Totò: 10 Scene Culto che hanno lasciato un Segno Indelebile

Scene che hanno lasciato un segno incancellabile nei ricordi del cinema italiano

Il principe di Napoli, uno dei più grandi attori della nostra storia cinematografica. Stiamo parlando di Totò, nome d’arte di Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis di Bisanzio Gagliardi, più noto come Antonio De Curtis. Stiliamo le 10 scene culto che hanno lasciato un segno incancellabile nei ricordi del Cinema italiano anni ’50/’60.
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Totò, Peppino e la malafemmina: “I fratelli Caponi” Totò, Peppino e… la malafemmina è un film commedia diretto da Camillo Mastrocinque nel 1956. La pellicola si colloca sia nel filone dei film comici della storica coppia Antonio De Curtis – Peppino De Filippo, sia nel genere dei musicarelli: in questo caso il protagonista canoro è Teddy Reno, che propone alcuni brani del suo repertorio oltre alla canzone che intitola il film, scritta dallo stesso

Totò. Il film ebbe inoltre un ottimo successo di pubblico. Il film è stato il campione d’incasso dell’anno di uscita (circa 1.751.000.000 di lire, equivalenti a circa 23 milioni di euro attuali).

La celebre lettera alla Malafemmina 

 Totò e Peppino a Milano

 Miseria e nobiltà è un film del 1954 diretto da Mario Mattòli, tratto dall’omonima opera teatrale (1888) di Eduardo Scarpetta. Sceneggiatura: Ruggero Maccari Produttore: Carlo Ponti, Dino De Laurentis per la Excelsa Film. Interpreti e personaggi – Totò: Felice Sciosciammocca, Dolores Palumbo: Luisella, Enzo Turco: Pasquale il fotografo ambulante, Valeria Moriconi: Pupella sua figlia Franca, Faldini: Nadia la bella modista, Liana Billi: Concetta moglie di Pasquale, Sophia Loren: Gemma.

 

La celebre scena della pasta in tasca

E aggiungiamo anche la scena della lista della spesa

 TotòTruffa 62: “la Fontana di Trevi” Totòtruffa 62 è un film di Camillo Mastrocinque del 1961 con Totò e Nino Taranto. Antonio (Totò) e Camillo (Nino Taranto) sono due ex trasformisti che vivono organizzando piccole truffe e continui raggiri e spesso riescono a sfuggire alla Legge grazie alla benevolenza del commissario Malvasia (Ernesto Calindri), ex compagno di scuola di Antonio.

Nel suddetto film tutti si ricorderanno della ‘storica’ sequenza in cui Totò prova a vendere ad un americano la Fontana di Trevi. Non sarà un film straordinario, ma la singola scena è tra le più conosciute dell’attore.

La vendita della Fontana di Trevi scena Indimenticabile

Aggiungiamo una delle scene più celebri, tra le preferite, “Spogliatoio”

Totò a colori: “l’onorevole Trombetta” è un film del 1952, diretto da Steno. È in assoluto il primo lungometraggio italiano a colori (Ferraniacolor). Qui è praticamente impossibile non citare la sequenza del treno, in cui entrano in contatto l’onorevole Trombetta ed il compositore Antonio Scannagatti.

I due colonnelli è una commedia del 1962 diretta dal regista Steno. Il titolo fa riferimento al film dell’anno precedente, I due marescialli, di cui il celebre attore napoletano Totò era stato protagonista assieme a Vittorio De Sica. A Montegreco, in Grecia, durante l’ultima guerra, due colonnelli, uno italiano e l’altro inglese, s’innamorano della stessa ragazza e devono conquistare lo stesso paese. Con un pizzico di cattiveria più del solito, Totò fa il colonnello fascista che sbraita a tutto vapore e per l’unica volta in tutti i suoi film pronuncia la parola “culo”. Quasi sempre riusciti i suoi duetti con W. Pidgeon e con N. Taranto. Ma la sceneggiatura di Corbucci-Grimaldi è banale e di sfiancata arguzia. Scena celebra di questo film quando Totò pronunciò l’unica parolaccia detta “E ci si pulisca il culo” che a mio parere è una delle più forti dei film di Totò:

Signori si nasce. Film del 1960 diretto da Mario Mattòli. Altro cult movie per Totò, che in coppia con De Filippo, sua spalla storica, da vita ad una commedia degli equivoci divertente ed articolata. Soggetto: Dino Falconi e Luigi Motta, Sceneggiatura: Castellano e Pipolo, Edoardo Anton, Produttore: Isidoro Broggi, Renato Libassi, Casa di produzione: Manenti Film, Fotografia: Alvaro Mancori, Musiche: Gianni Ferrio, Interpreti e personaggi – Totò: Ottone Degli Ulivi, Peppino De Filippo: Pio Degli Ulivi, Delia Scala: Patrizia, Carlo Croccolo: Battista maggiordomo del barone Ottone, Lidia Martora-Maresca: Luisa, Angela Luce: Fedele.

Scena celebre “La cena di Zazà”

I due marescialli È l’8 settembre 1943. Mentre un maresciallo dei Carabinieri (V. De Sica) si traveste da prete, un falso prete (Totò) indossa la sua divisa. Equivoci e disavventure a catena. Il difetto di questa commedia grottesca sta nella sceneggiatura. Per due terzi sta in piedi, in chiave di farsa, per merito di un ottimo Totò e di un funzionale De Sica nel suo flautato gigionismo, ma verso la fine si appesantisce nel patetico. Si ride, ma spesso a spese del buon gusto e del buon senso.

La scena culto di questo film è la famosa “Pernacchia”

 fonte: http://www.leggilo.net