Daniele Palmesi, Federico Clemente, Goffredo Fofi Gen 2017

Sketch Serafino


Il filo conduttore della rivista da cui sono tratti questi due brani, "Era lei, sì... sì..., Era lei, no... no..., Era lei che lo voleva", firmata da Totò, Fiorita e Carbone (1932) è lo stesso di "La Vergine di Budda", firmata da Totò (1932), di "II Vergine folle", firmata da Ripp e Bel Ami per la Compagnia Maresca con Totò (ancora 1932) e infine di "Accadde una notte che..." firmata da Totò nel 1938. Il personaggio di Totò si chiama volta a volta Serafino, Gelsomino, o più direttamente Totò, ed è quello di un giovine di buona famiglia sedotto e abbandonato nottetempo da una sconosciuta il cui bacio sa di fragola (o di cedro menta e fico secco). Cacciato di casa Totò vaga alla sua ricerca, baciando le ragazze che incontra per individuare la seduttrice, e finisce in India (o in Africa, o in Arabia) per trovarla nella persona di una Regina dei selvaggi. In "II vergine folle" la ragazza è negra e si chiama Antracite.


TESTO

CARATTERISTA Dio mio, che abbia trovato effettivamente qualche bruta... o, non voglio neanche pensarci. Ma dove sarà andato, dove sarà andato? (chiama ad alta voce)
SERAFINO... cocco di mamma tua, figlio mio, dove sei?...
SERAFINO (da dentro) Mammà...
CARATTERISTA Oh, eccolo... Figlio mio...
SERAFINO Mammina mia, ciao...
CARATTERISTA Dove sei stato tutto questo tempo, parla a mamma tua, dimmi: ti è successo qualche cosa? hai incontrato qualche ragazza?
SERAFINO Eh, per la strada ce ne sono tante, mammà!...
CARATTERISTA Tante?... E come lo sai? Allora vuol dire che le guardi?...
SERAFINO Sì, qualche volta, con la coda dell’occhio...
CARATTERISTA E non ti vergogni?...
SERAFINO Cosa debbo fare... mi guardano... mi fanno la corte...
CARATTERISTA Ti fanno la corte?... E tu te la lasci fare?... Cosa ti dicono?...
SERAFINO Che sono carino, che sono un bocconcino tenero, guarda che belle gambette, come dev’essere fatto bene? Dio che bel minorenne!...
CARATTERISTA E tu?...
SERAFINO Io, arrossisco, abbasso gli occhi, faccio finta di non sentire, qualche volta rispondo: stupida, imbecille, te ne approfitti perché sono solo...
CARATTERISTA Brutta, sfacciata...
SERAFINO Brutta, no, ve n’è qualcuna carina...
CARATTERISTA Taci, svergognato...
SERAFINO Già, svergognato, l’altra notte...
CARATTERISTA L’altra notte?!...
SERAFINO Mammaaa...
CARATTERISTA L’altra notte?... Parla, cosa ti è successo?...
SERAFINO Mammaaa...
CARATTERISTA Parla ti dico...
SERAFINO L’altra notte ho incontrato una ragazza, giù nel giardino...
CARATTERISTA Bene, cosa ti ha fatto?...
SERAFINO Mammaaaa...

CARATTERISTA Vuoi parlare, sì o no?... Cosa ti ha fatto!... (minacciosa)
SERAFINO Mi ha fatto l’occhietto...
CARATTERISTA Ti ha fatto l’occhietto?... Come ti ha fatto!...
SERAFINO Mi ha fatto... psss... giovanotto... (cenno con l’occhio)
CARATTERISTA E poi?...
SERAFINO E poi... non te lo posso dire...
CARATTERISTA E poi ti dico...
SERAFINO E poi m’ha detto... ti piacciono le caramelle?... Vieni con me che te le compero... ad un tratto mi ha baciato ed abbracciato... dietro l’orecchio...
CARATTERISTA Ma tu dovevi fuggire...
SERAFINO Non potevo... mi stringeva... era più forte di me...
CARATTERISTA Oh, povero figlio mio!... E poi?...
SERAFINO Mi ha fatto lo sgambetto e m’ha fatto cascare per terra...
CARATTERISTA E poi?... Parla, dimmi, in nome del Cielo... cosa t’ha fatto?...
SERAFINO Maaamma...
CARATTERISTA Dimmi...
SERAFINO Poi... mi ha sedotto...
CARATTERISTA Oh, disgraziato... hai disonorato la mia casa... ma perché... perché non hai invocato il mio aiuto?...
SERAFINO Sì, io ho gridato... Mamma... Mamma... ma tu non hai sentito... ed io ho lasciato che il mio destino si compisse...

(musica)

CARATTERISTA Povero figlio mio, racconta a mamma tua, com’è andato?...
SERAFINO Eh... è andato bene...
CARATTERISTA (adirata) Eh?... Tu non sei neanche pentito dell’onta subita?... Dimmi subito chi è questa donna, acciò io possa riparare col matrimonio...
SERAFINO Nonioso...
CARATTERISTA Come non lo sai...
SERAFINO Era buio...
CARATTERISTA Buio?... Ricorderai se era grassa, se era magra...
SERAFINO Mammà... era bona...
CARATTERISTA Taci, sciagurato, e cerca di ricordarti qualche particolare di essa, almeno...
SERAFINO Aspetta... ricordo... che la sua bocca quando mi ha baciato aveva ir profumo del cedro menta... e poi indosso aveva una specie di odore... di fico secco...
CARATTERISTA Fico secco?.,. Cedro menta, e cos’era questa, una bibita?... Vergognati, ti scaccio, tu non metterai più piede in casa... mia... finché non avrai trovato la donna che ha macchiato il tuo nome... capisci?... ti scaccio... disonesto!...
SERAFINO Mi scacci?... Mammina... Mammona mia... dove vuoi che io vada a finire?... vuoi che io diventi un uomo perduto?... vuoi che io vada a battere il marciapiede?... Mamma...
CARATTERISTA Taci, non hai più mamma, ed io non ho più figlio, da oggi in poi, a chi mi domanderà di te... risponderò: chi, Serafino?... Mio figlio?... poveretto, è morto!...
SERAFINO No, sono vivo... Sì... No... è morto...
CARATTERISTA Non ho più figlio... Vattene, figlio d’un porco... Vattene... Sii maledetto!... (via)
SERAFINO Ed eccomi gettato sul lastrico, solo, abbandonato, per colpa di chi?... di una vile don Giovanna da strapazzo... cosa faccio?... dove vado?... Trovare la donna che approfittò della mia innocenza?... E’ una parola... chi lo sà chi è? Era notte... che era una donna femmina ne sono sicuro... Ma chi fosse chi lo sa... Beh!... coraggio, andiamo a fare l’inchiesta... Bacerò tutte le donne che incontro... e appena sentirò fico secco e cedro menta, mi getterò ai suoi piedi e le dirò:... ripara... sciagurata!... Pensa che sei la madre di mio figlio!... (via)

(Camera rustica. Una culla, una sedia)

BALIA Siamo intese, me lo terrai per due ore, così almeno potrò essere libera con il mio pompiereE...
AMICA Va bene, non dubitare, ho capito... Se non ci si aiuta tra di noi... Io vado... (via col bambino)
BALIA Ciao, grazie... Ti raccomando il pupo... (accompagnandola all'uscio) Adesso andiamo a prendere la solita bottiglia per il mio Eustacchio... (esegue), questo vino farebbe risuscitare un morto... figuriamoci il mio pompiere ch’è già tanto vivo... (campanello) Eccolo, è lui... Andiamo ad aprire... (esce)
BALIA II signore desidera?...
SERAFINO Nulla...
BALIA Come nulla, ed allora perché sei venuto qui?...
SERAFINO Vi dirò... Perché... perché... (annusa) ...perché... (è lei, è lei, sento l’odore del fico secco...).
BALIA Ma signore, dico... andate via...
SERAFINO Sì, vado... però voglio un bacio...
BALIA (indignata) Un bacio?...
SERAFINO Sì, per sentire il fico-secco ed il cedro-menta...
BALIA (fra sé) Poveretto, dev’essere uno scemo... Andiamo, sù, coraggio, dammi un bacio...
BALIA Vi prego Signore, andate via, da un momento all’altro potrebbe essere qui il mio Eustacchio...
SERAFINO E chi è Eustacchio?...
BALIA II mio amico... il pompiere...

(campanello)

BALIA (spaventata) Oh... Dio!... Eccolo... E’ lui!...
SERAFINO Lui chi?...
BALIA ...Il mio pompiere...
SERAFINO Oh... Dio... dove mi nascondo?... In camera vostra?...
BALIA No, per carità, egli vi vedrebbe...
SERAFINO (avvicinandosi alla culla) Il bambino non c’è?... Zitta... Ho trovato... Vado in culla...

(Serafino, si toglie la sua giacca e la depone sulla sedia. Balia, aiuta ad infilargli la camiciolina e la cuffia)

(soggetto)

BALIA (va ad aprire) Buon giorno signora, desiderava?
SIGNORA (miope) E’ in casa il Dottore Della Morte?...
BALIA No, signora, è uscito...
SIGNORA Che peccato, avrei avuto tanto piacere vederlo. Giacché ci sono, almeno avrò il piacere di vedere il suo grazioso bambino...
SERAFINO II piacere è suo, signora...
SIGNORA Come?...
BALIA No... Dicevo... Piacere è suo... suo di lui...
SIGNORA Dov’è la culla?...
SERAFINO Qua, qua...
SIGNORA Sà, sono un po’ miope...
BALIA (fra sé) Fortuna che è miope...
SIGNORA (miope) (si avvicina alla culla)
SERAFINO (fa imitazione del bambino; soggetto)
SIGNORA Come è bello!... Che bel pupone... ma mi sembra un po’ sviluppatello!...
SERAFINO Non c’è male...
SIGNORA Come?...
BALIA Dicevo, non c’è male, ringraziando Dio...
SIGNORA Bravo... quanto sei carino... pssss... angioletto d’oro...

(SERAFINO; soggetto)

SIGNORA Pupo... Sono io... sono la tua zietta... sono la zia di campagna...
SERAFINO E chi se ne frega?...
SIGNORA Come?... Chi ha detto...
BALIA Oh, signora, non ci faccia caso, sa, sono i ragazzi qui nella corte...
SIGNORA Eh, volevo dire... E’ maschio?...
SERAFINO Ostrega, se sono maschio!... (ptrs...).
BALIA Ostrega, se è maschio... (ptrs...).
SERAFINO (ripete) Sono maschio... (ptrs...)
BALIA (ripete) (ptrs...)
SIGNORA Cosa avete?...
BALIA Sono un po’ raffreddata.
SIGNORA Curatevi...
BALIA Grazie, mi curerò signora...
SIGNORA Carino... Voglio proprio vedere se è maschio...
SERAFINO Vieni, vieni.
BALIA No, no, signora, per carità, non lo scopra... si potrebbe raffreddare, è tanto delicato...
SIGNORA Che occhioni... che ha... Ma cosa mi fa... mi fa le boccacce?...
BALIA No, no, mette fuori la lingua, perché ha i dentini...
SIGNORA Ah, i dentini?...
SERAFINO (piange)
SIGNORA Poverino, piange... par che dica: la poppa... la poppa...
SERAFINO Sì, sì, voglio la poppa...
BALIA Sì, vorrebbe la poppa, ma gli fa male...
SERAFINO No, no, mi fa bene...
BALIA No, no, non gli fa bene...
SIGNORA Ma lo sente che piange?... Ebbene, se non glielo volete dare voi, glielo darò io il latte...
SERAFINO Dammi, dammi...
BALIA No, signora, per carità, il medico glielo ha proibito...
SIGNORA (adirandosi) Ma che sgarbata che siete... Maleducata che non siete altro... Me ne vado, perché altrimenti vedreste... Zoticona, villanaccia... (via)
BALIA Mascalzone che non siete altro, andate via subito...
SERAFINO (fa per vestirsi; campanello)
BALIA Oh, Dio... questa volta è proprio lui, ho riconosciuto la bussata...
SERAFINO Zitta... Rivado in culla...
BALIA Cielo, aiutami tu... (va ad aprire)
POMPIERE (entrando) Tanto ci voleva per aprire?...
BALIA Ero di là, e non ho inteso... Amore, mi vuoi bene?...
POMPIERE Lo sai che per te ardo come tre incendi messi assieme...
BALIA Aspetta, che ti vado a prendere la bottiglia... (esegue)
POMPIERE (beve) (asciugandosi indi col dorso la bocca) Dammi, un bacio... (si baciano).
SERAFINO (tossisce)... Sehr!??
POMPIERE Chi è che tossisce?...
BALIA II bambino... E’ tanto raffreddato...
POMPIERE Bisognerà coprirlo... (e fa per avvicinarsi alla culla)
BALIA No, lo copro io...
POMPIERE Lo copro io... (e avvicinandosi alla culla tutti e due, lui scorge una giacca) Una giacca?... (la piglia). E di chi è?... Del tuo padrone non può essere, egli ha un pancione, così...
BALIA E’ tua...
SERAFINO E’ mia...
POMPIERE Mia?...
BALIA Sì, l’ho comperata per fartene un regalo...
SERAFINO Brutta vigliacca che non sei altro...
POMPIERE Vigliacca?...
BALIA Sì, sono una vigliacca... Perché non avevo il coraggio di dirtelo prima...
POMPIERE Me la provo subito... Ma che pensiero gentile che hai avuto!
SERAFINO (soggetto)
POMPIERE Eh?... Qui, cos’è questo duro?... (v’introduce la mano) Un portafogli?...
BALIA E’ tuo... Sono i miei risparmi e li regalo a te...
POMPIERE Quanto sei carina... Caruccia...
SERAFINO Carogna...
POMPIERE Oh... Ma qui manca un bottone...
BALIA Vieni di là, che te l’attacco subito... (via)
SERAFINO Mascalzoni, farabutti che non siete altro... Mi hanno rapinato... (si avvicina alla sedia, prende la giacca del pompiere) Vediamo un po’ se nelle sue tasche ci fosse qualche cosa, così pareggio... Nemmeno le tasche ha, questo vergognoso... Un’idea... (si toglie la camiqiuola da bambino e si mette la giacca del pompiere) (si avvicina, all’uscio e bussa)
POMPIERE... Collega... Qui c’è un incendio... Il Comandante vi cerca... (ripete ancora)
POMPIERE (uscendo) Che cosa c’è?...
SERAFINO Un incendio, un incendio, qui nei paraggi... Trentamila morti, mezzo milione di feriti... corri... il Comandante ti cerca...
POMPIERE Perdio, non trovo più la mia giacca...
SERAFINO Non preoccuparti, ti dò la mia... tieni... (qui scambiano le giacche).
SERAFINO Corri... Vai...
POMPIERE Sì, sì, vado... al fuoco!... al fuoco!... (via)
SERAFINO Al fuoco!... al fuoco!... (introduce la mano in tasca, apre il portafoglio, lo guarda ed esclama) Al fuoco!... t’ho fregato!... (pstr)...