Stefano Pittaluga

Stefano Pittaluga

(Campomorone, 2 febbraio 1887 – Roma, 5 aprile 1931) è stato un produttore cinematografico italiano.

Biografia

Originario di Campomorone, località dell'interno alle pendici degli Appennini limitrofa al Comune di Genova, fu un giovane distributore ed il primo tycoon italiano: a partire dal 1913, inizio della sua attività, fino al 1930, portò la SASP (la sua società) ad avere il controllo di circa duecento sale cinematografiche.
Al tempo del cinema muto, fu uno dei fautori e sostenitore del cinema sonoro, tanto è vero che inserì nelle sue sale marchingegni per far udire l'audio, suggerendo sul piano legislativo meccanismi a sostegno del cinema nazionale.
Nel 1929 Pittaluga entrò come socio degli stabilimenti cinematografici della Cines, rilevandone una fetta importante l'ottanta per cento delle azioni. Tra le sue produzioni cinematografiche si ricorda il film: La canzone dell'amore (1930) di Gennaro Righelli, primo film sonoro italiano e i film della commedia leggera di registi quali Guido Brignone e Goffredo Alessandrini oltre che le prime innovative prove di Alessandro Blasetti e Mario Camerini.
Blasetti, nell'epitaffio su Il Tevere del 7 aprile 1931, così scrisse[1]:
« Stefano Pittaluga non si sostituisce. Ma non c'è bisogno di sostituirlo. Egli non ci ha lasciato di fronte ad una dura posizione da conquistare. L'ha conquistata - purtroppo con il sacrificio della sua vita - e ce l'ha consegnata con un solo compito, con un solo dovere: non disertarla, saperla difendere. La sua azienda, da lui controllata fino all'ultimo respiro, in ogni pietra ed in ogni uomo, è un organismo vivo e vitale creato dalla sua intelligenza vigile di industriale e di commerciante, dalla sua solida capacità organizzativa, dalla sua indiscutibile conoscenza delle materie e degli uomini». »
A Genova una sala cinematografica di corso Buenos Aires è stata a lungo intitolata a lui, prima di cambiare nome in Odeon. A seguito dell'ultima ristrutturazione nel 2003, l'attuale gestore ha ribattezzato le due sale ora in funzione "sala Pitta" e "sala Luga" in omaggio al personaggio che tanto diede al cinema italiano delle origini.
È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

Filmografia

Villa Falconieri, regia di Richard Oswald (1928)


Il primo provino cinematografico Totò lo realizzò, senza successo, per la Pittaluga Film


 

Stefano Pittaluga. Profilo professionale

Gli anni 20 del 1900 furono un periodo di profonda crisi per il cinema italiano, la produzione di film diminuì sempre di più; dai 144 del 1922 ai 38 del 1925, agli 8 del 1930 fino a toccare nel 1931 la quota minima di 2 sole pellicole realizzate in Italia.
I principali motivi di tale flessione si potevano così riassumere:
- l'elevata tassazione sui ricavi derivanti dagli spettacoli (il 60% del prezzo del biglietto)
- i salari esagerati pagati alle attrici ed agli attori più famosi ancora ancorati ai fasti del precedente periodo d'oro
- gli elevati costi di produzione legati alla scelta di realizzare film storici che richiedevano scenografie grandiose e centinaia di comparse (e che ormai non riscuotevano più il gradimento del pubblico)
- la crisi dell'esportazione sui mercati esteri che non apprezzavano più il tipo di film realizzati in Italia
Le grandi banche erano restie a finanziare il settore perchè mancavano figure di spicco, veri e propri industriali ,al pari di quelli nordamericani, in grado di capire i gusti del pubblico e rilanciare il settore con idee nuove mentre abbondavano i semplici distributori che acquistavano e vendevano pellicole realizzate da altri, soprattutto all'estero.
Alla fine degli anni 20 del 1900 sulla scena della cinematografia italiana si era consolidata la figura di Stefano Pittaluga e della sua società (SASP = Società Anonima Stefano Pittaluga).
Nato in provincia di Genova nel 1887, iniziò la propria attività nel 1913 e da Genova, a partire dal 1924, cominciò ad espandere la propria influenza raggiungendo una grande visibilità:
- divenne, dal 1926, distributore esclusivo in Italia delle case cinematografiche americane Universal, Warner Bros. e First National
- la sua società arrivò a possedere circa 200 delle 2500 sale cinematografiche attive in quel periodo,molte delle quali attrezzate per la proiezione di film sonori.
- in una delle sue sale venne proiettato nel 1929 il primo film sonoro proveniente dagli USA (The Jazz Singer) presentato in Italia con il titolo “Il cantante di jazz”
Nel 1929 Pittaluga acquisì la maggioranza nella proprietà della storica società romana di produzione CINES e nei teatri di posa di questa venne realizzato il primo film sonoro italiano,”La Canzone dell'Amore”, liberamente tratto da una novella di Pirandello (“In silenzio”) e presentato al Supercinema di Roma il 7 ottobre 1930.
Nel 1930 la società di Pittaluga, sommando i film prodotti direttamente a quelli distribuiti, controllava l'80% del mercato cinematografico nazionale.
In quegli anni in Italia si sentirono in modo dirompente gli effetti della crisi economica iniziata negli Stati Uniti nel 1929; le più importanti banche nazionali (Banca Commerciale Italiana, Credito Italiano, Banco di Roma) entrarono in crisi poiché gli agrari e gli industriali italiani non riuscivano ad onorare i prestiti di denaro ricevuti, molte aziende fallirono ed anche le banche erano in pericolo.
Anche l'industria cinematografica venne coinvolta, in particolare il gruppo che faceva capo a Stefano Pittaluga che, già colpito dalla improvvisa morte del titolare e fondatore avvenuta nell'aprile del 1931, vedeva ora la crisi del vero proprietario del gruppo ovvero la Banca Commerciale Italiana che deteneva circa l'80% delle azioni.
Nel 1935 un incendio distrusse i teatri di posa della Cines che, anche dopo la morte di Pittaluga, continuava ad essere la più importante casa produttrice di film.

Rivista contenente la recensione del film "la Canzone dell'Amore" (museo del cinema di Torino)

Un numero della rivista "Pittaluga Films" (dal sito del Museo del cinema di Torino)

Fonte: bencinistory.altervista.org


 

Rivista "Cinema" del 31 gennaio 1953 - Stefano Pittaluga