Daniele Palmesi, Federico Clemente Gen 2017

Totò divo del cinema

Tratto dalla rivista "Totò Charlot per amore" di Totò, presentata al Teatro Morgana di Roma nel 1932. Con poche modifiche di copione diventa "Questo non è sonoro", firmato da Paolo Rampezzotti (Tramonti) e presentata da Totò all’Eliseo nel 1933. Nella prima versione Totò, maniaco di cinema e innamorato di una diva, è costretto a farsi passare per un attore che è un celebre imitatore di Charlot. Nella seconda Totò diventa il sostituto del « grande attore comico acrobatico Max Singer », interprete di western.


TESTO

(Entrata Totò - Musica del Bel Ciccillo)

Sono del cinema appassionatissimo son della film un devotissimo corro sovente corro spessissimo alle premiér dei cinema... Son delle dive affezionatissimo per i lor vezzi son zelantissimo son quasi sempre sul direttissimo per veder cinema di qua e di là. Le più gran celebrità del trionfante cinemà conosciute ho ben si sà con un po’ di volontà Cinemà Cinema Arte nuova senza par tu trionfi a tutto spian. Viva dunque il cinemà.

(Danza e falsa uscita)


CARATTERISTA (scorgendo Totò) Toh. Un signore con un mazzo!
TOTÒ Tóh! Un autobus sconquassato...
CARATTERISTA Signore!
TOTÒ Signora!
CARATTERISTA Prego, signorina!
TOTÒ Chi?
CARATTERISTA Io!
TOTÒ Da quanto tempo?
CARATTERISTA Da quando sono nata... (con fare lascivo) Seducente!
TOTÒ (fra sé) Mi fà la corte...
CARATTERISTA Ebbene dite, mio giovane apollo...
TOTÒ O Dio, una volta sì... ero veramente un Apollo... ma adesso col 12% di ribasso sono diventato un Apollino...
CARATTERISTA Sì... Sì... mio Apollino... E ditemi, perché siete venuto fin quà?
TOTÒ Sono venuto perché sono stato attratto dal fascino e dalla seduzione di una donna maliarda... e più che maliarda... maliardiaria.., e questa donna magnifica è la più bella che io abbia mai visto sulla faccia della terra...
CARATTERISTA Buongustaio... O Dio, à tanto udir io più non reggo... le mie gambe fanno giacomo giacomo.
TOTÒ E perché, vecchia zimarra, le vostre gambe fanno giacomo giacomo?
CARATTERISTA Perché dalle vostre appassionate parole comprendo quale sia il vostro amore per me... Prendimi, sono tua... (sì getta nelle sue braccia)
TOTÒ Signora!... Signora!... Dio Dio, mi sembra di essere cascato sotto un armadio a due luci... Facchino! Facchino!...
CARATTERISTA (socchiudendo gli occhi) Perché mi hai rapita?...
TOTÒ Che cosa?... Io rapita?... Ma cosa avete capito?...
CARATTERISTA Che mi ami!
TOTÒ (2) (nauseato) Ma signora, non facciamo scherzi! Qui c’è un equivoco... Io non amo voi, non vi vedete nello specchio?... non vedete che siete una purga di sale inglese? Io son venuto qua per la DIVA, perché sono innamorato di lei,... anzi, signora, ditemi qual’è il suo camerino?
CARATTERISTA Allora tutte quelle parole appassionate...
TOTÒ Per la Diva...
CARATTERISTA E quel mazzo?
TOTÒ Per la DIVA... Per voi avrei portato un mazzo di papaveri, non di mammole...
CARATTERISTA Imbecille!... quello è il suo camerino (via a soggettò)
TOTÒ Ecco il suo camerino... Il cuore mi si spezza. Tremo... e perché tremo?... Io che non ho mai tremato... Sù, coraggio... adesso busserò piano piano con le nocche delle dita, (esegue) Ho noccheggiato!
DIVA (di dentro) Chi è?
TOTÒ Sono io!
DIVA Io chi?
TOTÒ II giovine apollo...
DIVA Cosa volete?...
TOTÒ Io vi amo, o Diva, e disperato è l’amore mio...
DIVA (uscendo) Ma signore, siete pazzo?... Io non vi conosco...
TOTÒ Si, sono pezzo da un pozzo... (correggendosi) sono pizzo da un puzzo... sono pozzo da un pizzo... sono pazzo da un pezzo... La prima volta che vi vidi nella «Febbre del bronzo»... poi nei «Quattro cavoli dell’Apocalisse», infine nell’«Incendio di Troia»... Ah, come facevate bene la parte in quell’incendio... Da quel giorno vi amo e non posso più vivere senza il vostro amore...

(Duetto d’amore)

LUI Eri bella su quel magico lenzuolo quando al cinema ti vidi lavorar ma non era proprio quello, quello solo il lenzuol ove volevoti mirar.
LEI Sono inutil queste vostre paroline mio signore sconosciuto e scocciator non vedrete certamente mai le trine della biancheria che ricopre questo cuor.
LUI Nella film che bruciava tutta Troia quell’incendio pure il cuore mi bruciò mi passò sull’istante anche la noia di seder vicino a un grosso zappartor.
LEI Meglio assai sarebbe stato che l’incendio fosse stato un disastro in realtà e bruciato avesse insieme al tuo stipendio quel cervel che avete tutto sconquassat.

(Ripresa del refrain e danza).

DIVA Ed ora signore, vi prego, andatevene... Io sono maritata.
TOTÒ E perché siete maritata?...
DIVA O bella, perché sono maritata!
TOTÒ Non dovevate maritarvi... Dovevate pensare che un giorno vi sareste incontrata con me.
DIVA Signore, vi prego, andatevene,.. A momenti potrebbe essere qui mio marito il quale è di una gelosia feroce... Se vi trova qui, mette la mano in tasca, caccia la rivoltella e pim! pim! due palle, una a me e una a voi...
TOTÒ E perché, pim! pim! due palle, una a me è una a voi... Non potrebbe fare pim! pim! e tutte e due le palle a voi?
DIVA Vi ringrazio... Siete molto coraggioso... Via, via non scherzate... andate via...
TOTÒ Ma amore mio, io ti amo... voglio abbracciarti... baciarti così... Che venga tuo marito con la rivoltella, io non lo temo... Non lo temo nemmeno col cannone...

(Entra il marito che a quella vista va su tutte le furie. Totò fa un urlo di spavento, quindi scappa impaurito per la scena, un plorando pietà. L’operatore e la caratterista entrano con il direttore e lo fermeranno. La diva spaventata atich’essa dalla piega degli eventi, si avvicina a Totò e sottovoce gli dice:)

DIVA Assecondatemi... Dite sempre sì! (forte) Ma sì... ma sì... ora va bene... prima non mi siete affatto piaciuto... (al marito) Non hai dunque capito che il signore è Pirolini... l’artista che tu aspettavi?...
TOTÒ (urlando felice) Sicuro! Sono Pirolini... Sono Pirolini!...
DIVA (piano all’orecchio) Siete un vigliacco.


(2) Variante della battuta nella rivista "Questo non è sonoro":
«Ah, signora, non facciamo scherzi! Io con le minorenni non mi ci metto... Qui c’è un equivoco. Io non amo voi. Io sono venuto qui per la Diva, per Greta del Dolores!...»