Steno (Stefano Vanzina)

steno 2Roma, 19 gennaio 1915 – Roma, 13 marzo 1988

Quando con Monicelli abbiamo fatto Totò cerca casa abbiamo trovato la stessa troupe che aveva lavorato ne L'imperatore di Capri di Comencini, entrambi i film erano prodotti da Ponti. Clemente Fracassi, che era il direttore di produzione, ci ha fatto trovare la stessa troupe, e ci ha detto: "A Totò gli dà la spinta, gli dà la carica se dopo ogni inquadratura c'è l'applauso della troupe che ride". Era ancora legato al fatto teatrale. Erano un po' i primi film di Totò che si facevano, ci siamo trovati di fronte al problema di adattare il mezzo cineematografico a Totò, alla sua comicità. È lì che è nato questo tipo di regia che abbiamo fatto con Monicelli; le facevano già Bragaglia e Mattoli, e poi l'hanno fatta anche altri, più o meno. Quelli che hanno lavorato di più con Totò sapevano che ci si doveva adattare a Totò, si doveva valorizzare Totò, i film eran fatti per Totò.
Siamo stati un po' i primi, con Mattoli e Bragaglia, ad adattare il mezzo cinematografico a Totò. "Totò cerca casa" è nato dai fumetti disegnati da Attalo un noto disegnatore umoristico a cui si è ispirato anche Fellini: "La famiglia Sfollatini" era una famiglia che cercava sempre casa e non riusciva a trovarla. Scrivemmo il soggetto con Vittorio Metz, collaborai anche alla sceneggiatura. "Totò cerca casa" nacque così da un problema di attualità, ma anche da queste vignette di Attalo. Totò era molto istintivo, conosceva bene il suo personaggio ma forse ignorava la sua forza drammatica. Quando gli facemmo leggere la sceneggiatura di "Guardie e ladri" ci disse: "È bellissima, ma io cosa c'entro, io non posso farlo, questo è un film per Fabrizi". Gli dicemmo: "Ma guarda che puoi fare una cosa formidabile". "Guardie e ladri" è stato un po' diverso dagLI altri film, è stata una delle prime volte che Totò ha lavorato con un altro attore importante, e anche la regia è stata più attenta, più presente.
Adattare il mezzo cinematografico a Totò non era sempre facilissimo, anche perché lui stesso non sapeva quali erano le sue possibilità cinematografiche Eravamo all'inizio. Dopo si è capito, lo ha capito meglio anche lui, ma all'inizio era una scoperta. Totò diceva sempre che alla mattina non si può far ridere per contratto alla mattina non lavorava. Così non riuscivamo a fare gli esterni. Il pezzo dell'inseguimento di "Guardie e ladri" ci abbiamo messo quindici giorni a farlo, non arrivavano mai né lui né Fabrizi. Alla fine ha capito che doveva venire alla mattina e doveva correre, anche se di solito non correva mai. Era mezzo assonnato, ma è venuto alla mattina e si è messo a correre. - Steno

Estratti dalle serie televisive prodotte dalla RAI "Il Pianeta Totò", ideata e condotta da Giancarlo Governi, trasmessa in tre edizioni diverse - riviste e corrette - a partire dal 1988 e "Totò un altro pianeta" speciale in 15 puntate trasmesso nel 1993 su Rai Uno e curato da Giancarlo Governi.


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Figlio di Alberto Vanzina, giornalista del Corriere della Sera emigrato in Argentina in gioventù e di Giulia Boggio, a tre anni rimase orfano del padre con la famiglia che versava in gravi difficoltà economiche. Completò gli studi liceali e si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza non terminando gli studi universitari. Diplomatosi scenografo all’Accademia di Belle Arti, entrò al Centro Sperimentale di Cinematografìa e iniziò a disegnare caricature, vignette e articoli umoristici adottando lo pseudonimo di Steno (che utilizzerà anche al cinema tranne in due occasioni nelle quali si firmò col suo vero nome) in omaggio ai romanzi di Flavia Steno, dapprima alla Tribuna Illustrata, quindi entrando nella redazione del celebre giornale umoristico Marc'Aurelio, vera fucina di nomi in seguito importanti come Marcello Marchesi e Federico Fellini dove rimase per cinque anni, scrivendo nel medesimo tempo anche copioni radiofonici e testi per il teatro di avanspettacolo.
Da lì le porte del cinema si aprirono grazie a Mario Mattòli, che lo vuole come sceneggiatore, gagman e spesso aiuto regista in molti suoi film, scrivendo copioni anche per Simonelli, Bragaglia, Freda e Borghesio, oltre ad apparire come attore in due film. Nel 1949, con Al diavolo la celebrità fece il suo esordio alla regìa dirigendo otto film in collaborazione con Mario Monicelli, già suo fedele compagno di sceneggiature sin dall'immediato dopoguerra. A partire dal 1952, con Totò a colori firmò da solo le sue pellicole.
Nei trenta anni seguenti, specializzatosi nel prediletto cinema comico, diresse un grande numero di film che ottennero spesso strepitosi successi con tutti gli attori cari al grande pubblico, tra i quali quelli più grandi, Totò e Alberto Sordi, ma anche Aldo Fabrizi, Renato Rascel, le coppie Tognazzi-Vianello e Franchi-Ingrassia, Johnny Dorelli, Lando Buzzanca, Gigi Proietti, Enrico Montesano, Renato Pozzetto, Paolo Villaggio e Diego Abatantuono, nonché attrici celebri del calibro di Marisa Allasio, Sylva Koscina, Edwige Fenech, Ornella Muti e tante altre. I titoli dei film da lui diretti hanno giustamente segnato un'epoca. Regista ironico e, a volte, dissacrante, subì nel 1954 anche una clamorosa disavventura censoria con la commedia "galante" Le avventure di Giacomo Casanova, ritirata dagli schermi e rimessa in circolazione dopo numerosi tagli. Una versione restaurata di questa pellicola è stata presentata in una sezione collaterale della 62° Mostra del Cinema di Venezia.
Negli anni settanta e ottanta ottenne ancora consensi con il notevole La polizia ringrazia, capostipite della serie definita "poliziottesca", e dirigendo Bud Spencer nei quattro film della serie di "Piedone" e nei sei film per la televisione della serieBig Man lasciati incompiuti a causa della sua improvvisa scomparsa. Il suo ultimo lavoro per il grande schermo fu lo sfortunato Animali metropolitani, impietoso pamphlet sulle brutture della edonistica società italiana della fine degli anni '80, uscito tre mesi dopo la sua morte e prontamente ritirato dalle sale per assenza di pubblico.
Sposato con Maria Teresa Nati, ebbe da lei due figli entrati con successo nel mondo del cinema: Enrico come sceneggiatore, Carlo come regista e produttore.
Nel 2008, vent'anni dopo la sua scomparsa, viene presentato alla Festa del Cinema di Roma il documentario a lui dedicato Steno, genio gentile.

Steno


Galleria fotografica


Foto: Getty Images


Filmografia

Regista
 

Al diavolo la celebrità (1949) (co-regìa Mario Monicelli, anche soggetto e sceneggiatura)
Totò cerca casa (1949) (co-regìa Mario Monicelli, anche soggetto e sceneggiatura)
Vita da cani (1950) (co-regìa Mario Monicelli, anche soggetto e sceneggiatura)
È arrivato il cavaliere (1950) (co-regìa Mario Monicelli, anche sceneggiatura)
Guardie e ladri (1951) (co-regìa Mario Monicelli, anche sceneggiatura)
Totò e i re di Roma (1951) (co-regìa Mario Monicelli, anche soggetto e sceneggiatura)
Totò e le donne (1952) (co-regìa Mario Monicelli, anche sceneggiatura; in realtà diretto da solo)
Le infedeli (1952) (co-regìa Mario Monicelli, anche sceneggiatura; in realtà diretto soltanto da Monicelli)
Totò a colori (1952) (anche soggetto e sceneggiatura)
L'uomo, la bestia e la virtù (1953) (anche sceneggiatura)
Cinema d'altri tempi (1953) (anche soggetto, sceneggiatura e attore)
Un giorno in pretura (1953) (anche sceneggiatura)
Un americano a Roma (1954) (anche soggetto e sceneggiatura)
Le avventure di Giacomo Casanova (1954) (anche soggetto e sceneggiatura)
Piccola posta (1955) (anche soggetto e sceneggiatura)
Mio figlio Nerone (1956) (anche sceneggiatura)
Femmine tre volte (1957) (anche attore)
Susanna tutta panna (1957)
Mia nonna poliziotto (1958) (anche sceneggiatura)
Guardia, ladro e cameriera (1958) (anche soggetto e sceneggiatura)
Totò nella luna (1958) (anche soggetto e sceneggiatura)
Totò, Eva e il pennello proibito (1959)
I tartassati (1959) (anche sceneggiatura)
Tempi duri per i vampiri (1959)
Un militare e mezzo (1960) (anche sceneggiatura)
Letto a tre piazze (1960) (anche sceneggiatura)
A noi piace freddo...! (1960) (anche soggetto e sceneggiatura)
Psycosissimo (1960) (anche soggetto e sceneggiatura)
I moschettieri del mare (1961) (anche soggetto)
La ragazza di mille mesi (1961) (anche sceneggiatura)
I due colonnelli (1962)
Totò diabolicus (1962) (anche attore)
Copacabana Palace (1962) (girato in Brasile)
Totò contro i quattro (1963)
Gli eroi del West (1963) (anche soggetto e sceneggiatura)
Letti sbagliati (1964)
I gemelli del Texas (1964)
Un mostro e mezzo (1964) (anche sceneggiatura)
Amore all'italiana (1965) (anche soggetto e sceneggiatura)
Rose rosse per Angelica (1965) (anche sceneggiatura)
La feldmarescialla (1966)
Arriva Dorellik (1967)
Capriccio all'italiana (1968) (episodio Il mostro della domenica, anche soggetto e sceneggiatura)
Il trapianto (1969) (anche sceneggiatura)
Cose di Cosa Nostra (1970) (anche soggetto e sceneggiatura)
Il vichingo venuto dal sud (1971) (anche soggetto e sceneggiatura)
La polizia ringrazia (1971) (anche soggetto e sceneggiatura, firmato col suo vero nome)
Il terrore con gli occhi storti (1972) (anche sceneggiatura)
L'uccello migratore (1972)
Anastasia mio fratello ovvero il presunto capo dell'Anonima Assassini (1973) (firmato col suo vero nome)
Piedone lo sbirro (1973)
La poliziotta (1974)
Piedone a Hong Kong (1974) (anche sceneggiatura)
Il padrone e l'operaio (1975)
Febbre da cavallo (1976) (anche sceneggiatura)
L'Italia s'è rotta (1976) (anche soggetto e sceneggiatura)
Tre tigri contro tre tigri (1977) (co-regìa Sergio Corbucci)
Doppio delitto (1977)
Piedone l'africano (1978)
Amori miei (1978)
Dottor Jekyll e gentile signora (1979) (anche sceneggiatura)
La patata bollente (1979) (anche sceneggiatura)
Piedone d'Egitto (1980) (anche sceneggiatura)
Fico d'India (1980) (anche soggetto)
Quando la coppia scoppia (1981) (anche sceneggiatura)
Il tango della gelosia (1981) (anche sceneggiatura)
Dio li fa e poi li accoppia (1982)
Banana Joe (1982) (anche sceneggiatura)
Sballato, gasato, completamente fuso (1982) (anche sceneggiatura)
Bonnie e Clyde all'italiana (1982)
Mani di fata (1983) (anche sceneggiatura)
Mi faccia causa (1984) (anche sceneggiatura)
L'ombra nera del vesuvio (1987, miniserie TV) (anche soggetto e sceneggiatura)
Animali metropolitani (1988) (anche soggetto e sceneggiatura)
Big Man (1988, miniserie TV) (anche soggetto e sceneggiatura solo 5 episodi)


Collaborazioni
 

Eravamo sette vedove (1938), regìa di Mario Mattòli (sceneggiatura)
Imputato, alzatevi! (1939), regìa di Mario Mattòli (sceneggiatura)
Lo vedi come sei... lo vedi come sei? (1939), regìa di Mario Mattòli (sceneggiatura e aiuto regista)
Mille chilometri al minuto (1940), regìa di Mario Mattòli (aiuto regista)
Abbandono (1940), regìa di Mario Mattòli (soggetto, sceneggiatura e aiuto regista)
Il pirata sono io! (1940), regìa di Mario Mattòli (sceneggiatura, dialoghi e aiuto regista)
Non me lo dire! (1940), regìa di Mario Mattòli (soggetto e sceneggiatura)
Luce nelle tenebre (1941), regìa di Mario Mattòli (aiuto regista)
La scuola dei timidi (1941), regìa di Carlo Ludovico Bragaglia (sceneggiatura e aiuto regista)
C'è un fantasma nel castello (1941), regìa di Giorgio Simonelli (sceneggiatura)
La donna è mobile (1942), regìa di Mario Mattòli (soggetto)
Labbra serrate (1942), regìa di Mario Mattòli (soggetto e sceneggiatura)
Soltanto un bacio (1942), regìa di Giorgio Simonelli (attore)
Violette nei capelli (1942), regìa di Carlo Ludovico Bragaglia (aiuto regista e attore)
Quarta pagina (1942), regia di Nicola Manzari (sceneggiatura)
L'avventura di Annabella (1943), regìa di Leo Menardi (soggetto e sceneggiatura)
Due cuori fra le belve (1943), regìa di Giorgio Simonelli (sceneggiatura)
Non canto più (1943), regìa di Riccardo Freda (soggetto e sceneggiatura)
Romanzo a passo di danza (1943), regìa di Giancarlo Cappelli (soggetto e sceneggiatura)
Il viaggio del signor Perrichon (1943) , regìa di Paolo Moffa (sceneggiatura)
Quartieri alti (1944), regìa di Mario Soldati (sceneggiatura)
Tutta la città canta (1944), regìa di Riccardo Freda (soggetto e sceneggiatura)
Dieci minuti di vita (1944), regìa di Leo Longanesi (sceneggiatura, completato da Nino Giannini col titolo Vivere ancora)
La vita ricomincia (1945), regìa di Mario Mattòli (sceneggiatura e aiuto regista)
Aquila nera (1946), regìa di Riccardo Freda (sceneggiatura)
L'angelo e il diavolo (1946), regìa di Mario Camerini (sceneggiatura)
Come persi la guerra (1947), regìa di Carlo Borghesio (sceneggiatura)
Il corriere del re (1947), regìa di Gennaro Righelli (sceneggiatura)
I due orfanelli (1947), regìa di Mario Mattòli (soggetto e sceneggiatura)
La figlia del capitano (1947), regìa di Mario Camerini (sceneggiatura)
I miserabili (1947), regìa di Riccardo Freda (sceneggiatura)
Lo sciopero dei milioni (1947), regìa di Raffaello Matarazzo (sceneggiatura)
Follie per l'opera (1947), regìa di Mario Costa (soggetto e sceneggiatura)
Il cavaliere misterioso (1948), regìa di Riccardo Freda (soggetto e sceneggiatura)
L'eroe della strada (1948), regìa di Carlo Borghesio (soggetto e sceneggiatura)
Fifa e arena (1948), regìa di Mario Mattòli (soggetto e sceneggiatura)
Totò al giro d'Italia (1948), regìa di Mario Mattòli (sceneggiatura)
Vespro siciliano (1949), regìa di Giorgio Pàstina (sceneggiatura)
Botta e risposta (1949), regìa di Mario Soldati (soggetto e sceneggiatura)
Come scopersi l'America (1949), regìa di Carlo Borghesio (sceneggiatura)
Il conte Ugolino (1949), regìa di Riccardo Freda (sceneggiatura)
Il lupo della Sila (1949), regìa di Duilio Coletti (soggetto e sceneggiatura)
I pompieri di Viggiù (1949), regìa di Mario Mattòli (soggetto e sceneggiatura)
Quel bandito sono io! (1949), regìa di Mario Soldati (sceneggiatura)
Il brigante Musolino (1950), regìa di Mario Camerini (soggetto)
L'inafferrabile 12 (1950), regìa di Mario Mattòli (sceneggiatura)
Accidenti alle tasse!! (1951), regìa di Mario Mattòli (soggetto e sceneggiatura)
Vendetta... sarda (1951), regìa di Mario Mattòli (soggetto e sceneggiatura)
Anema e core (1951), regìa di Mario Mattòli (sceneggiatura)
Amo un assassino (1951), regìa di Baccio Bandini (soggetto e sceneggiatura)
Core 'ngrato (1951), regìa di Guido Brignone (soggetto)
È l'amor che mi rovina! (1951), regìa di Mario Soldati (soggetto e sceneggiatura)
Tizio, Caio e Sempronio (1951), regìa di Alberto Pozzetti (sceneggiatura)
Napoleone (1951), regìa di Carlo Borghesio (sceneggiatura)
O.K. Nerone (1951), regìa di Mario Soldati (soggetto e sceneggiatura)
Cinque poveri in automobile (1952), regìa di Mario Mattòli (sceneggiatura)
Don Lorenzo (1952), regìa di Carlo Ludovico Bragaglia (soggetto e sceneggiatura)
Ragazze da marito (1952), regìa di Eduardo De Filippo (soggetto e sceneggiatura)
Ci troviamo in galleria (1953), regìa di Mauro Bolognini (sceneggiatura)
Io sono la Primula Rossa (1954), regìa di Giorgio Simonelli (sceneggiatura)
Totò, Peppino e le fanatiche (1958), regìa di Mario Mattòli (soggetto e sceneggiatura)
Totò, Peppino e...la dolce vita (1961), regìa di Sergio Corbucci (soggetto)
Le bambole (1964), episodio Il trattato di eugenetica, regìa di Luigi Comencini (sceneggiatura)
Le belle famiglie (1964), regìa di Ugo Gregoretti (sceneggiatura)
Delitto quasi perfetto (1965), regìa di Mario Camerini (soggetto);
Le piacevoli notti (1966), regìa di Armando Crispino e Luciano Lucignani (sceneggiatura)
L'arcangelo (1969), regìa di Giorgio Capitani (sceneggiatura)
Germania sette donne a testa (1970), regìa di Stanislao Nievo e Paolo Cavallina (soggetto e sceneggiatura)
Armiamoci e partite! (1971), regìa di Nando Cicero (soggetto)
Speed Cross (1979), regìa di Stelvio Massi (soggetto e sceneggiatura)
Italian Fast Food (1986), regìa di Ludovico Gasparini (soggetto)


Bibliografia
 

Bruno Ventavoli, "Al diavolo la celebrità", Edizioni Lindau, Torino (1999)
Andrea Pergolari, Verso la commedia. Momenti del cinema di Steno, Salce, Festa Campanile, Firenze Libri, Firenze, 2002.
Orio Caldiron, Totò a colori di Steno, Edizioni interculturali, Roma, 2003.
Massimo Giraldi, I film di Steno, Gremese, Roma, 2007.