Virna Lisi

Nome d'arte di Virna Pieralisi (Ancona, 8 novembre 1936 – Roma, 18 dicembre 2014[1]), è stata un'attrice italiana.

Ha ottenuto numerosi premi per le sue interpretazioni: due David di Donatello, sei Nastri d'argento, un Globo d'oro e tre Grolle d'oro, oltre a diversi premi onorari: un David di Donatello speciale per il prestigio della sua carriera, un David di Donatello, un Globo d'oro, una Grolla d'oro ed un Ciak d'oro alla carriera.

Nel contesto internazionale ha ottenuto un Prix d'interprétation féminine al Festival di Cannes 1994 per il ruolo di Caterina de' Medici ne La Regina Margot, che le è pure valso, prima interprete non francese della storia, un Premio César per la migliore attrice non protagonista.

Ha recitato anche a Hollywood, debuttando accanto a Jack Lemmon in Come uccidere vostra moglie nel 1965. È poi apparsa con Tony Curtis in Due assi nella manica e con Frank Sinatra in U-112 assalto al Queen Mary, oltre che in due film con Anthony Quinn, Il segreto di Santa Vittoria (film premiato con il Golden Globe come miglior film commedia o musicale) diretto da Stanley Kramer, e La 25a ora.

Biografia

I primi anni

Il nome di Virna Pieralisi avrebbe dovuto essere Siria[2]; tuttavia l'ufficiale dello stato civile lo rifiutò, poiché la Siria non era un paese alleato dell'Italia. Il padre inventò allora su due piedi il nome Virna, scoprendo solo dopo che era un nome realmente esistente[2].

Nacque ad Ancona[3]. Dopo aver vissuto la sua infanzia a Jesi, suo padre Ubaldo, commerciante di piastrelle di marmo, si trasferì per motivi di lavoro a Roma con tutta la famiglia.

Qui la giovane Virna fu scoperta dal cantante e attore Giacomo Rondinella (amico di famiglia dei Pieralisi), che le fece conoscere il produttore cinematografico Antonio Ferrigno. Ferrigno la mise sotto contratto all'età di diciassette anni, nonostante l'iniziale contrarietà di suo padre; cominciò così a muovere i primi passi nel cinema, adottando lo pseudonimo Virna Lisi; nella prima metà degli anni cinquanta recitò con dei ruoli di rilievo in numerosi film del genere strappalacrime, allora molto in voga, diretti da registi come Carlo Borghesio, Giorgio Pastina e Luigi Capuano.

Venne poi scritturata in commedie di successo come Le diciottenni di Mario Mattoli ("remake" di un film, sempre di Mattoli, del 1941 Ore 9: lezione di chimica, che era stato interpretato da Alida Valli), di cui fu protagonista accanto a Marisa Allasio, e Lo scapolo di Antonio Pietrangeli del 1955 con Alberto Sordi, mentre l'anno successivo riuscì a dare prova delle sue capacità drammatiche in La donna del giorno, di Francesco Maselli, in cui interpretò una ragazza che si affaccia al successo grazie alla pubblicità, pagandone le conseguenze. Due anni dopo proprio grazie a una pubblicità le arrivò la grande popolarità: il dentifricio Chlorodont la scelse infatti per interpretare i propri sketch all'interno della storica rubrica televisiva Carosello, il cui slogan, "con quella bocca può dire ciò che vuole", ottenne immediato successo e divenne un vero e proprio tormentone di quegli anni.

Nel 1957 recitò la parte di Elizabeth Bennet nello sceneggiato televisivo della RAI Orgoglio e pregiudizio, basato sull'omonimo romanzo di Jane Austen, diretto da Daniele D'Anza e interpretato accanto a Franco Volpi ed Enrico Maria Salerno, mentre nel 1958 al cinema comparve accanto a Totò e Peppino De Filippo nella commedia Totò, Peppino e le fanatiche; nel 1959 interpretò la contessa Virginia Oldoini di Castiglione in un altro storico sceneggiato televisivo RAI: Ottocento con Sergio Fantoni e Lea Padovani, diretto da Anton Giulio Majano; quest'ultimo, sempre nel 1959, diresse la Lisi anche al cinema nel film in costume Il padrone delle ferriere in cui recitò accanto a Warner Bentivegna.

La prima metà degli anni sessanta

Il 25 aprile del 1960 Virna Lisi sposò l'architetto romano Franco Pesci (allora consigliere d'amministrazione dell'A.S. Roma) da cui ebbe un figlio, Corrado, nato nel luglio del 1962 (che la rese nonna di tre nipoti: Franco, nato nel 1993 e i gemelli Federico e Riccardo, nati nel 2002). A seguito del matrimonio, l'attrice annunciò il suo ritiro dalle scene per dedicarsi alla famiglia, ma dopo un anno, spinta anche dal marito, tornò in attività, ricominciando dalla televisione, dove recitò in alcuni dei più seguiti sceneggiati RAI dell'epoca, come Il caso Maurizius, Cenerentola e Una tragedia americana, rispettivamente tratti dalle omonime opere di Jakob Wassermann, Charles Perrault e Theodore Dreiser.

Dopo il successo ottenuto con gli sceneggiati, la Lisi tornò anche al cinema, dove fu protagonista di numerose commedie all'italiana di successo come per esempio Sua Eccellenza si fermò a mangiare di Mario Mattoli in cui affiancò Totò, Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello e Un militare e mezzo di Steno con Aldo Fabrizi e Renato Rascel, Il giorno più corto di Sergio Corbucci, in cui recitò accanto ad altri 88 grandi attori italiani.

Nello stesso periodo recitò anche in numerosi spettacoli teatrali diretta da grandi nomi del teatro italiano come Giorgio Strehler e Luigi Squarzina.

Cominciò a lavorare anche in diversi film francesi, ottenendo così molto successo e apprezzamento anche in Francia, recitando in Eva di Joseph Losey, in cui lavorò assieme a Jeanne Moreau e Stanley Baker, Il delitto Dupré e Il tulipano nero entrambi diretti da Christian-Jaque (il secondo interpretato insieme con Alain Delon), e in un film della saga dell'agente segreto Francis Coplan (versione francese di James Bond) Agente Coplan: missione spionaggio di Maurice Labro.

Nello stesso periodo rifiutò proprio la parte della Bond girl nel film A 007, dalla Russia con amore (1963) al fianco di Sean Connery, parte che comunque venne assegnata a un'altra attrice italiana, Daniela Bianchi. L'attrice ha dichiarato in seguito di essersi pentita di aver rifiutato la parte.

La seconda metà degli anni sessanta: gli anni a Hollywood

Dalla metà del decennio cominciò a comparire anche in pellicole d'autore e uno dei suoi ruoli più significativi fu quello di Milena, la cassiera del bar per cui perde la testa il ragionier Bisigato, interpretato da Gastone Moschin, in Signore & signori (1966) di Pietro Germi, film premiato con la Palma d'oro al Festival di Cannes del 1966.

Nello stesso periodo venne chiamata a Hollywood, dove le major cinematografiche americane stavano cercando di lanciare una possibile erede di Marilyn Monroe; la Lisi firmò un prestigioso contratto in esclusiva di sette anni con la Paramount e si trasferì a Los Angeles.

Settimanale "Oggi", 6 maggio 1967

Il suo primo film hollywoodiano fu la commedia Come uccidere vostra moglie del 1965, interpretato assieme a Jack Lemmon e Terry-Thomas per la regia di Richard Quine, che ottenne un grande successo (fu il maggiore incasso americano della stagione 1965-66): rimase negli annali la scena in cui usciva dalla torta di compleanno di Lemmon con indosso solo un bikini. Apparve poi in Due assi nella manica con Tony Curtis e George C. Scott, e in U-112 assalto al Queen Mary con Frank Sinatra e Anthony Franciosa, entrambi del 1966. Sembrava l'inizio di una sfolgorante carriera negli Stati Uniti, ma lo star system hollywoodiano le impose regole troppo restrittive, relegandola al ruolo della bambola sexy, bionda e svampita, in cui l'attrice marchigiana non si sentiva affatto realizzata e valorizzata.

Nel 1968 le fu assegnato il ruolo di protagonista per il film Barbarella diretto da Roger Vadim, ma Virna rifiutò d'interpretarlo e se ne tornò in Italia, rescindendo il contratto con la Paramount (per cui dovette pagare una cospicua penale) dopo appena tre anni e quattro film realizzati: il ruolo di protagonista di Barbarella dopo il rifiuto della Lisi fu assegnato a Jane Fonda. Nello stesso periodo rifiutò pure di apparire nuda sulla copertina di Playboy.

Anni settanta e ottanta

Tornata a Roma alla fine degli anni sessanta riprese a lavorare a pieno ritmo, alternando ruoli brillanti e drammatici, in vari film girati in Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e anche in alcune produzioni hollywoodiane girate in Europa, come ad esempio La ragazza e il generale di Pasquale Festa Campanile con Rod Steiger, Il segreto di Santa Vittoria interpretato accanto ad Anthony Quinn, Anna Magnani e Valentina Cortese e diretto da Stanley Kramer (vincitore nel 1970 del Golden Globe come miglior film commedia o musicale), L'albero di Natale di Terence Young in cui ebbe come partner maschile William Holden, La statua di Rodney Amateau recitato assieme a David Niven, Terry Gilliam e John Cleese, Giuochi particolari di Franco Indovina con Timothy Dalton, Il serpente diretto da Henri Verneuil in cui affiancò Yul Brynner e Barbablù di Edward Dmytryk, in cui recitò con Richard Burton.

Nella metà degli anni settanta tuttavia, dopo aver interpretato, accanto a Franco Nero, il ruolo di Suor Evangelina nei film Zanna Bianca e Il ritorno di Zanna Bianca diretti da Lucio Fulci e l'episodio La canarina assassinata dello sceneggiato televisivo RAI Philo Vance decise di diradare gli impegni di lavoro per dedicarsi maggiormente al marito Franco Pesci e al figlio Corrado.

Tornò pienamente in attività alla fine dello stesso decennio, interpretando una serie di ruoli più maturi e impegnativi che la fecero balzare agli onori della critica cinematografica (fino a quel momento abbastanza tiepida nei suoi confronti), nei quali rivelò una straordinaria capacità di interprete, senza mostrare alcun disagio nell'apparire invecchiata e, spesso, imbruttita per esigenze di copione: nel 1977 recitò la parte di Elisabeth Nietzsche in Al di là del bene e del male di Liliana Cavani interpretato accanto a Robert Powell, Erland Josephson e Dominique Sanda, grazie al quale ricevette il Nastro d'argento come miglior attrice non protagonista e la Grolla d'oro alla migliore attrice.

Successivamente prese parte, nel 1979, al film Ernesto di Salvatore Samperi, interpretando la madre del protagonista, seguito da Bugie bianche di Stefano Rolla in cui fu affiancata da Max Von Sydow, e soprattutto da La cicala di Alberto Lattuada, accanto ad Anthony Franciosa, Clio Goldsmith, Renato Salvatori ed un'esordiente Barbara De Rossi. Quest'ultimo film, del 1980, le valse un David di Donatello come migliore attrice protagonista e una seconda Grolla d'oro alla migliore attrice, conferitole per la sua interpretazione di Wilma Malinverni.[4] Per sostenere questo ruolo l'attrice fu costretta a ingrassare di sette chili.[5]

Nel 1982 tornò a girare un film a Hollywood, prendendo parte alla commedia La donna giusta con William Tepper, diretta da Paul Williams; nello stesso anno fu tra i protagonisti del film cult Sapore di mare di Carlo Vanzina, in cui interpreta Adriana Balestra, un'affascinante donna matura che ammalia involontariamente uno dei giovani protagonisti. Questa interpretazione le fece vincere sia il David di Donatello che il Nastro d'argento come miglior attrice non protagonista. L'anno successivo fu la volta di Amarsi un po', anch'esso diretto da Carlo Vanzina. Rifiuta, a causa di altri impegni lavorativi, il ruolo della madre della giovane protagonista in Acqua e sapone di Carlo Verdone, che fu poi interpretata da Florinda Bolkan.

Nel 1987 prese parte al suo ultimo film hollywoodiano: I Love N.Y. diretto da Alan Smithee con Christopher Plummer, e due anni dopo recitò nel film I ragazzi di via Panisperna di Gianni Amelio, nel quale interpretò la madre di Ettore Majorana ricevendo ottime critiche, e nello stesso anno fu anche la protagonista della commedia Buon Natale... buon anno di Luigi Comencini, in cui fu affiancata da Michel Serrault, film per cui fu candidata sia al David di Donatello sia al Nastro d'argento (vincendo quest'ultimo) come miglior attrice protagonista.

Sempre durante gli anni ottanta, Virna Lisi fu molto attiva anche in televisione, dove prese parte a molti sceneggiati e telefilm della RAI di grande successo: ...e la vita continua di Dino Risi (1984), Cristoforo Colombo di Alberto Lattuada (1985), Se un giorno busserai alla mia porta di Luigi Perelli (1986), Cinema di Luigi Magni (1988), E non se ne vogliono andare! di Giorgio Capitani (1988) e il seguito E se poi se ne vanno? diretto sempre da Giorgio Capitani (1989).

Anni novanta e duemila

Gli anni novanta si aprirono per l'attrice con due miniserie televisive: la produzione internazionale I misteri della giungla nera (1991) di Kevin Connor (di cui poi venne distribuita all'estero una riduzione cinematografica) e Passioni (1993) di Fabrizio Costa.

Nel 1994 la Lisi interpretò Caterina de' Medici nel film francese La Regina Margot di Patrice Chéreau, che la scelse dopo avere scartato Giulietta Masina[6] e dopo il rifiuto di Monica Vitti.[7] Il regista, tuttavia, secondo la stessa Virna Lisi, non la riteneva adeguata al ruolo.[8] Il film, tratto dal romanzo omonimo di Alexandre Dumas padre, fu presentato al Festival di Cannes, ottenendo il Premio della giuria e il Prix d'interprétation féminine, vinto proprio dall'attrice marchigiana.[9] Per il film, del resto, Virna Lisi fece incetta di premi e nomination: fu candidata ai David di Donatello e vinse sia il Premio César (è stata la prima attrice non francese ad aggiudicarsi tale premio)[10] sia il Nastro d'argento, in tutti e tre i casi concorrendo nella categoria riservata alla migliore attrice non protagonista.[11]

Nel 1995 prese parte con un piccolo cameo nel ruolo di sé stessa a un altro film francese: la commedia Cento e una notte diretta da Agnès Varda. Tornò a lavorare in Francia ancora nel 1999 prendendo parte al film TV Balzac - Una vita di passioni diretto da Josée Dayan, trasmesso anche in Italia sulle reti Mediaset.

Nel 1996 tornò a recitare in Italia con un altro film tratto da un romanzo: questa volta un ruolo da protagonista in Va' dove ti porta il cuore di Cristina Comencini, basato sul libro omonimo di Susanna Tamaro. Il film, ancora una volta, le valse un premio e una nomination: la vittoria arrivò ai Nastri d'argento come miglior attrice protagonista, mentre fu solo rinviata di qualche minuto con la candidatura ai David di Donatello per la stessa categoria. La sconfitta per opera di Valeria Bruni Tedeschi nella categoria riservata alla migliore attrice protagonista dell'anno fu infatti compensata dalla consegna all'attrice di un premio speciale per il prestigio della sua carriera. Per il film l'attrice vinse anche un Globo d'oro alla miglior attrice assegnatole dalla stampa estera accreditata ed operante in Italia.

Nello stesso anno, il 1996, tornò a recitare per la televisione: fino al 2001, infatti, Virna Lisi prese parte a varie fiction di successo, trasmesse sia dalla RAI che da Mediaset: Uno di noi (1996), Deserto di fuoco (1997), Cristallo di rocca (1999), Le ali della vita e Le ali della vita 2 (2000 e 2001), Un dono semplice (2000), Piccolo mondo antico (2001), La memoria e il perdono (2001), Occhi verde veleno (2002), I ragazzi della via Pál (2002) e alla prima stagione de Il bello delle donne (alla quale avrebbe successivamente partecipato alle successive due stagioni, fino al 2003).

Nel 2002 tornò al cinema, ancora una volta in una pellicola diretta da Cristina Comencini, Il più bel giorno della mia vita interpretato a fianco di Margherita Buy, Luigi Lo Cascio, Ricky Tognazzi e Sandra Ceccarelli e per questo film si aggiudicò il suo sesto Nastro d'argento.

Dopodiché l'attrice si dedicò nuovamente alla televisione con le fiction A casa di Anna (2004), Caterina e le sue figlie (composta da tre stagioni in onda rispettivamente nel 2005, nel 2007 e nel 2010), L'onore e il rispetto (2006), un'ospitata alla serata finale del Festival di Sanremo 2006 in cui premiò il vincitore della kermesse Povia, Donne sbagliate (2007), Fidati di me (2008), Il sangue e la rosa (2008), La donna che ritorna (2011), Baciamo le mani - Palermo New York 1958 (2013) e Madre, aiutami (2014).

Nel 2005 sarebbe dovuta tornare anche al cinema: aveva infatti ricevuto la proposta del regista Ferzan Özpetek d'interpretare un ruolo all'interno del suo film Cuore sacro, ma a causa di impegni già presi precedentemente, l'attrice dovette rinunciare alla parte (che fu assegnata a Lisa Gastoni).

Nel 2009 l'attrice ricevette il premio alla carriera ai David di Donatello.

Paolo Genovese le offrì poi un ruolo all'interno del suo Immaturi, ma anche in questo caso, inconciliabile con altri impegni, non poté interpretarlo.[12]

Ultimi anni e morte

Il 23 settembre 2013 rimase vedova: il marito Franco Pesci morì infatti dopo una grave malattia. I due erano sposati da 53 anni.

Nel maggio del 2014, dopo dodici anni di assenza, era tornata su un set cinematografico, recitando nella commedia di Cristina Comencini dal titolo Latin Lover, che ha finito di girare in estate e che esce postumo nel marzo 2015.[13] Per questa ultima interpretazione, l'attrice riceve nel maggio 2015 e poi nel giugno 2015 le candidature postume al David di Donatello e al Globo d'oro come migliore attrice.

Avrebbe poi dovuto prendere parte alla realizzazione del sequel della serie Il bello delle donne, prodotta da Mediaset, le cui riprese si sarebbero dovute svolgere tra la fine del 2014 ed i primi mesi del 2015 e poi posticipate di oltre un anno (tale sequel, in onda nel 2017, viene dedicato alla sua memoria); sempre nel 2015 avrebbe dovuto prendere parte, insieme a Gabriel Garko, ad un'altra fiction Mediaset, Non è stato mio figlio, nella quale avrebbe dovuto interpretare la protagonista: dopo la sua scomparsa, il ruolo è stato affidato a Stefania Sandrelli.

In occasione della Via Crucis al Colosseo del 2014, lesse le meditazioni scritte dall'arcivescovo della Diocesi di Campobasso-Bojano Giancarlo Maria Bregantini.

Nel settembre 2014 rilascia un'intervista nella quale afferma che in Italia solo chi è di sinistra trova lavoro nel mondo del cinema.[14]

Muore nel sonno il 18 dicembre 2014 all'età di 78 anni, circa un mese dopo aver scoperto di avere un cancro ai polmoni fulminante.[15][16] Il figlio ha rifiutato la camera ardente in Campidoglio, preferendo funerali in forma privata, nel rispetto della riservatezza che ha sempre caratterizzato l'attrice in tutta la sua vita. Il rito è stato celebrato il 20 dicembre nella chiesa di San Roberto Bellarmino, nel quartiere Parioli di Roma dove l'attrice abitava.[17] È sepolta nel cimitero di Prima Porta di Roma accanto al marito.


Galleria fotografica


Filmografia

Cinema

...e Napoli canta!, regia di Armando Grottini (1953)
Questa è la vita, regia di Aldo Fabrizi, Giorgio Pastina, Mario Soldati e Luigi Zampa (1954)
La corda d'acciaio, regia di Carlo Borghesio (1954)
Desiderio 'e sole, regia di Giorgio Pastina (1954)
Violenza sul lago, regia di Leonardo Cortese (1954)
Lettera napoletana, regia di Giorgio Pastina (1954)
Piccola santa, regia di Roberto Bianchi Montero (1954)
Ripudiata, regia di Giorgio Walter Chili (1954)
Il cardinale Lambertini, regia di Giorgio Pastina (1954)
Addio Napoli!, regia di Roberto Bianchi Montero (1954)
Il vetturale del Moncenisio, regia di Guido Brignone (1954)
Luna nuova, regia di Luigi Capuano (1955)
Vendicata!, regia di Giuseppe Vari (1955)
La rossa, regia di Luigi Capuano (1955)
Le diciottenni, regia di Mario Mattoli (1955)
Lo scapolo, non accreditata, regia di Antonio Pietrangeli (1955)
La piccola guerra (Les Hussards), regia di Alex Joffè (1955, ma uscito in Italia nel 1961)
La donna del giorno, regia di Francesco Maselli (1956)
Il conte di Matera, regia di Luigi Capuano (1957)
Totò, Peppino e le fanatiche, regia di Mario Mattoli (1958)
Vite perdute, regia di Adelchi Bianchi e Roberto Mauri (1959)
Il padrone delle ferriere, regia di Anton Giulio Majano (1959)
Il mondo dei miracoli, regia di Luigi Capuano (1959)
Caterina Sforza, la leonessa di Romagna, regia di Giorgio Walter Chili (1959)
Un militare e mezzo, regia di Steno (1960)
Sua Eccellenza si fermò a mangiare, regia di Mario Mattoli (1961)
5 marines per 100 ragazze, regia di Mario Mattoli (1961)
Romolo e Remo, regia di Sergio Corbucci (1961)
Eva (Eve), regia di Joseph Losey (1962)
Il giorno più corto, regia di Sergio Corbucci (1963)
Il delitto Dupré (Les Bonnes Causes), regia di Christian-Jaque (1963)
Il tulipano nero (La Tulipe Noire), regia di Christian-Jaque (1964)
Agente Coplan: missione spionaggio (Coplan prend des risques), regia di Maurice Labro (1964)
Le bambole, episodio La telefonata, regia di Dino Risi (1965)
La donna del lago, regia di Luigi Bazzoni e Franco Rossellini (1965)
Casanova '70, regia di Mario Monicelli (1965)
Come uccidere vostra moglie (How to murder your Wife), regia di Richard Quine (1965)
Una vergine per il principe, regia di Pasquale Festa Campanile (1965)
Oggi, domani, dopodomani, episodio L'ora di punta, regia di Eduardo De Filippo (1965)
Made in Italy, regia di Nanni Loy (1965)
Signore & signori, regia di Pietro Germi (1966)
U-112 assalto al Queen Mary (Assault on a Queen), regia di Jack Donohue (1966)
Due assi nella manica (Not with my Wife, you Don't), regia di Norman Panama (1966)
La ragazza e il generale, regia di Pasquale Festa Campanile (1967)
La 25ª ora (La Vingt-cinquième heure), di Henri Verneuil (1967)
Le dolci signore, regia di Luigi Zampa (1967)
Arabella, regia di Mauro Bolognini (1967)
Meglio vedova, regia di Duccio Tessari (1968)
Tenderly, regia di Franco Brusati (1968)
Se è martedì deve essere il Belgio (If It's Tuesday, This Must Be Belgium), regia di Mel Stuart (1969)
L'albero di Natale (L'Arbre de Noël), regia di Terence Young (1969)
Il segreto di Santa Vittoria (The Secret of Santa Vittoria), regia di Stanley Kramer (1969)
Tempo di violenza, regia di Sergio Gobbi (1970)
Giuochi particolari, regia di Franco Indovina (1970)
La statua (The Statue), regia di Rodney Amateau (1971)
Il bel mostro (Un beau monstre), regia di Sergio Gobbi (1971)
Roma bene, regia di Carlo Lizzani (1971)
Improvvisamente una sera... un amore (Les galets d'Etretat), regia di Sergio Gobbi (1972)
Barbablù (Bluebeard), regia di Edward Dmytryk (1972)
Il serpente (Le Serpent), regia di Henri Verneuil (1973)
Zanna Bianca, regia di Lucio Fulci (1973)
Il ritorno di Zanna Bianca, regia di Lucio Fulci (1974)
Al di là del bene e del male, regia di Liliana Cavani (1977)
Ernesto, regia di Salvatore Samperi (1978)
Bugie bianche, regia di Stefano Rolla (1980)
La cicala, regia di Alberto Lattuada (1980)
La donna giusta (Miss Right), regia di Paul Williams (1982)
Sapore di mare, regia di Carlo Vanzina (1982)
Amarsi un po', regia di Carlo Vanzina (1984)
I Love N.Y., regia di Alan Smithee (1987)
I ragazzi di via Panisperna, regia di Gianni Amelio (1989)
Buon Natale... buon anno, regia di Luigi Comencini (1989)
La regina Margot (La Reine Margot), regia di Patrice Chéreau (1994)
Cento e una notte (Les cent et une nuits de Simon Cinéma), regia di Agnès Varda (1995)
Va' dove ti porta il cuore, regia di Cristina Comencini (1996)
Il più bel giorno della mia vita, regia di Cristina Comencini (2002)
Latin Lover, regia di Cristina Comencini (2015), postumo

Doppiatrici

Virna Lisi è una delle poche attrici italiane che ha recitato quasi sempre con la sua voce (anche nei film da lei girati all'estero si è quasi sempre auto-doppiata in italiano); solo in poche occasioni l'attrice è stata doppiata da:
Maria Pia Di Meo in: Vite perdute, Il padrone delle ferriere, Il tulipano nero, Come uccidere vostra moglie, Le bambole, Arabella, La 25ª ora
Miranda Bonansea in: ...e Napoli canta!, Piccola santa
Rita Savagnone in: Un militare e mezzo
Deddi Savagnone in: Il giorno più corto
Carla Boni in: La cicala (canto, nei dialoghi la Lisi recita con la propria voce)
Nel film Il giorno più corto, in una scena in cui è travestita da uomo, la Lisi recita con la voce di Gianfranco Bellini.

Televisione

Orgoglio e pregiudizio, regia di Daniele D'Anza (1957) sceneggiato televisivo
Leocadia, regia di Mario Ferrero (1958) sceneggiato televisivo
Come le foglie, regia di Anton Giulio Majano (1958) Film TV
Le pecore nere, episodi Daniel Boone e Don Giovanni, regia di Daniele D'Anza (1958) sceneggiato televisivo
Ottocento, regia di Anton Giulio Majano (1959) sceneggiato televisivo
I masnadieri, regia di Anton Giulio Majano (1959) sceneggiato televisivo
Cieli alti, regia di Daniele D'Anza (1960) Film TV
Cenerentola, regia di Stefano De Stefani (1961) sceneggiato televisivo
Il caso Maurizius, regia di Anton Giulio Majano (1961) sceneggiato televisivo
Una tragedia americana, regia di Anton Giulio Majano (1962) sceneggiato televisivo
Philo Vance, episodio La canarina assassinata, regia di Marco Leto (1974) Miniserie TV
...e la vita continua, regia di Dino Risi (1984) Serie TV
Cristoforo Colombo, regia di Alberto Lattuada (1985) Miniserie TV
Se un giorno busserai alla mia porta, regia di Luigi Perelli (1986) Miniserie TV
Cinema, regia di Luigi Magni (1988) Film TV
E non se ne vogliono andare!, regia di Giorgio Capitani (1988) Film TV
E se poi se ne vanno?, regia di Giorgio Capitani (1989) Film TV
I misteri della giungla nera, regia di Kevin Connor (1991) Miniserie TV (distribuita all'estero in una riduzione cinematografica)
Passioni, regia di Fabrizio Costa (1993) Serie TV
Uno di noi, regia di Fabrizio Costa (1996) Miniserie TV
Deserto di fuoco, regia di Enzo G. Castellari (1997) Miniserie TV
Cristallo di rocca, regia di Maurizio Zaccaro (1999) Film TV
Balzac - Una vita di passioni, regia di Josée Dayan (1999) Film TV francese
Le ali della vita, regia di Stefano Reali (2000) Film TV
Un dono semplice, regia di Maurizio Zaccaro (2000) Film TV
Le ali della vita 2, regia di Stefano Reali (2001) Film TV
Piccolo mondo antico, regia di Cinzia TH Torrini (2001) Miniserie TV
Occhi verde veleno, regia di Luigi Parisi (2001) Miniserie TV
La memoria e il perdono, regia di Giorgio Capitani (2001) Miniserie TV
Il bello delle donne, regia di Maurizio Ponzi (2001-2003) Serie TV
I ragazzi della via Pál, regia di Maurizio Zaccaro (2003) Film TV
A casa di Anna, regia di Enrico Oldoini (2004) Miniserie TV
Caterina e le sue figlie, regia di Fabio Jephcott (2005) Miniserie TV
L'onore e il rispetto, regia di Salvatore Samperi (2006) Serie TV
Donne sbagliate, regia di Monica Vullo (2007) Film TV
Caterina e le sue figlie 2, regia di Vincenzo Terracciano e Luigi Parisi (2007) Miniserie TV
Fidati di me, regia di Gianni Lepre (2008) Miniserie TV
Il sangue e la rosa, regia di Luciano Odorisio e Luigi Parisi (2008) Miniserie TV
Caterina e le sue figlie 3, regia di Fabio Jephcott (2010) Miniserie TV
La donna che ritorna, regia di Gianni Lepre (2011) Miniserie TV
Baciamo le mani - Palermo New York 1958, regia di Eros Puglielli (2013) Serie TV
Madre, aiutami, regia di Gianni Lepre (2014) Miniserie TV


 

Note