Anna, la primadonna

Risate di gioia, 1960

Inizialmente la Magnani non voleva fare coppia con Totò. «Quando dissi alla Magnani – ha raccontato il regista Mario Monicelli - che per il ruolo del suo compagno avevo pensato a Totò [...] lei non lo voleva assolutamente…. Fu una cosa abbastanza spiacevole, perché pensava che questo l'avrebbe squalificata».
«Allora Totò era considerato un guitto» spiega Monicelli,  «faceva film che venivano ritenuti la vergogna d’Italia, la critica non li considerava nemmeno, li faceva recensire ai vice. La Magnani era invece reduce dall’Oscar, aveva lavorato con Marlon Brando e pensava che la presenza di Totò abbassasse il tono e la qualità del film. Io ritenevo Totò un grandissimo attore e mi sono sempre considerato fortunato ad avere fatto film con lui, avevo chiara la nozione di chi era e che cos’era. E poi mi piaceva mettere insieme proprio loro due, togliere alla Magnani quella sovrastruttura stupida che le aveva dato Pelle di serpente [...] Mi opposi con molta forza alle sue critiche dicendo: "Vabbè senti: se vuoi fare il film così, va bene, sennò io non lo faccio". E allora lei accettò e durante la lavorazione andò tutto benissimo, furono anzi molto carini tutti e due, molto vicini, si divertivano l’un con l’altro».

Secondo Giancarlo Governi «l'atteggiamento della Magnani è comprensibile: lei ha appena vinto un Premio Oscar, Totò invece è rimasto legato ad un cinema che viene considerato provinciale». I due attori avevano lavorato a lungo insieme nel varietà, anche nel periodo anteguerra ed il duetto di Geppina Gepì – una scena girata nel Casinò di Anzio - è un omaggio a quel loro periodo, di cui però non sono purtroppo rimaste testimonianze visive. Nonostante le resistenze iniziali della Magnani, i due attori lavorarono poi di buon accordo.
«Tra Anna Magnani e Totò – ha raccontato Furio Scarpelli, uno degli sceneggiatori - c'era una gara benevola, senza alcuna malignità, a chi diceva più battute».