un'attrice in un film non in lingua inglese e l'unica attrice insieme a Marion Cotillard a detenere questo record. Nel 1965, per il film Matrimonio all'italiana, riceverà una seconda candidatura all'Oscar, mentre nel 1991 le verrà assegnato un Oscar alla carriera.
Durante la sua lunga carriera, ha vinto 2 Oscar, 5 Golden Globe, un Leone d'oro, la Coppa Volpi a Venezia, un Prix d'interprétation féminine a Cannes, un Orso d'oro alla carriera a Berlino, un BAFTA, 9 David di Donatello (di cui quattro riconoscimenti speciali) e 3 Nastri d'argento. Nel 1999, l'American Film Institute (31 premi) ha inserito la Loren al ventunesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema, fra le 25 attrici della classifica la Loren è l'unica attrice ancora in vita.

Biografia

La giovinezza

Sofia Villani Scicolone crebbe a Pozzuoli, figlia della napoletana Romilda Villani (1910-1991), insegnante di pianoforte, e di Riccardo Scicolone (1907-1976), affarista nel settore immobiliare. La madre aveva vinto nel 1932 un concorso per andare ad Hollywood come sosia di Greta Garbo, ma per la forte opposizione dei suoi genitori rinunciò. Il padre (figlio del marchese agrigentino Scicolone Murillo) riconobbe la paternità della bambina, che chiamò col nome di sua madre, Sofia, di origine veneta; tuttavia, rifiutò sempre di sposare Romilda che, per le conseguenti ristrettezze economiche si trasferì con la piccola Sofia da Roma a Pozzuoli, presso la sua famiglia.
Qui Sofia trascorse l'infanzia e i primi anni dell'adolescenza, durante la seconda guerra mondiale, in condizioni economiche precarie.
Il porto e il magazzino di munizioni di Pozzuoli venivano spesso bombardati dalle forze aeree degli Alleati e nel corso di uno di questi bombardamenti, mentre Sofia correva nel rifugio antiaereo, fu colpita da una scheggia di shrapnel, che la ferì al mento. Dopo questo incidente, la famiglia si trasferì a Napoli, dove fu ospitata da lontani parenti.
Napoli e la cultura napoletana saranno presenti costantemente nella vita e nella carriera della Loren, che in molti film recita in napoletano.
Dopo la guerra, Sophia Loren e la sua famiglia tornarono a Pozzuoli. La nonna Luisa aprì nel salotto un piano-bar, vendendo liquori di ciliegia fatti in casa, Romilda suonava il piano, la sorella Maria cantava e Sofia badava ai tavoli e lavava le stoviglie. Il luogo era popolare presso i soldati americani, acquartierati nelle vicinanze.
A 15 anni Sofia vinse il suo primo concorso di bellezza e con quei soldi tornò a Roma insieme alla madre in cerca di successo ma entrambe vennero denunciate dal padre, che non accettava la carriera della figlia nel mondo dello spettacolo, per una presunta attività di prostituzione nella casa romana: tutto si risolse con un chiarimento di fronte alle forze dell'ordine.

Gli inizi della carriera

Nella Capitale partecipò a vari concorsi di bellezza, fra cui Miss Italia del 1950 (che la premiò come Miss Eleganza, un titolo creato apposta per lei).
Inoltre, posò per fotoromanzi e partecipò a diverse pellicole cinematografiche come comparsa o in ruoli marginali, che a poco a poco le portarono visibilità, essendo centrati sulle sue qualità estetiche. In un solo anno furono una quindicina i film nei quali fu scritturata. Affiancò anche Corrado, allora divo della radio, nella conduzione di Rosso e nero. Ma la svolta arrivò quando, sempre nel 1951, incontrò il produttore Carlo Ponti: lui la notò a un concorso di bellezza, dove lei era ospite, e il giorno dopo la ricevette nel suo studio per un colloquio. Carlo Ponti rimase subito colpito dalle sue potenzialità e le offrì un contratto di sette anni, trampolino di lancio del suo successo. Iniziò da quest'epoca a usare nomi d'arte: per un po' si fece chiamare Sofia Lazzaro, poi, Sophia Loren, così da presentarsi in modo più "internazionale": fu il produttore Goffredo Lombardo a darle il cognome Loren, "ispirandosi" a quello dell'attrice svedese Märta Torén (allora le attrici svedesi erano molto in voga).

La commedia degli anni cinquanta

È da questo momento che la sua carriera prende il volo. Uno dei primissimi ruoli importanti col nome di Sophia Loren fu a fianco di Alberto Sordi, interpretando una splendida Cleopatra e quello di una sua sosia in Due notti con Cleopatra di Mario Mattoli nel 1953. L'anno seguente girerà altri film in ruoli secondari come Carosello napoletano, di Ettore Giannini, Un giorno in pretura, nell'episodio Don Michele, Anna e il biliardo con Walter Chiari di Steno, oppure Tempi nostri, con Totò di Alessandro Blasetti; ma il 1954 sarà anche l'anno decisivo per una svolta nella sua carriera interpretando ruoli da protagonista in celebri commedie. Importante fra tutti fu il ruolo della pizzaiola Sofia in L'oro di Napoli, che Vittorio De Sica le volle affidare soltanto poco dopo averla conosciuta e dopo un breve colloquio. Dello stesso anno è Peccato che sia una canaglia, di Alessandro Blasetti (tratto da un racconto di Alberto Moravia), dove incontra per la prima volta il suo partner per eccellenza Marcello Mastroianni. Qui interpreta una giovane ladra che cercherà con la sua esuberante bellezza di incastrare l'onesto tassista Paolo, che si difenderà con tutti i mezzi sia dalla giovane Lina e sia dal padre di lei, il professor Stroppiani, interpretato da Vittorio De Sica.

Nel 1955 i tre attori saranno protagonisti in La bella mugnaia, una simpatica commedia di Mario Camerini ambientata durante l'occupazione spagnola nel sud d'Italia. Dello stesso anno è Il segno di Venere, diretto dal maestro Dino Risi, dove veste i panni di Agnese, che, a causa della sua bellezza, mette in ombra la cugina Cesira di minuto aspetto, interpretata da Franca Valeri. Nel cast figurano Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Raf Vallone e Tina Pica.

Con Vittorio De Sica, Tina Pica e ancora diretti da Dino Risi, sempre nel 1955, Sophia Loren sarà protagonista in Pane, amore e..., dove cercherà con ogni mezzo possibile di sedurre il Maresciallo Carotenuto affinché le conceda una proroga per rimanere nella sua casa. Il film, ambientato a Sorrento e seguito di Pane, amore e fantasia e Pane, amore e gelosia (interpretati da Gina Lollobrigida da sempre indicata come la sua storica rivale cinematografica), rimane celebre per il sensuale mambo ballato da Sophia Loren per Vittorio De Sica.
Il suo primo importante ruolo drammatico arriva per un film diretto da Mario Soldati e scritto, tra gli altri, da Pier Paolo Pasolini e Giorgio Bassani: La donna del fiume. La Loren dà prova di una forte capacità interpretativa. Con La fortuna di essere donna (1956), di Alessandro Blasetti, ritorna in coppia con Marcello Mastroianni in una divertente commedia degli anni cinquanta. La celebre copertina su Life del 1955 segna l'inizio della sua carriera internazionale, grazie alla sua prorompente bellezza, che non ha mai rischiato di offuscarne l'aspetto artistico, e l'indubbia bravura come attrice, sia leggera che drammatica.

Hollywood

A partire dal 1956 recita anche in inglese in produzioni statunitensi di rilievo, affiancata dalle più grandi star di Hollywood. "Approdando in America, trova davanti gli anni d'oro del cinema hollywoodiano con attrici del calibro di: Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Ingrid Bergman, Shirley Temple e tante altre".
È questo il periodo di film come Il ragazzo sul delfino, diretto da Jean Negulesco e prodotto dalla 20th Century Fox, in cui la Loren muove i suoi primi passi nella musica cantando un brano musicale; Orgoglio e passione a fianco di Frank Sinatra e Cary Grant, con il quale, lei stessa afferma, ebbe un breve flirt. Oppure Timbuctù con John Wayne, La chiave con William Holden, il western Il diavolo in calzoncini rosa con Anthony Quinn, Un marito per Cinzia, ancora con Cary Grant. Un autentico successo americano è anche Orchidea nera, del 1958, per la regia di Martin Ritt, uno dei suoi miglior film americani, che ottiene molte acclamazioni anche in Italia, facendo vincere a Sophia il suo primo David di Donatello e la Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia di quell'anno.
Viene diretta da Delbert Mann nel drammatico Desiderio sotto gli olmi. Qui la Loren interpreta il ruolo dell'italiana Anna Cabot con a fianco Anthony Perkins, il celebre serial killer di Psyco di Alfred Hitchcock.
Grazie a questi film e a tanti altri, Sophia Loren riuscì a imporsi e farsi amare dal pubblico statunitense e di tutto il mondo, competendo con le grandi star femminili dell'epoca di Hollywood.

Gli anni sessanta: il successo internazionale

Divisa tra Italia e Hollywood, interpreta innumerevoli film di successo con le più grandi star mondiali, diretta da registi quali Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Ettore Scola, Dino Risi, Mario Camerini, Charlie Chaplin, Sidney Lumet, George Cukor, Michael Curtiz, Anthony Mann e André Cayatte. In particolare con De Sica, con il quale gira otto film, forma un ideale sodalizio, spesso completato dalla presenza di Marcello Mastroianni.
Nel tempo va sempre più affermandosi come una vera icona del cinema italiano nel mondo; la definitiva consacrazione come attrice arriva con l'interpretazione del suo film-simbolo, La ciociara, diretto da Vittorio De Sica e prodotto dal marito Carlo Ponti. La parte di Cesira era stata offerta, in un primo momento, ad Anna Magnani, mentre la Loren avrebbe dovuto interpretare la figlia Rosetta, e la regia del film inizialmente era stata assegnata a George Cukor.
Ambientato negli anni della seconda guerra mondiale, il film è tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia. All'epoca Sophia Loren aveva solo 25 anni, quando inaspettatamente Vittorio De Sica le propose il ruolo di Cesira. Un personaggio semplice e popolano, ma costituito da una grande venatura drammatica, che lei riuscì a far emergere con straordinaria disinvoltura e naturalezza. Molteplici sono le scene emblematiche del film dove la Loren dimostra il suo straordinario istinto recitativo, come la scena dello stupro dentro una chiesa abbandonata, il momento del risveglio con l'abbraccio tragico di calore materno verso la figlia Rosetta pregante e uno sguardo intenso e commovente, oppure la scena simbolo in cui Cesira sfoga la propria rabbia per la violenza subita, cadendo a terra in un pianto straziante quanto liberatorio.
Questa interpretazione vale alla Loren il Premio Oscar, la Palma d'oro a Cannes, il BAFTA, il David di Donatello e il Nastro d'argento.
Nell'aprile dello stesso anno TIME le dedica una copertina con un'illustrazione di René Bouché.
Dopo il successo de La ciociara, Sophia vola in Spagna per girare il colossal El Cid, dove interpreta la bella Jimena, promessa sposa al leggendario condottiero El Cid Campeador, interpretato da Charlton Heston; nel cast figura anche Raf Vallone. Del seguente anno è l'indimenticabile ruolo di una procace Zoe, nell'episodio La riffa, diretta da Vittorio De Sica, in Boccaccio '70. Successivamente girerà per lo stesso De Sica altri ruoli d'inconfondibile bellezza e solarità.
Negli anni immediatamente successivi reciterà con Peter Sellers in La miliardaria, con Clark Gable in La baia di Napoli, con Paul Newman in Lady L e con Marlon Brando e Charlie Chaplin ne La contessa di Hong Kong.
Nel 1961 invece, veste i panni di Madame Sans-Gêne, il film, diretto da Christian-Jaque, è ispirato ad una commedia storica in tre atti scritta nel 1893 dai francesi Victorien Sardou, famoso drammaturgo, e da Émile Moreau, commediografo e sceneggiatore.

Il sodalizio con De Sica e Mastroianni

Del 1963 è Ieri, oggi, domani, in cui interpreta tre ruoli divenuti celebri: Adelina, una giovane napoletana venditrice di sigarette di contrabbando che per sfuggire al carcere cerca di rimanere incinta più volte possibile; il secondo episodio è Anna, una signora milanese che, insoddisfatta della propria vita, cerca una consolazione in un amore extra-coniugale; il terzo episodio, probabilmente il più celebre, è Mara, una prostituta romana che all'inizio cerca di sedurre un seminarista, ma poi comprende che dovrà aiutarlo nel suo cammino spirituale. Rimane nell'immaginario di tutti lo spogliarello che ci regala di fronte a un sognante Marcello Mastroianni. Per questi ruoli riceverà il David di Donatello come migliore attrice protagonista, mentre il film ottiene numerosi premi, tra cui il Premio Oscar come miglior film straniero nel 1965.
Del 1964 è invece Matrimonio all'italiana, tratto dalla commedia Filumena Marturano di Eduardo De Filippo. Vittorio De Sica le assegna un altro celebre personaggio, quello della prostituta Filumena, complesso e battagliero. Una donna che cerca di rifarsi una vita credendo all'amore di Domenico Soriano (interpretato da Marcello Mastroianni), e poi con ogni mezzo trova il modo per garantire un futuro ai suoi tre figli, che ha nascosto per tutta la vita, sposando "don Dummì". Un'eccellente interpretazione con celebri monologhi dove si evidenzia, soprattutto, l'istinto dell'essere madre e l'amore per i figli sopra ogni cosa. Per questo ruolo riceve una seconda nomination all'Oscar alla miglior attrice.
L'ultimo film, che vede protagonista la celebre coppia diretta da Vittorio De Sica, è I girasoli. Un'appassionata storia d'amore tra Giovanna e Antonio, che li vede felici e innamorati nella prima parte fino a quando la guerra li dividerà per sempre. Un altro ruolo intenso e drammatico in cui, questa volta, presta la sua energia nel ritrovare suo marito fino in Russia, dove è dato per disperso. Nel 1970 riceve un altro David di Donatello come miglior attrice protagonista.

Gli anni settanta

Nessun'attrice italiana ha mai raggiunto una così solida e duratura popolarità internazionale. Al successo professionale si aggiunge la gioia della maternità quando, dopo due tentativi sfortunati, nascono due figli: Carlo Jr. nel 1968 ed Edoardo nel 1973.
Nel 1971 è protagonista della commedia La mortadella di Mario Monicelli con Gigi Proietti e Danny DeVito (suo primo ruolo cinematografico). Dello stesso anno è il film La moglie del prete, diretta da un altro grande regista della commedia all'italiana Dino Risi, ancora una volta in coppia con Marcello Mastroianni. Nel 1972 veste i panni di una suora nella commedia di Alberto Lattuada Bianco, rosso e..., a fianco di Adriano Celentano.
Nel 1974 torna sul grande schermo con un ruolo drammatico e intenso, diretta per l'ultima volta dal grande regista che la rese celebre, Vittorio De Sica, in Il viaggio. Il film è tratto da una novella di Luigi Pirandello e come partner maschile è presente Richard Burton. Per questa interpretazione si aggiudica il suo quinto David di Donatello.
Del 1977 è il film Una giornata particolare del maestro Ettore Scola, in coppia con Marcello Mastroianni. Interpreta Antonietta, una madre di sei figli che trascorre la propria esistenza chiusa in casa, anche nel "giorno particolare" (il 3 maggio 1938, in cui Adolf Hitler visita la capitale italiana). Un personaggio fragile e sottile, che attraverso sguardi carichi di passione verso il suo inquilino Gabriele, e profondi silenzi, Sophia Loren fa emergere la disperazione di questa donna celata dietro conformismi nell'epoca del fascismo, tratteggiando, così, uno dei più riusciti personaggi della sua carriera, in uno dei più bei film del cinema italiano. Vince il sesto David di Donatello, nella ventiduesima edizione del premio.

Anni 1980 e anni 1990

« Per una carriera ricca di film memorabili che hanno dato maggiore lustro alla nostra forma d'arte. »
(Motivazione per l'Oscar alla carriera, Academy of Motion Picture Arts and Sciences)

Il 15 aprile del 1978, un'inchiesta della Guardia di Finanza coinvolse l'attrice e il marito Carlo Ponti: furono accusati di aver portato all'estero 10 miliardi di lire, con il paravento di film in coproduzione. Nel 1982, a seguito di vecchi problemi con il fisco italiano, viene persino incarcerata con l'accusa di frode fiscale restando per 17 giorni nel penitenziario di Pozzuoli. Nel 2013, la Corte di Cassazione ha escluso qualsiasi responsabilità della Loren, rilevando come la frode sia da attribuire al suo commercialista.
Per il resto gli anni ottanta si segnalano quasi esclusivamente per partecipazioni a produzioni televisive: Sophia: Her Own Story tv-movie autobiografico per la televisione americana tratto dal suo omonimo libro, Madre coraggio (1986), Mamma Lucia e il remake de La ciociara (1988), di Dino Risi: l'unica deludente eccezione è il film Qualcosa di biondo (1984) in cui recita accanto al figlio Edoardo.
Nel 1991 riceve il Premio Oscar alla carriera. A consegnare la statuina all'attrice è Gregory Peck, che a sua volta aveva ricevuto l'ambito premio dalla Loren nel 1963. L'attrice, visibilmente emozionata, ringrazia molte delle persone che l'hanno aiutata a diventare una grande attrice, come Vittorio De Sica e Federico Fellini, e anche all'interno della sua famiglia.
Il 29 marzo del 1993, insieme al suo partner di scena per eccellenza, Marcello Mastroianni, annuncia e consegna l'Oscar alla carriera a Federico Fellini.

Le impronte di Sophia Loren sul piazzale del Grauman's Chinese Theatre, Los Angeles (California)
Nel 1994 Robert Altman l'ha voluta in Prêt à porter, ultimo film interpretato al fianco di Mastroianni: trent'anni dopo replica, con arguta ironia, lo spogliarello per Marcello Mastroianni di Ieri, oggi e domani. Per l'interpretazione fu candidata a un Golden Globe. L'anno successivo è stata la partner di Jack Lemmon e Walter Matthau in That's Amore - Due improbabili seduttori, mentre nel 1997 ha interpretato la mamma di un ragazzo ebreo che vuol diventare comunista in Soleil di Roger Hanin.
Nel 1999 è Sofia Loren a consegnare l'Oscar al miglior film straniero a Roberto Benigni. Memorabile la scena in cui, al grido dell'attrice "And the Oscar goes to... Robberto", l'attore raggiunge il palco dell'Academy camminando sugli schienali delle poltrone.

Dagli anni 2000

Verso la fine del 2001, viene scelta come testimonial per la campagna pubblicitaria "L'ultima buona azione della Lira".
Nel 2002 è stata la protagonista di Cuori estranei, diretta dal figlio Edoardo Ponti, e nel 2004 di Peperoni ripieni e pesci in faccia di Lina Wertmüller: ma i maggiori successi li riscontra con le fiction Francesca e Nunziata (2001), sempre di Lina Wertmüller, recitando accanto a Claudia Gerini e Raul Bova e La terra del ritorno (2004), in coppia con Sabrina Ferilli.
Ha preso parte allo spot pubblicitario della TIM, insieme a Christian De Sica e a Elisabetta Canalis, interpretando una suora.
Nel 2006 ha posato per il Calendario Pirelli 2007. Nel febbraio 2007 esce il film Saturno contro di Ferzan Özpetek, la cui colonna sonora contiene la traccia Zoo be zoo be zoo interpretata da Sophia.
Il 22 febbraio 2009, durante la notte degli Oscar, ha premiato, insieme ad altre attrici, la vincitrice della statuetta nella categoria di miglior attrice protagonista, Kate Winslet. Infine, sempre nel 2009, dopo diversi anni di assenza dalla cinematografia, è chiamata da Rob Marshall per interpretare la madre del protagonista in Nine, omaggio musical a 8½ di Fellini.
Nel 2010 torna in TV come protagonista della miniserie La mia casa è piena di specchi, ispirata al romanzo autobiografico della sorella Maria Scicolone. Sophia interpreta sua madre Romilda. Nel 2011 per la prima volta nella sua carriera doppia il film d'animazione Disney-Pixar Cars 2, dove ha il ruolo di Mamma Topolino.
Il 4 maggio 2011 l'Academy di Los Angeles ha voluto celebrare la carriera dell'attrice italiana con una serata a lei interamente dedicata. Personaggi come Billy Crystal, John Travolta, Christina Ricci, Joe Camp, Eva Mendes hanno partecipato alla serata per ripercorrere insieme a lei la sua lunga carriera con documenti tratti dai suoi film al Samuel Goldwyn Theater di Beverly Hills.

Sophia Loren nel 2014 durante il Festival di Cannes.
Nel 2015 per i suoi 80 anni pubblica un'autobiografia dal titolo Ieri, oggi e domani. La mia vita, edita da Rizzoli. Nel 2016 è protagonista dello spot di Dolce e Gabbana, diretto da Giuseppe Tornatore e con la musica di Ennio Morricone.
Risiede a Ginevra.

Premi e riconoscimenti

Tra i riconoscimenti ricevuti figurano la Coppa Volpi, vinta nel 1958 per Orchidea nera di Martin Ritt, il premio per la migliore interpretazione al Festival di Cannes nel 1960 per La ciociara, il BAFTA quale attrice internazionale dell'anno e il già citato Oscar nel 1962 per La ciociara.
Nel 1991, in Francia, è stata insignita della Legion d'Onore; lo stesso anno le è stato assegnato l'Oscar alla carriera. Nel 1994 ha ottenuto anche l'Orso d'oro alla carriera al festival di Berlino. Nel 1997 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro l'ha insignita del titolo di Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana.
Nel 1998 ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia e il Globo d'oro alla carriera che le viene assegnato dalla stampa estera in Italia. La star internazionale però era assente a causa di problemi di salute e a ritirare il premio al Lido c'erano il marito Carlo Ponti e i suoi due figli.
Il 10 febbraio 2006 ha partecipato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 portando, per la prima volta nella storia, insieme ad altre 7 celebri donne, la bandiera olimpica. Il 20 ottobre 2007 riceve il Premio Campidoglio a Roma. Il 21 maggio 2009 entra nel Guinness dei Primati come l'attrice italiana più premiata al mondo.

Vita privata

Le residenze

Agli inizi degli anni cinquanta Sophia vive a Roma, in via Cosenza prima e in via Ugo Balzani poi. Tra il 1955 e il 1960 ha vissuto con Carlo Ponti in un appartamento di Palazzo Colonna, in via del Teatro di Marcello. Dal 1960 al 1977 ha vissuto insieme al marito a Marino, nella settecentesca "Villa Sara", ex residenza dei marchesi Gabrielli, con 50 stanze, foresteria, pinacoteca, casino di caccia, cinema, cappella privata, maneggio, voliera e una piscina circondata da un parco di 20 ettari, acquistata e ristrutturata da Ponti negli anni cinquanta. La villa, dopo anni di abbandono, è stata venduta nel 2003 all'imprenditore Antonio Angelucci. Nel 1977 la Loren, a causa dei problemi del marito con la finanza, si trasferisce con la famiglia in California. Nel 2007 la coppia vende la villa californiana per 9 milioni di dollari e si trasferisce definitivamente a Ginevra, in rue Charles-Bonnet, dove l'attrice vive. La Loren possiede inoltre un appartamento nell'esclusiva Trump World Tower di New York.

Matrimonio e discendenza

Sophia Loren incontrò Carlo Ponti nel 1950, quando lei era ancora quindicenne e lui aveva 37 anni. Ponti era ancora ufficialmente sposato con Giuliana Fiastri, con la quale si era unito in matrimonio nel 1946 e dalla quale aveva già avuto due figli: Guendalina (1951) e Alexandre (1953). Nel 1956 Ponti si recò in Messico, ove ottenne il divorzio da Giuliana e il 17 settembre 1957 sposò Sophia per procura. Ponti non rientrò in Italia, per evitare l'accusa di bigamia (allora in Italia il divorzio non era consentito), lavorando ad Hollywood. Nel 1960 lui e la Loren tornarono in Italia e furono accusati di bigamia, ma negarono di essere uniti in matrimonio.
Nel 1962 il primo matrimonio di Ponti fu annullato, evitando così alla nuova coppia l'accusa di bigamia. Nel 1965, Ponti ottenne il divorzio da Giuliana in Francia, permettendogli così di sposare la Loren il 9 aprile 1966 a Sèvres.[9]
Ponti e la Loren ottennero la cittadinanza francese grazie all'intervento del Presidente Georges Pompidou.] Carlo e Sofia ebbero due figli:
Carlo Ponti, Jr. (1968), divenuto direttore d'orchestra, che ha sposato la violinista Andrea Meszaros, dalla quale ha avuto due figli: Vittorio Leone e Beatrice Lara;
Edoardo Ponti (1973), regista, sceneggiatore e produttore cinematografico, che ha sposato l'attrice Sasha Alexander, dalla quale ha avuto due figli: Lucia Sofia e Leonardo Fortunato.
Sofia rimase sposata a Carlo Ponti fino al decesso di quest'ultimo, avvenuto il 10 gennaio 2007, a causa di complicazioni polmonari.
Negli anni sessanta ha avuto, per sua stessa ammissione, un flirt con Cary Grant.

La collezione d'arte

Carlo Ponti e Sophia Loren sono stati importanti collezionisti d'arte. La collezione Ponti-Loren comprende oltre 150 opere, tra cui lavori di Matisse, Cézanne, Picasso, Braque, Dalí, Canaletto, Renoir, De Chirico, Balla, Magritte, Kokoschka e numerosi reperti archeologici.[17] Nel 2007 un quadro di Francis Bacon appartenente alla collezione viene venduto dall''Acquavella Galleries di New York per più di 15 milioni di dollari. Nello stesso anno la Loren mette all'asta da Christie's a Londra un altro quadro di Bacon del 1956, Study for Portrait II, venduto per 14 milioni e 200 mila euro.

Omaggi

Bob Dylan la cita nel suo brano I Shall Be Free.
Sergio Endrigo le ha dedicato la canzone Sophia, pubblicata su 45 giri nel 1969.
La cantante Mirella Felli nel 1991, l'ha omaggiata con la canzone Sofia, tratta dall'album Storie Scomode.
Il cantante Gigi D'Alessio ha scritto e interpretato una canzone dedicata a lei intitolata Donna Sofì.
Il racconto lungo Romagna a mano armata contenuto nell'omonima raccolta di racconti noir dello scrittore Enrico Teodorani si apre con uno dei personaggi che sogna Sophia Loren.
Davide Van De Sfroos la cita nella sua canzone Grand Hotel.
Il personaggio Disney di Amelia è parzialmente ispirato a Sophia Loren.
Il cantante J-Ax la cita nella sua canzone Miss&Mr Hyde come esempio di bellezza che dura più di una stagione.


Galleria fotografica


Filmografia

Cinema

Cuori sul mare, regia di Giorgio Bianchi (1950) - come Sofia Scicolone
Il voto, regia di Mario Bonnard (1950) - come Sofia Scicolone
Tototarzan, regia di Mario Mattoli (1950) - come Sofia Lazzaro
Le sei mogli di Barbablù, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1950) - come Sofia Lazzaro
Luci del varietà, regia di Federico Fellini e Alberto Lattuada (1950) - come Sofia Lazzaro
Lebbra bianca, regia di Enzo Trapani (1951) - come Sofia Scicolone
Io sono il Capataz, regia di Giorgio Simonelli (1951) - come Sophia Lazzaro
Milano miliardaria, regia di Vittorio Metz, Marcello Marchesi e Marino Girolami (1951) - come Sofia Lazzaro
Quo vadis?, regia di Mervyn LeRoy (1951) - non accreditata
Il padrone del vapore, regia di Mario Mattoli (1951) - come Sophia Lazzaro
Il mago per forza, regia di Vittorio Metz, Marcello Marchesi e Marino Girolami (1951) - come Sofia Lazzaro
Era lui... sì! sì!, regia di Vittorio Metz, Marcello Marchesi e Marino Girolami (1951) - come Sofia Lazzaro
Anna, regia di Alberto Lattuada (1951) - come Sofia Lazzaro
È arrivato l'accordatore, regia di Duilio Coletti (1952) - come Sofia Lazzaro
Il sogno di Zorro, regia di Mario Soldati (1952) - come Sofia Lazzaro
La favorita, regia di Cesare Barlacchi (1952) - come Sofia Lazzaro
La tratta delle bianche, regia di Luigi Comencini (1952) - come Sofia Lazzaro
Africa sotto i mari, regia di Giovanni Roccardi (1953)
Aida, regia di Clemente Fracassi (1953)
Ci troviamo in galleria, regia di Mauro Bolognini (1953)
La domenica della buona gente, regia di Anton Giulio Majano (1953)
Un giorno in pretura, regia di Steno (1953)
Carosello napoletano, regia di Ettore Giannini (1954)
Il paese dei campanelli, regia di Jean Boyer (1954)
Due notti con Cleopatra, regia di Mario Mattoli (1954)
Tempi nostri - Zibaldone n. 2, regia di Alessandro Blasetti (1954)
Miseria e nobiltà, regia di Mario Mattoli (1954)
Pellegrini d'amore, regia di Andrea Forzano (1954)
Attila, regia di Pietro Francisci (1954)
L'oro di Napoli, regia di Vittorio De Sica (1954)
Peccato che sia una canaglia, regia di Alessandro Blasetti (1954)
La donna del fiume, regia di Mario Soldati (1954)
Il segno di Venere, regia di Dino Risi (1955)
La bella mugnaia, regia di Mario Camerini (1955)
Pane, amore e..., regia di Dino Risi (1955)
La fortuna di essere donna, regia di Alessandro Blasetti (1955)
Il ragazzo sul delfino (Boy on a Dolphin), regia di Jean Negulesco (1957)
Orgoglio e passione (The Pride and the Passion), regia di Stanley Kramer (1957)
Timbuctù (Legend of the Lost), regia di Henry Hathaway (1957)
Desiderio sotto gli olmi (Desire Under the Elms), regia di Delbert Mann (1958)
La chiave (The Key), regia di Carol Reed (1958)
Orchidea nera (The Black Orchid), regia di Martin Ritt (1958)
Un marito per Cinzia (Houseboat), regia di Melville Shavelson (1958)
Quel tipo di donna (That Kind of Woman), regia di Sidney Lumet (1959)
Il diavolo in calzoncini rosa (Heller in Pink Tights), regia di George Cukor (1960)
Olympia (A Breath of Scandal), regia di Michael Curtiz (1960)
La baia di Napoli (It Started in Naples), regia di Melville Shavelson (1960)
La miliardaria (The Millionairess), regia di Anthony Asquith (1960)
La ciociara, regia di Vittorio De Sica (1960) Oscar mini icon.png
El Cid, regia di Anthony Mann (1961)
Madame Sans-Gêne, regia di Christian-Jaque (1961)
Boccaccio '70, episodio La riffa, regia di Vittorio De Sica (1962)
Il coltello nella piaga (Le couteau dans la plaie), regia di Anatole Litvak (1962)
I sequestrati di Altona, regia di Vittorio De Sica (1962)
Ieri, oggi, domani, regia di Vittorio De Sica (1963)
Matrimonio all'italiana, regia di Vittorio De Sica (1964)
La caduta dell'impero romano (The Fall of the Roman Empire), regia di Anthony Mann (1964)
Operazione Crossbow (Operation Crossbow), regia di Michael Anderson (1965)
Lady L, regia di Peter Ustinov (1965)
Judith, regia di Daniel Mann (1966)
Arabesque, regia di Stanley Donen (1966)
La contessa di Hong Kong (A Countess from Hong Kong), regia di Charlie Chaplin (1967)
C'era una volta..., regia di Francesco Rosi (1967)
Questi fantasmi, regia di Renato Castellani (1967)
I girasoli, regia di Vittorio De Sica (1970)
La moglie del prete, regia di Dino Risi (1970)
La mortadella, regia di Mario Monicelli (1971)
Bianco, rosso e..., regia di Alberto Lattuada (1972)
L'uomo della Mancha (Man of La Mancha), regia di Arthur Hiller (1972)
Il viaggio, regia di Vittorio De Sica (1974)
L'accusa è: violenza carnale e omicidio (Verdict), regia di André Cayatte (1974)
La pupa del gangster, regia di Giorgio Capitani (1975)
Cassandra Crossing (The Cassandra Crossing), regia di George Pan Cosmatos (1976)
Una giornata particolare, regia di Ettore Scola (1977)
Angela, regia di Boris Sagal (1978)
Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici, regia di Lina Wertmüller (1978)
Obiettivo Brass (Brass target), regia di John Hough (1978)
Bocca da fuoco (Firepower), regia di Michael Winner (1979)
Prêt-à-Porter, regia di Robert Altman (1994)
That's Amore - Due improbabili seduttori (Grumpier Old Men), regia di Howard Deutch (1995)
Soleil, regia di Roger Hanin (1997)
Cuori estranei (Between Strangers), regia di Edoardo Ponti (2002)
Peperoni ripieni e pesci in faccia, regia di Lina Wertmüller (2004)
Nine, regia di Rob Marshall (2009)
Voce umana (mediometraggio), regia di Edoardo Ponti (2013)

Televisione

Breve incontro (Brief Encounter), regia di Alan Bridges (1974) - Film TV
Qualcosa di biondo, regia di Maurizio Ponzi (1984) - Film TV
Madre Coraggio (1986) - Film TV
Mamma Lucia, regia di Stuart Cooper (1988) - miniserie TV
La ciociara, regia di Dino Risi (1989) - miniserie TV
Sabato, domenica e lunedì, regia di Lina Wertmüller (1990) - Film TV
Francesca e Nunziata, regia di Lina Wertmüller (2001) - Film TV
La terra del ritorno, regia di Jerry Ciccoritti (2004) - Film TV
La mia casa è piena di specchi, regia di Vittorio Sindoni (2010) - Miniserie TV

Doppiaggio

Cars 2 regia di Brad Lewis e John Lasseter (2011) - film d'animazione (doppiatrice)

Film e documentari su Sophia Loren

Le dee dell'amore (The Love Goddesses) documentario di Saul J. Turell - filmati di repertorio (1965)
Sophia: Ieri, Oggi, Domani, regia di Massimo Ferrari - documentario (2007)

Discografia

Album

1960 - Peter and Sophia (Parlophone, LP) con Peter Sellers
1963 - Poesie di Salvatore Di Giacomo (CAM, LP)
1972 - Man Of La Mancha (United Artists Records, LP) con Mitch Leigh, Joe Darion, Peter O'Toole e James Coco

Raccolte

1992 - Le canzoni di Sophia Loren (CGD, 2xCD)
2006 - Secrets Of Rome (Traditional Line, CD)
2009 - Τι Είναι Αυτό Που Το Λένε Αγάπη - Το Παιδί Και Το Δελφίνι (Δίφωνο, CD)

Singoli

1957 - S'agapò/Paola Orlandi Adoro te (RCA Italiana, 45N 0585, 7")
Che m'e'mparato a fà/I wanna a guy (RCA, A25V-0473, 10" a 78 giri)
Addio amore (Polydor, 2050012, 7")

Doppiatrici italiane

«La Loren quando recitava in inglese trascurava di doppiarsi per la versione italiana. [...] Simoneschi e Savagnone, straordinarie professioniste, hanno saputo capitalizzare al meglio la recitazione "corporea" della Loren, ma la decisione di quest'ultima appare sinceramente discutibile, e pretestuose le addotte difficoltà nel recarsi in Italia per le grane giudiziarie conseguenti al matrimonio per procura celebrato in Messico con Carlo Ponti, già sposato e quindi accusato di bigamia»

Sophia Loren è stata doppiata dalle seguenti doppiatrici:

Lydia Simoneschi in: Orchidea Nera, Timbuctù, Orgoglio e passione, Un marito per Cinzia, Il diavolo in calzoncini rosa, Desiderio sotto gli olmi (ridoppiato), Quel tipo di donna, Olympia, La chiave, Il paese dei campanelli, Due notti con Cleopatra (solo nel ruolo di Cleopatra), Attila
Rita Savagnone in: Lady L, Judith, Operazione Crossbow, Arabesque, La contessa di Hong Kong, Cassandra Crossing, Obiettivo Brass, L'uomo della Mancha, Bocca da fuoco
Rosetta Calavetta in Pellegrini d'amore
Miranda Bonansea in Due notti con Cleopatra (solo nel ruolo di Nisca)
Micaela Giustiniani in La tratta delle bianche
Adriana De Roberto in La domenica della buona gente
Renata Marini in Africa sotto i mari
Clara Bindi in Ci troviamo in galleria
Palmira Vitali Marini in La favorita
Renata Tebaldi in Aida
Serena Spaziani in Desiderio sotto gli olmi (ridoppiaggio)
Rita Savagnone la doppiò anche in C'era una volta, poiché sembrava che la Loren non potesse tornare in tempo in Italia per eseguire da sé il lavoro, poi però riuscì ad autodoppiarsi, così che il film uscisse nelle sale tutto doppiato con la voce della Loren: a quel punto la versione con la Savagnone è stata cestinata.